{"id":574,"date":"2010-09-24T21:31:52","date_gmt":"2010-09-24T21:31:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=574"},"modified":"2016-04-03T23:05:47","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:47","slug":"la-verita-guida-i-nostri-passi-di-serge-carfantan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/la-verita-guida-i-nostri-passi-di-serge-carfantan\/","title":{"rendered":"La verit\u00e0 guida i nostri passi di Serge Carfantan"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 81 \u2013 Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La dualit\u00e0 vero\/falso non si applica a una cosa. Un sandwich non \u00e8 n\u00e9 vero n\u00e9 falso, \u00e8 o non \u00e8, \u00e8 sulla tavola o non c\u2019\u00e8. Esiste, oppure non \u00e8 che un concetto che evoco pensandoci. Attorno a me, nel mio campo di coscienza c\u2019\u00e8 tutto ci\u00f2 che posso nominare o ancora ci\u00f2 che vedo senza cercare di nominarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non posso parlare\u00a0 di vero\/falso solamente quando il dubbio appare e una cosa rischia di non essere che falsa apparenza: \u201cil biglietto che mi ha dato la cameriera forse \u00e8 falso\u201d. \u201cDevo fare attenzione. Dall\u2019antiquario c\u2019\u00e8 un vero Luigi 15\u00b0, a meno che non sia una contraffazione abile, che rischierebbe d\u2019ingannare chi non \u00e8 abbastanza preparato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il termine preciso che dovremmo usare in quei casi \u00e8 \u201cautentico\u201d. Ci\u00f2 che \u00e8 autentico \u00e8 nella sua apparenza conforme a ci\u00f2 che \u00e8. L\u2019anello placcato oro non \u00e8 un anello d\u2019oro autentico, bench\u00e8 la sua apparenza possa indurre in errore. Per il resto, \u00e8 un oggetto come un altro\u00a0 che ha la sua realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dualit\u00e0 vero\/falso non si applica solo agli stati mentali. Se sono molto inquieto, non posso dire se l\u2019inquietudine \u00e8 vera o falsa, essa \u00e8; essa ha il suo modo, evidentemente non come il sandwich, ma come uno stato dello spirito. Ora, che sia fondata \u00e8 un\u2019altra cosa. Pu\u00f2 darsi che mi roda per niente e che la sola causa della mia inquietudine non sia che un pensiero della mia mente. La mente ha quella particolarit\u00e0 che pu\u00f2 molto facilmente\u00a0 indurre un\u2019emozione senza alcun rapporto con la mia esperienza. Posso farmi paura, posso provocarmi vergogna, posso provocarmi un desiderio e nutrirlo con il pensiero. Una volta che il desiderio e l\u2019emozione occupano il mio campo di coscienza, essi esistono, sebbene in modo non materiale. Non ha alcun senso dire a un bambino che la sua paura non esiste; esiste\u00a0 nel momento in cui ne fa l\u2019esperienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dualit\u00e0 vero\/falso si applica invece\u00a0 molto bene ai nostri giudizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Posso affermare di aver visto Piero in via Roma ieri, dire la verit\u00e0 o sbagliarmi. Posso voler mentire a questo proposito, perch\u00e9 ne ho un interesse. I giudizi che trovo su un giornale possono essere molto pertinenti, come sbagliati. Posso giudicare che Melania e Andrea non mi raccontano che bugie o che mi dicono la verit\u00e0. E\u2019 banale, abbiamo una propensione a giudicare a destra e a manca, anche sui soggetti di cui non ci intendiamo per niente o dove siamo mal informati. Ci\u00f2 che chiamiamo verit\u00e0 \u00e8 per la maggior parte una collezione di giudizi aleatori derivati dall\u2019apparenza. Invece accordiamo poca attenzione all\u2019osservazione diretta a contatto con i fatti. Perci\u00f2\u00a0 la verit\u00e0 di un giudizio non ha senso che in quella relazione. Una proposizione \u00e8 vera quando corrisponde a uno stato di fatto, \u00e8 falsa quando enuncia una propriet\u00e0 che non \u00e8 osservabile. Posso dire che ci sono cinque cavalli in piazza tal dei tali nella tale citt\u00e0. Bisognerebbe verificare, forse mi sbaglio. Gli scolastici parlavano in quel senso di adeguare la cosa all\u2019intelletto, adeguando le cose stesse alla mente che giudica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da l\u00ec una definizione della verit\u00e0 strettamente dipendente dalla logica della dualit\u00e0: la verit\u00e0 \u00e8 la qualit\u00e0 di una proposizione che fa un\u2019affermazione il cui contenuto corrisponde alla realt\u00e0. Ci sono cinque cavalli e non otto. E\u2019 vero. Ma perch\u00e9 ragionare in un sistema con due valori vero\/falso? La verit\u00e0 \u00e8 racchiusa nella logica?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mentale ordinario funziona nella dualit\u00e0, \u00e8 nel pensiero duale che \u00e8 pi\u00f9 a suo agio. La mente riesce molto bene in tutte le forme di dualit\u00e0 ed \u00e8 cos\u00ec che prende posizione nella polemica, che si basa sul paradigma torto\/ragione. Possiamo notare che le persone che amano discutere su tutto, funzionano in questo modo. Con quello schema, si \u00e8 sicuri di trovare qualcuno che non sar\u00e0 d\u2019accordo, che sosterr\u00e0 una parte se sostenete l\u2019altra e viceversa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La logica della dualit\u00e0 mette ci\u00f2 che si chiama il principio d\u2019identit\u00e0, A=A. Questo, ridotto a una formulazione breve, d\u00e0 una tautologia come: \u201cla pioggia \u00e8 la pioggia!\u201d. Il principio d\u2019identit\u00e0 impone al discorso una costanza nel linguaggio. Dobbiamo restare coscienti del senso col quale prendiamo le parole e non cambiare strada facendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La logica della dualit\u00e0 ammette anche il principio di contraddizione, A-nonA. Non ho il diritto di dire una cosa e il suo contrario, simultaneamente e con lo stesso rapporto: salgo le scale e le discendo, ma non nello stesso tempo. L\u2019accusato dice che la sera del delitto era al Casino, e dice anche che era, quella sera, al club del golf. E\u2019 uno o l\u2019altro, ma non entrambi. C\u2019\u00e8 contraddizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La logica della dualit\u00e0 ammette infine\u00a0 il principio del terzo escluso, che dice che una proposizione non pu\u00f2 ricevere che due valori, vero o falso e che non c\u2019\u00e8 una terza possibilit\u00e0 A=V\u00a0 oppure A=F. Questo ci induce a ragionare con il paradigma \u201co\u2026o\u201d (le cose sono indispensabili o non servono a niente,\u00a0 hanno ragione\u00a0 i darwiniani o i creazionisti) e cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">I logici si sono resi conto dei limiti del pensiero duale. Esiste un\u2019infinit\u00e0 di proposizioni che non si pu\u00f2 nemmeno qualificare come vero\/falso: non fossero quelle che implicano una predizione nel tempo: \u201cIl tale vincer\u00e0 alle elezioni di luned\u00ec\u201d, non \u00e8 vero ma non \u00e8 nemmeno falso. E\u2019 possibile, \u00e8 probabile. Certe proposizioni\u00a0 escono dalla possibilit\u00e0 e diventano assurde o indecifrabili. Basta invertire le parole in una frase per andare nell\u2019assurdo: \u201ci bambini sono andati a giocare a pallone\u00a0 sul prato\u201d, ha senso; \u201ci bambini sono andati a giocare a prato sul pallone\u201d, \u00e8 assurdo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel nuovo paradigma della conoscenza che sta emergendo, ci siamo resi conto che il principio del terzo escluso pu\u00f2 essere rifiutato. Il cambiamento \u00e8 considerevole. Il principio del terzo escluso ha l\u2019inconveniente di porre la mente in un modo di ragionare semplicistico e manicheo, da cui il modello torto\/ragione. Merita di essere rifiutato perch\u00e9 non ammette sfumature. Chi ha, anche solo un po\u2019, il senso della complessit\u00e0 della vita, rifiuter\u00e0 un principio cos\u00ec riduttivo. E\u2019 sciocco cercare campi in materia di verit\u00e0, con dei per\/contro, ragione\/torto, bene\/male, ecc., quando \u00e8 molto pi\u00f9 essenziale trovare delle interazioni in un sistema globale nelle cose stesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un essere umano porta in s\u00e9 tutte le virtualit\u00e0. Nessuno \u00e8 tutto bianco o nero e la vita \u00e8 fatta\u00a0 di\u00a0 sfumature infinite e di una complessit\u00e0 senza fine. Bisogna rifiutare le alternative brutali, perch\u00e9 operano sempre una mutilazione nella realt\u00e0. La meccanica quantica ha mostrato i limiti del principio del terzo escluso ammettendo che un fenomeno poteva sicuramente apparirci, in esperienze differenti, sotto aspetti opposti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; il celebre caso del dibattito sulla natura della luce nell&#8217;alternativa onde\/particelle. In certe esperienze, la luce si manifesta come se avesse una struttura particolare, in altre sembra manifestare la natura di un\u2019onda. Come se si prendesse gioco di noi rifiutandosi di entrare nel quadro dei nostri concetti. Rifiutando il terzo escluso, il fisico rigetta il : \u201co\u2026o\u201d, e ammette:\u201da volte questo\u2026a volte quello\u201d, che \u00e8 una formulazione che \u00e8 una logica pi\u00f9 comprensiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo S\u00e9phane Lupasco, si dice oggi che la logica della complessit\u00e0 deve appoggiarsi sul terzo incluso. La portata del terzo incluso \u00e8 immensa, perch\u00e9 ci invita a riconoscere la presenza del paradosso nel cuore del reale, pur rifiutando le semplificazioni. E\u2019 un invito a pensare in maniera globale, o meglio ad approciare intuitivamente l\u2019unit\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8, poich\u00e9 giustamente il terzo escluso condiziona in modo rigido il pensiero duale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Eccoci. L\u2019unit\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8. La verit\u00e0 ha una portata ontologica. Essa \u00e8 la via dell\u2019Essere perch\u00e9 dice ci\u00f2 che \u00e8. In Sanscrito la parola usata \u00e8 <em>satya<\/em>. In <em>satya<\/em> c\u2019\u00e8 <em>sat<\/em>, l\u2019Essere. Le <em>Upanishad<\/em> dicono: \u201csolo la verit\u00e0 trionfa\u201d. E\u2019 nella verit\u00e0 che l\u2019Essere \u00e8 espresso cos\u00ec com\u2019\u00e8 e non altrimenti. A chi vive nella verit\u00e0, l\u2019Essere d\u00e0 il suo aiuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mentitore, per definizione, dice ci\u00f2 che non \u00e8. Perci\u00f2 introduce il niente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 il senso letterale in sanscrito del termine <em>maya<\/em>, l\u2019illusione, che non \u00e8. Tutto ci\u00f2 che si fonda sull\u2019illusione non ha alcuna realt\u00e0. La vita nell\u2019illusione \u00e8 una lotta e pensare che la vita \u00e8 una lotta \u00e8 appunto il segno che \u00e8 vissuta nell\u2019illusione. Chi \u00e8 il mentitore? Non questo o quello. N\u00e9 questa o quella organizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 la mente che mente quando, rifiutando ci\u00f2 che \u00e8 o suggerendo ci\u00f2 che dovrebbe essere, costruisce rappresentazioni mentali che mette al posto di ci\u00f2 che \u00e8. La massima abilit\u00e0 della mente \u00e8 arrivare a nascondere, giungendo a darci un\u2019immagine costruita al posto dello stesso reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La mente vive proiettando il tempo psicologico, reificando il passato e idolatrando il futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La mente fa dei piani e le sue carte sono cos\u00ec seducenti che non si vede pi\u00f9 il territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">A volte passiamo la vita nella foresta della mente, per entrare un giorno, stupiti e sorpresi dal fascino dei nostri sensi, nella chiarezza dell\u2019essere scoprendo che le cose non sono quelle che crediamo che possano essere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mente\u00a0 non sopporta il presente, perch\u00e9 \u00e8 nel presente che ci\u00f2 che \u00e8 si offre, appare e risplende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Essere si fa presente nel presente e l\u2019unico modo per accoglierlo \u00e8 di abitarlo in piena verit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mente sa che deve sparire, perch\u00e9 la manifestazione dell\u2019Essere coincide con il Semplice: \u201cl\u00e0 dove io sono qui ed ora\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella mia umanit\u00e0 naturale, la semplicit\u00e0 di ci\u00f2 che sono senza infingimenti, senza grandiosit\u00e0, senza personaggi n\u00e9 immagini. Nella mia semplicit\u00e0 d\u2019essere umano dove vengono a confluire e fondersi insieme un\u2019intelligenza infinita e un\u2019incarnazione limitata. E questo fa di ognuno un essere unico e prodigioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La mente ha paura di non pensare pi\u00f9 e di non esistere e perci\u00f2 preferisce le menzogne pi\u00f9 brillanti alle verit\u00e0 pi\u00f9 semplici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Jean Klein diceva che l\u2019impronta del reale stava sempre in ci\u00f2 che era inatteso e nuovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che \u00e8 preparato dall\u2019intelletto ha poca possibilit\u00e0 di essere vero, \u00e8 una riconfigurazione del conosciuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Verit\u00e0 non rientra in nessuna delle rappresentazioni dell\u2019intelletto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso ogni costruzione mentale deve rivelarsi insufficiente ed essere scartata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 il solo modo di avanzare verso l\u2019indicibile, non pretendendo di rinchiudere la verit\u00e0 in un sistema. La verit\u00e0 pi\u00f9 splendente non si lascia scegliere, ma guida i nostri passi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La dualit\u00e0 vero\/falso non si applica solo agli stati mentali. Se sono molto inquieto, non posso dire se l\u2019inquietudine \u00e8 vera o falsa, essa \u00e8; essa ha il suo modo, evidentemente non come il sandwich, ma come uno stato dello spirito. Ora, che sia fondata \u00e8 un\u2019altra cosa. Pu\u00f2 darsi che mi roda per niente e che la sola causa della mia inquietudine non sia che un pensiero della mia mente. La mente ha quella particolarit\u00e0 che pu\u00f2 molto facilmente  indurre un\u2019emozione senza alcun rapporto con la mia esperienza. Posso farmi paura, posso provocarmi vergogna, posso provocarmi un desiderio e nutrirlo con il pensiero. 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