{"id":507,"date":"2010-09-22T19:11:11","date_gmt":"2010-09-22T19:11:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=507"},"modified":"2016-04-03T23:05:56","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:56","slug":"la-forma-e-vuota","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/la-forma-e-vuota\/","title":{"rendered":"La forma \u00e8 vuota"},"content":{"rendered":"<p>Albert Low: <em>La forma \u00e8 vuota<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>3\u00e8me Mill\u00e8naire n. 60 \u2013 Traduzione : Luciana Scalabrini<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Come il buddismo zen integra la nozione di risveglio nella via che propone?<\/p>\n<p>A.L.\u00a0\u00a0\u00a0 Ci sono due modi di rispondere. Anzitutto non c\u2019\u00e8 risveglio. Nello stesso tempo \u00e8 necessario risvegliarsi, realizzarsi! Il risveglio \u00e8 adesso. Parlo, mi vedete, ed \u00e8 gi\u00e0 il risveglio. Ma abbiamo l\u2019impressione che occorra qualcosa di pi\u00f9, che sia al di l\u00e0 di noi. E\u2019 quest\u2019illusione che bisogna capire profondamente. Per questo bisogna risvegliarsi.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Capire quella illusione significa che tutto \u00e8 gi\u00e0 l\u00ec?<\/p>\n<p>A.L.\u00a0\u00a0 Si. E poco importa se ci si risveglia o no. Non c\u2019\u00e8 un premio da vincere. Niente che possa essere raggiunto come diventare improvvisamente una persona soprannaturale. Il problema \u00e8 che mescoliamo l\u2019idea del risveglio con l\u2019 idea cristiana della santit\u00e0. Non c\u2019\u00e8 nessun collegamento tra le due cose.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 La personalit\u00e0 che \u00e8 costruita e perci\u00f2 condizionata, ha un\u2019immagine della realt\u00e0 sovrapposta\u2026<\/p>\n<p>A.L.\u00a0\u00a0 Abbiamo l\u2019impressione che ci sia una persona che \u00e8 qualcosa nel mondo. C\u2019\u00e8 dunque da una parte quella impressione di essere una persona, e d\u2019altra parte il fatto di essere\u00a0 risvegliati. Sono gi\u00e0 la totalit\u00e0. Ma l\u2019impressione di essere qualche cosa nel mondo ha per conseguenza che sono abitato dalla credenza nell\u2019esistenza di qualcosa di concreto, di completo al di fuori, al di l\u00e0 di quel che sono. Si pu\u00f2 anche dire: ho la sensazione di me stesso, e questa sensazione \u00e8 presente costantemente in ciascuno. Questa sensazione di essere separato dal mondo. Ci sono io e c\u2019\u00e8 il mondo. Io e gli altri, io e Dio. Io sono completo, \u00a0ma credo di non esserlo. E questo mi spinge a cercare la totalit\u00e0. Essere totale, secondo il mio punto di vista errato, mi permetter\u00e0 di risolvere i problemi della vita.<\/p>\n<p>La maggior parte delle persone hanno una percezione della totalit\u00e0, \u00a0della non separazione, del risveglio. Improvvisamente, c\u2019\u00e8 la realizzazione della totalit\u00e0! Si pu\u00f2 dire esattamente ci\u00f2 che \u00e8 accaduto, ma la realt\u00e0 \u00a0\u00a0\u00e8 svanita. Questo non \u00e8 il capolinea. La sensazione di separazione, di essere una persona unica nel mondo non pu\u00f2 essere superata in un colpo solo. E\u2019 necessario un lungo lavoro per sciogliere quella sensazione.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Si pu\u00f2 dire che, provvisti di quella percezione, di quella realizzazione che non \u00e8 l\u2019ultima, possiamo discernere sempre di pi\u00f9 il falso della personalit\u00e0?<\/p>\n<p>A.L.\u00a0\u00a0 Si, certo. E non \u00e8 facile! Si dice: quella persona \u00e8 risvegliata. E nella nostra mente, quella persona dovrebbe essere perfetta. Non\u00a0 \u00e8 cos\u00ec che succede! Disgraziatamente molti hanno avuto quella sensazione e cercano di dare l\u2019impressione di essere perfetti. In pi\u00f9 tutti proiettano su quelle persone l\u2019idea che sarebbero speciali.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 C\u2019\u00e8 la proiezione della gente, ma anche il modo in cui la persona che si crede risvegliata, in buona fede, percepisce quelle proiezioni e ci\u00f2 che lei stessa proietta! Come distruggere totalmente l\u2019illusione? Con che lavoro?<\/p>\n<p>A.L.\u00a0 Il lavoro principale \u00e8 affrontare l\u2019umiliazione. E\u2019 la sofferenza a cui \u00e8 assolutamente necessario far\u00a0 fronte. Dicevo poco fa che tutti hanno la sensazione di essere unici in questo mondo. E\u2019 la verit\u00e0! Ognuno \u00e8 unico. Ma le persone cercano di esprimerlo con la forma. Si pu\u00f2 vedere col nazionalismo. Gli ebrei dicono di essere la razza eletta. Anche gli inglesi lo dicono. I tedeschi anche\u2026 Io sono unico e anche il mio paese lo \u00e8, io mi ci identifico, e anche nella squadra di calcio. E se la squadra nazionale perde il campionato, \u00e8 un\u2019umiliazione. Per questo dico di affrontare l\u2019umiliazione, per abbattere quell\u2019illusione di essere unico. E\u2019 come se avessi l\u2019illusione di sedere su un trono e qualcuno mi dicesse che non \u00e8 vero. Terribile!<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Insopportabile per l\u2019ego\u2026<\/p>\n<p>A.L. Assolutamente. Ma non dico di cercare l\u2019umiliazione, sarebbe masochista. Se si \u00e8 pazienti, il mondo ci offrir\u00e0 molte occasioni di essere umiliati. In molti l\u2019umiliazione genera la collera. E\u2019 un modo di ristabilire la posizione di essere unico, al centro del mondo. Questi fenomeni si svolgono automaticamente in noi.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Ma affrontare l\u2019umiliazione necessita di un minimo di disidentificazione da quelle reazioni emozionali\u2026<\/p>\n<p>A.L.\u00a0 Ges\u00f9 diceva di porgere l\u2019altra guancia.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Io non ne sono capace.<\/p>\n<ol>\n<li>L.\u00a0 Certo. La maggior parte di noi non ne \u00e8 capace. Ma \u00e8 il vero lavoro. C\u2019\u00e8 in noi, profondamente, una contraddizione che crea la nostra sofferenza. Creiamo quell\u2019idea di essere unici per risolvere quella contraddizione. La sensazione di essere unici \u00e8 un punto stabile. Quando non si pu\u00f2 mantenere, si provoca una ferita. Come toccare una piaga aperta. La pratica deve portarci a \u00a0monte di quelle contraddizioni, a monte della sofferenza. Se non si attraversa la sofferenza, il vero risveglio non accade. Il risveglio peraltro non \u00e8 qualcosa che accade necessariamente\u00a0 ai praticanti della via zen, o di qualsiasi altra via. Pu\u00f2 accadere spontaneamente. Conosco persone che, senza comprendere quello che gli stava accadendo, sono venute da me per una spiegazione. Si trattava chiaramente di un risveglio.\u00a0 Per una di quelle persone il risveglio \u00e8 accaduto dopo un divorzio molto difficile, seguito da una depressione severa. Per un altro \u00e8 la sofferenza di vedere il figlio colpito dalla leucemia. Ogni volta il risveglio era legato alla scomparsa dell\u2019identificazione a cui erano legati. Ma, quando non si \u00e8 dentro ad uno schema tradizionale,\u00a0 \u00a0quel tipo di risveglio pu\u00f2 essere recuperato dal mentale che vuole mantenere il senso di essere unico. Quindi nella maggior parte dei casi non c\u2019\u00e8 un cambiamento radicale. Pu\u00f2 esserci per mesi, ma non si mantiene.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il risveglio non \u00e8 un\u2019esperienza. E\u2019 un cambiamento di qualit\u00e0.<\/p>\n<p>La vita non \u00e8 pi\u00f9 vissuta in termini di separazione, io e gli altri, io e il mondo. E non c\u2019\u00e8 nemmeno unit\u00e0. Infatti, non si pu\u00f2 dire nulla. E\u2019 come volessimo partire per un viaggio, ma non troviamo i biglietti. Il taxi ti aspetta fuori, sei in panico. E improvvisamente un amico trova i biglietti. C\u2019\u00e8 un attimo di eccitazione. Infatti, i biglietti non erano mai stati perduti! In questo modo si pu\u00f2 comprendere che c\u2019\u00e8 un\u2019esperienza che accompagna quel momento, \u00a0ma quel momento non \u00e8 un\u2019esperienza.<\/p>\n<p>Aggiungerei per\u00f2 che il risveglio non \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante. Ci\u00f2 che importa \u00e8 la sensazione di essere unici al mondo.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 le guerre, il terrorismo, le rivoluzioni, la sofferenza che si infligge a se stessi e agli altri viene da quel sentire. L\u2019essere umano \u00e8 prigioniero di quel sentire. Quel veleno \u00e8 il vero problema ed \u00e8 difficile lottare contro quello senza risveglio. Difficile, ma non impossibile.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Parlate di sofferenza e del suo ruolo nel risveglio. Se si evita la sofferenza, non accade nulla. Ma se la si affronta, si produce uno chock che pu\u00f2 essere una realizzazione.<\/p>\n<p>A.L. Si. E\u2019 cos\u00ec. In una via tradizionale, lo si vede nei racconti dei maestri zen, i maestri appaiono a volte molto crudeli con gli studenti. Creano delle situazioni di sofferenza che possono essere viste coscientemente, un\u2019atmosfera in cui \u00e8 possibile realizzarsi col loro aiuto. Direi che questo non \u00e8 necessario nella nostra societ\u00e0. Noi siamo troppo fragili.\u00a0 Un abitante della Cina del 10\u00b0 secolo non aveva nessuna distrazione come noi. Noi abbiamo da affrontare ogni sorta di problemi nella vita quotidiana.\u00a0 Di conseguenza non siamo centrati nello stesso modo.\u00a0 Quando si \u00e8 molto centrati, solo uno shock esplosivo pu\u00f2 farci oscillare. Ma noi occidentali siamo sempre in una situazione di ansia, di fragilit\u00e0, di umiliazione, di colpevolezza. Perci\u00f2 una persona pu\u00f2 utilizzare i problemi della vita per lavorare su di s\u00e9. Tutta la sofferenza \u00e8 fondata sull\u2019umiliazione o il senso di colpa, e invito sempre ad affrontare ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 in questo momento. Molti credono che bisogna mettere da parte la sofferenza della giornata perch\u00e9 sarebbe un ostacolo per praticare lo zen. Ma in quel caso non c\u2019\u00e8 nessuna pratica dello zen. Perch\u00e9 la pratica si fa con tutti i nostri pesi. Affrontare ci\u00f2 che \u00e8 reale: la confusione, l\u2019insoddisfazione, l\u2019umiliazione.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Qualsiasi cosa accada, da che ci si siede in zazen, tutto riemerge. Si dice che ci si siede in silenzio, ma in effetti come sono brulicanti i nostri pensieri! E\u2019 l\u00ec che si pratica veramente l\u2019affrontare?<\/p>\n<p>A.L.\u00a0 Bisogna fare zazen. Quando cominciamo ad affrontare, diventiamo molto agitati. E se non siamo ben radicati, ci sentiamo male \u00a0\u00a0e fuggiamo. E\u2019 come prendere un gatto per la coda. Lui si dibatte e noi cerchiamo di tenerlo fermo. Lo zazen \u00e8 questo.\u00a0 Zazen \u00e8 affrontare noi stessi.<\/p>\n<p>All\u2019inizio la concentrazione \u00e8 necessaria per aiutare lo stabilizzarsi e la circolazione dell\u2019energia. Per esempio concentrarsi sul contatto tra i due pollici quando le due mani si posano una sull\u2019altra. La concentrazione \u00e8 necessaria per aiutare lo stabilirsi dell\u2019Hara. Una volta stabilito, c\u2019\u00e8 l\u2019ancoraggio, anche nel movimento.\u00a0 Poi viene la respirazione. Quando si segue la respirazione, non \u00e8 pi\u00f9 concentrazione, \u00a0ma contemplazione. E\u2019 un\u2019espressione pratica della preghiera di Ges\u00f9: \u201csia fatta la tua volont\u00e0\u201d. Poi la mia. E\u2019 ci\u00f2 che \u00e8 di l\u00e0 da me che respira. Questo \u00e8 importante.<\/p>\n<p>La mia esperienza \u00e8 che quando si siede in zazen, la contraddizione interiore diventa pi\u00f9 evidente. Arrivano tensione e sofferenza.<\/p>\n<p>I pensieri sono un modo per alleviare quella sofferenza. Ecco perch\u00e9 bisogna lasciar cadere i pensieri, poi passare attraverso quella sofferenza. Attraverso questa bisogna passare per risvegliarsi, ed \u00e8 molto forte. Le religioni parlano di morire per rinascere. Questa morte non pu\u00f2 avvenire guardando la televisione. Lo ripeto, il vero lavoro porta alla sensazione di s\u00e9, quella di essere unici al mondo.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Rimarcate i pensieri e il carosello che si forma in noi quando ci si siede in silenzio. Una percezione globale del corpo pu\u00f2 aiutare a staccarsi dai pensieri e permettere un\u2019osservazione meno duale?<\/p>\n<p>A.L.\u00a0 La sensazione del corpo pu\u00f2 essere un modo\u00a0 per mantenere la sensazione di s\u00e9. Si crede che si \u00e8 qualcosa: adesso sono il corpo. Ora non sono il corpo. La pratica \u00e8 l\u00ec per spezzare quell\u2019identificazione. Certo, non diventiamo vuoti. Viviamo in un corpo e lo sentiamo, ma la pratica spezza la credenza di essere qualcosa di speciale.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Parlate del vuoto. Certi vedono il risveglio come diventare in qualche modo vuoti.<\/p>\n<p>A.L.\u00a0\u00a0 Non si tratta certo di entrare in un vuoto! Quando le forme sono il vuoto, vuol dire che le forme non sono separate da me. \u00a0Quando sono separate da me, ho l\u2019impressione che abbiano un loro proprio essere. Noi dobbiamo morire a quello. E\u2019 il lavoro di morire che importa, che \u00e8 necessario.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0\u00a0 Infatti, non vogliamo morire, non vogliamo lasciare.<\/p>\n<p>A.L.\u00a0\u00a0 No. Vogliamo essere pi\u00f9 larghi. Desideriamo l\u2019espansione. Ma all\u2019inizio viviamo una contraddizione. Senza quella contraddizione, l\u2019espansione \u00e8 impossibile. Molti credono\u00a0 che con la pratica non si fa che salire, che l\u2019empatia col mondo non smetta di approfondirsi. Ma no! Discendiamo dapprima in inferno e dobbiamo attraversare quell\u2019inferno. Solo dopo questo arriviamo. Dopo aver praticato per sette anni, sono andato dal mio maestro per un consiglio. Allora mi ha domandato: \u201cAlbert, credi davvero di poter fare questo lavoro?\u201d In quel momento ho realizzato che non potevo fare questo lavoro. Era di l\u00e0 dal mio potere. E improvvisamente fu come se gli Dei mi abbandonassero. Niente aveva pi\u00f9 senso per me. \u00a0Ma dopo questo il lavoro si \u00e8 fatto diverso. Si era mosso qualcosa. Un anno pi\u00f9 tardi ho conosciuto il mio risveglio ed ho proseguito il lavoro col mio maestro dodici anni dopo il risveglio per consolidarlo. E continuo a lavorare. E\u2019 una cosa che non si pu\u00f2 fare senza pratica, senza disciplina. Pi\u00f9 la pratica \u00e8 intensa, pi\u00f9 il risveglio \u00e8 radicale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albert Low: La forma \u00e8 vuota \u00a0 3\u00e8me Mill\u00e8naire n. 60 \u2013 Traduzione : Luciana Scalabrini 3m.\u00a0\u00a0 Come il buddismo zen integra la nozione di risveglio nella via che propone? A.L.\u00a0\u00a0\u00a0 Ci sono due modi di rispondere. Anzitutto non c\u2019\u00e8 risveglio. Nello stesso tempo \u00e8 necessario risvegliarsi, realizzarsi! Il risveglio \u00e8 adesso. 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