{"id":528,"date":"2010-09-26T10:18:58","date_gmt":"2010-09-26T10:18:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=528"},"modified":"2016-04-03T23:05:39","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:39","slug":"lo-spirito-e-nella-materia-di-jean-e-charon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/lo-spirito-e-nella-materia-di-jean-e-charon\/","title":{"rendered":"Lo spirito \u00e8 nella materia di Jean-E. Charon"},"content":{"rendered":"<div>\n<div id=\"a2apage_dropdown\">\n<div>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div id=\"a2apage_title_container\"><input id=\"a2apage_title\" type=\"text\" \/><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"wrap\">\n<div id=\"container\">\n<div id=\"content\">\n<div id=\"main\">\n<div id=\"post-4594\">\n<div>06\/09\/2010<\/div>\n<div>\n<p><em>Il lettore trover\u00e0 qui l&#8217;esposizione della prima versione della particella intelligente che era limitata all&#8217;elettrone e che, pi\u00f9 tardi, si \u00e8 generalizzata a tutta una classe di particelle che possiedono uno &#8220;spazio interiore&#8221;&#8230;<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>(Revue Teilhard de Chardin. No 79-80. ottobre 1979)<\/p>\n<p><em>Conferenza il occasione del 19\u00b0 simposio internazionale Pierre Teilhard de Chardin.<\/em><\/p>\n<p>Chi siamo? Siamo queste corpo che vediamo riflesso in uno specchio? O piuttosto siamo lo spirito, che non \u00e8 il corpo, ma che \u00e8 capace di prendere coscienza del corpo e della sua immagine riflessa nello specchio?<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 che abbiamo vissuto dalla nascita \u00e8 stato sentito attraverso lo spirito, che ha memorizzato i nostri ricordi. E&#8217; lui che ci ha fatto amare o detestare, lui che ha\u00a0 preparato ad ogni istante l&#8217;azione che stavamo per fare, lui ancora che guida\u00a0 ora il pensiero\u00a0 che abbiamo o la parola che pronunciamo. Bisogna perci\u00f2 concludere che siamo questo spirito. Senza di lui il nostro io scompare completamente. Rappresenta ci\u00f2 che siamo, dalla nascita alla morte.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 certo che lo spirito che chiamiamo nostro, non avesse una esistenza propria anche prima della nostra nascita? Quando guardiamo all&#8217;opera ogni cellula\u00a0 del nostro corpo, non possiamo impedirci di essere meravigliati davanti al sapere che c&#8217;\u00e8 per costruire il nostro corpo dalle due cellule iniziali del momento della fecondazione, fino all&#8217;essere formato, con tutti gli organi e le sue potenzialit\u00e0.\u00a0\u00a0\u00a0 Non si deve dire che \u00e8 ancora l\u00ec lo spirito che opera, poich\u00e9 le azioni al livello cellulare fanno apparire un sapere che fisici e biologi\u00a0 sarebbero lontani d&#8217;essere capaci di riprodurre? Questo sapere cellulare non \u00e8 la prova che lo spirito radicato nel pi\u00f9 profondo di noi stessi, che affonda le radici nel passato che risale molto prima della nostra nascita, un passato nel cui corso lo spirito avrebbe gradualmente appreso il suo sapere nella materia? Non ci sarebbero allora, come presentiva Teilhard de Chardin dei livelli della particella pi\u00f9 elementare di materia, un fuori e un dentro, il fuori avendo le propriet\u00e0 della materia bruta(leggi fisiche), il dentro conferendo alla particella certe caratteristiche spirituali?<\/p>\n<p>E che succede del nostro spirito dopo la morte corporale? Le religioni ci hanno promesso la vita eterna per il nostro spirito: ma si tratta solo di un pietoso augurio che \u00e8 una speranza di sopravvivenza, o quella eternit\u00e0 della vita spirituale, o quella eternit\u00e0 della vita spirituale pu\u00f2 oggi essere confermata dalle\u00a0 conoscenze scientifiche? In ogni caso un punto parrebbe definitivamente acquisito: non \u00e8 pi\u00f9 convincente, per la scienza contemporanea credere allo spirito come a una entit\u00e0 eterea che esiste senza il supporto di qualche materia. Tuttavia questa conclusione non fa che far nascere un nuovo interrogativo: poich\u00e9 dopo la morte corporea la nostra materia\u00a0 finisce per ritornare alla polvere, cio\u00e8 a quelle particelle elementari di materia che la fisica ora ha il compito di studiare, si deve pensare un&#8217;altra volta, come ha fatto Teilhard, che \u00e8 in quelle stesse particelle che risiede l&#8217;essenza del nostro spirito e che l&#8217;eternit\u00e0 spirituale \u00e8 una conseguenza della durata della vita praticamente illimitata di questa materia elementare?<\/p>\n<p>Sono domande alle quali vorrei cercare di rispondere. Essendo fisico, mi limiter\u00f2a lle questioni che riguardano la fisica. Non toccher\u00f2 problemi sotto l&#8217;aspetto della biologia e ancora meno della teologia.<\/p>\n<p>In un&#8217;enorme diversit\u00e0 di aspetti, la natura ci presenta una grande unit\u00e0 di meccanismi fondamentali, dal pi\u00f9 piccolo al pi\u00f9 grande. E&#8217; quello che giustifica la ricerca delle cosiddette teorie unitarie, che\u00a0 hanno l&#8217;ambizione di comprendere in alcune leggi naturali solamente, ma di vasta portata, la spiegazione del comportamento di tutta la materia, dall&#8217;atomo alle stelle e alle galassie. L&#8217;unit\u00e0 dei fenomeni permette di utilizzare a volte la conoscenza del\u00a0 pi\u00f9 piccolo per meglio spiegare il pi\u00f9 grande, e a volte il contrario. E&#8217; cos\u00ec che lo studio della luce, prima fatto sulla terra e gli elementi chimici che contiene, ha permesso poi di spiegare la costituzione e il fondamento delle stelle, analizzando la loro luce. I sistemi stellari coi pianeti che girano attorno a una stella centrale, hanno suggerito\u00a0 al fisico Rutheford, all&#8217;inizio del 900, il modello dell&#8217;atomo, con un nucleo centrale analogo al sole e degli elettroni che girano come pianeti attorno ad esso. Si scopr\u00ec che nel cielo ci sono\u00a0 stelle molto dense\u00a0 che pulsano, che vennero chiamate pulsar. Lo studio di quella materia super-densa ha permesso di sviluppare modelli di nucleoni, particelle che formano il nucleo centrale degli atomi che, in scala minuscola, sono anche loro oggetti sferici in pulsazione con una densit\u00e0 dell&#8217;ordine di quella dei pulsar. Ma, l&#8217;abbiamo notato, girano attorno al nucleo centrale atomi, come pianeti attorno al sole, piccole particelle chiamate elettroni:\u00a0 ci sarebbero anche nel cielo oggetti cosmici che assomigliano agli elettroni, e ci aiutano a capire meglio la loro struttura? Gli astrofisici sanno che \u00e8 cos\u00ec; questi oggetti sono i buchi neri e l&#8217;elettrone somiglia ad un piccolo buco nero. Vediamolo da vicino.<\/p>\n<p>Una caratteristica essenziale che distingue gli elettroni da tutte le altre particelle atomiche, come i nucleoni costituenti il nucleo, \u00e8 il fatto che possiedono una massa non nulla, ma di dimensioni geometriche nulle; in altre parole tutte le loro interazioni con le altre particelle conducono a ricondurle a punti matematici di volume nullo. L&#8217;elettrone attraversa\u00a0 un nucleone senza subire interazioni forti, cio\u00e8 passa nella materia come un proiettile senza volume. Come la logica rifiuta di ammettere che una massa non nulla sia contenuta\u00a0 in un volume nullo, si \u00e8 tentati di pensare che il volume dell&#8217;elettrone non sia nullo, ma che si nasconda fuori dallo spazio abituale. Un&#8217;immagine sarebbe quella di aghi posti su di un foglio di carta che sembra di veder muoversi da soli; come si rifiuta di ammettere sia opera dello spirito santo, si pensa che gli aghi si muovano perch\u00e9 qualcosa si nasconde\u00a0 sotto il foglio di carta e guidi gli aghi nel loro movimento\u00a0 invisibile allo spettatore. Questa \u00e8 l&#8217;idea che pu\u00f2 venire riguardo all&#8221;elettrone invisibile: il nostro spazio\u00a0 avrebbe un\u00a0 sotto, o un fuori e qui sarebbe il volume dell&#8217;elettrone che allora non avrebbe che un punto ( matematico) di contatto con lo spazio ordinario, quello direttamente accessibile ai sensi.<\/p>\n<p>Ci sono oggetti cosmici che giustificano l&#8217;esistenza di un fuori dallo spazio osservabile? Gli astrofisici\u00a0 ammettono che sono appunto i buchi neri. Hanno questo nome perch\u00e9 sono fuori dallo spazio in cui vengono puntati i telescopi; niente pu\u00f2 uscire da quel fuori dallo spazio, nemmeno la luce.<\/p>\n<p>Un buco nero \u00e8 la tappa finale della morte di una stella. Quando essa \u00e8 bruciata col suo combustibile, si raffredda\u00a0 e le forze gravitazionali, che tendono\u00a0 ad andare verso il centro della materia della stella, non sono pi\u00f9 compensate dalla pressione dei gas caldi che contrastano quella concentrazione. In quella fase terminale la stella si contrae sempre di pi\u00f9 e la materia che contiene diventa sempre pi\u00f9 densa. Ora si sa\u00a0 dopo Einstein e la sua teoria della relativit\u00e0 che una stella curva lo spazio attorno a lei e che per una stella data questa curvatura \u00e8 tanto pi\u00f9 forte quanto il raggio \u00e8 diventato pi\u00f9 piccolo. Nello stadio finale dell&#8217;agonia di una stella, tutta la sua materia si condensa in una sfera che presto ha solo qualche chilometro di diametro paragonabile al sole che \u00e8 dell&#8217;ordine\u00a0 del milione di chilometri. Proseguendo la contrazione,\u00a0 la curvatura dello spazio diventa cos\u00ec forte attorno alla stella morente che lo spazio viene come a chiudersi completamente attorno alla stella. Il fenomeno somiglia a quello che succede quando si pinza un palloncino, in modo da formare una specie di ernia non avendo pi\u00f9 col pallone iniziale che un punto di contatto; si hanno allora due palloni, uno grande e uno piccolo. Cos\u00ec la stella morente, contraendosi provoca un&#8217;ernia nel nostro spazio ordinario osservabile e questa dove si trova chiusa costituisce un vero&#8221; fuori&#8221; dal nostro spazio osservabile. Questo spazio annesso al nostro spazio ordinario \u00e8 situato fuori di lui e si chiama buco nero.Non esiste nessuna comunicazione tra il nostro spazio e il buco nero e\u00a0 nessun oggetto esce dal buco nero per entrare nel nostro spazio. M esso pu\u00f2 avere un&#8217;influenza indiretta syl nostro spazio , per esempio segnalare la sua presenza per mezzo di un campo magnetico, agendo sulle particelle del nostro spazio che vengono a passare nelle vicinanze del punto di contatto tra il buco nero e il nostro spazio.<\/p>\n<p>Gli astrofisici pensano di aver messo in evidenza l&#8217;esistenza di un primo buco nero nella costellazione del cigno. Si dubita per\u00f2 che non si tratti di una osservazione facile, perch\u00e9 non esce dal buco nero nessuna luce e che si tratti di una vera caccia al fantasma. Ma ci\u00f2 che c&#8217;interessa non \u00e8 sapere\u00a0 se i buchi neri, previsti teoricamente sono osservati effettivamente o no, ma piuttosto le propriet\u00e0 molto particolari che le ricerche teoriche hanno contato per lo spazio contenuto nei buchi neri. Infatti questi hanno attirato l&#8217;attenzione dei fisici sulle nuove caratteristiche a cui lo spazio poteva prestarsi, non essendo\u00a0 questo spazio cos\u00ec semplice di come si credeva per dei millenni. Possiede non solo un dentro accessibile ai nostri sensi, ma un fuori, dove si possono dissimulare oggetti invisibili, che hanno influenza sul nostro spazio osservabile. Diventa allora naturale pensare che,\u00a0 se si \u00e8 portati a dare all&#8217;elettrone un volume nullo, \u00e8 perch\u00e9 questo sviluppa le sue dimensioni non nel nostro spazio osservabile, ma fuori da questo spazio. E infatti gli studi pi\u00f9 recenti di fisica teorica mostrano che si potrebbe fornire un modello che renda conto in modo soddisfacente di tutte le osservazioni relative all&#8217;elettrone, assimilandolo ad un piccolo buco nero. E le propriet\u00e0 che gli astrofisici avevano scoperto per lo spazio dei buchi neri, che questi siano osservati o no, sono allora valide per il\u00a0 piccolo buco nero, della cui esistenza siamo certi.<\/p>\n<p>Quali sono le propriet\u00e0 dello spazio e del tempo in quel &#8220;fuori&#8221; dell&#8217;universo dove si muovono elettroni e buchi neri? Lo spazio e il tempo cambiano i ruoli quando si passa dal dentro al fuori dello spazio osservabile. Nel dentro lo spazio\u00a0 si consuma continuamente, come il nostro tempo; e tuttavia in questo fuori si muove, come si muove in ogni direzione nel nostro spazio ordinario. Alla fine, questo significa che ,se un viaggiatore entrasse in un buco nero, o in un elettrone, vedrebbe continuamente scorrere davanti a lui tutte le informazioni contenute in quello spazio; d&#8217;altra parte quelle informazioni avrebbero una specie di collocazione nel tempo, nel senso che il viaggiatore potrebbe dire: questo \u00e8 avvenuto dieci giorni fa, questo ieri etc&#8230;. Insomma avrebbe accesso alle informazioni del buco nero o dell&#8217;elettrone, come per noi le informazioni memorizzate dalla mente, cio\u00e8 con la possibilit\u00e0 di gestire il campo delle informazioni e di datarle cronologicamente.<\/p>\n<p>Si tratta ancora di una propriet\u00e0 essenziale dello spazio di un buco nero o di un elettrone, il tempo non scorre qui dal passato al futuro, ma dal futuro al passato. Una delle conseguenze fondamentali \u00e8 che, nei buchi neri e negli elettroni, le leggi della fisica devono inscriversi invertendo il segno del tempo. Cos\u00ec, mentre le cose evolvono degradandosi, se non interviene la mente in quella evoluzione,( principio dell&#8217;entropia crescente) nello spazio dei buchi neri e degli elettroni, l&#8217;evoluzione tende a ordinare sempre pi\u00f9 le informazioni in rapporto alle altre\u00a0 (neghentropia crescente).<\/p>\n<p>Scopriamo dunque che le propriet\u00e0 dello spazio nel fuori dello spazio ordinario sono quelle che si possono attribuire allo spazio della mente. Memorizzare l&#8217;informazione, ricordarsi di una precisa informazione, ordinare le informazioni in rapporto alle altre.(ragionamento).<\/p>\n<p>Queste propriet\u00e0 sono quelle dello spazio che racchiude una particella che entra in abbondanza nel minerale, nel vegetale,nell&#8217;animale e nell&#8217;umano, l&#8217;elettrone.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ecco il problema posto in tutta la sua generalit\u00e0: il nostro corpo contiene miliardi di elettroni la cui struttura permette di\u00a0 assimilarli a dei piccoli buchi neri, e questo d\u00e0 loro la possibilit\u00e0 di memorizzare e ordinare sempre pi\u00f9, nel corso della loro vita,quasi eterna, le informazioni che prendono dal mondo esterno. Riprendendo Teilhard, la fisica moderna ha confermato che certe particelle elementari, gli elettroni, possiedono un dentro, e non solo un fuori Il fuori \u00e8 caratterizzato dalle propriet\u00e0 fisiche dell&#8217;elettrone, il dentro invece si caratterizza per le propriet\u00e0 spirituali quindi \u00e8 portatore di spirito. Si pu\u00f2 anche dire che il livello di coscienza di quello\u00a0 spirito si eleva continuamente, poich\u00e9 le informazioni memorizzate dall&#8217;elettrone non possono mai perdersi, come non potrebbe perdersi la luce che \u00e8 chiusa in un buco nero.<\/p>\n<p>Ecco dunque un oggetto nella composizione del nostro corpo dalla memoria perfetta e dalla coscienza sempre crescente. Allora possiamo dire che la mente \u00e8 la mente contenuta negli elettroni del nostro corpo? Su un problema cos\u00ec importante dobbiamo essere prudenti. Per la risposta da dare,essa \u00e8 un p\u00f2 quella che riguarda i mondi abitati dell&#8217;universo: tutti gli studi astronomici mostrano che ci sono certamente nel cielo miliardi di pianeti che hanno condizioni atmosferiche,\u00a0 climatiche, chimiche vicine alla nostra terra,quindi c&#8217;\u00e8 la probabilit\u00e0 dell&#8217;esistenza di altri mondi abitati e che la nostra terra non sia l&#8217;unica portatrice del vivente\u00a0 e del pensante nella totalit\u00e0 del cosmo, dove le stelle sono centinaia di miliardi. Questo \u00e8 vero anche se la vita o il pensiero\u00a0 non sono ancora stati messi in evidenza nella minuscola regione dove abbiamo potuto fare osservazioni dirette, Marte o Venere per esempio. Probabilmente, se abbiamo in noi particelle, gli elettroni, che hanno lo spirito, c&#8217;\u00e8 una migliore possibilit\u00e0 che ci\u00f2 che chiamiamo spirito sia costituito\u00a0 dallo spirito degli elettroni del nostro corpo, piuttosto che l&#8217;ipotesi contraria che vuole cercare altrove.O almeno, fino a che i biologi ci avranno dimostrato che lo spirito \u00e8 altrove e non l\u00e0 dove l&#8217;hanno gi\u00e0 localizzato.<\/p>\n<p>Ma bisogner\u00e0 che accettiamo anche le conseguenze di questa ipotesi di lavoro. Ammettere che l&#8217;avventura spirituale dell&#8217;universo \u00e8 l&#8217;avventura spirituale degli elettroni e non solo quella delle macchine come il minerale, il vegetale, l&#8217;animale o l&#8217;umano, cui\u00a0 gli elettroni partecipano per averle inventate.<\/p>\n<p>Riprendendo l&#8217;antico motto degli gnostici del primo secolo,\u00a0 noi chiameremo ormai eoni questi portatori dello spirito nel mondo, riunendo in questa parola le propriet\u00e0 fisiche e spirituali della particella chiamata attualmente elettrone dai fisici. La tendenza a non separare pi\u00f9 completamente materia e spirito nella descrizione scientifica dell&#8217;universo si \u00e8 gi\u00e0 manifestata qualche anno fa: il movimento, se si pu\u00f2 chiamare cos\u00ec, pare essere nato principalmente a Pasadena e Princeton negli Stati Uniti nel1970. All&#8217;origine sono stati dei fisici e degli astronomi, a cui si sono aggiunti biologi, medici e psicologi. E pi\u00f9 recentemente dei teologi.<\/p>\n<p>I neo-gnostici di Princeton e Pasadena hanno conservato dell&#8217;antica filosofia degli gnostici l&#8217;idea che ci\u00f2 che chiamiamo spirito \u00e8 indissociabile da tutti\u00a0\u00a0 i fenomeni\u00a0 ai quali l&#8217;universo ci fa assistere, sia fisici che psichici. Occorre allora essere capaci di avere una conoscenza scientifica dello spirito, cio\u00e8 di farne una descrizione in termini scientifici, e di rinnovare, se necessario, anche il linguaggio scientifico. Ma per permettere allo spirito di accedere al rango di fenomeno scientifico, i neo-gnostici rifiutano dall&#8217;inizio di mettere l&#8217;uomo al centro del fenomeno pensante; quando l&#8217;uomo afferma &#8220;io penso&#8221;,dovrebbe pi\u00f9 correttamente dire&#8221; pensa&#8221;, o&#8221; regna un campo magnetico nello spazio&#8221;,o che l&#8217;uomo della strada dica &#8220;piove&#8221;. In altre parole,\u00a0 esiste una realt\u00e0 profonda, dappertutto presente nell&#8217;universo, che \u00e8 capace di far nascere il pensiero nello spazio nello stesso senso che un elettrone \u00e8 capace di fare nascere attorno a lui un campo elettrico o magnetico nello spazio. Il pensiero \u00e8 presente dappertutto, cos\u00ec nel minerale, nel vegetale o nell&#8217;animale che nell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che occorre augurarsi \u00e8 che l&#8217;attitudine neo-gnostica che cerca di imperniare attorno ad un immenso popolo di eoni, e non attorno all&#8217;uomo, l&#8217;avventura spirituale dell&#8217;universo, non conduce per niente a concludere che l&#8217;uomo \u00e8 in qualche modo manipolato sul piano dello spirito da quel popolo di eoni. Non sono gli eoni che pilotano il mio spirito. IO sono quegli eoni , nel senso che in ciascuno degli eoni del mio corpo \u00e8 presente il mio io. Non solo l&#8217;attitudine neo-gnostica non fa dell&#8217;uomo una marionetta i cui fili sono tirati da altri,ma suggerisce che la nostra persona partecipa direttamente a tutta l&#8217;avventura spirituale del mondo, una avventura che trae le sue radici nell&#8217;origine dell&#8217;universo, circa quindicimila anni fa che terminer\u00e0 con lui&#8230;se l&#8217;universo deve finire un giorno.<\/p>\n<p>Dalle prime ore del mondo, gli eoni avrebbero cos\u00ec progressivamente accumulato e ordinato l&#8217;informazione. Per accrescere sempre pi\u00f9 in qualit\u00e0 e quantit\u00e0 le informazioni che memorizzano e ordinano, avrebbero inventato\u00a0 macchine, che si chiamano per esempio il DNA, i virus, la cellula, il vegetale, l&#8217;animale, l&#8217;umano. E continuano. Gli eoni hanno il tempo\u00a0 dalla loro parte. Hanno sconfitto la morte, perch\u00e9 la loro durata \u00e8 illimitata.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dimostrare che gli eoni hanno propriet\u00e0 psichiche che ricordano quelle della macchina umana, ed \u00e8 naturale, se il nostro spirito \u00e8 lo spirito degli eoni. Le ho distinte in conoscenza (informazioni dal mondo fisico esterno), amore (scambio reciproco di informazioni con altri eoni), riflessione (riorganizzazione di informazioni memorizzate, e atto ( azione nel mondo esterno).<\/p>\n<p>Gli elettroni che si incontrano nel mondo fisico hanno saperi e livelli di coscienza assai diversi, come tutte le popolazioni viventi. Quelli che ne sono capaci, tenuto conto della loro esperienza vissuta anteriore, solo quelli partecipano all&#8217;elaborazione del vivente e del pensante.<\/p>\n<p>Quelli hanno uno spirito che si \u00e8 affinato attraverso reincarnazioni successive, fin da un passato lontano, in macchine viventi o pensanti sempre pi\u00f9 elaborate. La strada dell&#8217;evoluzione spirituale non \u00e8 tracciata in anticipo, il popolo degli eoni \u00e8 alla continua ricerca dell&#8217;obbiettivo, fondando su un livello di coscienza sempre pi\u00f9 elevato nel tempo.<\/p>\n<p>Gli eoni che partecipano alle strutture del nostro corpo, come il DNA delle cellule nervose ,per esempio, rinnovandosi per tutta la vita, possiedono ciascuna tutte le informazioni della nostra vit fin dalla nascita. L&#8217;insieme di quelle informazioni costituisce il nostro conscio.Formato da una molteplicit\u00e0 di eoni, fornisce un forte sentimento di unit\u00e0 al nostro io: i nostri eoni hanno in comune le informazioni della vita\u00a0 vissuta, pensano in armonia, come musicisti con la stessa partitura. D&#8217;altronde non ci meravigliamo quando i biologi spiegano lo spirito come il risultato del funzionamento dei miliardi di neuroni del nostro encefalo. Il nostro spirito soggiace ancora ai nostri neuroni, si radica\u00a0 nella pi\u00f9 elementare struttura del corpo, gli elettroni.<\/p>\n<p>Le informazioni degli eoni che si riferiscono alla vita vissuta prima della nascita costituiscono l&#8217;inconscio. A volte giungono in modo simbolico fino al conscio. Questa voce interiore che esce senza linguaggio prestabilito dal pi\u00f9 profondo della carne,\u00a0 pu\u00f2 trasmetterci qualcosa di una vita anteriore \u00e8 quella che alcuni sono in grado di percepire,\u00a0 profeti o\u00a0 saggi. Possiamo avvicinarci a quella comprensione e a quella sensibilit\u00e0 con la meditazione.<\/p>\n<p>E poi, certo, c&#8217;\u00e8 la conseguenza che ci interessa tutti, perch\u00e9 risponde alla nostra angoscia quella della morte: la nostra vita spirituale non termina con la morte corporea,poich\u00e9 i nostri eoni portano con loro, quando il corpo sar\u00e0 tornato alla polvere,il nostro io, cio\u00e8 la totalit\u00e0 dei ricordi accumulati nella vita terrena, quei ricordi che formano il nostro cosciente. Fino alla fine dei tempi.<\/p>\n<p>&#8220;Tu sei polvere e ritornerai polvere&#8221; dice la genesi. Capiamo improvvisamente l&#8217;immensa portata simbolica di questa parabola. Infatti ci promette la vita eterna,poich\u00e9 questa polvere di cui siamo fatti \u00e8 portatrice di tutta l&#8217;avventura del mondo, un&#8217;avventura a cui il nostro spirito partecipa a pieno titolo per sempre.<\/p>\n<hr size=\"1\" \/>\n<p><a href=\"..\/..\/blog\/?p=4594#_ftnref1\"><br \/>\n<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"..\/..\/blog\/?p=4594#_ftnref2\"><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p>is (1977).<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"sidebar\">\n<div id=\"northsidebar\">\n<div id=\"text-3\">\n<div>\n<div id=\"enkiosque\">\n<p>En kiosque<br \/>\n<a title=\"En kiosque\" href=\"..\/..\/numerosparus\/numerosparus.php?pid=35&amp;numero_affiche=097\"><img decoding=\"async\" src=\"..\/..\/images\/couvreduite\/couv097reduite_optweb.jpg\" alt=\"\" border=\"0\" \/><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"calendar-3\">\n<div id=\"calendar_wrap\">\n<table id=\"wp-calendar\" summary=\"Calendrier\">\n<caption>\u00a0<\/caption>\n<thead>\n<tr>\n<th title=\"Lundi\" scope=\"col\"><\/th>\n<th title=\"Mardi\" scope=\"col\"><\/th>\n<th title=\"Mercredi\" scope=\"col\"><\/th>\n<th title=\"Jeudi\" scope=\"col\"><\/th>\n<th title=\"Vendredi\" scope=\"col\"><\/th>\n<th title=\"Samedi\" scope=\"col\"><\/th>\n<th title=\"Dimanche\" scope=\"col\"><\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tfoot>\n<tr>\n<td id=\"prev\" colspan=\"3\"><a title=\"Voir les articles pour ao\u00fbt 2010\" href=\"..\/..\/blog\/?m=201008\">\u00ab ao\u00fbt<\/a><\/td>\n<td><\/td>\n<td id=\"next\" colspan=\"3\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tfoot>\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"2\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td id=\"today\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>27<\/td>\n<td>28<\/td>\n<td>29<\/td>\n<td>30<\/td>\n<td colspan=\"3\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"footer\">\n<div id=\"copyright\">\u00a9 2000 &#8211; 2010 : Revue 3e mill\u00e9naire &#8211; Tous droits r\u00e9serv\u00e9s.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>06\/09\/2010 Il lettore trover\u00e0 qui l&#8217;esposizione della prima versione della particella intelligente che era limitata all&#8217;elettrone e che, pi\u00f9 tardi, si \u00e8 generalizzata a tutta una classe di particelle che possiedono uno &#8220;spazio interiore&#8221;&#8230; \u00a0 (Revue Teilhard de Chardin. 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