{"id":35,"date":"2010-07-31T19:54:56","date_gmt":"2010-07-31T19:54:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=35"},"modified":"2016-04-03T23:06:49","modified_gmt":"2016-04-03T23:06:49","slug":"per-finirla-con-la-pretesa-di-sofferenza-in-generale-e-dellamore-in-particolare-di-eric-baret","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/per-finirla-con-la-pretesa-di-sofferenza-in-generale-e-dellamore-in-particolare-di-eric-baret\/","title":{"rendered":"Per finirla con la pretesa di sofferenza in generale e dell\u2019amore in particolare di Eric Baret"},"content":{"rendered":"<p>(Da 3m\u00e9Millenaire n.70) \u2013 Traduzione Luciana Scalabrini<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/baret31.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37\" title=\"baret3\" src=\"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/baret31.jpg\" alt=\"\" width=\"56\" height=\"93\" \/><\/a><\/p>\n<p>Dobbiamo constatare a qual punto stiamo sempre chiedendo il consenso di chi ci circonda. Le persone attorno non mi sono simpatiche se non supportano la mia sofferenza. Cos\u00ec \u00e8 l\u2019essere umano. Vuole che si rispetti la sua sofferenza: \u201c Ho ben il diritto di soffrire! Il mio cane \u00e8 morto, sono malato, la mia donna mi ha lasciato, mio figlio \u00e8 scomparso, mio marito mi tradisce \u2026 Sono ben in diritto di essere infelice!\u201d<\/p>\n<p>In quel momento, alla fine, non c\u2019\u00e8 niente da dire; non c\u2019\u00e8 modo di mettere in dubbio.<\/p>\n<p>Soffrire (parliamo qui della sofferenza psicologica, il dolore fisiologico richiede un approccio pi\u00f9 sensoriale e tecnico che non affrontiamo qui) \u00e8 una malattia curabile. \u201cRispettate il mio dolore\u201d. Prima o poi ci si accorge del meccanismo: la sofferenza \u00e8 sempre una reazione. Spesso si ha la pretesa che la situazione potrebbe essere diversa da quella che \u00e8. Quando viviamo con la realt\u00e0, cio\u00e8 con ci\u00f2 che appare nell\u2019istante, senza \u201cla storia\u201d che le cose dovrebbero essere in altro modo per esserci \u201cgradite\u201d, la sofferenza \u00e8 impossibile. La bellezza prevale; non ci si pu\u00f2 pi\u00f9 battere per essere riconosciuti come \u201cmoralmente sofferenti\u201d, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 \u201c se sapeste come soffro, mia moglie mi tradisce\u201d. Certi uccidono per \u201camore\u201d: il pensiero di essere sposato a qualunque essere umano, fa parte di queste fantasie borghesi, religiose delle quali le nostre societ\u00e0, ubriache di certezze, si compiacciono tanto.<\/p>\n<p>Cosa potrebbe veramente dire essere sposato? E\u2019 veramente amore? Allora se il vostro congiunto \u00e8 felice tra le braccia della vicina, siate felice per lui. Quante distruzioni fisiche e psicologiche crea la gelosia? Quando vi rendete conto che il matrimonio, l\u2019amore o ogni idea di relazione non \u00e8 che un concetto, cessate di imporre la vostra legge a chi vi \u00e8 accanto. Amate la libert\u00e0 dell\u2019altro come la vostra. E\u2019 tutto o niente. Ti amo. Questo vuol dire: \u201csono nella mia\u00a0 natura profonda, senza attese, non domando niente, soprattutto che tu mi ami&#8221;. Se domando che tu mi ami, \u00e8 che io non ti amo, non ti rispetto, perch\u00e9 l\u2019amore \u00e8 senza domanda.<\/p>\n<p>Il mio ruolo \u00e8 d\u2019amare. Se mi aspetto una qualche reciprocit\u00e0, esco dalla mia natura che \u00e8 pienezza. In quel momento, niente mi pu\u00f2 mai turbare, perch\u00e9 ci\u00f2 che cerco cos\u00ec avidamente nell\u2019altro non \u00e8 in realt\u00e0 che la mia propria libert\u00e0. E questa non \u00e8 una cosa che si possa concedermi o rifiutarmi. Tocca a me scoprirla nel mio cuore, donarmela. L\u00e0, pi\u00f9 nessuno da amare, pi\u00f9 nessuno per pretendere di amare, l\u2019amore trionfa, l\u2019amore \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8, \u00e8 l\u2019essenza del mondo, e questo non dipende da nessuna situazione.<\/p>\n<p>Quando il richiamo alla via si fa sentire chiaramente, tutto ci\u00f2 che ci sembrava essere delle limitazioni, delle restrizioni di cui ci si voleva liberare, diventa al contrario l\u2019occasione d\u2019approfondire la comprensione di se stesso, cio\u00e8 la visione dei propri limiti. Si deve celebrare questa scoperta: vedo ancora in me uno spazio non libero. Libero dal fantasma di voler essere altro da ci\u00f2 che appare nell\u2019istante; non corro dal terapeuta o dal guru alla moda, giro la testa e faccio fronte a questo limite: corpo\u00a0 e anima. In questa accoglienza, libero da attese, la mia costrizione diventa la porta non concettuale verso la realt\u00e0. Quando sono uno con ci\u00f2 che appare, senza la storia che le cose potrebbero essere diverse, la sofferenza non si pu\u00f2 mantenere.<\/p>\n<p>La sofferenza \u00e8 sempre nel futuro. Ecco l\u2019arte della gioia. Tutto non \u00e8 che specchio che rivela la mia libert\u00e0. Fino a che vogliamo essere riconosciuti nella nostra sofferenza, essere rispettato, non \u00e8 possibile alcuna via d\u2019uscita. La ricerca della libert\u00e0 non attiene che a colui che \u00e8 pronto a oltrepassare la sua storia, passata, presente e futura.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che si chiama \u201cgli altri\u201d, \u201cl\u2019ambiente\u201d non \u00e8 che la creazione della nostra paura. Vogliamo essere liberi o costantemente consolati, approvati, supportati dalle immagini: la mia storia, il mio passato, mio marito, il mio amante, la mia casa, la mia razza, il mio paese, ecc.<\/p>\n<p>E\u2019 cos\u00ec difficile vedere quanto \u201cmio\u201d, \u201cmia\u201d, \u201cmiei\u201d non sono che un furto, un colpo di mano come il clown del circo che si appropria degli applausi destinati al giocoliere. Non si\u00a0 pu\u00f2 dire \u201cpossiedo, questo mi appartiene, ecco mia moglie, il mio paese, e anche, prima o poi, il mio corpo, il mio pensiero\u201d. Ma \u201ccelebro, onoro, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 che Lui, che appare in tutte le forme e il solo stato dell\u2019essere umano \u00e8 di servitore\u201d. Niente \u00e8 mio e io non appartengo a niente. Tale \u00e8 la mia libert\u00e0. Questo non impedisce di adempiere alle proprie funzioni nella vita quotidiana. Per molte persone la vita familiare \u00e8 pi\u00f9 organica dell\u2019apparente solitudine. Dei figli possono avere esigenze e voi non lasciate il gattino che dorme nel salone senza mangiare. Se \u00e8 necessario, andrete a partecipare all\u2019apparente distruzione del corpo, chiamato momentaneamente \u201cnemico\u201d secondo gli interessi finanziari e malati delle nostre democrazie. Niente vi impedisce di accumulare una fortuna, se questo avviene naturalmente, ma voi non avrete pi\u00f9 bisogno di questo per sentirvi ricchi. I vostri ruoli di padre, di sposo, di amante, di soldato, d\u2019uomo d\u2019affari, di criminale o di brav\u2019uomo si applicano al momento, ma voi non vi cercherete pi\u00f9 in loro. Seguite il corso della vita senza pretendere una qualsiasi autonomia. Sostenete il vostro ruolo, con la riconoscenza di essere, qualsiasi siano le modalit\u00e0.<\/p>\n<p>La rivelazione divina non vi dice che non dovete pi\u00f9 sentire dolore, n\u00e9 che dovete essere nella misura in cui potete pagare il vostro alloggio o avere la capacit\u00e0 di allevare i vostri figli. Questa capacit\u00e0 vi \u00e8 data o no all\u2019istante; non scegliete di vivere in un paese sazio o in un paese che soffre la fame. In una chiarezza senza storia, ci\u00f2 che appare non \u00e8 altro che l\u2019essenziale, qualsiasi siano le espressioni. Vivete in funzione della vostra capacit\u00e0 reale e non di un capitale ipotetico creato o sperato per bisogno di sicurezza affettiva.<\/p>\n<p>Rinunciando ad ogni pretesa di una competenza a vivere, la vita si fa carico di voi, totalmente. In un istante di verit\u00e0, gettiamo nella chiarezza della semplicit\u00e0 tutte le nostre pretese a un qualunque colore, a una qualit\u00e0 qualunque. Offerta del conosciuto allo sconosciuto, dall\u2019oggetto all\u2019ultimo soggetto, tale \u00e8 il sacrificio nel fuoco dell\u2019evidenza. Solo la nostra storia si consuma.<\/p>\n<p>Fino alla visione che non era mai veramente esistita, se non nella nostra paura. Il serpente scompare; non c\u2019\u00e8 che una corda. Qui, pi\u00f9 rispetto per la sofferenza. I forni crematori si aprono e furiose ceneri consumano il consumabile. Ecco il vero rispetto, non quello d\u2019una fantasia, ma della stessa vita sotto tutti i suoi aspetti. Meno di questo non \u00e8 che disgrazia. Fino a che non integro tutti gli aspetti delle emozioni, sono in una storia. Fino a che non sopporto questo o quello, presente, passato o futuro, non sopporto niente, perch\u00e9 proietto dappertutto queste paure, nego la divinit\u00e0.<\/p>\n<p>Questo non pu\u00f2 che realizzarsi nell\u2019istante. Non ci si pu\u00f2 liberare che qui e ora. Niente, fuga nel futuro \u201cquando sar\u00f2 pronto\u201d. E\u2019 l\u2019istante o mai, non ce ne saranno altri.<\/p>\n<p>Diciamo un Si senza limite, ultimo rispetto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dobbiamo constatare a qual punto stiamo sempre chiedendo il consenso di chi ci circonda. Le persone attorno non mi sono simpatiche se non supportano la mia sofferenza. Cos\u00ec \u00e8 l\u2019essere umano. Vuole che si rispetti la sua sofferenza: \u201c Ho ben il diritto di soffrire! 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