{"id":413,"date":"2010-09-18T19:08:24","date_gmt":"2010-09-18T19:08:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=413"},"modified":"2016-04-03T23:06:03","modified_gmt":"2016-04-03T23:06:03","slug":"il-principio-di-maya-e-la-coscienza-di-robert-powell","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/il-principio-di-maya-e-la-coscienza-di-robert-powell\/","title":{"rendered":"Il principio di Maya e la coscienza di Robert Powell"},"content":{"rendered":"<p>3\u00e8me Mill\u00e9narie n. 65 \u2013 Traduzione della Dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p>Una delle nostre cattive abitudini \u00e8\u00a0 prendere il mondo troppo sul serio, il mondo\u00a0 in senso\u00a0 fisico e psicologico. Consideriamo le cose, gli oggetti e le persone come assolutamente reali. Ma, quando esaminiamo questi fenomeni, constatiamo che sono effimeri, sono solo delle apparenze. E una semplice apparenza non pu\u00f2 in nessun modo essere assimilata al Reale, all\u2019Eterno; perch\u00e9, se \u00e8 presente ora, non lo sar\u00e0 domani. Chiamerei questa verit\u00e0 il principio della Maya, la nostra tendenza a sbagliarci, a confondere sempre la corda col serpente. E, a causa di questo principio, non abbiamo la minima idea della nostra vera natura, che non \u00e8 un\u2019apparenza, una cosa che \u00e8 nata e morir\u00e0.<\/p>\n<p>Se fate una meditazione di qualsiasi genere, il vostro compito principale dovr\u00e0 essere quello di sbarazzarvi di tutte le illusioni.<\/p>\n<p>D: E\u2019 stato detto che dobbiamo conoscere noi stessi. Ma come si fa? Il S\u00e9 si pu\u00f2 scegliere, tentare di ottenere o di conquistare o lo si deve vedere in modo molto pi\u00f9 sottile? Dapprima si devono riconoscere i fenomeni per quello che sono, semplici apparenze. Poi ci\u00f2 che rimane deve necessariamente costituire il reale. E\u2019 il solo approccio che vale e ha senso. Prima di fare qualsiasi cosa in campo spirituale, la base deve essere necessariamente questa. Quando assistiamo a incontri come questo, abbiamo voglia de fare domande di ogni sorta e, se guardate attentamente, esse si riferiscono al principio della Maya, o piuttosto sul suo non-riconoscimento. Gli uditori hanno molti pregiudizi su se stessi: hanno una conoscenza come quella di essere nati, che moriranno, che hanno un nome, una forma, ecc. Le loro domande partono da questo. E&#8217; esatto?<\/p>\n<p>R.P.: Poich\u00e9 queste domande si basano su un punto di vista sbagliato, anche le risposte saranno sbagliate. Cos\u00ec tutto l\u2019incontro si trasforma in un esercizio inutile. Dobbiamo quindi, prima di tutto, confrontarci con quel principio della Maya che consiste nel vedere in ogni corda un serpente. Allora si \u00e8 immancabilmente condotti a porsi la questione della propria identit\u00e0. Chi sono realmente? Sono questo corpo? Sono questa mente? O sono qualcosa che \u00e8 impossibile esprimere a parole?<\/p>\n<p>La risposta \u00e8: \u201cio non pu\u00f2 essere pensato, perch\u00e9 ci\u00f2 che sono \u00e8 totalmente diverso da ci\u00f2 che pu\u00f2 essere espresso da un concetto, dal linguaggio\u201d. Poich\u00e9 sono del tutto incapace di formulare ci\u00f2 che sono, non posso che restare silenzioso.<\/p>\n<p>E, in quel silenzio, posso essere Quello, ci\u00f2 che sono realmente.<\/p>\n<p>Ma dal momento che sono portato a formulare una qualsiasi verit\u00e0 su ci\u00f2 che sono, mi ritrovo nel mondo dei concetti.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 una meditazione sia fruttuosa, deve essere in rapporto con il tema della Maya. E\u2019 solo con questa comprensione che potete capire ci\u00f2 che \u00e8 il vero S\u00e9. Siamo abitualmente identificati con il corpo e con un nome e non sospettiamo mai di non essere coscienti e che questo insieme di concetti e di memorie che chiamiamo me \u00e8 un prodotto dell\u2019immaginazione. Se solo potessimo vederlo, capire l\u2019impostura dell\u2019io pensiero, dell\u2019io concetto, allora non ci sarebbe niente altro da fare. L\u2019identificazione si produce per diverse ragioni, a causa dell\u2019educazione, del condizionamento, della mancanza d\u2019attenzione soprattutto e della meditazione nel senso vero di studio di s\u00e9. Abbiamo una conoscenza superficiale del nostro corpo e un\u2019esperienza superficiale della mente e dei concetti associati alla mente; allora concludiamo che siamo tutto questo. In questo modo siamo questo insieme di concetti, di memoria e di opinioni.<\/p>\n<p>Non so se vi siete gi\u00e0 dedicati a questo genere\u00a0 di riflessioni. Per esempio, vi siete gi\u00e0 interrogati sulla natura del corpo con cui vi identificate? Il corpo \u00e8 evidentemente inerte. Non dice di avere una particolare identit\u00e0, \u00e8 la mente che lo dice. La mente, che si \u00e8 trovata avvantaggiata rispetto al corpo, \u00e8 un sistema chiuso. Tutte le sue conclusioni sono basate sulla propria esistenza. Essa si dice: \u201csi, sono io, posso provare che questa mente ha un\u2019esistenza reale\u201d, ed \u00e8 ancora fondato sulla sua irrealt\u00e0. Infatti ci si pu\u00f2 domandare per chi questa mente \u00e8 reale, per chi questo ego \u00e8 reale. La risposta \u00e8 sicuramente: per se stesse. E\u2019 un sistema chiuso! Ecco un esempio di\u00a0 ragionamento in circuito chiuso. Ci\u00f2 equivale per la mente a dire che \u00e8 reale, ma una tale situazione \u00e8 fondata su nulla, non viene dalla sorgente della realt\u00e0, dall\u2019Assoluto.<\/p>\n<p>Risvegliarsi a questo ragionamento a circuito chiuso taglia l\u2019erba sotto i piedi all\u2019ego usurpatore, la falsa realt\u00e0, dissolvendola persino a livello fisico.<\/p>\n<p>Guardate il mondo cos\u00ec com\u2019\u00e8. Pi\u00f9 lo guardate e pi\u00f9 vedrete che non c\u2019\u00e8 conferma indipendente dalla sua esistenza. La sola base su cui riposa \u00e8 la mente. E\u2019 interessante osservare che il mondo comincia a essere nel momento in cui lo stato \u201cio sono\u201d comincia a essere. Dal momento in cui siete coscienti, il mondo viene visto. E dal momento in cui la coscienza vi lascia, se siete profondamente addormentati, tutto scompare. Cos\u00ec lo stato \u201cio sono\u201d e il mondo sorgono al tempo stesso; i due sono uno solo.<\/p>\n<p>D: Quando si dorme, quando non ci sono pi\u00f9 stimoli sensoriali, non c\u2019\u00e8 niente? Forse nessuna cosa \u00e8 veramente niente, o \u00e8 qualcosa totalmente al di l\u00e0 dei nostri concetti?<\/p>\n<p>R.P.:\u2019 vero; noi nominiamo tutto. E, se dite nessuna cosa, significa l\u2019opposto di qualche cosa; dunque nessuna cosa \u00e8 per me solo un concetto; non avete la possibilit\u00e0 di\u00a0 immaginare nessuna cosa, perch\u00e9 \u00e8 al di l\u00e0 dell\u2019esperienza di un essere umano. E, se vi arrivate, forse non c\u2019\u00e8 niente che sia nessuna cosa. E\u2019 un\u2019estrapolazione per l\u2019assenza di realt\u00e0. E\u2019 una pura estrapolazione del cervello d\u2019un concetto nel suo opposto.<\/p>\n<p>Quando vi vedete sotto questo aspetto, avete uno sguardo differente sul mondo e su voi stessi. Se il S\u00e9 e il mondo non sono che uno, allora non c\u2019\u00e8 neanche separazione tra due individui. Lo stesso, la separazione tra la vita e la morte scompare, perch\u00e9 questa separazione si basa\u00a0 sull\u2019esistenza fisica del corpo e della mente. In nessun momento l\u2019entit\u00e0 corpo-mente scompare dal mondo, perch\u00e9 i due sono uno e non possono essere separati!<\/p>\n<p>D. Provo a visualizzarmi bambino di due giorni. Bene, non faccio che immaginare, perch\u00e9 non ho ricordi di allora. Non pu\u00f2 esserci la sensazione di se stesso. Questo neonato \u00e8 nella sua culla e il mondo \u00e8 l\u00e0, al di fuori. La sua coscienza \u00e8 forse un po\u2019 confusa; non \u00e8 sicuro di sapere dove finiscono le sue mani e dove comincia la culla.<\/p>\n<p>R.P.: E\u2019 solo un automa fisiologico. La sua memoria, non essendo ancora sviluppata, la sua coscienza \u00e8 al minimo. Ma comincia e dopo un anno, saranno gi\u00e0 acquisiti numerosi ricordi. Ricordatevi di ci\u00f2 che diceva Nisargadatta, ci\u00f2 che siamo \u00e8 essenzialmente il prodotto dei cinque elementi. E Maharaji non cessava d\u2019insistere su questo. Perch\u00e9 dava tanta importanza al fatto che non siamo niente di pi\u00f9 che il prodotto dei cinque elementi e dei tre guna, che sono le tre qualit\u00e0 principali? Perch\u00e9 ritornando, riflettendo sulla propria nascita, si prende coscienza che questo ego empirico \u00e8 molto semplicemente una macchina, una macchina psicofisiologica d\u2019azione, reazione, avendo in se stessa una vita. Per insistere sulla sua natura meccanica Maharaji definiva questa egocoscienza, come chimica. E, identificandovisi, cominciano tutte le disfunzioni.<\/p>\n<p>D. Quali sono i cinque elementi?<\/p>\n<p>R.P.: La terra, l\u2019acqua, il fuoco, l\u2019area e l\u2019etere( quest\u2019ultimo significa lo spazio ma non nel senso preeinsteniano della parola etere).<\/p>\n<p>D. Quale sarebbe la differenza di qualit\u00e0 d\u2019essere tra qualcuno come Nisargadatta e un neonato che non ha un ego, concetti ecc.? Sono identici?<\/p>\n<p>R.P.: Non possono evidentemente essere identici, ma c\u2019\u00e8 una grande somiglianza tra i due stati. Come dice lo stesso Maharaji, quando un uomo invecchia, abbandona tutto ci\u00f2 che ha appreso e accumulato e si riavvicina allo stato della sua nascita. Quando si avvicina il momento della morte, \u00e8 presente; diventa come un bimbetto che non ha\u00a0 ancora dei meccanismi intellettuali.<\/p>\n<p>D. La sola differenza \u00e8 che sa come parlarne, \u00e8 cosciente di se stesso.<\/p>\n<p>R.P.: Si, oggettivamente, incarna questo stato d\u2019essere, quello in cui si \u00e8 separati dalle proprie illusioni e si sono viste le cose come sono realmente. Si osserva il mondo non attraverso il principio della Maya.<\/p>\n<p>D. Cos\u2019\u00e8 il principio della Maya?<\/p>\n<p>R.P.: E\u2019 vedere un serpente ogni volta che si guarda una corda. Superarlo \u00e8 essenziale per vedere il reale.<\/p>\n<p>D. Si., capisco, ma perch\u00e9 usare il termine Maya?<\/p>\n<p>R.P.: Semplicemente perch\u00e9 \u00e8 una terminologia ben accettata nel pensiero orientale, non solo nell\u2019induismo ma anche nel buddismo. Significa press\u2019a poco illusione ma anche misurare. E\u2019 una nozione interessante perch\u00e9 la misura \u00e8 anche una forma d\u2019illusione: quando misurate una cosa, dovete prima accettare che essa \u00e8 un\u2019entit\u00e0 separata.<\/p>\n<p>D. Chi semina la confusione, l\u2019ego o il principio della Maya?<\/p>\n<p>R.P.: Non potete dire che la Maya e l\u2019ego mentale siano principi separati. Hanno tutti e due la stessa origine, una mancanza di pulizia della mente. La mente \u00e8 uguale a Maya.\u00a0 Nella letteratura si dice che la mente \u00e8 Maya. Perch\u00e9 senza impurit\u00e0, senza illusione non c\u2019\u00e8 la mente. La mente sono i pensieri. Non adoperiamo pensiero in senso scientifico o tecnico ma in senso psicologico: tutti i nostri fantasmi, le nostre false idee, prendere il non-senso per la realt\u00e0. E\u2019 la Maya. Per questa ragione la mente s\u2019inventa dei problemi, come la paura, i conflitti, gli attaccamenti. Poi lotta per esserne liberata e questo crea altri problemi. La mente aspira a raggiungere la realizzazione, come se la realizzazione fosse una cosa molto lontana, di cui occorre impadronirsi. La mente ha una caratteristica strana: rifiuta di avere a che fare con se stessa, rifiuta di guardare dentro di s\u00e9, perch\u00e9 sarebbe una minaccia mortale per la sua sopravvivenza, una minaccia di auto-dissoluzione.<\/p>\n<p>Il principio della Maya \u00e8 una forza molto potente, perch\u00e9 l\u2019alternativa \u00e8 la morte. La morte dell\u2019ego \u00e8 la soluzione, non c\u2019\u00e8 ambiguit\u00e0 n\u00e9 compromessi. Ogni compromesso \u00e8 la continuit\u00e0 del principio della Maya.<\/p>\n<p>D. L\u2019arte di maneggiare la spada nello Zen \u00e8 interessante. I novizi sono iniziati\u00a0 a un\u2019arte\u00a0 molto distruttiva, nella quale si liberano del loro ego. Il\u00a0 bel gesto col quale combattono e uccidono il loro nemico si basa sull\u2019eliminazione dell\u2019ego.<\/p>\n<p>R.P.: Si, ma qui c\u2019\u00e8 un problema; \u00e8 il modo in cui ne parlate. Quando dite che eliminano l\u2019ego, chi esattamente elimina l\u2019ego per piacere, esaminiamo questo. E\u2019 un punto molto importante. Chi \u00e8 questa entit\u00e0? Pu\u00f2 esserci\u00a0 un\u2019entit\u00e0 che elimina l\u2019ego?<\/p>\n<p>Qualcun\u2019 altro vuole fare un\u2019osservazione?<\/p>\n<p>D. Sono confuso con i termini che usiamo. Io elimino il mio ego. Quell\u2019io pu\u00f2 eliminare il mio ego? Lo stesso linguaggio \u00e8 strutturato attorno all\u2019ego. Da quando si comincia a parlarne e a provare a rapportarsi a quello che non \u00e8 l&#8217;ego, siamo condizionati dal linguaggio e diventa molto difficile parlarne.<\/p>\n<p>R.P.: Un maestro Zen a nome Bankei paragonava il processo suggerito dal nostro amico all\u2019istante, l\u2019eliminazione dell\u2019ego, con il fatto di lavare il sangue col sangue. Quello che elimina fa parte del problema, di colui da cui vuole essere eliminato. Non \u00e8 possibile, perch\u00e9 chi elimina e chi vuole essere eliminato sono uno.<\/p>\n<p>D. Siamo senza speranza!<\/p>\n<p>R.P.: In effetti non c\u2019\u00e8 speranza. Non mettetevi su questa strada! Non provate!<\/p>\n<p>Ritorniamo al punto di partenza. Possiamo vedere che il mondo degli oggetti e delle persone, tutto intero, \u00e8 sorgente di delusioni se lo considero reale? Ma se lo vedo come fenomeni, apparizioni, come vedrei\u00a0 un\u2019opera teatrale alla televisione, i suoi attori, personaggi artificiali che non fanno che imitare persone reali, allora sono fuori da tutto questo, dal principio della Maya.<\/p>\n<p>D. E\u2019 come la corda e il serpente.<\/p>\n<p>R.P: Si, dovete andare al di l\u00e0. Se non vedete l\u2019illusione, non c\u2019\u00e8 reale per voi. Non potete arrivare al reale per nessun\u2019altra via. Avete bisogno di vedere l\u2019illusione, a volte in televisione, perch\u00e9 non \u00e8 che una televisione, e nella percezione che avete del mondo, perch\u00e9 non \u00e8 che una percezione, una fabbricazione. Riassumendo, quello che chiamiamo il mondo non \u00e8 che un\u2019immagine, un concetto. E\u2019 terribilmente importante. Quando ne vedete l\u2019importanza, la questione di sapere se dovete fare meditazione diventa inutile, dovete averla superata, perch\u00e9 \u00e8 quello che la meditazione dovrebbe sempre essere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle nostre cattive abitudini \u00e8  prendere il mondo troppo sul serio, il mondo  in senso  fisico e psicologico. Consideriamo le cose, gli oggetti e le persone come assolutamente reali. Ma, quando esaminiamo questi fenomeni, constatiamo che sono effimeri, sono solo delle apparenze. E una semplice apparenza non pu\u00f2 in nessun modo essere assimilata al Reale, all\u2019Eterno; perch\u00e9, se \u00e8 presente ora, non lo sar\u00e0 domani. 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