{"id":453,"date":"2010-09-19T17:46:44","date_gmt":"2010-09-19T17:46:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=453"},"modified":"2016-04-03T23:06:03","modified_gmt":"2016-04-03T23:06:03","slug":"la-vita-in-atto-di-jacques-castermane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/la-vita-in-atto-di-jacques-castermane\/","title":{"rendered":"La vita in atto di Jacques Castermane"},"content":{"rendered":"<p><strong>3\u00e8me Mill\u00e9naire n.93<\/strong><\/p>\n<p>3Ml:\u00a0\u00a0 In un cammino di conoscenza di s\u00e9 ci si trova confrontati rapidamente con la questione dell\u2019io, del me. In altri termini, chi agisce? Come vivere il modo in cui l\u2019io pu\u00f2 avere forme multiple in un cammino a finalit\u00e0 spirituale?<\/p>\n<p>J.C.\u00a0\u00a0 Ognuno di noi si identifica a quel livello d\u2019essere che riassume nella parola me, senza dubitare che ci possa essere un\u2019altra parte di s\u00e9, un altro livello d\u2019essere, cui avere accesso. Credo che sia ci\u00f2 che mi ha toccato nell\u2019incontro con K.G.Durkheim. Egli parla del me esistenziale e di un altro livello d\u2019essere che chiama Essere Essenziale. Preferisco Natura Essenziale.<\/p>\n<p>Un\u2019azione ordinaria, della vita quotidiana, l\u2019azione di un artigiano o di un artista, pu\u00f2 radicarsi nel me ordinario, ma pu\u00f2 anche radicarsi a un livello pi\u00f9 profondo, la nostra essenza. La questione allora \u00e8 sapere se esiste un metodo permanente di scoprire quest\u2019altro livello e rimanerci. Durkheim ci propone degli esercizi che permettono il passaggio da un livello all\u2019altro. Io ho avuto la fortuna di praticare l\u2019aikido, il tiro con l\u2019arco e la cerimonia del t\u00e8. Questi sono cammini di scoperta e di conoscenza di s\u00e9.<\/p>\n<p>Partecipando ad una settimana di pratica intensiva di meditazione senza oggetto, diretta da un maestro Zen giapponese, avevamo un colloquio quotidiano con lui. Avevo molte domande da porgli. Ma ecco che lui mi fece una domanda: \u201cQuando respiri, chi \u00e8 che respira?\u201d<\/p>\n<p>Ho trovato questo cos\u00ec ridicolo e superficiale in confronto alle domande su di me, che alzando le spalle gli risposi: \u201cma, quando respiro, sono io che respiro.\u201d<\/p>\n<p>Fu preso d un folle riso che mi meravigli\u00f2, ma poi il suo viso cambi\u00f2 e con uno sguardo severo mi disse: \u201cSe sei tu che respiri, smetti di respirare!\u201d<\/p>\n<p>Fu uno shock decisivo per l\u2019intera mia vita. Facevo l\u2019esperienza che c\u2019\u00e8 una realt\u00e0 in me che partecipa all\u2019impossibile, un livello d\u2019essere dove il me non pu\u00f2 fare niente.<\/p>\n<p>E che quell\u2019impossibile \u00e8 l\u2019origine stessa della mia vita, della mia esistenza. Siamo condizionati a cercare l\u2019Essenza in una trascendenza, a cercare l\u2019origine all\u2019esterno. E l\u00e0 per me \u00e8 stata la scoperta dell\u2019essenza immanente. Questo mi\u00a0 ha immerso in una quiete interiore, in una serenit\u00e0 di cui non avevo ancora fatto l\u2019esperienza. Quando vivete nella pienezza dell\u2019essere, non si pone pi\u00f9 la questione del senso della vita, perch\u00e9 ci\u00f2 che sentite d\u00e0 un senso. Avevo l\u2019impressione di non aver pi\u00f9 rapporto col passato e coll\u2019avvenire. Non c\u2019era che il presente. E questo elimina i rimpianti e le preoccupazioni!<\/p>\n<p>3M.\u00a0\u00a0 La comprensione fu immediata. Quella conoscenza subitanea \u00e8 liberatrice, all\u2019istante. Ma il corso della vita quotidiana riprende e si cominciano a sperimentare i due mondi: quello della personalit\u00e0 con i contorcimenti, le paure, i desideri e il mondo della Natura Essenziale. La coabitazione in noi di quei due mondi genera sofferenza, che \u00e8 al livello della personalit\u00e0 \u00a0poich\u00e9 \u00e8 da l\u00ec che vengono i giudizi su di s\u00e9, le ferite che ci si infliggono. Per esempio ci si dice: \u201c Per arrivarci occorre una disciplina di meditazione\u201d, \u00a0ma scopro che non ne sono capace!\u2026 Che fare di questa confusione?<\/p>\n<p>J.C. La personalit\u00e0 \u00e8 il me psicologico cui siamo identificati. Al momento della nascita viviamo in un me naturale, il nuovo nato \u00e8 un essere della natura. Fino a quella seconda nascita, la nascita della coscienza di essere un me che \u00e8, al tempo stesso la coscienza del mondo degli oggetti. Sorge allora una sofferenza che l\u2019animale non conosce. Sofferenza di una mancanza, di non essere pi\u00f9 quello che si \u00e8 stati, nostalgia che in fondo si \u00e8, ma che si ignora.<\/p>\n<p>Quando si soffre, si cerca di guarire da quella sofferenza. Dopo Freud \u00e8 soprattutto verso la psicanalisi e la psicoterapia che la persona che soffre si orienta. Oggi si propongono molte varianti terapeutiche, che tutte si propongono lo stesso scopo: guarire il me che soffre.<\/p>\n<p>Ma ci\u00f2 che mi ha sconvolto, diventando discepolo di Durkheim, \u00e8 la scoperta di un lavoro su di s\u00e9 che ha per scopo la guarigione dal s\u00e9! E\u2019 QUELLO CHE FA LA DIFFERENZA TRA LE VIE PRAGMATICHE E LA VIA SPIRITUALE.<\/p>\n<p>Fin tanto che tenteremo di guarire il me, saremo sconfitti. Ci saranno sicuramente momenti di benessere, che alterneremo a momenti duri, perch\u00e9 quel livello d\u2019essere, il me \u00e8 quello dei contrari, dell\u2019opposizione, della dualit\u00e0.<\/p>\n<p>Le terapie pragmatiche ritengono la guarigione uno stato contrario allo stato di malattia. Ma pu\u00f2 esserci un\u2019enorme onda che porta via tutto: un dramma familiare, la diagnosi di una grave malattia, la morte di una persona cara. Si pu\u00f2 guarire da questa sofferenza cercando il contrario di\u2026? Come dice un maestro zen, non si pu\u00f2 calmare un oceano battendo le onde con dei rami. Ma basta stare sotto livello delle onde per fare l\u2019esperienza di un gran silenzio e di una grande calma.<\/p>\n<p>A lato delle terapie pragmatiche, che fanno del loro meglio per guarire il me, oggi si fa largo una terapia che ha per scopo guarire dal me, perch\u00e9 il me cui sono identificato \u00e8 la causa prima della sofferenza.<\/p>\n<p>La nostra via spirituale si colloca ad un altro livello d\u2019essere: la nostra natura essenziale velata dal me mondano. La guarigione dal me lascia il posto allo stato di salute fondamentale di ogni essere umano: la pace interiore, la serenit\u00e0, la calma, qualit\u00e0 che mancano all\u2019uomo contemporaneo.<\/p>\n<p>Avete ragione, non dura. Sento questo tutti i giorni. Ma niente dura. Il sole stesso \u00e8 a met\u00e0 della sua esistenza. Il cammino spirituale non \u00e8 lineare. Se penso che cominci da A e arrivato a B sia finito, sono nell\u2019illusione. Vedo piuttosto il cammino spirituale come una circonferenza. Bisogna senza posa ritornare a quella guarigione dal me. Da qui la necessit\u00e0 di un esercizio quotidiano. Non ci sar\u00e0 mai un cambiamento definitivo, ma posso sempre, un po\u2019 pi\u00f9 in fretta, riprendermi e uscire dalle illusioni del me.<\/p>\n<p>3M: \u00a0Quel lavoro quotidiano nutre un richiamo in noi, una vibrazione che si pu\u00f2 sentire\u2026<\/p>\n<p>Tutti noi abbiamo la nostalgia di quell\u2019altro livello d\u2019essere, la nostra natura essenziale. La via dell\u2019azione, tracciata da Durckheim al suo ritorno dal Giappone, \u00e8 un lavoro di desegoconcentrazione: staccarsi da quel processo chiuso nel concetto me.<\/p>\n<p>E\u2019 un lavoro di riconoscimento\u00a0 del me \u2013io voglio (cos\u2019\u00e8 che io voglio? Ci\u00f2 che non \u00e8) .<\/p>\n<p>E\u2019 un lavoro di riconoscimento del me \u2013io non voglio (Cos\u2019\u00e8 che rifiuto? Ci\u00f2 che \u00e8)<\/p>\n<p>Mille volte al giorno il me giudica. Questo va bene per me, questo no.<\/p>\n<p>Non posso fare niente per giungere quell\u2019altra realt\u00e0 che \u00e8 la mia essenza. Quello che posso fare \u00e8 liberarmi da ci\u00f2 che vela questa realt\u00e0. La via spirituale \u00e8 un lavoro sull\u2019ego per liberarci dall\u2019ignoranza di ci\u00f2 che non manca, la nostra essenza.<\/p>\n<p>3M: Ricordate un lavoro quotidiano. Il lavoro a cui invitate, secondo la vostra esperienza, \u00e8 quello della seduta. Quando ci si siede, o ci si trova in un momento di calma, la prima cosa che appare \u00e8 me. Si realizza che i ribollimenti interiori appaiono alla coscienza. Che fare di quel momento?<\/p>\n<p>Questa domanda richiede di chiarire cos\u2019\u00e8 la pratica meditativa. Su quella via spirituale che \u00e8 lo zen, la pratica della seduta \u00e8 un esercizio fisico. Il tiro con l\u2019arco, l\u2019arte della spada sono esercizi fisici. L\u2019esperienza dell\u2019essere \u00e8 una esperienza fisica. La cosa pi\u00f9 importante per un occidentale \u00e8 scoprire una dimensione del corpo cui in occidente non abbiamo accesso.<\/p>\n<p>Durckheim ci aiuta facendo la distinzione tra il corpo che l\u2019uomo ha e il corpo che l\u2019uomo \u00e8. Per noi il corpo \u00e8 un oggetto di funzionamento, come un automobile. Lo esercito con esercizi fisici il cui scopo \u00e8 di essere in forma. Chi pratica la meditazione scopre che il corpo non \u00e8 qualcosa.<\/p>\n<p>Il corpo \u00e8 azione. Osservate una persona che ha espirato. Il corpo \u00e8 ben visibile, tutto \u00e8 ancora l\u00ec, tranne l\u2019azione. Se la persona che ha appena espirato potesse manifestarsi ancora con un battito di ciglia, se il suo petto potesse testimoniarsi sollevandosi che respira. Ma no, non c\u2019\u00e8 il minimo gesto, la minima azione. Il corpo \u00e8 azione, perch\u00e9 ci\u00f2 che si chiama la vita, l\u2019essere, \u00e8 azione.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 l\u2019uomo vive, possiamo distinguere due livelli d\u2019azione: le azioni fatte dal me e quelle che vengono dagli effetti naturali dell\u2019essere. Ho imparato a fare molte cose col mio corpo: nuotare, correre, saltare, ecc. Queste sono azioni fatte dal me. Ma quando nella meditazione porto l\u2019attenzione al va e vieni della respirazione, osservo un\u2019azione dell\u2019essere. Questa, che \u00e8 un effetto naturale dell\u2019essere in potenza e in atto, non pu\u00f2 essere fatta dal me.<\/p>\n<p>La piena coscienza del respiro apre la porta alla calma interiore, qualit\u00e0 d\u2019essere che \u00e8 gi\u00e0 presente nel pi\u00f9 profondo dell\u2019essere ma che spesso ignoro perch\u00e9 sono chiuso in quell\u2019altro livello d\u2019essere che \u00e8 il me inquieto e agitato.<\/p>\n<p>Facendo regolarmente l\u2019esercizio della meditazione, rinnovo l\u2019esperienza della calma, sintomo dello stato di salute fondamentale dell\u2019essere umano.<\/p>\n<p>3M: \u00a0In occidente l\u2019intelletto \u00e8 messo su un piedistallo. Il distacco col corpo che si \u00e8 risulta molto netto, come se si portasse la testa alla fine del braccio, tagliato dalla sensibilit\u00e0. Proponete un ritorno ad un\u2019attenzione corporea senza che questa attenzione sia volontaria (quindi vuota da ogni attenzione dell\u2019ego). Questa attenzione \u00e8 un nutrimento per il corpo e per l\u2019anima, un po\u2019 come sentire che quando si ha sete, bere fa bene\u2026<\/p>\n<p>J.C.\u00a0\u00a0 Si, l\u2019uomo contemporaneo ha sete di senso. Cerca il senso all\u2019esterno, in un mondo che sarebbe diverso, in una societ\u00e0 che sarebbe meglio organizzata, con un\u2019altra politica. Risultato, si annega nel non senso che gli propone il mondo esterno. Per\u00f2, se guarda nel profondo di s\u00e9, trover\u00e0 in s\u00e9 il senso.<\/p>\n<p>Se l\u2019intelletto e i suoi prodotti potessero dare il senso, si saprebbe. Consacrare un momento della giornata ad un esercizio che permetta il passaggio dal pensare al sentire, \u00e8 un dono che ognuno si pu\u00f2 offrire. E ci\u00f2 non vuol dire che il pensiero sia un nemico da abbattere.<\/p>\n<p>3M:\u00a0\u00a0 In effetti, si trova spesso l\u2019idea che il pensiero sia il nemico. Forse questo deriva da una confusione tra diversi livelli di pensiero?<\/p>\n<p>J.C.: C\u2019\u00e8 il pensiero autonomo, l\u2019attivit\u00e0 mentale ordinaria, spesso inutile perch\u00e9 non \u00e8 in relazione con il momento presente. Sono i pensieri che mi fanno correre nel passato o nel futuro. Questa \u00e8 una malattia della mente umana.<\/p>\n<p>La pratica meditativa, l\u2019attenzione alla sensazione vi libera da questa attivit\u00e0 mentale incessante.<\/p>\n<p>Tchouang Tseu dice: \u201cSe pensi non percepisci, se percepisci non pensi\u201d. La semplice attenzione al va e vieni del respiro, che si percepisce con la sensazione vi libera istantaneamente da questa malattia mentale. E\u2019 un momento di guarigione.<\/p>\n<p>Traduz. Luciana Scalabrini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ognuno di noi si identifica a quel livello d\u2019essere che riassume nella parola me, senza dubitare che ci possa essere un\u2019altra parte di s\u00e9, un altro livello d\u2019essere, cui avere accesso. Credo che sia ci\u00f2 che mi ha toccato nell\u2019incontro con K.G.Durkheim. Egli parla del me esistenziale e di un altro livello d\u2019essere che chiama Essere Essenziale. Preferisco Natura Essenziale.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[31],"tags":[215],"class_list":["post-453","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-castermane-jacques","tag-io"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/453","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=453"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/453\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=453"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=453"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=453"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}