{"id":347,"date":"2010-09-17T08:08:25","date_gmt":"2010-09-17T08:08:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=347"},"modified":"2016-04-03T23:06:04","modified_gmt":"2016-04-03T23:06:04","slug":"essere-scelto-di-jean-bouchart-dorval","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/essere-scelto-di-jean-bouchart-dorval\/","title":{"rendered":"Essere scelto di Jean Bouchart D&#8217;Orval"},"content":{"rendered":"<p>Jean Bouchart D\u2019Orval<\/p>\n<p><em>Essere scelto<\/em><\/p>\n<p>3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 93 \u2013<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Cos\u2019\u00e8 la meditazione? Che senso ha fare meditazione?<\/p>\n<p>J.B.\u00a0\u00a0 Meditare, \u00e8 mettere un termine a tutto ci\u00f2 che si \u00e8 fatto nella vita e fare qualche altra cosa? No, \u00e8 continuare nella direzione che seguiamo, ma andare fino in fondo.<\/p>\n<p>Smettere di accontentarsi di uno sterile compromesso. Andare fino in fondo. Quando eravamo molto giovani, bambini, gioivamo tutti, totalmente, pienamente. Andavamo fino in fondo, scelti dal gioco. Eravamo nella gioia, nella meraviglia. Ci\u00f2 che facevamo, era con amore, attraverso il gioco. Nessuna meditazione, nessun bisogno di concentrazione.<\/p>\n<p>E\u2019 stato dopo che la memoria si \u00e8 riempita. C\u2019\u00e8 stata accumulazione e alla fine agitazione. Ora, la meditazione \u00e8 la vera natura dell\u2019esistenza, che \u00e8 pura tranquillit\u00e0 e pura gioia.<\/p>\n<p>Questo stato \u00e8 stato senza dubbio guastato dall\u2019agitazione, dai desideri, dalle paure, da tutto quello che si \u00e8 cristallizzato attorno alla cosiddetta personalit\u00e0. Ma questo non \u00e8 andato perduto.<\/p>\n<p>Per gli esseri umani che, in un momento di grazia, d\u2019apertura, ritrovano quello stato, diremo che sono in contemplazione o in meditazione.<\/p>\n<p>Il concetto di meditazione \u00e8 venuto a persone che sono state scelte dalla bellezza della vita, dalla meraviglia davanti all\u2019esistenza, come i bambini. Loro hanno visto che la loro mente li rendeva agitati, e si sono detti che c\u2019era uno stato in cui si pu\u00f2 stare pi\u00f9 tranquilli, pi\u00f9 all\u2019ascolto. L\u2019hanno chiamato meditazione. Perch\u00e9 la meditazione \u00e8 la sola cosa che non si pu\u00f2 \u201cfare\u201d, cio\u00e8 si fa attraverso l\u2019 amore, l\u2019entusiasmo. La realt\u00e0 \u00e8 che \u00e8 il solo momento in cui non facciamo niente. Non c\u2019\u00e8 nessuna direzione deliberata, volontaria.<\/p>\n<p>Cosa posso volere\u00a0 se non \u00e8 gi\u00e0\u00a0 nella mia memoria? Volere, \u00e8 voler rifare il conosciuto. Il genere di vita in cui viviamo e in cui ci siamo lasciati radicare, \u00e8 egocentrica,\u00a0 si concentra su tutto il sedicente individuo che fa e raccoglie il frutto dopo l\u2019azione. La paura \u00e8 voler rifare ci\u00f2 che si conosce. La meditazione non ha niente a che fare con questo. E\u2019 una scelta.\u00a0 Forse \u00e8 il solo momento della giornata dove il meccanismo del volere acchiappare, prendere e comprendere \u00e8 a riposo. Perch\u00e9 il meccanismo di presa e la comprensione partecipano allo stesso movimento, che concerne l\u2019io fabbricato. In India si chiama <em>ahamkara<\/em>.\u00a0 <em>Aham<\/em> \u00e8 l\u2019io universale, l\u2019esistenza stessa; <em>ahamkara<\/em> \u00e8 l\u2019io artificiale che si \u00e8 costruito nello spazio e nel tempo, quello che \u00e8 attratto da tutti i desideri, dalle paure, dai rimpianti.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Al tempo stesso, \u00e8 questo io fabbricato che ci porta alla meditazione.<\/p>\n<p>J.B.\u00a0\u00a0 l\u2019Io fabbricato non esiste nella vita. E\u2019 questa qui, la vita, il motore che ci porta alla meditazione. L\u2019ego non esiste, \u00e8 un\u2019illusione. Non un solo ego \u00e8 capace di alzare una tazza di t\u00e8, \u00e8 la vita che lo fa. L\u2019ego \u00e8 una finzione, un concetto molto pratico per le mondanit\u00e0. Ma nella vita non c\u2019\u00e8 che la vita. Certo, la meditazione sembra venire da una decisione.<\/p>\n<p>Ci si dice: \u201cVado a fare meditazione\u201d, ma in realt\u00e0 in quel momento non se ne ha la scelta. Si \u00e8 presi.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come prima, non ne avevamo la scelta di non farla!<\/p>\n<p>La vera meditazione \u00e8 realizzare che non abbiamo mai avuto la scelta\u2026e alla fin realizzare che non abbiamo da meditare. Quando realizziamo questo, prendiamo immediatamente coscienza di non fare nulla.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Quando mi dico che vado a fare meditazione, cerco di ritrovare qualcosa uno stato conosciuto nel passato, spesso assieme ad una postura. C\u2019\u00e8 una messa in scena. Cosa succede esattamente in quel momento? Quale processo mi conduce verso la vera meditazione?<\/p>\n<p>J.B.\u00a0\u00a0 Profondamente non c\u2019\u00e8 un processo, non un cammino, niente da raggiungere e nessuno che raggiunge nulla. Ecco la pura verit\u00e0 senza compromessi. Descriviamo dunque qui cosa succede nella testa di qualcuno che si crede ancora qualcuno.<\/p>\n<p>La prima cosa che succede \u00e8 che le molteplici direzioni della vita si riducono a una sola. Non saltiamo pi\u00f9 da un oggetto ad un altro. Quando mi ritorna la nostalgia della tranquillit\u00e0, ascolto, guardo. La tranquillit\u00e0 che viene \u00e8 naturale. Evidentemente, in quel momento, ho ancora l\u2019immagine d\u2019avere una direzione.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 finch\u00e8 mi prendo per qualcuno, non posso far finta di non avere una direzione mentre ne ho una.<\/p>\n<p>Anche se lo vediamo normalmente, per esempio quando si pretende di non avere uno scopo, quando si pretende di lasciar fare, mentre si ha un fine, quello di non avere scopo! Un occhio non pu\u00f2 guardare se stesso.<\/p>\n<p>Non siamo altro che puro sguardo, pura attenzione.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 di una semplicit\u00e0 totale, per\u00f2 \u00e8 difficile da comprendere. Non \u00e8 della serie razionale.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 cerco di guardare, finch\u00e9 c\u2019\u00e8 in me qualcuno che cerca di guardare sono a fianco della meditazione. C\u2019\u00e8 sempre un soggetto che guarda un oggetto, con uno sguardo fra i due per fare il legame. Cosa resta? Lo Sguardo vero, l\u2019Io, in cui sorgono il soggetto, l\u2019oggetto e la percezione che li legano. Certo, quello Sguardo non \u00e8 oggettivabile. Se si cerca di descriverlo, lo si riduce di nuovo a un oggetto e si scende di nuovo nella mondanit\u00e0.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Quando c\u2019\u00e8 nostalgia, sembra necessario essere attenti a quella nostalgia. Perch\u00e9 se non sono attento a quello, se non riconosco il valore di quella nostalgia, il mentale cerca di riempire la mancanza nel modo solito, per esempio aprendo il frigo, accendendo la televisone, ecc. Cerca di riempire il vuoto con ci\u00f2 che conosce.<\/p>\n<p>J B.\u00a0\u00a0 C\u2019\u00e8 un lavoro che si fa sull\u2019idea che io sono qualcuno separato. Quella separazione a cui sono abituato mi provoca riconoscenza nel momento in cui sono cercato. Si basa su nodi che si sono formati in me. Ma i nodi si possono mettere a nudo, se rimangono l\u00ec dove si \u00e8. Quando lo sguardo si posa, il soggetto e l\u2019oggetto si cancellano molto in fretta. E\u2019 un semplice fenomeno dell\u2019attenzione. Ho fatto un test di campo visivo, dove vi si chiede di fissare un punto giallo mentre vi si mandano dei flash luminosi. Ad ogni flash bisogna premere un bottone. Dopo qualche minuto non si vede pi\u00f9 il punto giallo; questo non \u00e8 dovuto a un problema di visione, ma al funzionamento dell\u2019attenzione. E\u2019 la stessa cosa quando lo sguardo si posa. Se la mia attenzione si porta in modo prolungato sul minimo fenomeno, questo perde la sua apparenza, come se lo sguardo passasse attraverso il velo dell\u2019apparenza. Quando sono preso dalla nostalgia, dalla corrente della vita, quando lo sguardo si posa e spesso diverge andando a destra o a sinistra, e non rientro in quella follia di voler governare l\u2019attenzione o eliminare i pensieri, ci sar\u00e0 un rilassamento.<\/p>\n<p>La calma arriva quando tutto ci\u00f2 che si presenta \u00e8 l\u2019oggetto della meditazione.<\/p>\n<p>Invece, se provo a rilassarmi col pensiero, cosa succede? Se sono in fondo a un lago e vedo sollevarsi della sabbia e provo a farla ricadere con le mani, non far\u00f2 che sollevare pi\u00f9 sabbia. Se resto fermo, e guardo, tutto si deposita al fondo. Comincer\u00f2 a vedere pi\u00f9 chiaro e preciso. Le cose si depositano. Anche se non arriva quel rilassamento, non sono niente di meno che Puro sguardo, allora finalmente non mi manca nulla.<\/p>\n<p>E\u2019 perch\u00e9 non vedo questo che credo di dover meditare.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Si osservano i pensieri che sorgono, ma \u00e8 difficile restare passivi, essere soltanto sguardo. Il condizionamento ci spinge a fare qualcosa\u2026<\/p>\n<p>J.B.\u00a0\u00a0 Si, la meditazione \u00e8 tutto il contrario di un fare, ma sembra esserci alternanza tra uno stato apparentemente concentrato e un altro di sedicenti pensieri che vengono a distrarci. Sono state messe a punto delle tecniche per arrivare a concentrarsi su un solo suono, un solo pensiero; questo pu\u00f2 servire fino ad un certo punto, ma non va mai molto lontano e il rischio \u00e8 di perdersi nella tecnica, dimenticando che anche la tecnica deve sparire.<\/p>\n<p>Meditare non \u00e8 applicare una tecnica!<\/p>\n<p>Quando viene un pensiero, sono l\u00ec. Se non fossi l\u00ec, non ci sarebbe pensiero. Ogni pensiero dunque \u00e8 in s\u00e9 il modo di ricondurmi a me stesso. Se comprendo questo, smetto di separarmi dai miei pensieri. La separazione dai pensieri \u00e8 un ostacolo per molti: dicono che dovrebbero fare meditazione per eliminare i pensieri. Ma cos\u00ec facendo si separano dai pensieri \u2026e dalla meditazione. C\u2019\u00e8 di nuovo uno scopo da raggiungere.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 E\u2019 la patologia di dirsi che il pensiero \u00e8 il nemico?<\/p>\n<p>J.B.\u00a0\u00a0 La base della patologia \u00e8 di prendersi per qualcuno separato dal resto dell\u2019universo.<\/p>\n<p>A partire da l\u00ec tutte le patologie evolvono. Quel modo mondano di vivere fa s\u00ec che vogliamo sempre qualcosa d\u2019altro da quello che c\u2019\u00e8. La meditazione \u00e8 la cessazione\u00a0 di quel meccanismo. Non ci sono nemici e con questo riconoscimento viene l\u2019umilt\u00e0. Non c\u2019\u00e8 niente altro nella vita\u00a0 che la vita. Anche il pensiero \u00e8 la vita. In quello che \u00e8 insegnato sulla meditazione spesso deriva una grande mancanza di umilt\u00e0.<\/p>\n<p>Meditare \u00e8 essere umili. Ma essere umili non vuol dire essere piccoli, ma il contrario. Si diventa cos\u00ec umili che non si ha pi\u00f9 l\u2019impressione di dover fare qualcosa\u2026 come decidere che tutte le mattine tra le cinque e le sei bisogna essere umili. C\u2019\u00e8 una installazione. Un riposo.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Ci\u00f2 non vuol dire che tra le cinque e le sei non stai meditando, ma che lo stato mentale \u00e8 cambiato. Rispondiamo all\u2019appello senza farne una storia, un dovere da compiere.<\/p>\n<p>J.B.\u00a0\u00a0 E sempre pi\u00f9 lo stato meditativo ci coglie durante la giornata. Si pu\u00f2 stare danzando, saltando in aria, o essendo completamente tranquilli. La meditazione \u00e8 lasciare la vita essere come \u00e8 attraverso il corpo e la psiche.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 La dimensione corporea \u00e8 importante, apre la porta ad un sentire del corpo non abituale. Quando constato la mia agitazione, tornare alla dimensione corporea.\u00a0 Quando si ha l\u2019impressione di sbagliare, si ritorna a ci\u00f2 che \u00e8 di base. Per noi \u00e8 il corpo. Tutti ne abbiamo uno! Pu\u00f2 perci\u00f2 essere un punto di ancoraggio. All\u2019inizio, si pu\u00f2 invitare a sentire il corpo; ma molto rapidamente, il corpo non sar\u00e0 pi\u00f9 il corpo. Sar\u00e0 sentire e basta. Se si sente il corpo, prima o poi si sente una gioia, perch\u00e9 la vera natura del corpo \u00e8 di essere vuoto, profondamente gioioso.<\/p>\n<p>All\u2019inizio del ritorno alla sensazione, c\u2019\u00e8 un osservatore: osserva le sensazioni, i fenomeni nel corpo, eventualmente ci\u00f2 che non va (e si inquieta!). Cosa diventa nella meditazione?<\/p>\n<p>J.B.\u00a0\u00a0 Il solo Osservatore che esiste include i mezzi d\u2019osservazione, l\u2019osservatore di cui parlate e il sedicente oggetto osservato. Tutto \u00e8 dentro. E\u2019 come il sognatore. Nel sogno, tutti gli oggetti, i personaggi e i mezzi di conoscenza sono nel sognatore. Nel sogno non c\u2019\u00e8 che il sognatore. La meditazione \u00e8 risvegliarsi. Smettere di dormire. Vedere che nella vita non c\u2019\u00e8 che la vita. A un certo momento, rester\u00e0 una chiarezza. Nella stessa scelta c\u2019\u00e8 solo la Luce cosciente. Cosa sono in quel momento? <em>Sono Quello<\/em>.<\/p>\n<p>traduzione:Luciana Scalabrini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jean Bouchart D\u2019Orval Essere scelto 3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 93 \u2013 3m.\u00a0\u00a0 Cos\u2019\u00e8 la meditazione? Che senso ha fare meditazione? 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