{"id":4,"date":"2010-07-25T11:57:14","date_gmt":"2010-07-25T11:57:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=4"},"modified":"2016-04-03T23:06:49","modified_gmt":"2016-04-03T23:06:49","slug":"conversazione-con-raphael-tradizione-primordiale-approccio-alla-non-dualita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/conversazione-con-raphael-tradizione-primordiale-approccio-alla-non-dualita\/","title":{"rendered":"Conversazione con  Raphael : &#8220;Tradizione Primordiale ; approccio alla non-dualit\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: x-small;\">3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 64-65 &#8211;  Traduzione Luciana Scalabrini<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: x-small;\"> &#8211; prima parte <\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p>Premessa.<\/p>\n<p>Raphael,  il fondatore dell\u2019<em> Ashram      Vidya<\/em> \u00e8 un <em>Advaitin<\/em> tradizionale che segue la  \u201cvia senza supporto\u201d <em>l\u2019Asparsa yoga<\/em>. Dopo 35 anni  d\u2019insegnamento      scritto e orale, ora vive ritirato nel silenzio di un eremitaggio  sui contrafforti      dei monti Appennini, circondato da alcuni residenti fissi.<\/p>\n<p>Autore di numerose      opere che trattano la Filosofia Perenne, non fa opera d\u2019erudizione,  ma tenta      di aprirci alla via della Conoscenza attraverso l\u2019identit\u00e0, che  conduce alla      <em>Metanoia<\/em> e al <em>Nirguna Brahman<\/em>,  dimensione dell\u2019 \u201cUno-senza-secondo\u201d, che sfugge      ad ogni concetto, ma la\u00a0\u00a0cui\u00a0 realt\u00e0  s\u2019 intuisce attraverso il cuore. La profonda      comprensione che possiede Raphael delle differenti branche della  Tradizione,      ci offre vaste prospettive rischiarate da folgoranti paralleli tra  il pensiero      greco, ebraico e vedantico. Il suo molto grande rigore filosofico,  cos\u00ec prezioso      in questo fine secolo, aperto a tutti i sincretismi dottrinari  immaginabili,      si esercita attraverso una grande umilt\u00e0 e compassione. Soprattutto,  dividere      un momento di Silenzio accanto a lui \u00e8 forse, ben al di l\u00e0 delle  parole che      padroneggia con tanta cordialit\u00e0, il gioiello pi\u00f9 prezioso che sia  dato ricevere.<\/p>\n<p>Gli  intervistatori:<\/p>\n<p>Anne e  Darrel Newberg.<\/p>\n<p>Intervista.<\/p>\n<p><em> <\/em><\/p>\n<p>D: Ci\u00f2 che chiamate \u201cstato di coscienza\u201d corrisponde a ci\u00f2 che noi consideriamo come la  persona?<\/p>\n<p>R: Tutto  in questo mondo \u00e8 Coscienza, e uno stato di coscienza \u00e8 un mezzo per scoprire le possibilit\u00e0 che esistono in seno a questa. Cos\u00ec,  Raphael \u00e8 uno stato di coscienza, ma anche voi siete uno stato di coscienza che  deve essere scoperto.<\/p>\n<p>D:  Insomma, tutto \u00e8 Coscienza, ma in seno a questa coscienza appaiono differenti movimenti. E\u2019 una buona spiegazione?<\/p>\n<p>R:  Possiamo dire che esiste una Coscienza unica, o Una, espressa attraverso       i <em>gunas <\/em>[1]. La capacit\u00e0 d\u00ec espressione      che possiede la Coscienza \u00e8 pi\u00f9 o meno grande secondo il grado di  perfezione      dei suoi\u00a0 <em>gunas<\/em>. La Coscienza  ha una possibilit\u00e0      d\u2019espressione assai piccola in un albero o in un animale. E\u2019 la  forma che      impone una limitazione a questi stati di Coscienza. La realizzazione  permette      di rompere queste limitazioni, o strati che restringono la Coscienza  e le      impediscono di essere svelata in tutta la sua maest\u00e0. La Coscienza \u00e8  dappertutto,      fino al regno minerale. Nell\u2019essere umano, essa ha sicuramente una  pi\u00f9 grande      capacit\u00e0 d\u2019espressione. In un <em>Deva<\/em> [2], cio\u00e8 in un essere di livello superiore, essa si rivela  attraverso <em>Ananda-maya <\/em>[3] e gode cos\u00ec di possibilit\u00e0      molto pi\u00f9 estese.<\/p>\n<p>Secondo il  <em>Vedanta<\/em>, cinque veicoli o strumenti ci rendono possibile il contatto con i diversi  livelli dell\u2019Essere. Questi strumenti si stendono dal livello fisico grossolano  fino al pi\u00f9 sottile che ci sia: <em>Ananda<\/em>. Tutto questo corrisponde a tutto quello che si trova nel pensiero della Grecia  e dell\u2019antico Egitto. Non cambia niente. Solo una denominazione differente  \u00e8 data a questi stati, ma la conoscenza fondamentale \u00e8 esattamente la stessa.  Esiste in Occidente un via metafisica che porta ai Grandi Misteri. Ieri noi  parlavamo dell\u2019Unit\u00e0 della Verit\u00e0. E\u2019 importante fare riapparire la filosofia tradizionale Occidentale (che anch\u2019essa fa parte dei Grandi Misteri), di rimetterla in luce; anche se non c\u2019\u00e8 niente di nuovo, sicuramente, tutto  questo essendo gi\u00e0 stato divulgato.<\/p>\n<p>Alcuni  Occidentali pensano che la Verit\u00e0 non appartiene che all\u2019Oriente.      E\u2019 falso perch\u00e9 una Tradizione \u00e8 presente anche in Occidente. Tutto  quello      che dobbiamo fare \u00e8 permetterle di manifestarsi. Plotino, per  esempio, era      una grande realizzato, un mistico e un filosofo. Voleva permettere  alla Tradizione      di riemergere, e creare a sud di Napoli una citt\u00e0, o una cittadella  dei filosofi      secondo i termini tradizionali. All\u2019epoca dell\u2019imperatore Gallieno,  Plotino      era uno dei precettori dei suoi figli. Sfortunatamente, a causa di  problemi      legati alla corte, non fu autorizzato a dar seguito a questo  progetto. D\u2019altra      parte Platone voleva fondare in Sicilia (che all\u2019epoca era la Magna  Grecia)      la sua <em>Politeia<\/em> o Repubblica. Viaggiava      spesso dalla Grecia alla Sicilia per fare vivere questa visione di  uno Stato      fondato sull\u2019ordine e la giustizia. Per ordine, intendeva  corrispondenza con      i piani pi\u00f9 elevati, con i piani universali. Anche Pitagora aveva  fondato      questo tipo di scuola, che continu\u00f2 per molto tempo in Calabria. Di  pi\u00f9, cre\u00f2      molti gruppi di studio.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la  Tradizione seguita da Platone, Plotino e Pitagora esiste in Italia      e dunque in Occidente, naturalmente. Questo per permettervi di  comprendere      che in Occidente, la Tradizione \u00e8 stata di natura piuttosto <em>Ksatriya, <\/em>della natura del guerriero e      non contemplativa. Con il Cristianesimo, tutto questo fu  completamente spazzato      via; certo. Plotino diceva che aveva vergogna di essere in un corpo  fisico.      A Plotino non piaceva che lo si ritraesse e si nascondeva sempre. Un  giorno      uno dei suoi discepoli, Amalius, fece venire un artista dalla Grecia  e il      solo ritratto di lui che abbiamo \u00e8 questo (Raphael mostra la  copertina di      un libro). Quest\u2019uomo aveva impresso le fattezze di Plotino nella  sua memoria      e l\u2019aveva poi dipinto in un gran segreto. Lo si vede qui raffigurato  con il      suo discepolo Porfirio. Questa immagine, \u00e8 uscita dalla memoria di  un pittore!<\/p>\n<p>D: Sembra  che la maggior parte dei ricercatori spirituali occidentali siano pi\u00f9 attirati dall\u2019India e dall\u2019 <em>Advaita Vedanta<\/em>. Sembra anche che diano loro maggior valore che alla propria tradizione. Come spiegate questo?<\/p>\n<p>R: Ci sono  stati due avvenimenti principali. Il primo fu\u00a0 il  Cristianesimo, che cerc\u00f2 volontariamente di oscurare la filosofia Occidentale. Il Cristianesimo non contiene che i Piccoli Misteri e non i Grandi Misteri. L\u2019Islam ha il Sufismo, che \u00e8 di  una maggiore grandezza e che rinsalda i Grandi Misteri. La <em>Torah<\/em>,  l\u2019Antico Testamento contiene una parte esoterica che \u00e8 la <em>Kabbala<\/em>.  Il Cristianesimo non ha n\u00e9 questa dimensione metafisica n\u00e9 questa visione dei Grandi Misteri.<\/p>\n<p>Il secondo  avvenimento si riferisce alla tendenza materialistica e positivista dell\u2019Occidente che interpreta e inquadra tutto da questo  punto di vista, compresa la filosofia. Questi due fatti hanno oscurato poco a  poco i Grandi Misteri e la parte pi\u00f9 elevata della filosofia occidentale.  Bench\u00e9 Platone, Plotino e Parmenide si siano espressi in maniera molto\u00a0 chiara, i filosofi contemporanei non ammettono che Platone sia stato un grande realizzato. Questi esseri sono considerati unicamente come dei grandi filosofi discorsivi.<\/p>\n<p>D: Raphael  pensa che i testi tradizionali greci esprimano la stessa cosa dell\u2019Advaita Vedanta?<\/p>\n<p>R: Quando  parliamo dell\u2019 <em>Advaita Vedanta<\/em>, facciamo riferimento a tre stati dell\u2019essere, pi\u00f9 un  quarto, <em>Turya<\/em> o l\u2019Assoluto, che si situa al di l\u00e0 della manifestazione. Platone esprime la stessa idea quando tratta  del mondo dell\u2019Essere, che corrisponde esattamente allo stato di <em>Ishwara<\/em> [4] nell\u2019 <em>Advaita Vedanta<\/em>. Platone parla dell\u2019 \u201cUno-Uno\u201d, che \u00e8 al di l\u00e0 dell\u2019Essere e  che equivale al \u201c<em>Nirguna<\/em>\u201d dell\u2019 <em>Advaita Vedanta<\/em>.  Proprio come nelle due altre Tradizioni, l\u2019albero Sephirotico della <em>Kabbala<\/em> comporta tre livelli differenti,pi\u00f9 uno chiamato <em>Ain Sof<\/em> situato al di l\u00e0 della manifestazione.<\/p>\n<p>Tutte le  differenti branche della Tradizione portano esattamente alla stessa conclusione: esiste qualcosa al di l\u00e0 della manifestazione, e  d\u2019altra parte, solo l\u2019Unit\u00e0 \u00e8. Si ritrova questa stessa nozione nella filosofia  di Parmenide. Il suo insegnamento \u00e8 molto sintetico perch\u00e9 non ci resta molto. Ma il  poco che abbiamo conservato di lui si congiunge esattamente con i testi di <em>Gaudapada<\/em> o <em>Shankara<\/em>. Parmenide dice:\u201d  L\u2019essere \u00e8 e non diventa, perci\u00f2 \u00e8 Realt\u00e0 assoluta\u201d, \u201cLa manifestazione non \u00e8 niente altro che apparenza.  Essa appare all\u2019orizzonte poi scompare\u201d. E\u2019 precisamente la stessa nozione  che quella di <em>Maya<\/em> [5] nel Vedanta.<\/p>\n<p>Uno stato  di coscienza \u00e8 totalmente impersonale. L\u2019ego o \u201cl\u2019io\u201d appare a partire dal momento in cui c\u2019\u00e8 identificazione per il gioco di  riflesso della Coscienza nel corpo fisico che dice \u201cio sono questo\u201d Questo \u201cio\u201d dir\u00e0:\u201d  io sono il corpo\u201d \u201cio sono sentimento\u201d. In Francia, voi avete Decartes con il  suo famoso \u201cpenso dunque sono\u201d, \u201cdubito, dunque sono\u201d. La Tradizione va in  un senso diametralmente opposto a questo punto di vista, che cambia in \u201csono,  dunque penso\u201d. Questo a creato tante divisioni in Occidente, bench\u00e9 oltretutto Decartes sia stato credente. Se vi identificate con un veicolo, perdete  la vostra identit\u00e0. Proprio come nel mito di Narciso, dove Narciso, riflettendosi nell\u2019acqua, vede la sua immagine e se ne innamora, cade nell\u2019acqua e  muore. In Occidente abbiamo dei simboli carichi di significato molto importanti  dal punto di vista della realizzazione. Il racconto del figliol prodigo ha  anch\u2019esso un profondo significato tradizionale. Questo si allontana da suo padre,  dunque l\u2019Unit\u00e0, va per il mondo, fa numerose esperienze, di cui molte negative,  poi torna da suo padre, dunque all\u2019Unit\u00e0.<\/p>\n<p>Il <em>Vedanta<\/em> dice: &#8220;Voi non siete questo, voi siete Quello\u201d,      \u201c<em>Tat tvam Asi<\/em>, Quello voi siete\u201d. Questo      sembra molto semplice, ma disgraziatamente, \u00e8 difficilissimo da  realizzare,      in quanto esiste un inconscio collettivo che attira costantemente al  livello      delle forme.<\/p>\n<p>Nella  storia dell\u2019Occidente, certe correnti sono state il riflesso esatto      di questi differenti stati. Durate l\u2019epoca romantica, in Francia  come in Italia,      si credeva che l\u2019uomo fosse emozione o sentimento. Tutta la societ\u00e0  si basava,      tra l\u2019altro, nella esaltazione del ruolo della donna come ideale.  Alcune di      queste correnti risalivano al classicismo greco, e per questo fatto  alimentavano      un pi\u00f9 grande rigore nella societ\u00e0, una maggiore severit\u00e0 quanto al  controllo      delle energie dell\u2019uomo. Cos\u00ec si intraprese con grande entusiasmo lo  studio      dei testi classici sia greci che latini. Oggi, nella fase  materialista e positivista      che noi attraversiamo, diciamo: &#8220;Io sono questo corpo fisico e non  c\u2019\u00e8      nient\u2019altro a parte questo corpo fisico materiale\u201d. Questa tendenza \u00e8  dunque      caratteristica di una societ\u00e0 nichilista. Attualmente alcuni  filosofi propongono      d\u2019altronde la tesi del nichilismo. Questo ha dato origine  all\u2019esistenzialismo,      corrente che si trova in Francia e in Italia, che \u00e8 diventata una  specie di      ribellione contro la fase nichilista. Se si osserva dal punto di  vista dell\u2019      \u201cUno senza secondo\u201d, tutto ci\u00f2 che succede \u00e8 al posto giusto. Il  movimento      dei <em>gunas<\/em> e l\u2019identificazione dell\u2019ego      con questo o quello non possono che dare origine a ci\u00f2 che succede  in questo      momento. Un cammino che \u00e8 nato dai Grandi Misteri, conduce  direttamente alla      pacificazione del cuore. Diciamo spesso qui che: &#8220;Chiunque ha  compreso      tutto questo, vive nel silenzio che tutto penetra e nell\u2019amore che  sa come      donarsi, per la sua comprensione profonda\u201d. <em>Gaudapada<\/em>,  nell\u2019 <em>Aspars-yoga<\/em> dice che \u201cquesto Yoga \u00e8 lo Yoga della  non-opposizione\u201d.      Non dipende n\u00e9 dalle emozioni n\u00e9 dai sentimenti: discende dal sapere  e dalla      comprensione che ogni cosa, in uno spazio\/tempo dato, \u00e8 al suo  giusto posto.<\/p>\n<p>D: Sembra che una delle maggiori caratteristiche dell\u2019ego sia di mantenersi, costi quello che costi,  verso e contro tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 presentarsi per spezzarlo.<\/p>\n<p>R: Si, \u00e8 la forza dell\u2019ego, bench\u00e9 l\u2019ego non sia una Realt\u00e0 assoluta. Un ego pu\u00f2 affermare: \u201cin questo momento io  sono felice\u201d, e l\u2019istante dopo, una notizia triste o negativa sopraggiunge e  lo porta a dire: \u201cio sono infelice\u201d.<\/p>\n<p>Allora Raphael constata: \u201cnon capisco veramente quel che succede. State dicendo che siete felice e subito non  lo siete pi\u00f9, allora quanto ego avete?\u201d. Ma anche in psicologia, sappiamo  ora che esistono pi\u00f9 ego sociali, un io che non \u00e8 utilizzato che in ufficio, un  io che \u00e8 utilizzato in famiglia con il marito o con la donna e cos\u00ec via;  possiamo dunque dire che l\u2019ego \u00e8 un camaleonte\u2026 Ma, a dispetto di tutto ci\u00f2, la maggioranza delle persone ci si attaccano e ne favoriscono la  continuazione nel tempo.<\/p>\n<p>L\u2019ego \u00e8 una causa di conflitto, perch\u00e9 crea la dualit\u00e0: ego e non ego.<\/p>\n<p>D: Allora perch\u00e9 la gente fa questo?<\/p>\n<p>R: E\u2019 un lato della vita, una modalit\u00e0 offerta dalla vita. Perch\u00e9, vedete, diverse possibilit\u00e0 sono concesse all\u2019essere umano. Un essere umano pu\u00f2 pensare identificandosi al  prodotto del suo pensiero, ma pu\u00f2 anche pensare senza essere identificato. Non \u00e8  proibito e semplicemente pu\u00f2 accadere. La persona potrebbe persino non pensare affatto; anche questo le \u00e8  permesso. L\u2019entit\u00e0 o l\u2019essere ha questa libert\u00e0, perch\u00e9 noi siamo dei figli  dell\u2019Essere, di conseguenza siamo partecipi di questa libert\u00e0. Tra tutte le  possibilit\u00e0 di scelta concesse, esso pu\u00f2 scegliere quella che preferisce, che desidera.  Certo, si produrranno differenti effetti secondo la scelta dell\u2019essere e gli orientamenti presi dall\u2019ego. L\u2019identificazione si radica  progressivamente.<\/p>\n<p>D: Voi parlate del risveglio come del resto      del movimento del <em>jiva [1]<\/em>. A cosa      si rapporta il <em>jiva<\/em> e cosa intendete      esattamente per questo?<\/p>\n<p><em>R: <\/em>possiamo      parlarne in termini Orientali o Occidentali: perch\u00e9 anche i  cristiani parlano      di corpo, anima e spirito. Platone parla di <em>soma<\/em>,      <em>psiche <\/em>e pneuma, il <em>Vedanta<\/em> parla di  un corpo fisico denso      e grossolano, del<em> jiva<\/em> o anima &#8211;      che \u00e8 un riflesso dell<em>\u2019Atman &#8211; <\/em>fase      intermedia tra il livello fisico grossolano, che comprende la mente,  il pensiero,      i sentimenti ecc., e il puro\u00a0 Spirito.      L\u2019anima, secondo Platone, ma anche secondo il <em>Vedanta<\/em>,  pu\u00f2 essere orientata sia verso      il corpo, sia verso il puro Spirito. Se si identifica con il mondo  sensibile,      per usare le parole di Platone, inevitabilmente questa avr\u00e0 dei  determinati      effetti. Se, al contrario si rivolge verso la sua controparte  divina, cio\u00e8      verso il livello metafisico, gli effetti sono differenti. E\u2019 perci\u00f2  importante      frenare questo movimento verso il basso e orientarlo verso il  trascendente.<\/p>\n<p>Questo terzo stadio della vita che viviamo      qui come eremiti, \u00e8 quello che si applica ad evitare il movimento  dell\u2019anima      verso il mondo esterno e verso l\u2019identificazione con questo.  L\u2019eremita tenta      piuttosto di identificarsi con quello che non ha niente a che fare  con le      emozioni,\u00a0 le sensazioni ecc,\u00a0 cio\u00e8  con la sua trascendenza; in altri termini,      si tratta di un ritorno verso s\u00e9. In sanscrito, si<em> <\/em>chiama<em> uparati: <\/em>un ritorno      interiore e un distacco<em> <\/em>dai  veicoli e da tutto ci\u00f2 che ci circonda.      Platone parla di <em>periagoge<\/em> (conversione), che significa il  distacco      dal mondo materiale. Sicuramente non si tratta di una fuga, ma d\u2019una  integrazione.      Allora, vedete, diciamo tutti esattamente le stesse cose, la  Tradizione \u00e8      Una e unica. Tutte le differenti branche della Tradizione le  appartengono.<\/p>\n<p>D: Nel vostro libro \u201cIl Sentiero della non-dualit\u00e0\u201d voi dite: \u201cL\u2019uno non pu\u00f2 essere conosciuto che attraverso  un atto di identit\u00e0. Cosa significa?<\/p>\n<p>R: Secondo Platone e la filosofia greca, esistono differenti gradi di conoscenza. Ed \u00e8 lo stesso per il <em>Vedanta<\/em>.  Il primo livello di conoscenza opera grazie alle sensazioni e ai sentimenti; per esempio, gli animali apprendono e  comprendono per mezzo delle sensazioni che hanno delle cose. Siamo dunque in  presenza di una conoscenza per mezzo delle sensazioni.\u00a0 Anche gli esseri umani, a livello istintivo, agiscono cos\u00ec.  Esiste anche un altro livello che abbiamo l\u2019abitudine di chiamare conoscenza  empirica, che \u00e8 trasmessa allo spirito attraverso i sensi. Questo tipo di conoscenza \u00e8  duale, perch\u00e9 implica soggetto e oggetto.<\/p>\n<p>Cos\u00ec      abbiamo <em>manas<\/em> in sanscrito e <em>dianoia <\/em>in  greco, ma questi due termini      significano esattamente la stessa cosa: la mente. La scienza, per  esempio,      si affida molto a <em>manas<\/em>, perch\u00e9      deve scoprire tutte le differenti leggi che governano i fenomeni, il  mondo      fenomenico. E questo non pone nessun problema, perch\u00e9 per conoscere i  diversi      fenomeni, dobbiamo utilizzare <em>manas<\/em>,      la mente che ha quindi la sua importanza. Anche qui, si tratta di un  sapere      dell\u2019ordine del soggetto-oggetto: un soggetto che conosce un  oggetto.<\/p>\n<p>Quando andiamo pi\u00f9 in profondit\u00e0, ci accorgiamo      che questo tipo di sapere duale non ha pi\u00f9 ragione d\u2019essere.  L\u2019insieme della      molteplicit\u00e0 diventa allora unit\u00e0; scopriamo che non c\u2019\u00e8 niente da  conoscere      al di fuori di noi stessi. A questo stadio, in termini umani,  parliamo di      una \u201cConoscenza per identit\u00e0\u201d perch\u00e9 \u201cio sono quello che sono\u201d senza  secondo.      Quando un ricercatore prende coscienza che \u00e8 la mente che crea la  dualit\u00e0      tra soggetto e oggetto, pu\u00f2 allora chiudersi a questo tipo di  conoscenza e      rendersi conto che non esiste che una sola entit\u00e0 al di l\u00e0 di tutto  questo      movimento. Ecco perch\u00e9 \u00e8 impossibile ottenere una realizzazione al  livello      di <em>manas<\/em> , perch\u00e9\u00a0 <em>manas<\/em> proietta un Dio o una Divinit\u00e0 all\u2019esterno di se stesso.<\/p>\n<p>S. Agostino dice: \u201cDio \u00e8 in noi \u201c e Ges\u00f9 Cristo dice: \u201cIl Regno dei Cieli \u00e8 in voi\u201d.\u00a0 Sono i preti che dicono che tutto questo \u00e8 fuori di voi. E a  questo stadio, si diventa Conoscenza, quando soggetto e oggetto scompaiono. In sanscrito si parla di <em>Sat<\/em>, <em>Chit<\/em> \u00e8  insieme conoscenza e coscienza , e i due non sono che Uno: In Occidente, abbiamo creato una differenza  tra conoscenza e coscienza; abbiamo perci\u00f2 elaborato due cose distinte a  partire da una sola e stessa nozione. Peraltro, in termini orientali come in  termini occidentali, abbiamo <em>Chit<\/em> o Gnosi, che significano conoscenza non duale. In occidente, la nostra mente \u00e8  piuttosto empirica e vogliamo comprendere l\u2019assoluto grazie a questa mente, che ,  in realt\u00e0 \u00e8 relativa. Uno dei nostri fratelli che ha un <em>manas<\/em> molto forte, molto potente, vorrebbe comprendere l\u2019assoluto con la sua mente. Non si tratta di sbarazzarsi della mente perch\u00e9 \u00e8 un  veicolo, uno strumento come gli altri. E\u2019 perci\u00f2 importante comprenderne il  giusto valore. Ma per conoscere ci\u00f2 che si situa al di l\u00e0 di s\u00e9, dobbiamo abbandonarci.<\/p>\n<p>D: Cosa intendete per \u201cconoscere, colui che      conosce e ci\u00f2 che \u00e8 conosciuto ? Devono coincidere perfettamente\u201d?<\/p>\n<p>R: Questa domanda \u00e8 di nuovo come la precedente;      avete la conoscenza, il conoscitore e il conosciuto, esattamente  come avevate      il soggetto e l\u2019oggetto della conoscenza. Cos\u00ec  la risposta alla domanda precedente si      applica anche a questa.<\/p>\n<p>D: ci sono per\u00f2 due cose qui: si vuole la liberazione e si vuole la comprensione, e forse ci si vuole anche  abbandonare. Me nello stesso tempo, una parte di questo processo deve succedere da  solo, non possiamo provocarlo, anche avendo la conoscenza di tutto questo  processo.<\/p>\n<p>R: Noi abbiamo la facolt\u00e0 di comprendere, e poco a poco, attraverso gli insegnamenti ecc., arriviamo ad afferrare  questa Realt\u00e0. Prendiamo l\u2019esempio di qualcuno che mettesse il dito sopra una  fiamma. Il desiderio di conoscere l\u2019effetto prodotto da questo gesto esiste per  la dipendenza dall\u2019inconscio collettivo, <em>tamas<\/em>, e altri. Immaginiamo che una persona venga a trovare Raphael e che lui  gli spieghi tutte le ragioni per le quali lei si brucer\u00e0 se mette un dito  nel fuoco. Questa persona potrebbe istantaneamente prendere coscienza del  pericolo, e cos\u00ec non si troverebbe portata\u00a0 a far fisicamente l\u2019esperienza. Oppure, continuer\u00e0 a voler mettere il dito nel  fuoco e a bruciarsi. Ritorner\u00e0 poi a lamentarsi \u201cMi sono bruciata, che devo  fare per evitarlo?\u201d Raphael risponderebbe: \u201cEbbene, forse non avete capito? Se lo  desiderate, ve lo spiego un\u2019altra volta\u201d. E\u2019 il mondo dell\u2019ego che crea questo  genere di dualit\u00e0. Crea la gioia e il dolore, il conflitto, la sofferenza ecc.  Posso indicare il cammino che conduce alla soluzione di questo tipo di  conflitto. Se questa persona rimette il dito nel fuoco, cio\u00e8 nel mondo della dualit\u00e0,  del conflitto e della sofferenza, \u00e8 naturale che si brucer\u00e0 di nuovo. Ora,  se lo desidera, si pu\u00f2 spiegarle tutte le ragioni che l\u2019hanno spinta a  ricominciare.<\/p>\n<p>Se il dialogo non avviene tra due intelletti, ma piuttosto tra un Maestro o pi\u00f9 precisamente uno stato di coscienza  giunto al di l\u00e0 del desiderio di fare delle esperienze, e un discepolo, allora \u00e8 possibile che questo stato di coscienza penetri la coscienza del  discepolo e a seconda di tutte le probabilit\u00e0, una vera comprensione si accender\u00e0 in  questo senza sforzo. La relazione tra un Maestro e un discepolo \u00e8 in effetti straordinaria e di grande bellezza, perch\u00e9 \u00e8 una relazione tra uno che  si dona e si abbandona, e uno che \u00e8 l\u00ec per aprirsi e ricevere ci\u00f2 che \u00e8 donato  al punto che non ci sia pi\u00f9 distinzione tra i due, e che di due essi diventino  Uno. Ma talvolta \u00e8 difficile giungere a questo livello d\u2019apertura perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una resistenza da parte delle discepolo, come una identificazione con alcuni  contenuti psicologici, con <em>manas<\/em> ed altre esperienze ancora.<\/p>\n<p>Lo stato di coscienza di un essere\u00a0 realizzato  non \u00e8 altro che la possibilit\u00e0 di toccare un altro stato di coscienza che non \u00e8 ancora risvegliato. Ma sul  piano potenziale, noi siamo tutti <em>Quello<\/em>. Piuttosto che di parlare di un \u201cessere realizzato\u201d forse \u00e8 preferibile  parlare di un \u201cfratello maggiore\u201d. Non c\u2019\u00e8 che un Maestro ed \u00e8 <em>Shiva<\/em>.  Il \u201cfratello maggiore\u201d deve toccare lo stato di coscienza dell\u2019altra persona e non i suoi <em>guna<\/em>.<\/p>\n<p>D: Questo ci porta alla domanda seguente, a proposito degli \u201cesseri realizzati\u201d. Nel vostro libro \u201c<em>Tat  Tvam Asi\u201d<\/em>, descrivete un essere realizzato, e ci domandiamo se avete qualche consiglio, consiglio da dare per aiutare a distinguere un  essere veramente risvegliato da qualcuno che ha semplicemente alcuni poteri.<\/p>\n<p>R: Non \u00e8 difficile vedere la differenza; ma naturalmente \u00e8 indispensabile che la persona che si domanda se l\u2019essere  di fronte a lei \u00e8 realizzato o no, sia essa stessa a un certo livello di comprensione. Si dice che un essere realizzato non possa essere  riconosciuto che da un altro essere realizzato. Ma, vedete, quando abbiamo evocato la Tradizione scritta, era molto importante, perch\u00e9 ad ogni momento  possiamo apprezzare la persona che ascoltiamo riguardo ai testi tradizionali.<\/p>\n<p>Ricordiamo un esempio semplicissimo che conosciamo      tutti: i Vangeli. Qualcun potrebbe venirci a trovare e dire: \u201cHo  realizzato      quello stato che \u00e8 descritto nei Vangeli\u201d. E a questo si potrebbe  rispondere:      \u201cMolto bene; vediamo allora ci\u00f2 che Ges\u00f9 Cristo ha detto nei  Vangeli\u201d. Prendiamo      per esempio il Cattolicesimo, in cui l\u2019Occidente cristiano, tentando  di convertire      i popoli alla sua religione, ha causato tante\u00a0 guerre  e ha trascinato alla separazione nazionale.      Se sono normalmente dotato di intelligenza, mi rivolgo ai Vangeli e  provo      a capire se Cristo ha veramente detto che quello corrispondeva al  modo di      portare il Suo insegnamento al mondo. Nei Vangeli Cristo dice:  &#8220;Amatevi      gli uni con gli altri, come io ho amato\u201d. Dice poi: &#8220;Pregate Dio  perch\u00e9      il sole splenda sui giusti come sugli ingiusti. Cosa conquistate non  amando      che quelli che vi amano? In verit\u00e0 vi dico, amate quelli che vi  odiano\u201d.<\/p>\n<p>Allora mi guardo attorno e mi domando spesso se i preti hanno davvero seguito questo pensiero, se l\u2019hanno  veramente realizzato. In Europa, abbiamo avuto pi\u00f9 guerre di religione che guerre politiche (ridendo), e Ges\u00f9 dice: \u201cOffrite l\u2019altra guancia!\u201d.<\/p>\n<p>Note:<\/p>\n<p>1) <em>Gunas<\/em>: \u201cqualit\u00e0 fondamentali\u201d. La creazione si manifesta in conseguenza al disequilibrio trai tre <em>gunas<\/em>, <em>sattva <\/em> il puro e il Sottile, <em>rajas<\/em>,  l\u2019attivit\u00e0 e\u00a0 <em>tamas<\/em>, la pesantezza  e l\u2019immobilit\u00e0, mascherando cos\u00ec la realt\u00e0 di <em>Brahman<\/em>.<\/p>\n<p>2) <em>Deva<\/em>: essere risplendente,angelico; divinit\u00e0, Principi funzionali dei livelli grossolano e sottile.<\/p>\n<p>3) <em>Ananda-maya-kosa<\/em>: guaina, rivestimento (<em>kosa<\/em>), fatti di (<em>maya<\/em>) beatitudine (<em>ananda<\/em>).<\/p>\n<p>4) <em>Ishwara<\/em>: personalit\u00e0 divina. Rappresenta ci\u00f2 che si pu\u00f2 chiamare il Dio-Persona. Principio della manifestazione totale e Signore di <em>maya<\/em>.<\/p>\n<p>5) <em>Maya<\/em>: ignoranza metafisica; fenomeno; mondo empirico fenomenico. <em>Maya<\/em> comprende tutte le modificazioni sovrapposte alla pura Coscienza del S\u00e9, al Brahman-Atman. Apparenza, ci\u00f2 che non \u00e8\u00a0 n\u00e9 reale n\u00e9 non reale, ma la cui natura \u00e8 \u201ccambiamento\u201d.<\/p>\n<p><em>Conversazione con Raphael <\/em><br \/>\n<em>&#8220;Tradizione primordiale: approccio  della non-dualit\u00e0&#8221;<\/em><\/p>\n<p>3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 64-65 &#8211; Traduzione della Dr.ssa Luciana Scalabrini &#8211;  seconda parte<\/p>\n<p>R: Ecco il ruolo della Tradizione: i Vangeli  sono il mio specchio. Studiandolo posso dire:  \u201cSi,\u00a0 questa persona segue veramente i Vangeli,  perch\u00e9 offre realmente l&#8217;altra guancia e ama perfino i suoi nemici\u201d . E&#8217; lo stesso per l&#8217; <em>Advaita Vedanta<\/em>. Qualcuno ci  potrebbe dire: \u201c Ho realizzato lo stato di Uno senza secondo\u201d. E in questo caso noi diremmo: \u201cVediamo\u201d. Se allora ci rendiamo conto che questa persona \u00e8 panteista  o nichilista, verifichiamo ci\u00f2 che <em>Shankara<\/em><em> <\/em>ha detto a questo proposito e possiamo facilmente  accorgerci che le due cose non coincidono. Ecco il grande valore della Tradizione. E&#8217; solo in questo  modo che si pu\u00f2 sapere se questa persona \u00e8 realizzata o no. Dobbiamo  essere molto prudenti perch\u00e9 viviamo l&#8217;epoca del <em>Kali-yuga<\/em><em> <\/em>e un gran numero di  persone fanno finta di sapere. Non \u00e8  difficile imparare in un libro, ma vivere e  realizzare ci\u00f2 che vi viene detto \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa. Il solo modo, il solo mezzo per un discepolo di vedere se una  persona \u00e8 realizzata \u00e8 di confrontare il suo comportamento con quello  che ne dicono Plotino, <em>Gaudapada<\/em>, <em>Shankara<\/em> e altri nelle loro opere.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 un altro aspetto: molto spesso i discepoli sono passivi  ed \u00e8 loro molto difficile penetrare questi insegnamenti in profondit\u00e0  molto spesso incoraggiamo i ricercatori ad andare avanti, a condurre le loro proprie esperienze, a viaggiare in India e a  far visita a diversi guru. Ma in definitiva, essi sono obbligati a operare la loro propria sintesi e a confrontare i  differenti testi per sapere bene dove si trovano. Se qualcuno mi dice:  \u201cSono un emulo di Platone\u201d, perch\u00e9 ancora  oggi abbiamo scuole platoniche e neoplatoniche, la cosa da fare \u00e8 andare  direttamente ai testi, per sapere esattamente ci\u00f2 che Platone ha detto.  E&#8217; il solo mezzo a disposizione del discepolo ai nostri giorni. Una  volta l&#8217;India era una societ\u00e0 tradizionale e questo lavoro era molto pi\u00f9  facile, ma ai nostri giorni, non abbiamo queste agevolazioni e questi  mezzi; siamo nel mondo di <em>avidya<\/em>. Ges\u00f9 dice: \u201c Voi li  riconoscerete per i frutti che portano\u201d; un discepolo deve fare prova di intelligenza e deve essere capace di  comprendere.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi da fare una distinzione tra la vera realizzazione  di uno stato di coscienza e le <em>siddhi<\/em>,  che sono dei poteri. Le <em>siddhi<\/em> appartengono a <em>Prakriti<\/em>, ai  <em>guna<\/em><em> <\/em>e per  questo creano la dualit\u00e0; quando la realizzazione si situa al di l\u00e0 delle <em>siddhi<\/em>,  non c&#8217;\u00e8 <em>siddhi<\/em> pi\u00f9 elevata  della realizzazione. Molto evidentemente la gente in generale preferisce  le <em>siddhi<\/em>. <em>Sai Baba<\/em>, con tutto il rispetto che gli dobbiamo, possiede delle<em> siddhi <\/em>e fa apparire della<em> vibhuti <\/em>(cenere sacra). Se  un elefante si precipita di corsa verso di lui, gli basta alzare  semplicemente la mano per fargli arrestare la corsa. La gente accorre  per assistere a questo spettacolo affascinante<em>. Sai Baba <\/em>ha anche la capacit\u00e0 di guarire, ma tutto  ci\u00f2 non attiene veramente che al veicolo. La realizzazione  stessa avr\u00e0 gi\u00f9 portato alla soluzione di tutti questi problemi. Non \u00e8 che siamo contro le<em> siddhi <\/em>o i poteri. I poteri hanno la loro  ragione d&#8217;essere, ma dobbiamo sapere che appartengono a un piano particolare e metterli al loro posto  giusto.<\/p>\n<p>D: Proprio prima di venirvi a  incontrare, una delle nostre amiche attraversava una crisi.  Intellettualmente, aveva coscienza che doveva abbandonarsi e lasciare  che le cose accadessero, ma le emozioni seguivano un altro corso e le  impedivano di lasciar andare. La domanda allora \u00e8: \u201ccome  conciliare la ragione con le emozioni e i sentimenti?\u201d.<\/p>\n<p>R: Nel caso della vostra amica, osserviamo una  identificazione con il corpo emozionale e questa identificazione  \u00e8 cos\u00ec forte che non permette di lasciar andare, d&#8217;abbandonarsi. Si  tratterebbe quindi di rieducare sia le emozioni, che sono cos\u00ec potenti,  sia la ragione, che non ha la capacit\u00e0 di sottrarvisi. La sua posizione  dovrebbe essere tale da poter comprendere &#8211;\u00a0 anche  dal lato del <em>manas<\/em>, del  mentale \u2013 che pu\u00f2 andare al di l\u00e0 di questo  stato, al di l\u00e0 delle emozioni e della ragione. Certo,  la condizione ideale sarebbe di uscire da tutta questa  situazione e mettersi in silenzio. Risolverebbe cos\u00ec tutti i suoi  problemi. Ma \u00e8 in preda a delle emozioni e a  dei sentimenti che disgraziatamente la mantengono in questa situazione.  Deve essere proprio in mezzo ad una battaglia fra la coscienza razionale  e le emozioni che si affrontano. La sua coscienza \u00e8  allora proprio al centro di questo conflitto.<\/p>\n<p>D. E dunque, la cosa migliore per lei sarebbe di stare al di sopra dei due?<\/p>\n<p>R: Questa sarebbe una soluzione radicale, in  effetti e gi\u00e0 una realizzazione. Tutto dipende dalle emozioni e  se la vostra amica \u00e8 abbastanza forte da distaccarsene. Se avesse una  visione una conoscenza tradizionale qualunque, potrebbe trovare aiuto  creando una identificazione con questa  visione piuttosto che con le sue emozioni.<\/p>\n<p>D: Cos&#8217;\u00e8 la meditazione? E&#8217; una tecnica per compiere qualcosa, e , se \u00e8 il caso, per compier cosa?<\/p>\n<p>R: All&#8217;inizio la meditazione \u00e8 estremamente  importante. C&#8217;\u00e8 la meditazione con supporto (o  oggetto) o senza supporto. Per un principiante, la miglior cosa da fare  \u00e8 cominciare con un supporto concreto qualunque, come un libro, per  esempio, affinch\u00e9 il suo spirito possa giungere ad un certo livello di  concentrazione, un grado elevato d&#8217;attenzione su questo supporto  particolare, perch\u00e9 i pensiero ha la tendenza  a disperdersi. E&#8217; molto difficile bloccarlo in un&#8217;unica posizione. Una  meditazione con supporto favorisce dunque la concentrazione.<\/p>\n<p>Nello <em>Yoga-darshana<\/em>,  che \u00e8 il <em>Raja-yoga<\/em> di Patanjali, i tre ultimi mezzi sono <em>dharana<\/em> (la concentrazione), <em>dhyana<\/em> e <em>samadhi<\/em>. Questo comprende l&#8217;attenzione, la  concentrazione e la meditazione affinch\u00e9 il mentale si focalizzi.  Abitualmente la mente perde una quantit\u00e0 importante della sua energia.  Una mente che disperde la sua energia non pu\u00f2  creare qualcosa di positivo, qualcosa di buono. Chiunque abbia compiuto un lavoro d&#8217;una certa importanza, anche nel  mondo esteriore, ha dovuto, in ogni caso, fare prova di una  fortissima capacit\u00e0 di concentrazione. Uno scienziato o un matematico  deve possedere questo tipo di concentrazione per scoprire certe leggi. Molto evidentemente, quando la nostra Coscienza riposa in  se stesa e vive per e attraverso se\u00a0 stessa, la  meditazione non \u00e8 pi\u00f9 necessaria. Cosi&#8217;, la meditazione \u00e8 un  mezzo molto potente per collocare tutti i veicoli in stato di attenzione, di concentrazione. Ben inteso,  esistono differenti tecniche di meditazione, ma penso che non abbiamo il  tempo di affrontarle ora.<\/p>\n<p>D: Ieri vi ho parlato delle mie aperture della visione, ma che  non era qualcosa che vivevo in permanenza. Avete risposto che era  sufficiente ritornare a questa visione. La mia domanda dunque \u00e8 la  seguente: \u201cNon si tratta allora di un semplice ricordo, di qualcosa di irreale?<\/p>\n<p>R: Naturalmente non parliamo di un ricordo psicologico al quale  dovreste ritornare. Ma \u00e8 possibile mettere l&#8217;accento su questa visone, su questo stato nel quale  eravate. Credo che abbiamo realizzato tutti  un minuto d&#8217;unit\u00e0 nel corso della vita e preso coscienza che la vita \u00e8  Una. Tutto quello che ci resta da fare \u00e8  stabilizzare questa esperienza. Il <em>Vedanta<\/em> offre una soluzione: suggerisce di considerare ci\u00f2 che ci circonda come  \u201cnome e forma\u201d e di cercare ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8 al di l\u00e0  del nome e della forma.<\/p>\n<p>D: Avete la coscienza d&#8217;essere dappertutto?<\/p>\n<p>R: Si, non c&#8217;\u00e8 differenziazione n\u00e9 opposizione. Per utilizzare  la terminologia induista quando si parla di <em>Ishwara<\/em>: il <em>bakta<\/em> (devoto, colui che segue il cammino della  devozione) pone <em>Ishwara<\/em> all&#8217;esterno, considera <em>Ishwara<\/em> come un \u201csecondo\u201d. In realt\u00e0 <em>Ishwara<\/em> \u00e8 uno stato di coscienza che deve essere realizzato, <em>Ishwara<\/em>, o Dio, \u00e8 uno stato  d&#8217;essere. A questo stadio avete la possibilit\u00e0 di guardare sia con gli  occhi della Coscienza sia<\/p>\n<p>con gli occhi  fisici. Platone parla dell&#8217; &#8220;unit\u00e0 nella diversit\u00e0\u201d. E&#8217; molto bello e  importante. Se guardate con gli occhi  dell&#8217;Unit\u00e0, non potete entrare in opposizione con chichessia  o qualunque cosa. Potreste allora ribattere: ma la condotta di queste  persone non ha niente a che vedere con la visione dell&#8217;Unit\u00e0. Raphael ne \u00e8 cosciente, ma \u00e8 ugualmente cosciente del  fatto che queste persone che si comportano in questo modo sono esse  stesse delle espressione dell&#8217;Uno.<\/p>\n<p>Questo crea situazioni a volte buffe. Dei ricercatori vengono  da noi e affermano: &#8220;Io sono questo, io\u00a0 sono quello, io sono un uomo, io sono una donna, io  sono dottore, io sono avvocato\u201d Noi rispondiamo:\u201d Ma voi non siete tutte  queste cose che enumerate\u201d. Tutte queste persone sono fermamente  convinte e si considerano uomo, donna, medico,  avvocato ecc. Accettiamole come credono di essere. Plotino  dice: &#8220;Il mondo \u00e8 una immensa scena dove  ciascuno recita la sua parte\u201d, ed \u00e8 proprio ci\u00f2 che facciamo tutti (ride). Ma sembra che molti non lo  capiscano.<\/p>\n<p>D: Allora, considerare le cose come \u201cnome e forma\u201d, appartiene  al campo della mente, un processo mentale che bisogna ricordarsi di  mettere in opera?<\/p>\n<p>R: Evidentemente non potete forzarvi a farlo, ma dovete  favorire l&#8217;attitudine che consiste a non vedere le cose come \u201cnomi e  forme\u201d, ma come l&#8217;aspetto della Coscienza soggiacente ai \u201cnomi e forme\u201d.  <em>Shankara<\/em> d\u00e0 un buonissimo  esempio che si riferisce in modo molto pertinente a questo:\u201d prendiamo l&#8217;etere, che \u00e8 in ogni luogo\u00a0 ed \u00e8 Unit\u00e0. Una gran parte di questa  aria o etere, \u00e8 contenuta all&#8217;interno di un vaso, e ci sono vasi  differenti di ogni sorta di forma e di grandezza. Il vaso, certo, pu\u00f2  essere inteso come un essere umano, un albero o un animale. Ma l&#8217;etere racchiuso all&#8217;interno dei vasi \u00e8 della  stessa natura dell&#8217;etere all&#8217;esterno. Dunque, dovremmo figurarci come  tutti dei vasi, il nostro corpo \u00e8 il nostro vaso, ma all&#8217;interno di  tutti i differenti vasi, c&#8217;\u00e8 questa Unit\u00e0. La  differenza sta nel fatto che ci sono stati di coscienza che non vedono  che l&#8217;etere, all&#8217;interno e all&#8217;esterno dei vasi. Gli  altri, al contrario non vedono che con gli occhi del vaso, di  conseguenza un vaso \u00e8 diverso dall&#8217;altro; questo fa nascere il conflitto.  E questo genera anche la vanit\u00e0, perch\u00e9 in  ogni stato di causa \u201cil mio vaso \u00e8 migliore del vostro\u201d (ridendo).  Questa esperienza infatti vi \u00e8 molto utile.  Ritornate al momento in cui avete visto l&#8217;unit\u00e0, e guardate attorno a  voi con gli occhi di questa unit\u00e0. Vedrete  che questa unit\u00e0 ha assunto forme differenti:  qui un albero, la mia persona o un animale, e cos\u00ec via. Ma sar\u00e0 attento a ricontattare, a ritrovare la  visione dell&#8217;Uno. E&#8217; molto importante poi che <em>manas<\/em>, il mentale, non interferisce  e non si metta a concettualizzare.<\/p>\n<p>D: Nel momento di questa visione, non c&#8217;erano concetti. Ma ritornare a quel momento, per me, diventa un  concetto, perch\u00e9 non si sta producendo ora.<\/p>\n<p>R: Ma ora, voi siete certamente cosciente  del fatto che questo stato esiste, perch\u00e9 era un&#8217;esperienza diretta. E da quel momento non potete pi\u00f9 concettualizzare.  Quando qualcuno vi dice di guardare il mondo dei nomi e delle forme,  non potete pi\u00f9 concettualizzare perch\u00e9 sapete  di che si tratta, conoscete ci\u00f2 che \u00e8 al di l\u00e0.<\/p>\n<p>D: Si, so che \u00e8 quella la Realt\u00e0. La maggior parte della  giornata, mi trovo di fronte a dei concetti e mi ci faccio ancora  prendere, ma in profondit\u00e0 so che non sono la Realt\u00e0.<\/p>\n<p>R: In ogni caso, avete fatto l&#8217;esperienza di uno stato di  coscienza spoglio di concetti e sapete cos\u00ec che la Realt\u00e0 \u00e8 al di l\u00e0 dei concetti. Ora, ci\u00f2 che potete fare, \u00e8  andare a fare un giro fuori e guardare gli alberi, guardare tutto ci\u00f2  che incontrate, e osservare, ma senza concettualizzare. Quando passeggiamo, la nostra mente si mette a  concettualizzare autonomamente. Non si accontenta solo di contemplare un  albero, ma commenta: \u201cQuesto albero \u00e8  grande, o piccolo, mi piace, non mi piace\u2026\u201d Quello che allora dovete  fare, \u00e8 contemplare senza concettualizzare.<\/p>\n<p>E poco a poco, questo  modo di fare pu\u00f2 essere incorporato nella nostra vita di tutti i giorni,  e cos\u00ec \u00e8 la vostra coscienza che ora vi guida e non pi\u00f9 i concetti. Per  essere pi\u00f9 preciso, possiamo chiamare questo \u201cintuizione\u201d,  semplicemente per darvi un&#8217;idea di ci\u00f2 che succede.<\/p>\n<p>Alcuni vi diranno: \u201cMa come posso continuare a vivere e a  lavorare cos\u00ec? Ho bisogno di fare funzionare la mia mente\u201d Per\u00f2 potete  arrivarci. Questo sembra impossibile, e invece \u00e8 piuttosto facile.  Infatti, \u00e8 estremamente facile. Si possono  fare molte cose: guidare il trattore, spaccare legna, cucinare, spazzare  il pavimento di questa stanza, lavare i propri vestiti. E tutto questo con la gioia nel cuore perch\u00e9 tutto \u00e8 cos\u00ec  meraviglioso. E&#8217; essenziale che coltiviate questa visione d&#8217;Unit\u00e0  nella vita perch\u00e9 ci\u00f2 che avete attraversato \u00e8 molto importante. Il <em>Vedanta<\/em><em> <\/em>chiamerebbe questo <em>Savikalpa<\/em><em> samadhi<\/em>. Ed \u00e8 la  possibilit\u00e0 di vedere l&#8217;unit\u00e0 della vita con i vostri occhi, gli occhi  della Coscienza.<\/p>\n<p>D: Potreste spiegare qual \u00e8 i ruolo  dello Yoga e delle sue differenti discipline? E&#8217; necessario praticare  uno yoga particolare?<\/p>\n<p>R: Ci sono differenti tipi di yoga. Avete letto il nostro libro: &#8220;L&#8217;esssenza e lo  scopo dello Yoga\u201d che tratta tutte le forme di yoga, dall&#8217;<em>Hatha-yoga<\/em> fino all&#8217;<em>Asparsa-yoga<\/em>, che \u00e8 lo yoga dell&#8217;<em>Advaita vedanta<\/em>, la via  metafisica. Nel corso delle epoche antiche, questi yoga rappresentano  diverse tappe o diversi passaggi che portano progressivamente a un cammino pi\u00f9 vasto. Quindi,  nel tempo antico, c&#8217;era semplicemente un solo e unico yoga, con  differenti possibilit\u00e0 e dimensioni. L&#8217;insieme di questi differenti tipi  di yoga portavano tutti alla trascendenza, compreso l&#8217;<em>Hatha-yoga<\/em>.<\/p>\n<p>Oggi, l&#8217;<em>Hatha-yoga<\/em><em> <\/em>in occidente non \u00e8 che una serie di esercizi  che non fanno che promettere una buona salute. Ma nessun  yoga \u00e8 migliore di un altro. Certo, in Oriente, la Tradizione \u00e8 sempre  viva e permette a chi la incontra di avviare la loro pratica al loro  proprio livello di preparazione, di <em>gunas<\/em>, ecc\u2026 In Occidente, e in certi paesi, non si \u00e8  avuto niente altro che il Cristianesimo e non abbiamo quindi avuto  nessuna scelta. Cos\u00ec \u00e8 impossibile offrire a ciascuno la soluzione che  gli abbisogna, perch\u00e9 ogni individuo \u00e8 un mondo a s\u00e9. Invece in Oriente,  esiste un ventaglio di possibilit\u00e0 ben pi\u00f9 ampio che corrisponde ai  bisogni di ciascuno secondo i propri <em>gunas<\/em> e qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Anche il <em>Vedanta<\/em> pu\u00f2 esse definito come uno  yoga, lo yoga della Conoscenza. Ma la parola  <em>Yoga<\/em> si \u00e8 degradata; questa specie di degradazione \u00e8  inevitabile perch\u00e9 siamo nell&#8217;et\u00e0 del <em>Kali-yuga<\/em>.  Infatti, se noi diciamo \u201cfacciamo del <em>vedanta-yoga<\/em>\u201d, direbbero: \u201callora,  fate\u00a0 della ginnastica? Quali sono le posizioni? Dov&#8217;\u00e8 la palestra?\u201d. (ridendo)<\/p>\n<p>D: Tutti possono decidere di risvegliarsi, o succede  spontaneamente, senza preparazione?<\/p>\n<p>R: Il risveglio naturalmente, non \u00e8 qualcosa che potete  compiere semplicemente con la sola forza della volont\u00e0 e con lo sforzo.  Avviene da solo. Ma dobbiamo essere pronti  nel momento in cui avviene. Anche nella vostra vita quotidiana, a scuola  per esempio, studiamo un considerevole numero di  materie, la maggior parte di loro non sono di nessuna utilit\u00e0 per la  nostra professione. Ma questa specie di esercizio  prepara il nostro spirito a qualcosa che assomiglia all&#8217;intuizione:  esercita a un modo migliore di scegliere le cose e cos\u00ec via. In questo,  la preparazione che offrono i nostri studi \u00e8  utile. Allora, per tornare alla vostra domanda, la preparazione porta ad  accogliere questa specie di avvenimento  spontaneo. Non si pu\u00f2 forzare nulla, ogni violenza  su di noi sarebbe totalmente inutile.<\/p>\n<p>D: Quale consiglio dareste a un  ricercatore di Verit\u00e0.<\/p>\n<p>R: Questa domanda non \u00e8 molto facile (ridendo). Dare un  consiglio a qualcuno \u00e8 molto difficile. Beninteso, se la persona, \u00e8 veramente alla ricerca della Verit\u00e0, la cosa pu\u00f2  essere considerata. Ecco perch\u00e9 parliamo di un certo grado di naturalit\u00e0  della persona, quando c&#8217;\u00e8 un maggior  controllo dei <em>gunas<\/em> ecc. A  questo stadio, certo, dei consigli potrebbero essere dati. Il problema  sorge quando la persona vive in uno stato di sofferenza e di dualit\u00e0.  Vuole risolvere il suo problema, ma vuole restare in questo stato di  dualit\u00e0. In questa situazione, non si pu\u00f2 avere comprensione, perch\u00e9  tutto quello che la persona vuole fare, \u00e8 cambiare un avvenimento o una  situazione a questo livello. Ma si tratta del  livello dell&#8217;ego, della dualit\u00e0. Cos\u00ec \u00e8 molto difficile consigliare  qualcuno che \u00e8 identificato a questo stato di dualit\u00e0. Inoltre da un  punto di vista filosofico,\u00a0 non c&#8217;\u00e8 niente al di  l\u00e0 o al di fuori dell&#8217;Essere e\u00a0 presto o tardi,  non possiamo che ritornarci. Un <em>Advaitin<\/em> \u00e8 pacificato, diciamo che ha trovato la pace. Avendo integrato lo stato  d&#8217;esistenza duale, non ha alcun motivo che lo spingerebbe a voler  cambiare il corso delle cose. Ecco perch\u00e9 non ricerca n\u00e9 discepoli n\u00e9  adepti. Certo, l&#8217;Advaita \u00e8 offerto a tutti, ma tutti non vogliono  raggiungere questa dimensione. Per\u00f2 presto o  tardi, la raggiungeranno perch\u00e9 ogni individuo al mondo \u00e8 Quello.  Possono prendersi per qualcos&#8217;altro ma sono Quello.  Siamo tutti alienati perch\u00e9 crediamo di essere  ci\u00f2 che non siamo.<\/p>\n<p>Per terminare con una nota leggera: dopo Napoleone, ci fu un  certo numero di persone che nella loro alienazione, credevano di essere lui. Erano convinte di  essere Napoleone, erano pazzi. In questo caso, tutto ci\u00f2 che  possiamo fare, \u00e8 tentare di risvegliarli alla realt\u00e0 che non sono Napoleone. La conoscenza tradizionale ci dice  che noi siamo tutti alienati; siamo identificati con i diversi vasi e  ogni vaso \u00e8 diverso dal seguente. Un Advaitin  si rende ben conto di tutta la sofferenza del mondo, ma nello stesso  tempo, vede il comico di tutto questo (ridendo) perch\u00e9 ha coscienza che  tutte queste persone hanno dimenticato ci\u00f2 che sono.  Qualcuno potrebbe dire: \u201csoffro\u201d; e la risposta potrebbe essere: \u201cno, tu non soffri\u201d; \u201csi, soffro!\u201d. Un altro  potrebbe dire:\u201d Sto per morire\u201d e la  risposta: \u201cMa tu non puoi morire, tu sei immortale\u201d. Se  questa persona \u00e8 convinta che sta per morire, che possiamo farci? Tutto  ci\u00f2 che ci resta da fare \u00e8 di aspettare che  prenda coscienza della sua immortalit\u00e0, che gli \u00e8 impossibile morire. Quando lasceremo il nostro corpo fisico denso, la  maggioranza di noi andr\u00e0 nella parte inferiore del <em>Taijasa<\/em> [1].<\/p>\n<p>In termini occidentali, si tratta del piano astrale. Alcuni  spiriti materialisti, quando arrivano a questo piano, fanno fatica a realizzare che non sono morti. Dei  discepolo fanno il loro lavoro su questo piano per provare a  rieducarli e portarli a vedere che non sono morti. Loro ne sono talmente  convinti che dicono:\u201d Come posso non essere  morto? Sono deceduto. Devo essere morto\u201d Questa persona non si lascer\u00e0  andare all&#8217;evidenza che esista, che si  esprime e che dunque vive in quest&#8217; altra  dimensione. Potemmo dire che la vita che facciamo, sul piano umano, \u00e8  \u201cuna tragicomica a lieto fine\u201d.<\/p>\n<p>D: Quali sono i principali ostacoli a vivere la Verit\u00e0? Come si  superano?<\/p>\n<p>R: Abbiamo gi\u00e0 risposto a questa domanda quando abbiamo  spiegato che siamo identificati ai <em>gunas<\/em>.  Mentre fate la vostra passeggiata e tentate  di ritrovare la vostra visione, dovete verificare voi stessi. \u201cQual \u00e8  l&#8217;ostacolo che mi trattiene dall&#8217;essere quello? Che veicolo si inserisce tra me e questa Realt\u00e0? E&#8217; lo spirito  oppure qualche contenuto psicologico che \u00e8 in me? Potrebbe essere il  mondo delle sensazioni o delle emozioni? Potrebbe essere una idealizzazione, un pensiero? Tutto questo pu\u00f2  essere d&#8217;ostacolo, ma una volta risolto \u2013  perch\u00e9 questi problemi si risolvono &#8211;\u00a0 quello  emerge da solo.<\/p>\n<p>In Oriente si da un esempio molto  pertinente: immaginate una stanza piena di oggetti cos\u00ec numerosi che  potete appena muovervi. L&#8217;identificazione ai diversi oggetti non vi  permette di vedere la stanza nella sua realt\u00e0.\u00a0 Oggi  posso identificarmi con la tavola, domani al sistema di riscaldamento,  l&#8217;indomani a un&#8217;altra cosa. Se prendo tutti  questi oggetti e li getto fuori, (per  \u201cgettarli fuori\u201d intendo, certo, integrare, assimilare tutti questi  oggetti), mi ritrovo in una stanza vuota, e dunque nello spazio. Io sono  questo spazio, e questo significa che l&#8217;etere all&#8217;interno del vaso \u00e8  della stanza natura che l&#8217;etere al di fuori del vaso. Questi esempi o  queste analogie possono essere di una grande importanza per la  comprensione della Realt\u00e0 soggiacente ai fenomeni.<\/p>\n<p>D: Circa quattro anni fa, ho cominciato, una sera, a ripetermi  la frase \u201cIo sono quello\u201d. E sono stato  colpito dal fatto che \u201cl&#8217;io\u201d per il quale mi prendevo, non aveva niente a  che fare con Quello. Prima di questa presa di coscienza,\u00a0  credevo che \u201cl&#8217;io\u201d, cio\u00e8 tutti i  concetti corrispondenti a ci\u00f2 che credevo di essere, stava per diventare  Quello con la realizzazione. Ora, in questo istante,  ho visto che Quello non aveva niente a che fare con questi concetti.  Vedere questo fu molto importante per me.<\/p>\n<p>R: Certo, sicuro, Quello non ha niente a vedere con l&#8217;ego,  l&#8217;io. \u201cIo\u201d \u00e8 una non-realt\u00e0, ma \u00e8 un errore che tutti fanno.<\/p>\n<p>D: Se viviamo in uno stato di spontaneit\u00e0 totale, continuiamo a  controllare gli avvenimento della nostra  vita?<\/p>\n<p>R: Dobbiamo parlare qui della spontaneit\u00e0 dell&#8217;etere. In questo  caso\u00a0 solamente, potete mantenere un controllo;  allora \u00e8 l&#8217;etere che utilizza il vaso e non il vaso che utilizza  l&#8217;etere. L&#8217;etere \u00e8 spontaneit\u00e0, innocenza. E&#8217; la <em>lila<\/em>, il gioco divino, il gioco d&#8217;un  bambino. Dobbiamo dunque chiaramente fare la differenza tra la  spontaneit\u00e0 che viene dalla reazione istintiva e la spontaneit\u00e0  dell&#8217;etere che \u00e8 totalmente differente. E&#8217; molto importante fare questa  distinzione perch\u00e9 certe persone sono molto impulsive, emotive e per  questo spontanee, ma anche capaci di provocare grandi disastri. Dalla  posizione di Quello, ci\u00f2 non pu\u00f2 accadere. L&#8217;innocenza di cui parliamo \u00e8  tutt&#8217;altra cosa.<\/p>\n<p>D: Potete descrivere la vostra propria  natura?<\/p>\n<p>R: E&#8217; esattamente la stessa della vostra. Ciascuno di noi \u00e8 questo etere che impregna tutto. Non c&#8217;\u00e8  differenza tra Raphael e gli altri. Potrebbe esserci giusto questa  differenza: una persona potrebbe essere identificata ad uno dei suoi  veicoli o ad una delle esperienze che ha fatto, mentre Raphael ha  esaurito e chiuso tutti i registri di esperienze.  Si potrebbe dire che Raphael \u00e8 stato un po&#8217; pi\u00f9 intelligente in una incarnazione passata. Ha realizzato di cosa si  trattava in tutto questo e ha deciso di non ricaderci pi\u00f9 (risa). Questa  \u00e8 l&#8217;unica differenza.<\/p>\n<p>Nota<\/p>\n<p><em>Taijasa<\/em>: lo stato luminoso,  uno dei quattro stati di coscienza del Vedanta. I tre altri sono: il sonno  profondo, lo stato di veglia e <em>Turia<\/em>,  il quarto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Raphael, il fondatore dell\u2019 Ashram Vidya \u00e8 un Advaitin  tradizionale che segue la \u201cvia senza supporto\u201d l\u2019Asparsa yoga. 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