{"id":561,"date":"2010-09-24T21:18:37","date_gmt":"2010-09-24T21:18:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=561"},"modified":"2016-04-03T23:05:55","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:55","slug":"sapessi-quanto-mi-manchi-di-helene-naudy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/sapessi-quanto-mi-manchi-di-helene-naudy\/","title":{"rendered":"Sapessi quanto mi manchi di H\u00e9l\u00e8ne Naudy"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 80 \u00a0&#8211; Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi incontriamo noi veramente?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altro non \u00e8 gi\u00e0 se stesso per se stesso?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altro che credo estraneo, ma prima di tutto separato da me.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Ciascuno di noi, un mondo d\u2019idee, un mondo mentale. Si, siamo separati, ma separati con le nostre menti che cercano la valorizzazione e per questo fatto a un certo momento dello scenario: il confronto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La separazione \u00e8 la conseguenza dell\u2019identificazione con la nostra mente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo, ciascuno di noi, un ammasso di pensieri e di immagini, fatta unicamente di memorie, di un passato al quale ci attacchiamo. Allora la relazione con l\u2019altro? E\u2019 la relazione tra due mucchi di immagini. E, secondo le temperature di ognuno di loro, ci sar\u00e0 o attrazione o repulsione. Sono proprio leggi mentali che provocano la relazione o non la producono. Cos\u00ec non incontriamo dell\u2019altro che l\u2019involucro mentale (una maschera), lui non incontrer\u00e0 di me che l\u2019involucro(una maschera), il mio carapace, a volte il mio ricciolo mentale. Dell\u2019altro non vedr\u00f2, non chi \u00e8, non supporr\u00f2 nemmeno quell\u2019ammasso di cui parlo, non vedr\u00f2 che le mie idee su di lui\u2026come lui non vedr\u00e0 che le sue idee su di me. Noi mettiamo sull\u2019altro un\u2019immagine, proiettiamo \u201cmi manca\u201d, \u201cnon posso contare su di lei n\u00e9 avere fiducia\u2026\u201d E mi metto in questa prigione dorata nella quale vorrei confinarla, mi ci ficco\u2026 il mio desiderio di possederla, la mia paura di vedere che nessuno mi pu\u00f2 appartenere, il mio egoismo di non volerla che per me, la mia incapacit\u00e0 di guardare in faccia quel vuoto interiore che mi abita, quella cosa che lei riempie con la sua presenza. E il conflitto si acuisce, senza farsi attendere. \u201cColpa tua se sono infelice\u201d. Mettiamo sull\u2019altro dei desideri pensando, senza pensarlo veramente che \u00e8\u2026 un oggetto\u2026 Un oggetto da possedere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altro \u00e8 un oggetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardiamo, vi prego, attentamente quel vissuto interattivo, impariamo a non nasconderci il viso con idee meravigliose che non hanno niente a che vedere con il nostro condizionamento relazionale: siamo degli oggetti gli uni per gli altri, oggetti di desiderio, di piacere, di provocazione, di successo, di conquista, che questa sia professionale, sentimentale, politica\u00a0 o idealista. Ma sempre degli oggetti, degli oggetti per accontentarci. Perch\u00e9 degli oggetti? Perch\u00e9 definiti: ci mettiamo in scatola gli uni con gli altri, diventiamo un\u2019immagine, un ricordo. Vedo dell\u2019altro il ricordo che ho di lui. L\u2019altro, lo assegno a una memoria. Lo delimito, come lui far\u00e0 con me. Allora\u00a0 la relazione con l\u2019altro \u00e8 una relazione d\u2019interesse, \u201cvisto come \u00e8, mi aiuter\u00e0 a fare carriera\u201d, pieno di desiderio, per l\u2019uno \u201csono catturato dal suo sapere\u201d e per l\u2019altro \u201cnon vedo che i suoi seni\u201d, dove mescolandosi la libido, cerco la rassomiglianza. Cerco di assemblarmi, e mi attira l\u2019inscatolarmi. E mescolandosi\u00a0 le libido, non si sa, ci\u00f2 che \u00e8 tuo, ci\u00f2 che \u00e8 mio\u2026 ci\u00f2 che \u00e8 nostro. \u201cah, come mi piacerebbe vivere ci\u00f2 che \u00e8 nostro!\u201d. L\u2019appartenenza. Per non dover pi\u00f9 dire \u201cnon sono compreso\u201d. Nella nostra confusione, si cerca la fusione. Sicuramente la dolce fonte delle menti che, non dubitiamo un istante, riappariranno quando i sessi si saranno assuefatti e i corpi sufficientemente avviluppati, e il quotidiano diverr\u00e0 per l\u2019uno come per l\u2019altro il luogo appropriato dove ciascuna di quelle menti, disincagliandosi e riprendendo la loro supremazia, si far\u00e0 un dovere di affermarsi nelle proiezioni. \u201dNon hai riordinato il bagno. Sempre io me ne devo occupare\u201d. \u201cPer una volta puoi almeno mettere a letto i bambini.\u201d \u201dBisognerebbe davvero che tu cambiassi\u201d. \u201cIl tuo comportamento \u00e8 deludente\u2026\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altro desideriamo sceglierlo con le nostre esigenze \u201ccome sei\u2026, visto come fai le cose\u2026\u201d, con le nostre mani, vogliamo tenerlo con noi, con il nostro senso di superiorit\u00e0, gli diamo un\u2019apparenza di schiavo sottomesso. E tutto questo senza che abbiamo coscienza un solo istante. C\u2019\u00e8 una possibilit\u00e0 che\u00a0 sia diverso da come lo vediamo? No, ci atteniamo all\u2019idea che abbiamo di lui; invece di apprendere, non ci resta che prendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La relazione con l\u2019altro Ma non c\u2019\u00e8 l\u2019altro, l\u2019altro non esiste, non ci sono che io e il mio desiderio, io e le mie attese e le mie speranze, e sono attirato dalla figlia del libraio, ma, perbacco, lei non se ne preoccupa. Io, \u00e8 quel che voglio, \u00e8 una donna che mi fa da mangiare e mi d\u00e0 dei bambini. Una vita ben messa. E se lei non soddisfa, vuol dire che non \u00e8 fatta per me.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019olio e l\u2019aceto non sono fatti per stare insieme. L\u2019altro? Dev\u2019essere conforme alle idee che mi sono fatta su di lui, perch\u00e9 le covo, le ripulisco, le lustro soprattutto per non cambiare direzione. L\u2019altro non esiste, solo le mie idee alle quali mi attacco, tanto non so pi\u00f9 quel che vuol dire innocenza, vulnerabilit\u00e0, l\u2019adesso, l\u00ec, subito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Amiamo quelli che ci somigliano. Gli altri, ci si lamenta, si disprezzano, si combattono. Ah, non parlatemi del cane de mio vicino, e neanche del mio vicino\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La relazione \u00e8 un rischio, Internet \u00e8 l\u00ec per placare le nostre paure, ci incontreremo per e-mail.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">E il conflitto? Un\u2019amara atmosfera di proiezioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In\u00a0 quella relazione con l\u2019altro, che cosa genera il conflitto (indotto dalla nostra mente)? Sono le attese, i nostri desideri. E\u2019 il semplice fatto che rifiutiamo la vita come si presenta a noi. Che cos\u2019\u00e8 la vita? E parlo qui della vita quotidiana. E\u2019 il mio vicino con idee diverse dalle mie che si mette proprio davanti a me e mi impedisce di uscire. E\u2019 quell\u2019uomo di cui mi sono innamorata e che uscir\u00e0 prima o poi dalla mia ruota mentale. E quando avevo una visione idilliaca di lui, era sordo alle mie richieste e mostrava il suo egoismo che non prevedevo e che rifiuto, perch\u00e9 rifiuto di vedere che sono io, solo io che l\u2019ho rinchiuso in una ruota. Ecco che mi delude e che sono delusa perch\u00e9 non corrisponde all\u2019immagine che avevo di lui. E gliene voglio perch\u00e9 \u00e8 diverso da come immaginavo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa genera quei conflitti? E\u2019, tra l\u2019altro , che prendo le mie attrattive sessuali per amore, che considero l\u2019amore una mercanzia e mescolo amore e aspettative, amore e speranza: \u201cti comprender\u00f2 e perfino far\u00f2 lo sforzo di comprenderti se tu mi comprendi\u201d , \u201criparer\u00f2 il rubinetto se fai l\u2019amore con me stasera\u201d , \u201cti amer\u00f2 se tu\u2026\u201d. Tranne che non \u00e8 amore, ma una storia di potere tre due ammassi mentali identificatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diremo che ci siamo fidati quando lui non lo meritava, senza renderci conto che fidarsi dell\u2019altro, come qui, \u00e8 farlo responsabile del nostro amore per lui. \u201cMi fido di te perch\u00e9 ti amo\u201d, ma la formula non \u00e8 terminata. \u201cTi amo se\u2026\u201d genera ineluttabilmente il conflitto\u2026 \u201cMi fido perch\u00e9 ti amo\u201d ha il sapore amaro di un\u2019esigenza che nascondiamo dietro i pensieri, i nostri desideri e le nostre attrattive per l\u2019altro: \u201ce se mi ami veramente, devi rispondere a questa fiducia che ti d\u00f2 e non deluderla\u201d. Ma l\u2019amore non ha questa\u2026 esigenza. Non si commercia con questa fiducia data all\u2019altro. E non temiamo di chiarire: \u201cNon mi deve deludere perch\u00e9 l\u2019amo e mi ama\u201d diventa \u201cNon deve deludermi l\u2019idea che mi sono fatto di lei\u201d perch\u00e9 in definitiva\u201d finch\u00e9\u00a0 corrisponde alle idee che ho su di lei,\u00a0 l\u2019amer\u00f2. Il giorno in cui uscir\u00e0 da queste, non l\u2019amer\u00f2 pi\u00f9.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo tanto pi\u00f9 che la relazione \u00e8 detta di coppia, o una relazione amichevole. Vedr\u00f2 un giorno la mia\u00a0 stupidit\u00e0 a pretendere di conoscere l\u2019altro?\u2026 e a comprenderlo? L\u2019altro, non posso conoscerlo. Pu\u00f2 conoscermi veramente? No, ci\u00f2 che si vede in me \u00e8 assolutamente mutevole. Invece, il mucchio di nubi pu\u00f2 essere conosciuto, facendo parte del conosciuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Volgiamo la nostra fiducia verso l\u2019altro perch\u00e9 abbiamo paura di trovarci soli di fronte a noi stessi, quando tutto, interamente tutto, riposa in quel ritorno caloroso, in quella benevola messa a nudo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cMa che le \u00e8 preso stamattina? Lei che \u00e8 tanto dolce e tranquilla!\u201d. Rimettiamo in questione la nostra straordinaria capacit\u00e0 di trasformare in un essere umano in una rappresentazione, che il suo contenuto sia capace di\u00a0 compassione o senza speranza? Ci diciamo di conoscere le persone quando non cogliamo che la superficie, l\u2019immagine del primo incontro. Ma \u00e8 di noi che si tratta, \u00e8 della nostra capacit\u00e0 di mettere in scatola e di conservare nella memoria quel contenuto, quelle idee che abbiamo. Poich\u00e9 quelle idee mentali appartengono al passato e si appoggiano sulle nostre paure inconfessate, quelle di non potere controllare niente, comprendere niente e non sapere niente, di essere di fronte a qualcosa senza riferimento\u2026, a quello di essere soli di fronte a noi e alle nostre esigenze. Non accettiamo le cose come ci vengono, perch\u00e9 pretendiamo di sapere cosa ci converrebbe e sarebbe buono per noi. E ne vogliamo alla vita, all\u2019ordine sociale, ai politici e al nostro medico che non ci ha ascoltato nell\u2019ultima visita. La soluzione facile sar\u00e0 quella di attribuire la colpa agli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il conflitto \u00e8 che ogni mattina pretendo di conoscere l\u2019altro e di sapere cosa va bene per me e per lui, il mio rifiuto di prendere la vita come viene, il mio rifiuto contro la vita e le situazioni che mi manda, il mio torpore mentale che mi rende cieco e sordo,\u00a0 il mio letto dove proseguo il mio sonno dove il mio sguardo si oscurer\u00e0, preso dalle mie illusioni mentali. Il conflitto \u00e8 prendersi sempre per vittima e non vedere se l\u2019altro mi ha fatto male, \u00e8 soprattutto che io mi chiudo in quest\u2019idea e non posso considerare la cosa in altro modo; se l\u2019altro mi ha ferito, sono io ad essere ferito, io che mi attacco a un\u2019immagine di me, che mi credo colpevole di qualcosa, che m\u2019intossico per quella colpa di cui non ho coscienza perch\u00e9 l\u2019automatismo immediato si chiama vittimismo. Questo non ti permette la chiarezza; non riconosco ci\u00f2 che avviene in me. Questa tavola di disturbi pu\u00f2 essere vista. A questo punto, mi ricordo, \u00e8 un ritorno possibile, a che mentale mi identifico. E lo vedo: e il mio torpore mentale, il sonno facile, le mie idee limitate, l\u2019oscurit\u00e0 che mi abita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E l\u00ec, con il discernimento, vedo anche di cosa \u00e8 fatta quella oscurit\u00e0, perch\u00e9 divo passare di l\u00e0: la disidentificazione non pu\u00f2 aver luogo che per la conoscenza di ci\u00f2 a cui mi identifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Con cosa mi identifico?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se non vedo che mi prendo per una vittima, resto identificato. E l\u2019identificazione mi acceca. Uscire dall\u2019accecamento \u00e8 staccarsi dalla situazione, dal personaggio, \u00e8 il fatto che possa vedere ci\u00f2 che mi agita interiormente, i miei turbamenti: quello di pensare di essere l\u2019autore della mia vita, di paragonarmi agli altri, di credere di sapere ci\u00f2 che va bene per me, come dovrei essere, di mettere in scatola chi incrocia il mio cammino, di pretendere di essere un\u2019immagine limitata, di chiudermi in me e di pretendere di essere una vittima, di amare e di sapere quali sono tutte le cause del mio disagio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Vedere<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora la relazione con l\u2019altro si chiarisce. Mi rendo conto che l\u2019altro \u00e8 me. L\u2019altro, sono tutti gli altri che vivono in me e che non conosco. I miei pregiudizi che pensavo essere verit\u00e0, le mie paure che penso di non poter guardare in faccia, i miei rifiuti di fronte alle mie emozioni, il mio inconscio che mi spinge senza che me ne renda conto. Quegli altri in rapporto ai quali avrei potuto essere in relazione, o non osavo, o pensavo che era inutile perch\u00e9 futile; imparo adesso, molto dolcemente, a guardarli in faccia. Allora, quel mucchio di nubi, considero, sono proprio io che l\u2019ho messo in opera. Lo rispetto, mi assesto nella visione. Una visione amabile. Quegli altri che mi costituiscono non sono pi\u00f9 tanto separati da me. Mi lego a quei frammenti, alla dispersione che mi abita. Facendo questo, constato che la relazione con l\u2019altro , colui esterno a me, si modifica. La vedo: vedo ci\u00f2 con cui l\u2019altro si identifica, le sue idee., il suo passato, un insieme di memorie mischiate. Non voglio pi\u00f9 cambiarlo, sono me stesso anch\u2019io condizionato, a mio modo, dalla storia che ho vissuto e che ho preso per personale. Ecco, ascoltare soltanto. Non mi paragono pi\u00f9 Vedo in me il bisogno di essere riconosciuto dall\u2019altro, le mie proiezioni, la mia angoscia\u2026 La relazione con l\u2019altro diventa una relazione nell\u2019istante. Nessun concetto, ma tutto \u00e8 del vissuto, del vivente, dell\u2019adesso. Sono con ci\u00f2 che si presenta ora, l\u2019altro, la mia emozione, la sua pena, la mia proiezione, la mia angoscia e la sua collera. Vedo come quello agisce, dove, ci\u00f2 che \u00e8 toccato e perch\u00e9 c\u2019\u00e8 solo quello ora. Non domando pi\u00f9 all\u2019altro di comprendermi n\u00e9 di approvarmi. Vedo in me quando quello cerca di essere compreso, io lo vedo: l\u2019altro mi permette di vedere dove sono con me, nel rifiuto o nell\u2019accoglienza. Senza l\u2019altro, mi sarebbe difficile conoscermi, l\u2019altro \u00e8 un rivelatore del mio mondo interiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La relazione con l\u2019altro diventa una relazione\u2026silenziosa. Perch\u00e9 occorre il silenzio per poter ascoltare ci\u00f2 che l&#8217;altro cerca di dire dietro le parole, per ascoltare ci\u00f2 che si risveglia in me. In quell&#8217;ascolto silenzioso, l&#8217;altro si rivela sia l&#8217;altro in me, sia l&#8217;\u2019altro di fronte a me. Allora\u00a0 c\u2019\u00e8 il rischio di amarsi, di lasciarsi attraversare dall\u2019amore e di abbandonarcisi. Il prendere fa posto all\u2019apprendere, l\u00ec, nello stesso istante dell\u2019incontro. Allora si vede: dietro il mucchio di nubi, lo stesso silenzio, la stessa presenza, un amore senza potere, fresco nell\u2019istante in cui si vive.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutto questo tanto pi\u00f9 che la relazione \u00e8 detta di coppia, o una relazione amichevole. Vedr\u00f2 un giorno la mia  stupidit\u00e0 a pretendere di conoscere l\u2019altro?\u2026 e a comprenderlo? L\u2019altro, non posso conoscerlo. Pu\u00f2 conoscermi veramente? No, ci\u00f2 che si vede in me \u00e8 assolutamente mutevole. Invece, il mucchio di nubi pu\u00f2 essere conosciuto, facendo parte del conosciuto.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[52],"tags":[124],"class_list":["post-561","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-naudy-helene","tag-vita-coppia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/561","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=561"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/561\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=561"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=561"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=561"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}