{"id":594,"date":"2010-09-25T01:42:05","date_gmt":"2010-09-25T01:42:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=594"},"modified":"2016-04-03T23:05:47","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:47","slug":"la-coscienza-frammentata-e-il-mito-dellunita-secondo-le-scienze-cognitive-di-3eme-millenaire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/la-coscienza-frammentata-e-il-mito-dellunita-secondo-le-scienze-cognitive-di-3eme-millenaire\/","title":{"rendered":"La coscienza frammentata e il mito dell\u2019unit\u00e0 secondo le scienze cognitive di 3\u00e8me Mill\u00e9naire"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">3\u00e8me Mill\u00e9naire\u00a0 n.78 \u2013 Traduzione di Luciana Scalabrini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra gli insegnamenti spirituali contemporanei che insistono sulla nostra frammentazione, noi troviamo sicuramente l\u2019insegnamento di Krishnamurti, ma anche, sul tema della molteplicit\u00e0 dei \u201cme\u201d, \u201cL\u2019insegnamento sconosciuto\u201d di Gurdjieff, che \u00e8 all\u2019avanguardia nella sua forma e nel suo approccio. Tanto pi\u00f9 che gli avanzati nelle Scienze Cognitive confermano le sue nozioni pi\u00f9 originali, di cui , in particolare quella delle diverse velocit\u00e0 dei centri. L\u2019assenza di volont\u00e0 cosciente ne \u00e8 un\u2019altra altrettanto importante, uscita da quell\u2019insegnamento che, come ogni insegnamento tradizionale, dichiara che l\u2019uomo ordinario vive, pensa, si muove e si emoziona in una sorta di sonno ipnotico, identificato a desideri e paure, immagini e credenze che gli nascondono la Realt\u00e0 o anche la sua vera natura. Quella vita meccanica, incosciente della nostra esistenza nello stato ordinario, si ritrova corroborata da esperienze in neurofisiologia effettuate in quasi cinquanta anni di ricerca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019assenza di un Me individuale cosciente, d\u2019una entit\u00e0 spirituale, libera e eterna, diventa l\u2019indiscutibile evidenza delle Scienze Cognitive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Estremamente importante per l\u2019uomo d\u2019oggi, desideroso di non eludere le proprie aspirazioni spirituali, \u00e8 sapere che quelle scienze contemporanee ritrovano l\u00e0 nozioni iniziatiche e tradizionali assolutamente fondamentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Esperienze scientifiche sulla velocit\u00e0 dei centri.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prime esperienze realizzate da Benjamin Libet, mostrarono l\u2019incoscienza\u00a0 della nostra attivit\u00e0 volontaria e le differenti velocit\u00e0 delle nostre\u00a0 funzioni mentali, emozionali e motorie. Gurdjieff, trasmettendo, per un insegnamento vissuto, le sue conoscenze neoplatoniche, fece scoprire ai suoi adepti la lentezza abbastanza sconvolgente del centro intellettuale, sorpassato in celerit\u00e0 dai centri emozionale, motorio e istintivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec la nostra facolt\u00e0 di rappresentazione, la nostra facolt\u00e0 cognitiva sotto la forma dei pensieri ordinari che ci abitano, \u00e8 molto pi\u00f9 lenta della nostra attivit\u00e0 motoria, istintiva ed emozionale. E\u2019 quello che dimostr\u00f2 B. Libet in un contesto di osservazione sperimentale con soggetti provvisti di elettrodi. Mentre una stimolazione elettrica della pelle su una mano \u00e8 registrata dalla corteccia cerebrale in 30 millisecondi, 500 millisecondi sono necessari perch\u00e9 quella stimolazione arrivi alla coscienza del soggetto. Viene constatato lo stesso distacco per la presa di coscienza di un oggetto visivo. Se un automobilista in possesso dei suoi mezzi frena in circa 150 millisecondi, prende coscienza\u00a0 un poco pi\u00f9 di 300 millisecondi pi\u00f9 tardi, che un gatto o un bambino attraversa imprudentemente la strada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se gli sperimentatori constatano che il soggetto \u00e8 persuaso d\u2019aver preso coscienza\u00a0 del bambino prima d\u2019aver deciso di frenare, poi d\u2019aver eseguito per evitare una disgrazia, la registrazione cerebrale contraddice quella credenza. Secondo Gurdjieff, i centri istintivi e motori funzionano molto pi\u00f9 in fretta del centro intellettuale; la presa di coscienza della situazione ci fa realizzare che dormiamo e che i nostri atti avvengono meccanicamente. Rudolf Steiner, fondatore dell\u2019antroposofia, conferma quel punto di vista \u201ciniziatico\u201d : l\u2019uomo dorme nella sua volont\u00e0, sogna nelle sue emozioni e non si risveglia che nel suo pensiero- quando pensa!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esperienze pi\u00f9 recenti consistono nel presentare a un soggetto normale, nello spazio di una frazione di secondo, foto di visi allegri, tristi o neutri. L\u2019istante in cui il viso triste o allegro o neutro \u00e8 presentato alla vista del soggetto \u00e8 abbastanza breve perch\u00e9 questo non sia riconosciuto dalla coscienza. Immediatamente dopo, un viso neutro \u00e8 mostrato pi\u00f9 a lungo all\u2019attenzione per mascherare l\u2019impatto del primo viso. Quando il primo viso \u00e8 allegro, bench\u00e8 non sia percepito dalla coscienza del soggetto, si registra una reazione del muscolo zigomatico, propria del sorriso. Se \u00e8 triste, si registra\u00a0 la reazione inconscia del muscolo corrugatore che aziona l\u2019aggrottare delle sopracciglia. Sembra proprio che quel tipo di esperienza metta in evidenza la maggior rapidit\u00e0 del centro emozionale rispetto al centro intellettuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019esistenza inconscia dei nostri \u201cme\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre l\u2019approccio classico o filosofico consisteva nel considerare la coscienza come un\u2019entit\u00e0 unificata per tentare di localizzarne la sorgente, la ricerca di punta, come quella di\u00a0 Ray Jackendoff, afferma che la coscienza \u00e8 fondamentalmente divisa e che si devono cercare le molteplici fonti\u00a0 \u201cogni modalit\u00e0 di coscienza proviene da un livello o da un insieme di livelli di rappresentazione diversi. L\u2019assenza d\u2019unit\u00e0 della coscienza \u00e8 dovuta al fatto che ciascuno di quei livelli differenti comporta il suo repertorio di distinzioni\u201d (Ray Jackendoff).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ragioni molto complesse di questo approccio della non-unit\u00e0 della coscienza, rifiutano l\u2019esistenza di un S\u00e9, o di un Me, unificato o unificatore. Quell\u2019assenza di unit\u00e0 interiore comporta, secondo Marvin Minsky, una necessaria sorveglianza fornita dalle nostre rappresentazioni di ci\u00f2 che la mente dovrebbe essere. Per i ricercatori non c\u2019\u00e8\u00a0 nessuna entit\u00e0 centralizzata e onnipotente, ma esiste in noi\u00a0 una societ\u00e0 d\u2019idee che includono le nostre immagini di ci\u00f2 che \u00e8 la mente e anche i nostri ideali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa societ\u00e0 eterogenea\u00a0 funziona, dopo Gerald Edelman, sul principio della selezione darwiniana e, nel caso del cervello, della selezione dei gruppi neuronali. Questa ipotesi scientifica si basa evidentemente sul postulato che la cognizione e l\u2019esperienza cosciente discendono da processi e organizzazioni neuro-biologici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I \u201cme\u201d si definiscono ciascuno con \u201cuna personalit\u00e0 in noi, un piccolo essere provvisto di una parte intellettuale, emozionale e motoria\u201d (Maurice Nicoll). Essi si succedono per associazioni d\u2019idee, per reazione e opposizione, per approvazione o contraddizione\u2026 E ogni successione di me si effettua a un livello che soggiace alla nostra coscienza ordinaria, o centro intellettuale inferiore, secondo la denominazione di Gurdjieff.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019inconscia sorgente della creativit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la coscienza di cui parliamo qui non \u00e8 che il nostro pensiero ordinario, cerebrale, ombra proiettata sulla parete della nostra caverna, secondo l\u2019analogia platonica; \u00e8 la manifestazione del nostro centro intellettuale, lento e incapace di percepire l&#8217;inconscia attivit\u00e0 emozionale e istintiva soggiacente alle nostre funzioni cognitive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su una modalit\u00e0 di funzionamento estremamente rapida, Gurdjieff indica l\u2019esistenza di due centri superiori, l\u2019uno emozionale, l\u2019altro intellettuale. I centri sono in noi; sono pienamente sviluppati e lavorano sempre, ma il loro lavoro non arriva alla nostra coscienza ordinaria. Questa realt\u00e0 intelligente che ci sfugge \u00e8 una sorgente di creativit\u00e0 come lo suppongono, dopo Jacques Hadamard, le esperienze di molti matematici contemporanei, da Poincar\u00e9 a Alain Connes. In questa prospettiva Pierre Buser mostra come \u201cl\u2019intuizione \u00e8 una porta aperta sull\u2019inconscio\u201d. L\u2019inconscio, o piuttosto il superconscio, copre una vasta dimensione misteriosa, verso cui la nostra coscienza troppo lenta non pu\u00f2 rivolgersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nullit\u00e0 verso l\u2019Unit\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Le difficolt\u00e0 quasi insormontabili che incontra il ricercatore spirituale riguardano il fatto che questo non ha realmente esistenza cosciente. Questa scoperta, per l\u2019insieme dei ricercatori in Scienze Cognitive, fu espressa da Marvin Minsky che dichiar\u00f2 che \u201cforse \u00e8 giusto perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nessuno nella nostra testa per farci fare quello che vogliamo, neanche per farci volere volere, che creiamo il mito secondo cui siamo\u00a0 all\u2019interno di noi stessi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa constatazione improvvisa non contraddice affatto la via spirituale, che implica che \u201cl\u2019uomo deve realizzare che non esiste\u201d. Il potente presentimento della nostra inesistenza ha giustificato, nel corso del ventesimo secolo, la importantissima filosofia esistenzialista d\u2019un Sartre, che si trova oggi totalmente degradato a un nichilismo che i nostri politici rifiutano di vedere. Che non esistiamo, che siamo fatti di me, di frammenti o di carte neuronali impermanenti \u00e8 anche la visione buddista della verit\u00e0 sull\u2019uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non si tratta di farne una concezione o una teoria sofista della coscienza, si tratta di realizzarne coscientemente la verit\u00e0, di imparare a vederla e pi\u00f9 ancora a vedere ci\u00f2 che \u00e8. \u201cSvegliarsi significa realizzare la propria nullit\u00e0, cio\u00e8 realizzare la propria meccanicit\u00e0, completa e assoluta\u201d. (Ouspensky, <em>Frammenti di un insegnamento sconosciuto<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019illusione di essere un s\u00e9 unificato, considerato a torto come necessario a un ricercatore come Marvin Minsky, deve essere smascherato. E\u2019 quello a cui Francesco Varela\u00a0 s\u2019\u00e8 attenuto per aprire le Scienze Cognitive al contesto buddista dell\u2019esperienza umana. Il cambiamento\u00a0 creativo, la cosiddetta evoluzione spirituale \u00e8 a questo prezzo! \u201cConsideriamo il nostro essere come un\u2019unit\u00e0 e crediamo di essere un me unico. Si tratta di un\u2019illusione e finch\u00e8 quella rimane, \u00e8 realmente impossibile cambiare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il filosofo Krishnamurti ha a lungo insistito sull\u2019importanza di scoprire la frammentazione della nostra coscienza, che non pu\u00f2 essere unificata con intenzione, qualsiasi essa sia, per quanto santa sia. Pose il problema in questi termini: \u201cIl modo di prenderla \u00e8 questo: non bisogna fare assolutamente nulla. Siete capaci?\u201d. Sicuramente non facciamo niente per unificare la nostra coscienza divisa e ogni azione o reazione in quel senso non pu\u00f2 che rafforzare la divisione di un me pi\u00f9 \u201cspirituale\u201d sul nostro caos interno\u2026 e il nostro caos rimane! Ma qui si tratta di non fare assolutamente nulla nel senso tradizionale del non-agire taoista o della via dello Yoga, o via dell\u2019unit\u00e0. Lo Yoga, come lo traduce Jean Bouchard D\u2019Orval \u00e8 \u201cla cessazione della frammentazione mentale. La coscienza allora \u00e8 stabilita nella sua vera natura\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec la via dell\u2019unit\u00e0 non pu\u00f2 essere perseguita che in modo negativo, senza il quale non \u00e8 possibile arrivarci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Le nostre facolt\u00e0 cognitive, rappresentazioni mentali, ragionamenti, sono messi a dura prova fino a che non realizziamo\u00a0 che\u00a0 il nostro centro intellettuale inferiore non pu\u00f2 connettersi ai centri superiori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 la nostra coscienza ordinaria non ha la rapidit\u00e0 sufficiente; \u00e8 quel che bisogna vedere. E questo vedere, che non \u00e8 appannaggio della nostra coscienza ordinaria, Husserl lo presenta come \u201cuna riduzione fenomenologica trascendente\u201d, una \u201cmessa tra parentesi\u201d, o \u201cmessa fuori circuito\u201d di tutti i nostri saperi, al fine di scoprire \u201cl\u2019accesso alla coscienza pura\u201d. Ritroviamo l\u00e0 il senso profondo dell\u2019unione, che si opera con la cessazione della frammentazione mentale, o, secondo altre traduzioni, con l\u2019inibizione delle modificazioni della mente. Il metodo anti-metodo scoperto da Husserl non \u00e8 nuovo! Ma in quanto \u201cnuova scienza\u201d pu\u00f2 portare a un vero cambiamento creativo in seno alle Scienze Cognitive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le prime esperienze realizzate da Benjamin Libet, mostrarono l\u2019incoscienza  della nostra attivit\u00e0 volontaria e le differenti velocit\u00e0 delle nostre  funzioni mentali, emozionali e motorie. 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