{"id":476,"date":"2010-09-21T16:27:46","date_gmt":"2010-09-21T16:27:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=476"},"modified":"2016-04-03T23:05:56","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:56","slug":"comunicazione-o-relazione-di-pierre-rabhi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/comunicazione-o-relazione-di-pierre-rabhi\/","title":{"rendered":"Comunicazione o relazione? di Pierre Rabhi"},"content":{"rendered":"<p><strong>3\u00e8me Mill\u00e9naire n.80 \u2013 Traduzione della Professoressa Luciana Scalabrini<\/strong><\/p>\n<p>3mill: Quale giusta relazione potrebbe allacciare l\u2019essere umano con il suo ambiente? Quali condizioni potrebbero permettere una tale relazione?<\/p>\n<p>R: Vedo due ipotesi. La prima riguarda l\u2019ostinazione degli esseri umani a non comprendere e a credere nel loro potere. Si affidano allo scientismo che pretende di risolvere tutti i nostri problemi. Alcuni arrivano perfino a fantasticare su una futura modificazione genetica dell\u2019essere umano per adattarlo al cambiamento del suo ambiente. Se ci si ostina in questo oscurantismo scientista e al saccheggio delle risorse, la fine dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 inevitabile.<\/p>\n<p>Non mi preoccupo per la natura. Lei possiede una forza di vita straordinaria e mi sembra aberrante pretendere che si possa distruggere la vita sulla terra. La natura ha dimostrato che \u00e8 capace di risorgere. Forse ci metter\u00e0 del tempo per guarire le ferite che le abbiamo procurato, ma la vita si ricostituir\u00e0. Ne sono convinto. Invece, di trasgressione in trasgressione, la specie umana pu\u00f2 contribuire alla propria distruzione.<\/p>\n<p>L\u2019altra ipotesi, che mi piacerebbe si avverasse, \u00e8 quella di un soprassalto della coscienza collettiva davanti al disastro. Allora l\u2019umanit\u00e0 si mobiliterebbe\u00a0 per salvare la propria vita connettendosi alle forze costruttive, alle energie vitali che sono proprie della natura.<\/p>\n<p>Siamo in un guaio e non smettiamo di profanare tutto. Rimprovero alle religioni di non essere a capo dell\u2019ecologia; non fanno che seguire e adattarsi con ritardo. Se si \u00e8 convinti che Dio \u00e8 l\u2019autore della creazione, come profanare la natura senza profanare Dio stesso? Allora siamo in opposizione al sacro. Quel sacro che dovrebbe ispirarci l\u2019intelligenza universale, che \u00e8 sottile e non ha niente a che fare con le nostre attitudini ordinarie.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 confusione tra intelligenza e attitudine. Abbiamo molte attitudini, ma i risultati ottenuti col nostro modo d\u2019organizzazione e di comprensione della vita fornisce una storia totalmente aberrante. A mio parere, non siamo la sorgente dell\u2019intelligenza, ma i suoi rivelatori.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Essa esiste nell\u2019ordine universale, biologico, fisico. Quella intelligenza fa s\u00ec che ci s\u2019incanti sempre. Pensate ai semi che germogliano, a quella forza di germinazione. Come si spiega? C\u2019\u00e8 una intelligenza considerevole, straordinaria in tutto questo. Solo l\u2019umilt\u00e0 e la semplicit\u00e0 danno accesso a questa intelligenza. L\u2019umilt\u00e0 pu\u00f2 predisporci ad essere illuminati, mentre la vanit\u00e0 dello scientismo \u00e8 sorgente di disturbi e di violenza.<\/p>\n<p>Nella quotidianit\u00e0 abbiamo la possibilit\u00e0 di educare in altro modo i nostri figli, di renderli sensibili alla bellezza della natura, fargli comprendere che ne dipendono irrevocabilmente. Pu\u00f2 scomparire tutto se la natura \u00e8 attaccata. Educare i figli a interrogarsi su se stessi, a domandarsi la propria identit\u00e0. Eliminare le idee di competitivit\u00e0 che coltivano la dualit\u00e0 fin dalla prima infanzia. Mettere in primo piano la solidariet\u00e0 come lo zoccolo grazie al quale possiamo uscirne insieme.<\/p>\n<p>Impossibile pensare chi il \u201cciascuno per s\u00e9\u201d possa approdare a una qualsiasi salvezza.<\/p>\n<p>D: L\u2019educazione \u00e8 priva di intelligenza reale. L\u2019assenza di conoscenza dell\u2019elemento naturale, di connessione emozionale con gli animali e le piante, la civilizzazione alla quale fate riferimento ci priva di questa intelligenza. Inoltre l\u2019accelerazione tecnica ci spinge nel virtuale, che \u00e8 un prodotto del pensiero duale e ci cerebralizza impedendoci l\u2019apertura verso l\u2019altro.<\/p>\n<p>R: C\u2019\u00e8 confusione tra comunicazione e relazione. Gli strumenti tecnici interconnettono solitudini pi\u00f9 che generare veramente socialit\u00e0. Siamo in un sistema frenetico cui non si pu\u00f2 rinunciare e lo si strumentalizza per poterne sopportare la frenesia. Il tempo stesso \u00e8 stato modificato: siamo nell\u2019accelerazione ed \u00e8 un fenomeno recente.<\/p>\n<p>Napoleone non poteva spostarsi pi\u00f9 in fretta di Alessandro Magno.<\/p>\n<p>Questa accelerazione modifica il tempo e lo spazio e genera una psiche particolare, che si mette al passo con la velocit\u00e0, sradicando la pazienza. Per un centesimo di secondo negli stadi lo sportivo \u00e8 pronto a farsi esplodere il cuore. Tutto qui \u00e8 patologico. Gli strumenti servono a volte ad essere in comunicazione con una persona lontana migliaia di chilometri e nello stesso tempo possiamo essere anni luce dal nostro vicino!<\/p>\n<p>La virtualizzazione si accelera e tocca anche le cose tangibili: nessuno sa pi\u00f9 da dove vengono i suoi vestiti, il suo cibo\u2026 L\u2019essere umano vive in un universo in cui \u00e8 in esilio, con strumenti di cui ha sempre meno potere. L\u2019esilio psichico e psicologico diventa permanente. Siamo dappertutto e da nessuna parte in una societ\u00e0 ansiogena. Il primato del denaro fa s\u00ec che una persona senza risorse sia\u00a0 socialmente sradicata. Siamo in una ideologia tra le pi\u00f9 terribili per l\u2019umanit\u00e0, in cui i riferimenti sono scomparsi e dove l\u2019individuo \u00e8 svuotato della sua sostanza e artificializzato. Siamo sempre pi\u00f9 vulnerabili, anche sul piano collettivo.<\/p>\n<p>D: Ogni relazione con se stesso necessita di fermarsi e la dinamica folle di cui parlate va al contrario. Perfino un momento di silenzio sembra inaccessibile.<\/p>\n<p>R: In effetti in un mondo cos\u00ec rumoroso il silenzio sembra raro. Vivo in mezzo alla natura e sono colpito dalla mancanza di rispetto di cui \u00e8 oggetto. Nella maggioranza i visitatori non si guardano attorno e non gustano il silenzio. Trasportano l\u2019effervescenza urbana in mezzo alla campagna, hanno dimenticato ci\u00f2 che pu\u00f2 essere il silenzio e la contemplazione che si gode. Anche nella natura, le persone non sono a contatto con lei, ma agiscono come consumatori del paesaggio. Viene cos\u00ec a mancare l\u2019opportunit\u00e0 di gioire del mondo\u00a0 del mistero e della bellezza.<\/p>\n<p>D: E\u2019 l\u2019irruzione della meccanicit\u00e0 bruta del mentale ordinario nel silenzio della natura.<\/p>\n<p>R: Gli individui sono adattati al loro livello di esistenza. Essere in un altro ambiente li angoscia. E\u2019 noto che la natura angoscia chi non la comprende.<\/p>\n<p>D: Siamo al fondo nella descrizione della sofferenza, spesso inconscia, dell\u2019essere umano. Ma questa sofferenza, quando diventa troppo acuta, spinge a cercare altre cose. La sensazione di mancanza spinge a riprendere contatto con la propria natura, che passa anche attraverso la riscoperta delle proprie radici.<\/p>\n<p>R: Questa ricerca viene dalle profondit\u00e0. Si tratta di una ricerca di qualcosa che \u00e8 al tempo stesso immanente e trascendente. Oggi ho sempre pi\u00f9 pubblico, che si va allargando sulle tematiche che erano poco ascoltate e richieste, ma che ora lo sono sempre pi\u00f9. C\u2019\u00e8 un\u2019enorme riconversione. Il nostro orgoglio prometeico ne riceve un brutto colpo. Prendiamo coscienza che, a dispetto delle capacit\u00e0 tecniche, non siamo riuscite a renderci felici. Il disagio e il malessere aumentano con la prosperit\u00e0 e sembrano contenuti nella prosperit\u00e0 stessa. La sofferenza \u00e8 multiforme e constato l\u2019emergere delle domande sul senso della vita.<\/p>\n<p>La vita \u00e8 fatta solo per produrre e consumare fino alla fine dei miei giorni? O c\u2019\u00e8 qualcos\u2019altro da fare?<\/p>\n<p>Questa esigenza d\u2019una qualit\u00e0 di vita diversa \u00e8 in continua evoluzione. E\u2019 dovuto probabilmente a quella riconversione, a quella sofferenza. Oggi nessuno ha garanzie riguardo all\u2019 avvenire. Constatiamo pure che il denaro pu\u00f2 soddisfare i miei desideri, ma la gioia non si compra. Quel bene supremo che si chiama la gioia d\u2019essere, verso la quale tendiamo tutti, non dipende dal grado di ricchezza.<\/p>\n<p>Un fermento di cambiamento si attua nelle coscienze e mi d\u00e0 speranza di un\u2019evoluzione positiva in particolare nei giovani, che non hanno pi\u00f9 voglia di seguire un modello, ma piuttosto di costruire qualcosa di pi\u00f9 generoso. E\u2019 ritrovare l\u2019entusiasmo, il divino in s\u00e9. Oggi l\u2019uomo \u00e8 molto malmesso e sofferente, ma allo stesso tempo\u00a0 fecondo di un avvenire positivo. Si tratta di un\u2019utopia, ma non di una chimera, \u00e8 il non-luogo dove tutto \u00e8 possibile. I germi del cambiamento saranno sufficienti prima che grosse fratture non rimettano tutto in discussione?. Non lo so. Ma \u00e8 oggi che possiamo agire. Cio\u00e8 fare pi\u00f9 che semplici constatazioni di come il mondo vada male o dotte analisi dei fatti. A tutte le coscienze risvegliate si offrono spazi di creativit\u00e0. Tra un mondo che declina e un altro da costruire si trova una transizione che non bisogna mancare per la nostra inerzia. Si tratta di un cambiamento di paradigma che pone l\u2019uomo e la natura nel cuore delle nostre preoccupazioni e tutti i mezzi e le nostre competenze al loro servizio. L\u2019era della sobriet\u00e0 e della semplicit\u00e0 felice ha chiamato. Ogni cambiamento implica il cambiamento di s\u00e9, perch\u00e9 se l\u2019uomo non cambia se stesso, non potr\u00e0 cambiare il mondo di cui \u00e8 responsabile.<\/p>\n<p>http:\/\/www.terrehumanisme.free.fr<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3\u00e8me Mill\u00e9naire n.80 \u2013 Traduzione della Professoressa Luciana Scalabrini 3mill: Quale giusta relazione potrebbe allacciare l\u2019essere umano con il suo ambiente? 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