{"id":425,"date":"2010-09-18T19:20:24","date_gmt":"2010-09-18T19:20:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=425"},"modified":"2016-04-03T23:06:03","modified_gmt":"2016-04-03T23:06:03","slug":"vedere-la-follia-di-eckhart-tolle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/vedere-la-follia-di-eckhart-tolle\/","title":{"rendered":"Vedere la follia di Eckhart Tolle"},"content":{"rendered":"<p><strong>Da 3\u00e8me Mill\u00e9naire n.77 \u2013 Traduzione della Prof. Luciana Scalabrini<\/strong><\/p>\n<p>D. Spesso tentiamo di sfuggire alle nostre vite quotidiane: un lavoro che non ci apre, relazioni mondane che non prendono la direzione che ci aspettiamo, situazioni familiari difficili. Qual \u00e8 l\u2019origine del nostro desiderio di sfuggire?<\/p>\n<p>E. T. La maggior parte delle persone fanno dell\u2019istante presente un mezzo per arrivare a un fine, che \u00e8 un futuro che arriver\u00e0 un minuto o un\u2019ora dopo, ogni volta che \u201cfaccio qualcosa\u201d. Quello sforzo rivolto verso l\u2019avvenire, quel contrasto interno che nega il momento presente, si manifesta continuamente sotto forma di malessere di insofferenza nei confronti di ci\u00f2 che \u00e8. Questo sembra lo stato normale nella nostra civilt\u00e0.<\/p>\n<p>D. Ma le nostre esperienze passate e quelle future possibili non sono le cose pi\u00f9 importanti nelle nostre vite?<\/p>\n<p>E.T. Non facciamo mai l\u2019esperienza del futuro o del passato. Sperimentiamo solo il momento presente. Ci\u00f2 che fate, pensate o sentite non pu\u00f2 che prodursi nel momento presente. Se vivete in modo tale da negare continuamente il momento presente, significa che negate la vita stessa, perch\u00e9 essa \u00e8 inseparabile da adesso, non pu\u00f2 che svolgersi nel presente. Non c\u2019\u00e8 niente che sia successo in passato, perch\u00e9 \u00e8 successo in un presente; e niente pu\u00f2 accadere in un avvenire: sar\u00e0 anch\u2019esso in un altro presente ci\u00f2 che accadr\u00e0. Questo punto di vista pu\u00f2 sembrare semplicistico o idiota, ma c\u2019\u00e8 sotto una verit\u00e0 profonda: la vita e l\u2019adesso non sono che una sola cosa.<\/p>\n<p>D. Che cosa ci fa vivere nel passato o nel futuro?<\/p>\n<p>E.T. Viviamo in un mondo di astrazioni mentali, di concettualizzazioni e d\u2019immagini, che formano il mondo del pensiero. E\u2019 un mondo caratterizzato dall\u2019incapacit\u00e0 di fermare, anche per un istante, il pensiero. Il rumore mentale \u00e8 un flusso continuo. Gli psicologi hanno constatato che l\u2019attivit\u00e0 mentale \u00e8 al 95%,o di pi\u00f9 totalmente ripetitiva. In realt\u00e0 forse, forse 10% dei processi di pensiero sono necessari alla vita. Il pensiero pu\u00f2 essere molto util , ma nel nostro mondo \u00e8 diventato compulsivo, ossessivo, quasi una droga. Il senso d\u2019identit\u00e0 delle persone, del me \u00e8 legato ai concetti mentali e alle immagini mentali dell\u2019io e del me.<\/p>\n<p>D. Quando comincia questo?<\/p>\n<p>E. T. Comincia quando i genitori vi insegnano il vostro nome. E\u2019 la prima etichetta che registrate: la mente si dice: \u201cah, sono io\u201d e ripetete il vostro nome. In seguito questo nome diventa come un cestino in cui sono ammucchiate nuove esperienze, le cose che vi succedono, gli elementi utilizzati dagli altri per dirvi chi siete. Certi genitori dicono ai loro bambini: \u201cnon vai abbastanza bene\u201d ; \u201csei stupido\u201d, \u201cnon sei capace di fare niente\u201d. Altri dicono cose diverse. Ma \u00e8 sempre un condizionamento che viene registrato. Questi elementi sono registrati e diventano il contenuto della vostra mente. Crescendo, si elabora una storia a partire da quei contenuti, una storia composta da giudizi, credenze, concetti.<\/p>\n<p>In altre parole, il me \u00e8 uno scenario che si sviluppa nella testa, somigliando sempre pi\u00f9 a una storia di finzione. Forma anche la base della percezione che le persone hanno di se stesse e questa percezione \u00e8 rinforzata dal mondo circostante.<\/p>\n<p>Spesso gli altri minacciano la nostra percezione concettuale del me e per questo il me \u00e8 sempre molto inquieto, sulla difensiva, deve sempre riempirsi e rimettersi in sesto.<\/p>\n<p>Ho sempre bisogno di aggiungere pi\u00f9 di me a chi sono gi\u00e0, devo incontrare sempre nuove relazioni mondane, collezionare nuovo sapere, acquistare nuovi beni materiali o un migliore stato sociale.<\/p>\n<p>Se le notizie di me sono buone, se la gente ha un\u2019alta opinione di me, arriver\u00f2 a una buona posizione sociale che pu\u00f2 diventare la base della mia identit\u00e0. Se pensano male di me, se non ho una posizione sociale elevata, anche questa pu\u00f2 ugualmente fornire la base della mia identit\u00e0, una identit\u00e0 che si dice \u201cnon posso farlo, non ne sono capace\u201d. Questa identit\u00e0 \u00e8 caratterizzata da una sensazione di mancanza, di rimpianto. In ogni caso non \u00e8 completa.<\/p>\n<p>Ma anche quelli che agli occhi degli altri, sono arrivati, sentono che la loro storia \u00e8 incompleta e che la loro vita fin qui non ha seguito il cammino che avrebbe dovuto.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la mia percezione di me \u00e8 deficitaria perch\u00e9 incompleta. Il mio sentire \u00e8 \u201cche ho bisogno di molto di pi\u00f9 per essere interamente me stesso\u201d. E poi c\u2019\u00e8 la natura del tutto insoddisfacente della mia storia. Lo si vede bene nei depressi. Altre volte \u00e8 nascosta e diventa inconscia. La mente cosciente pu\u00f2 creare immagini del me come se fossero le pi\u00f9 grandi, ma altre immagini restano soggiacenti e vi dicono \u201cno, non lo sei\u201d. E\u2019 possibile che l\u2019immagine che proietto sia l\u2019opposto di ci\u00f2 che sento realmente. Ecco\u00a0 le cose con cui la gente vive: una percezione di s\u00e9 che porta come un fardello.<\/p>\n<p>Un\u2019altra caratteristica di quel me fittizio \u00e8 che non pu\u00f2 mantenersi in assenza prolungata di conflitti e lotte.<\/p>\n<p>Ha bisogno di altre persone o situazioni nelle quali trovare opposizione, perch\u00e9 opporsi a qualcosa o a qualcuno rafforza il senso del me. Se ho nemici, la mia identit\u00e0 si rinforza. E questo si applica sicuramente, sia in senso\u00a0 individuale di me che in senso collettivo di noi: la nostra religione, la nostra nazione, ecc. Nei due casi, \u00e8 attraverso il nemico e il conflitto che il me si definisce, che si pu\u00f2 dichiarare da solo di essere ok.<\/p>\n<p>D. Perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec importante per la nostra identit\u00e0 andare bene?<\/p>\n<p>E. T. Il bisogno di andare bene \u00e8 una parte importante del senso del me. Per andare bene, altri devono andare male. Perci\u00f2 dovete essere in buone e cattive relazioni con altri gruppi di persone o d\u2019individui, o semplicemente nelle situazioni che sono considerate ostili e in cui dovete lottare e resistere interiormente.<\/p>\n<p>Questo bisogno di nemici fa parte della follia della coscienza umana ordinaria, che ci ha afflitto per migliaia d\u2019anni.<\/p>\n<p>Si trova alla radice delle continue guerre e dei conflitti che si vedono quando si apre un libro di storia o un giornale. Raccomando sempre alle persone di leggere la storia del ventesimo secolo, che \u00e8 la pi\u00f9 folle per le sofferenze inflitte dagli uomini ad altri uomini.<\/p>\n<p>La follia del mondo non \u00e8 solo all\u2019esterno di noi; la radice della follia si trova nella mente di ognuno. Ci si pu\u00f2 perci\u00f2 porre la domanda: se non sono chi penso d\u2019essere, se non sono colui che ogni persona che conosco mi ha detto d\u2019essere, se non sono lo scenario nella mia testa e se non sono le credenze, le esperienze accumulate, i ricordi, chi sono?<\/p>\n<p>Rispondere a questa domanda \u00e8 pericoloso, perch\u00e9 ogni parola che si potrebbe utilizzare creer\u00e0 un nuovo concetto.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 che siete non pu\u00f2 mai essere espressa a parole, le parole sono solo i segnali che indicano la strada.<\/p>\n<p>D Parlate dell\u2019emergere di un nuovo stato di coscienza.<\/p>\n<p>E. T. Vedo un cambiamento nella coscienza, che si produce per la prima volta in alcuni individui qua e l\u00e0. E\u2019 un cambiamento che gli insegnamenti antichi hanno messo in evidenza, come quello di Ges\u00f9 o di Budda: la possibilit\u00e0 di vivere in uno stato differente di coscienza.<\/p>\n<p>Questo giunge alla nostra epoca\u00a0 ad una scala globale perch\u00e9 la follia umana minaccia di distruggere il pianeta. Se i cambiamenti nella coscienza non si producono subito, allora non ci sar\u00e0 pi\u00f9 possibilit\u00e0 di sopravvivenza per il pianeta. Forse il pianeta potr\u00e0 farlo, ma non gli umani. Il pianeta potrebbe rigenerarsi dopo qualche centinaia d\u2019anni, ma gli esseri umani saranno scomparsi.<\/p>\n<p>D. I giochi sono fatti.<\/p>\n<p>E.T. SI, e qualcosa si produce, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una grande intelligenza nel lavoro, che va ben al di l\u00e0 della mente umana. E\u2019 l\u2019immensa intelligenza che si trova in ogni organo del corpo, nel DNA di ogni cellula, \u00e8 l\u2019intelligenza che dirige e coordina tutte le funzioni del corpo umano. La mente cosciente non ha evidentemente la capacit\u00e0 di farlo.<\/p>\n<p>Mettete in funzione tutti i computer del mondo, essi non potrebbero dirigere le funzioni del corpo pi\u00f9 di un secondo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, c\u2019\u00e8 un\u2019intelligenza pi\u00f9 grande negli esseri umani che non pu\u00f2 essere contenuta nella mente. La mente non \u00e8 che un aspetto infimo di un\u2019intelligenza pi\u00f9 grande ancora, la stessa intelligenza che ha creato\u00a0 le galassie e la natura. Ed \u00e8 quello che si produce oggi.<\/p>\n<p>D. Come si manifesta in noi?<\/p>\n<p>E.T. Si manifesta dapprima con un\u2019incapacit\u00e0 di osservare la mente in noi. Abbiamo allora la possibilit\u00e0 di non identificarci con le strutture mentali.<\/p>\n<p>Vi rendete conto, sempre di pi\u00f9, che non siete, che non siete i vostri pensieri, perch\u00e9 vengono e scompaiono.<\/p>\n<p>Sono tutti condizionati, non sono che il contenuto della vostra mente.<\/p>\n<p>Invece di far derivare il senso del me dal loro contenuto, vi rendete conto che potete semplicemente osservarne il contenuto.<\/p>\n<p>Allora sorge un senso pi\u00f9 profondo.<\/p>\n<p>E\u2019 la presenza cosciente, essa \u00e8 molto estesa e poco importa quel che passa nella mente. Non vi identificate pi\u00f9 con la mente, che non \u00e8 che il pensiero condizionato e, al contrario, vi identificate con la presenza che osserva, che pu\u00f2 vedere i pensieri condizionati e le emozioni in un flusso continuo. Quando il senso del me non \u00e8 pi\u00f9 legato al pensiero e non \u00e8 pi\u00f9 concettuale, c\u2019\u00e8 una profondit\u00e0 di sentimento, di sensazioni, di compassione, d\u2019amore, che non esisteva quando eravate presi dai concetti mentali. Voi siete quella profondit\u00e0.<\/p>\n<p>D. Mi sembra pi\u00f9 facile essere nello stato che descrivete quando mi trovo nella natura.<\/p>\n<p>E.T. Si, perch\u00e9 la natura non stimola la mente nello stesso modo. Bench\u00e9 molte persone possano trovarsi nella natura essendo sempre piene di concetti mentali e di rumore, di tanto in tanto, anche le persone che sono immerse nel chiasso mentale conoscono dei momenti di calma come quando sono nella natura, quando il rumore diminuisce,\u00a0 improvvisamente diventano vigili e presenti. Allora arrivano ad osservare, a vedere e sentire la vita attorno a loro: il sacro, la bellezza, l\u2019armonia che unisce ogni cosa.<\/p>\n<p>E\u2019 meraviglioso camminare nella natura con una mente calma, o piuttosto nel non-mentale, semplicemente in uno stato di presenza vigile.<\/p>\n<p>La natura pu\u00f2 essere di grande aiuto in questo.<\/p>\n<p>L\u2019essere umano ha la possibilit\u00e0 di conoscere qualcosa di molto pi\u00f9 grande dell\u2019attivit\u00e0 del pensiero. Si trova molta pi\u00f9 intelligenza al di l\u00e0 del pensiero, in un luogo dove l\u2019intuizione, la creativit\u00e0 e prese di coscienza improvvise sorgono. Per\u00f2 non escludo totalmente il pensiero; esso \u00e8 necessario per dare forma a questo genere di cose. Ma quando il pensiero si trova alla pari con il s\u00e9, diventa distruttivo, perch\u00e9 la base della nostra identit\u00e0 diventa un\u2019astrazione, una concettualizzazione.<\/p>\n<p>D. Cosa fa s\u00ec che si ha bisogno d\u2019essere liberi?<\/p>\n<p>E.T. L\u2019attenzione qui \u00e8 una parola essenziale.<\/p>\n<p>Le parole che utilizzo sono degli indicatori che indicano uno stato di coscienza che \u00e8 non concettuale. Infatti utilizzo concetti per descrivere una realt\u00e0 non concettuale. A volte, uso le parole di grandezza o di presenza estesa. Il termine attenzione \u00e8 molto utile. Lo stato dove non si \u00e8 identificati col pensiero \u00e8 uno degli stati di vigilanza pi\u00f9 elevati.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione \u00e8 l\u2019essenza dello Zen, uno stato di vigilanza dove non c\u2019\u00e8 alcuna tensione.<\/p>\n<p>E\u2019 una vigilanza distesa, come se ascoltaste, bench\u00e9 non ci sia niente da ascoltare. In questo stato, l\u2019attivit\u00e0 del pensiero decresce; e poi si ferma.<\/p>\n<p>Molte persone hanno limitato l\u2019accesso a questo stato nella loro vita. I grandi artisti creano a partire da questo stato; i grandi scienziati anche. Gli scienziati, certo, usano la mente nel lavoro, ma i grandi scienziati hanno raccontato che le loro idee migliori sono venute in un momento in cui la mente era in riposo: essi avevano riflettuto molto prima e non erano giunti a una soluzione. Improvvisamente,\u00a0 la mente si \u00e8 arrestata e da quella calma, da quella presenza cosciente, \u00e8 venuta la risposta. Grandi atleti conoscono anch\u2019essi quello stato. Non pensano a ci\u00f2 che stanno facendo; la mente non ha niente a che fare nel loro movimento. Il gesto giusto si produce spontaneamente e sono totalmente vigili. Tutto ci\u00f2 che esce da quello stato di vigilanza \u00e8 bellezza, che sia nella danza, nell\u2019arte o nello sport. E la gente deve sentirlo. In un modo o nell\u2019altro, perch\u00e9 altrimenti\u00a0 guarderemmo dei giocatori di tennis che battono una palla per ore?<\/p>\n<p>Gli insegnamenti del passato dicevano che \u00e8 possibile vivere in questa via, in modo che la vostra vita intera sia un\u2019espressione di quello stato di coscienza; la follia non si riafferma quando arrestate la vostra attivit\u00e0 artistica o sportiva. Alcuni artisti erano pi\u00f9 pazzi della media; \u00e8 solo perch\u00e9 ogni tanto diventavano liberi da quello. Cos\u00ec in quel tipo di follia vediamo di tanto in tanto creazioni sublimi. E ci domandiamo \u201cMio Dio, com\u2019\u00e8 possibile che un essere umano abbia creato qualcosa di cos\u00ec sublime!\u201d.<\/p>\n<p>D. La mente non \u00e8 implicata nella creazione?<\/p>\n<p>E.T. La creativit\u00e0 non viene dalla mente umana. La mente gli pu\u00f2 dare una forma, ma l\u2019ispirazione profonda, la sua essenza viene sempre da quello stato di presenza vigile: niente mente, niente pensiero. In seguito forse il pensiero interviene, ma pi\u00f9 in certe attivit\u00e0, come per esempio la scrittura. Ma anche un autore \u00e8 al suo ascolto e aspetta che arrivi.<\/p>\n<p>Molti lavori che si chiamano arte ai giorni nostri, sono in realt\u00e0 creazioni del pensiero umano, che tentano di essere intelligenti e di pensare a qualcosa di nuovo.<\/p>\n<p>E cos\u00ec manca l\u2019essenza dell\u2019arte vera, che \u00e8 il profumo, il sapore di quello stato elevato di coscienza, a partire dal quale \u00e8 giunta l\u2019ispirazione originale.<\/p>\n<p>Nessuno sa come si manifesta nel lavoro. Nemmeno l\u2019artista lo sa. Eppure in un modo o nell\u2019altro, le persone sentono quando \u00e8 presente. Dunque non sono totalmente folli; sentono che c\u2019\u00e8 qualcosa di presente.<\/p>\n<p>Gli esseri umani devono ora andare al di l\u00e0 dell\u2019accesso limitato a questo stato di coscienza. Dobbiamo subire una trasformazione psicologica, come dice Krishnamurti. Il cambiamento arriver\u00e0 quando le persone vivranno quotidianamente in quello stato di coscienza. Se questo si produce, l\u2019umanit\u00e0 sopravviver\u00e0. Se no \u00e8 molto probabile che soccomba.\u00a0 Aspettiamo di vedere ci\u00f2 che succeder\u00e0. Ma siete voi il fattore importante nella sopravvivenza dell\u2019umanit\u00e0, voi, l\u2019individuo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La maggior parte delle persone fanno dell\u2019istante presente un mezzo per arrivare a un fine, che \u00e8 un futuro che arriver\u00e0 un minuto o un\u2019ora dopo, ogni volta che \u201cfaccio qualcosa\u201d. Quello sforzo rivolto verso l\u2019avvenire, quel contrasto interno che nega il momento presente, si manifesta continuamente sotto forma di malessere di insofferenza nei confronti di ci\u00f2 che \u00e8. 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