{"id":415,"date":"2010-09-18T19:12:29","date_gmt":"2010-09-18T19:12:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=415"},"modified":"2016-04-03T23:06:03","modified_gmt":"2016-04-03T23:06:03","slug":"lorrore-della-situazione-di-g-i-gurdjieff","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/lorrore-della-situazione-di-g-i-gurdjieff\/","title":{"rendered":"L&#8217;orrore della situazione di G. I. Gurdjieff"},"content":{"rendered":"<p><strong>3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 65 \u2013 Traduzione della Dr.ssa Luciana Scalabrini<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/gurdi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-416\" title=\"Gurdjieff\" src=\"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/gurdi.jpg\" alt=\"G. I. Gurdjieff\" width=\"82\" height=\"130\" \/><\/a>Cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 spaventoso della morte? Cosa succederebbe, se s\u2019immaginasse realmente l\u2019orrore della propria morte? Potete immaginare il vostro spavento? E\u2019 impossibile, lo ripeto, immaginare la propria morte, anche se lo si vuole, ma \u00e8 possibile immaginare quella degli altri.<\/p>\n<p>Oltre a quella paura della morte, c\u2019\u00e8 un gran numero di paure di realt\u00e0 di cui la gente non prende coscienza e che non pu\u00f2 vedere. Se le persone ne prendessero coscienza, se le vedessero, tutti sarebbero pieni d\u2019orrore. Ma nessuno lo vede.<\/p>\n<p>Perch\u00e9?<\/p>\n<p>Forse la nostra volont\u00e0 ci difende dal vedere degli orrori? Ma allora, perch\u00e9 non ci difende dalle nostre piccole paure?<\/p>\n<p>Immaginate di rientrare a casa; vi svestite, vi coricate nel letto. Qualcosa esce da sotto il cuscino e va a nascondersi tra le coperte. Alzate le coperte alzando le ginocchia e vedete che si tratta di un topo. Immaginando questa scena rabbrividite. Ma \u00e8 solo un piccolo topo domestico! Uno degli animali pi\u00f9 inoffensivi!<\/p>\n<p>Non sentite la paura per la vostra morte inevitabile e temete il topo, temete le mille piccole cose che possono capitarvi.<\/p>\n<p>Quelle paure per le quali non ci si ammazza, la natura le ammette come cose inoffensive per la vostra vita, poich\u00e9 sono necessarie alla produzione delle emozioni, delle gioie e dei dolori, che formano la vostra vita.<\/p>\n<p>Da l\u00ec viene un gran numero di guai, di amarezze, di sforzi, una quantit\u00e0 d\u2019amor proprio e di vanit\u00e0, che obbligano un essere umano ad agire, ad andare fino in fondo; il disincantamento e l\u2019incantamento. E\u2019 questo che tesse la vita. La stessa cosa produce il sogno, l\u2019illusione, il fenomeno immaginario e la stessa cosa risveglia i diversi desideri nell\u2019uomo.<\/p>\n<p>L\u2019uomo \u00e8 continuamente riempito da queste cose. Esse gli danno delle pulsioni e riempiono la sua vita in modo che non abbia il tempo di vivere la realt\u00e0.<\/p>\n<p>Molto spesso i suoi scopi sono impossibili, inaccessibili, ma l\u2019essere umano non lo vede e fa continuamente degli sforzi. Quando un gruppo di problemi \u00e8 passato, ne subentra un altro. La macchina umana deve funzionare senza fermarsi.<\/p>\n<p>Ma se si sente che tra un mese si morir\u00e0, e ci si pensa! Proprio tra un mese! Cosa rester\u00e0 allora di ci\u00f2 che costituisce la nostra giornata? Tutto ci\u00f2 che si possiede perde il suo senso e tutto ci\u00f2 che si fa non serve a niente. E il giornale col caff\u00e8 al mattino, e i saluti gentili del vicino sulla scala, e il lavoro, e gli oggetti, e il teatro alla sera, e il riposo e il sonno, per cosa tutto questo?<\/p>\n<p>E anche se la morte non deve arrivare che tra un anno o due? In ogni caso, queste cose non avranno pi\u00f9 il senso che si \u00e8 sempre dato loro.<\/p>\n<p>Allora nasce una domanda: se \u00e8 cos\u00ec, perch\u00e9 vivere?<\/p>\n<p>E\u2019 l\u00ec la risposta: non perch\u00e9 la tua vita ti appartiene, ma perch\u00e9 qualcuno ha bisogno della tua vita: chi la ama teneramente, chi se ne preoccupa perch\u00e9 sia almeno sopportabile.<\/p>\n<p>Noi curiamo la vita dei nostri montoni e dei nostri maiali. Facendo cos\u00ec agiamo per il loro interesse? No, offriamo loro una vita felice e confortevole perch\u00e9, una volta abbattuti, ci diano della buona carne bella grassa. Nello stesso modo probabilmente, qualcuno ha bisogno che si viva, che non si vedano cose orribili e che non ci si impicchi, ma anzi che si viva a lungo perch\u00e9 chi ha bisogno di noi ci sgozzi molto dolcemente.<\/p>\n<p>Non vedere, non sentire la realt\u00e0 cos\u00ec com\u2019\u00e8, questa \u00e8 la forma principale della nostra schiavit\u00f9.<\/p>\n<p>Subiamo molti tipi di schiavit\u00f9, ma questo \u00e8 il primo e il pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p>E\u2019 la legge della natura. Sono i grandi che hanno bisogno dell\u2019esistenza dell\u2019umanit\u00e0 e di tutto ci\u00f2 che \u00e8 vivente. Esiste nella vita uno scopo importante che giustifica la sua ragione d\u2019essere. Noi dobbiamo servire come schiavi, \u00e8 il nostro destino.<\/p>\n<p>Ma nello stesso tempo la natura ha permesso, ha previsto una possibilit\u00e0 per noi, ma non\u00a0 per tutti, di abolire questa schiavit\u00f9. Questa abolizione \u00e8 la prima liberazione.<\/p>\n<p>Nella vita ci sono due direzioni; la vita \u00e8 simile a due fiumi. Tutti quelli che vivono sulla terra seguono due correnti. Gli uni seguono un corso, gli altri un altro. Gli uni si sottomettono a certe leggi, mentre gli altri si sottomettono ad altre. Attraverso quelle leggi, gli uni e gli altri avanzano insieme, a volte scontrandosi, a volte incrociandosi senza mai mescolarsi, ma intrattenendosi, necessari gli uni agli altri. E\u2019 stato e sar\u00e0 sempre cos\u00ec. Se si considera la vita delle masse, tutte le loro vite riunite sono simili a uno di quei due fiumi, dove la vita di ogni persona, come quella di ogni essere vivente, \u00e8 rappresentata da una goccia di quel corso d\u2019acqua. Sono quelle gocce riunite che formano quel fiume generale, che a sua volta rappresenta un anello della catena cosmica.<\/p>\n<p>E il fiume generale \u00e8 ugualmente utile, serve a uno scopo preciso.<\/p>\n<p>La corrente del fiume scorre secondo le leggi cosmiche generali, in una determinata direzione. Tutti i suoi meandri, tutti i suoi cambiamenti hanno un senso. Con quello scopo, ogni goccia gioca il suo ruolo poich\u00e9 fa parte di un gran fiume generale.<\/p>\n<p>E ogni goccia crea qualche cosa, solo che il suo lavoro \u00e8 spesso meccanico. Qui la legge della trinit\u00e0 agisce come dappertutto altrove, ma lei \u00e8 al di fuori di quella goccia. Una sola goccia non pu\u00f2 creare niente. Tutte quelle manifestazioni non sono per lei.<\/p>\n<p>La legge generale non vale per una\u00a0 goccia isolata. Lo spostamento delle gocce, la loro direzione e il loro movimento hanno un carattere totalmente aleatorio.<\/p>\n<p>Ora la goccia \u00e8 qui, fra un minuto sar\u00e0 l\u00e0, a volte in basso, a volte in alto. Ecco che sale, per caso ne urta un\u2019altra e scende; si muove ora lentamente, ora in fretta. Si comporta bene o male? Dipende dall\u2019ambiente in cui si trova. Non ci sono leggi speciali per il suo destino personale. Non c\u2019\u00e8 che il destino del fiume comune a tutte le gocce.<\/p>\n<p>Il dolore personale e la gioia, la felicit\u00e0 e la sofferenza, tutto in quella corrente \u00e8 fortuito.<\/p>\n<p>Ma ogni goccia possiede una possibilit\u00e0 di principio di sfuggire dalla corrente generale e di saltare nel fiume vicino. Anche questa \u00e8 una legge di natura. Ma per questo essa deve utilizzare l\u2019inerzia di tutto il fiume, certe scosse aleatorie, per trovarsi in superficie e pi\u00f9 vicino alla riva, dove \u00e8 pi\u00f9 facile saltare. Bisogna scegliere il tempo e il luogo, bisogna servirsi del vento, delle correnti e della tempesta se c\u2019\u00e8. Allora ha delle possibilit\u00e0 d\u2019essere sollevato e di saltare nel fiume vicino.<\/p>\n<p>A partire dal momento dove si trova, \u00e8 in un\u2019altra vita e, di conseguenza ubbidisce ad altre leggi. In questo fiume ci sono leggi per le gocce isolate, \u00e8 la legge del giro di ruolo. La goccia si trova in superficie, da dove si tuffa nel fondo, per\u00f2 non viene dal caso, ma appartiene a una legge determinata. Questa legge \u00e8 meccanica come quella del primo fiume: trovandosi in superficie, la goccia diventa pesante e scende. Sul fondo perde peso e risale. Per lei seguire la corrente \u00e8 un bene, essere sul fondo \u00e8 male.<\/p>\n<p>Questo dipende molto dal saper fare e dagli sforzi. In questo fiume, ci sono correnti differenti; bisogna trovarsi nella corrente principale, seguirla in superficie il pi\u00f9 a lungo possibile per prepararsi e avere la possibilit\u00e0 di trovarsi in un altro corso, ecc.<\/p>\n<p>Eccoci nel primo fiume. Finch\u00e8 siamo passivi nella sua corrente, ci porta non importa dove. Finch\u00e8 restiamo passivi, siamo sballottati e sottomessi ad ogni sorta di caso. Ma al tempo stesso, la natura ha accordato il permesso di uscire da questa schiavit\u00f9. E quando si parla di liberazione, si tratta precisamente di saltare nell&#8217;altro fiume. Naturalmente non \u00e8 cos\u00ec semplice: aver desiderio e poi saltare. E\u2019 indispensabile prepararsi per tempo, bisogna desiderarlo intensamente. Perci\u00f2 bisogna rinunciare a tutti i beni del primo fiume. Di questa morte si parla in tutte le religioni.<\/p>\n<p>\u201cSe non si muore, non si risuscita\u201d. Non si dice della morte corporea, da quella morte non c\u2019\u00e8 bisogno di resuscitare. Se l\u2019anima esiste e se \u00e8 immortale, allora pu\u00f2 accadere che resusciti da questo corpo, la cui perdita si chiama morte. La resurrezione \u00e8 indispensabile, ma non perch\u00e9 ci dobbiamo presentare a Dio per il Giudizio Universale, come ci insegnano i moderni Padri della Chiesa. Perfino Ges\u00f9 Cristo e tutti gli altri parlano della morte che pu\u00f2 avvenire durante la vita. Si tratta della morte del tiranno che ci ha portato alla schiavit\u00f9, della morte da cui dipende la prima e principale liberazione dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che sto per dire pu\u00f2 sembrare, a prima vista, il delirio di un pazzo; e\u00a0 pu\u00f2 rimanerlo per alcuni. Ma lo dir\u00f2. E\u00a0 tuttavia, secondo le mie convinzioni, considero un grande peccato parlarne. Se avessi commesso peccati, allora il mio maggior peccato sarebbe quello che ora sto per dire.<\/p>\n<p>Tutte le guerre, tutte le discordie, tutti i malintesi, le disgrazie e i tormenti che sembrano orribili, una volta passati, si rivelano, come possiamo vedere, non valere un soldo bucato. Nel senso che, a partire da una mosca se ne \u00e8 fatto un elefante e che poi da un elefante si \u00e8 rifatta una mosca.<\/p>\n<p>Il motivo di tutto questo \u00e8 sempre la capacit\u00e0 umana di riflettere la realt\u00e0 al contrario. Durante questo genere d\u2019avvenimenti, tutti sono schiavi, tutti si trovano in un\u2019ipnosi generale. Dov\u2019\u00e8 la dignit\u00e0 che si attribuisce all\u2019uomo? Dov\u2019\u00e8 l\u2019uomo col suo libero arbitrio? E\u2019 stato cos\u00ec in tutti i tempi e sar\u00e0 sempre cos\u00ec per le masse, perch\u00e9 se non ci fossero schiavi, non ci sarebbero Signori e non ci sarebbe vita.\u00a0 E nello stesso tempo per le persone isolate, la possibilit\u00e0 di sbarazzarsi di quell\u2019ipnosi di massa esiste.<\/p>\n<p>Le persone sono incoscienti di quell\u2019ipnosi di massa a tal punto chi\u00a0 se ne \u00e8 pi\u00f9 o meno liberato \u00e8 un essere inferiore.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, ci\u00f2 che \u00e8 considerato coraggio in guerra, in realt\u00e0 non \u00e8 che l\u2019espressione di quell\u2019ipnosi. Nazioni intere considerano altre nazioni\u00a0 vili; \u00e8 cos\u00ec che i russi considerano gli ebrei. Ma il tamburo giudaico che, secondo l\u2019immaginazione dei russi, si nasconde nel fossato durante la battaglia, \u00e8 in realt\u00e0 un uomo pi\u00f9 normale e pi\u00f9 libero di loro. Lui ha qualcosa di personale, mentre gli altri non hanno niente di proprio; non gli resta che l\u2019ipnosi di massa. Lui \u00e8 schiavo delle proprie particolarit\u00e0, mentre loro sono doppiamente schiavi.<\/p>\n<p>Se si sottraessero all\u2019uomo tutte le illusioni, cio\u00e8 tutto ci\u00f2 che gli impedisce di vedere la realt\u00e0 com\u2019\u00e8, tutti gli interessi, le emozioni, le attese e le speranze, scomparirebbero tutte le sue aspirazioni e tutto diventerebbe deserto;\u00a0 gli impulsi psichici si fermerebbero e non resterebbe che un essere vuoto, un corpo vuoto, che vive come una unit\u00e0 fisiologica.<\/p>\n<p>Quella \u00e8 la morte del me e di tutto quello che ne faceva parte, l\u2019annientamento di tutto ci\u00f2 che \u00e8 falso, ammassato per ignoranza e inesperienza. Tutto questo resterebbe in lui come materiale, ma non come lui stesso.<\/p>\n<p>Allora \u00e8 possibile, se restano ancora delle\u00a0 forze, cominciare a radunare nuovi materiali, ma questa volta secondo una scelta. In questo caso, l\u2019essere umano prende lui stesso delle cose, non pi\u00f9 come prima, quando si depositava in lui ci\u00f2 che si voleva.<\/p>\n<p>E\u2019 difficile. Del resto, questa parola non \u00e8 appropriata. E nemmeno la parola impossibile perch\u00e9, come principio, \u00e8 possibile. Ma \u00e8 mille volte pi\u00f9 difficile che diventare miliardario partendo dal niente e con il proprio lavoro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 spaventoso della morte? Cosa succederebbe, se s\u2019immaginasse realmente l\u2019orrore della propria morte? Potete immaginare il vostro spavento? 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