{"id":607,"date":"2010-09-25T01:53:39","date_gmt":"2010-09-25T01:53:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=607"},"modified":"2016-04-03T23:05:46","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:46","slug":"tutto-si-svela-di-jean-bouchard-dorval","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/tutto-si-svela-di-jean-bouchard-dorval\/","title":{"rendered":"Tutto si svela  di Jean Bouchard D\u2019Orval"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 82 \u2013 Traduzione della Dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p>3me Mill.: Nella nostra vita quotidiana \u00e8 molto questione di energia, e quella questione si pone spesso in termini di mancanza. Da dove viene quella mancanza d\u2019energia? Come porvi rimedio?<\/p>\n<p>J. B. \u00a0Quando si dice che si manca d\u2019energia, non \u00e8 veramente che se ne manca, ma piuttosto che non la si sente pi\u00f9. L\u2019energia \u00e8 sempre l\u00ec. In se stessa non \u00e8 in quantit\u00e0 limitata. Ma nei nostri sistemi nervosi individuali, esiste una certa limitazione. La sensazione di mancanza d\u2019energia viene dalle fughe! Basta vedere la quantit\u00e0 d\u2019energia colossale spesa in una sola giornata per salvaguardare ci\u00f2 che non siamo: ogni nostra storia, le nostre formazioni mentali. Passiamo molto tempo e spendiamo molta energia a salvaguardare qualcosa che lasceremo andare alla sera!<\/p>\n<p>Bisogna guardare il disordine, il caos che mettiamo nel cervello, e lavoriamo molto per mettervi quel caos. E di notte, il nostro cervello lavora molto per rimettervi un po\u2019 d\u2019ordine. E\u2019 un doppio sperpero di energie. Costruiamo e distruggiamo continuamente. E\u2019 diventato abituale.<\/p>\n<p>Le persone si alzano al mattino e sentono mancanza d\u2019energia. Non \u00e8 normale. E\u2019 il segno di un modo di vivere dove non si vede ci\u00f2 che si fa. Se lo si vedesse, questo cambierebbe immediatamente. Viviamo di giorno come addormentati e non arriviamo a dormire la notte! E\u2019 il contrario di un processo naturale. Non si tratta tanto di cercare energia, ma piuttosto di vedere ad ogni istante come mi comporto per dilapidarla.<\/p>\n<p>3me Mill.: \u00a0Parlate del problema della confusione interiore, della lotta che si svolge in me sempre.<\/p>\n<p>J.B.\u00a0\u00a0 Succedono in me conflitti continuamente. Montagne di condizionamenti mi dicono: prenditi quell\u2019oggetto. Altre montagne di condizionamenti mi dicono: \u201cnon prenderlo\u201d.<\/p>\n<p>Le persone che si mettono nelle vie spirituali sembrano essere ancora pi\u00f9 in conflitto che nella via mondana abituale, prese tra due blocchi di conflitti. E aspettiamo la libert\u00e0 dalla collisione tra due masse continentali, tra due ghiacciai, ma questo non \u00e8 possibile. Tutto quello non \u00e8 che condizionamento, memoria. L\u00ec non c\u2019\u00e8 da aspettarsi nulla di nuovo. La libert\u00e0, e anche l\u2019energia, non possono venire da un cammino nel tempo, da un cammino personale, volontario. La libert\u00e0 non \u00e8 nel tempo.<\/p>\n<p>3me Mill.:\u00a0 Se le persone avviate a un percorso di conoscenza di s\u00e9 sembrano essere pi\u00f9 in conflitto degli altri, forse \u00e8 dovuto al fatto che i loro conflitti interiori con il loro percorso diventano pi\u00f9 evidenti?<\/p>\n<p>J.B.\u00a0\u00a0 E\u2019 uno dei primi sintomi che si manifestano quando si \u00e8 stati toccati, scossi da un istante nelle braccia del silenzio, della libert\u00e0. Poi si guarda la propria vita e si vedono molti elementi che non sono stati chiariti da quell\u2019istante. Ci si mette allora in cammino coscientemente e, paradossalmente, si ha l\u2019impressione di regredire, di soffrire pi\u00f9 di prima, che il dolore sia pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, non si fa che sentire di pi\u00f9 il dolore che gi\u00e0 c\u2019era, perch\u00e9 la nostra sensibilit\u00e0 si fa pi\u00f9 raffinata.<\/p>\n<p>Si sente\u00a0 ci\u00f2 che si sta facendo o vivendo. Sulla superficie di un lago la cui acqua \u00e8 chiara, il pi\u00f9 piccolo sasso avr\u00e0 un effetto visibile. Al contrario, se l\u2019acqua \u00e8 molto torbida, un sasso non far\u00e0 molta differenza. Quando vediamo il nostro modo di vivere, qualcosa comincia a depositarsi in s\u00e9. Si opera naturalmente una chiarezza, e vediamo fino a qual punto sia doloroso.<\/p>\n<p>Come ho fatto a vivere cos\u00ec? Ma questo non cambia dall\u2019oggi al domani, perch\u00e9 \u00e8 enorme la forza dell\u2019abitudine.<\/p>\n<p>Il fatto di vedere una volta, o dieci volte, non basta, perch\u00e9 il cielo si rannuvola e si chiude subito. Non c\u2019\u00e8 abbastanza energia per fare esplodere tutto, per bruciare i residui della memoria. Bisogna dunque ritornare continuamente a quella presa di coscienza.<\/p>\n<p>3me Mill.:\u00a0 Questo vuol dire anche che si tratta di ricordarsi, non con la memoria, ma piuttosto con un movimento interiore, d\u2019energia, che d\u2019altronde non \u00e8 personale, che risponde\u00a0 a una domanda pi\u00f9 intima?<\/p>\n<p>J.B. E\u2019 sempre l\u2019energia che ci spinge. Essa non \u00e8 mai personale, ma cominciamo a rendercene conto. Quando vivevamo una vita cosiddetta personale, questa energia era gi\u00e0 impersonale, ma non ne avevamo coscienza. Era sempre la stessa energia. Che cos\u2019\u00e8 l\u2019energia alla fine? E\u2019 ci\u00f2 che mi spinge a fare una domanda, a cercare risposta o a darla, a immaginare\u00a0 un\u2019immagine, a constatare che \u00e8 un\u2019immagine e smantellarla. E\u2019 quello che mi resta quando tutte le immagini sono smantellate, \u00e8 questa l\u2019energia. Ma questa volta, niente viene a ricoprirla. E\u2019 senza immagine.<\/p>\n<p>3me Mill.:\u00a0\u00a0 Non c\u2019\u00e8 quindi niente da fare salvo guardare la situazione in termini di\u00a0 pensieri, emozioni, sensazioni, e cos\u00ec di confusione tra tutti questi elementi della nostra vita?<\/p>\n<p>J.B.\u00a0\u00a0 Ogni volta che decido qualcosa, che ho l\u2019impressione, che mi faccio credere che decido qualcosa, che mi lancio in un percorso volontario, interventista, ogni volta che decido di intervenire nella mia vita per modificare il corso degli avvenimenti, mi fuorvio, mi allontano sempre pi\u00f9 ogni volta.<\/p>\n<p>Che cosa posso volere se non il contenuto della mia memoria? Come farei per\u00a0 volere qualche cosa che non \u00e8 gi\u00e0 nella memoria? Immagini, e ancora immagini; tracce lasciate dalle esperienze passate sotto forma di impressioni.<\/p>\n<p>Quando mi lancio in un percorso deliberato, voglio ricreare il passato.<\/p>\n<p>E perch\u00e9? Perch\u00e9 \u00e8 rassicurante, protegge la mia costruzione.<\/p>\n<p>E\u2019 un riflesso di sopravvivenza. Ogni percorso volontario, compreso quello spirituale, \u00e8 un percorso di sopravvivenza. Si tratta spesso di usare nuove tattiche per non sentire pi\u00f9 ci\u00f2 che si sente nella propria vita. Non si tratta di smettere le pratiche, non \u00e8 questo in gioco. Al contrario questo sarebbe interventismo, l\u2019idea di poter arrivare ad uno scopo. Questa idea cade a un dato momento e rimane la pratica nella sua purezza. L\u2019azione, l\u2019energia non sono pi\u00f9 rivendicate in nome di un\u2019immagine. L\u2019energia stessa allora \u00e8 completamente liberata.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 un cammino spirituale \u00e8 lungo, quando basta un solo istante? Perch\u00e9 ad ogni tappa, rivendico, mi approprio della pratica. Quel meccanismo egoico in noi \u00e8 molto forte. Dispone di tutte le risorse intellettuali e le usa abbondantemente per la sua sopravvivenza. Quel meccanismo \u00e8 cos\u00ec forte che si \u00e8\u00a0 nella situazione in cui si mette la testa sott\u2019acqua. In capo a un minuto, la forza che ce la fa ritirare \u00e8 enorme. E\u2019 la stessa intensit\u00e0 che \u00e8 presente nel meccanismo egoico, che ci fa pretendere una via personale. C\u2019\u00e8 una tensione continua, ed \u00e8 quella tensione che fa s\u00ec che l\u2019energia sia quasi totalmente perduta.<\/p>\n<p>Ma a un certo momento, tutto diventa chiaro. In quel momento di chiarezza tutto pu\u00f2 aprirsi.<\/p>\n<p>Una sola cosa allora funziona: la grazia, l\u2019evidenza di ci\u00f2 che non sono.<\/p>\n<p>Quando una cosa \u00e8 evidente, non c\u2019\u00e8 alcun bisogno di un professore, di un maestro, di un libro per un consiglio. La via \u00e8 azione, diretta.<\/p>\n<p>Il pensiero ha sempre la sua parola, ma sul piano funzionale. Quando ci s\u2019innamora, non si ha bisogno d\u2019altro. L\u2019energia \u00e8 l\u00ec in abbondanza.<\/p>\n<p>Stentavate a trascinarvi fuori dal letto al mattino e improvvisamente, una bella sera, fate un incontro meraviglioso. L\u2019indomani mattina siete un sole, una stella. Ma dov\u2019era prima questa energia? Era prigioniera d\u2019una immagine di s\u00e9, di quella restrizione che \u00e8 un\u2019immagine. L\u2019incontro ha risvegliato un\u2019immagine atemporale. Perch\u00e9, che succede quando si \u00e8 sedotti da una persona, una tradizione, un paese? Siamo all\u2019ascolto, senza memoria. Abbiamo la capacit\u00e0 di essere meravigliati: \u00e8 la prima volta. La prima volta che si \u00e8 sedotti. La seconda volta non lo si \u00e8 pi\u00f9: ci si ricorda. La difficolt\u00e0 \u00e8 che non \u00e8 quasi mai pi\u00f9 la prima volta. Applichiamo questo stesso meccanismo alla ricerca spirituale. E\u2019 la quinta volta che medito, la decima volta, sono vent\u2019anni che medito\u2026 Allora sono diventato un meditatore, un esperto, un saggio. Ci vuole allora qualcosa di enorme per scuotermi, un grande colpo.<\/p>\n<p>3me Mill.\u00a0\u00a0 La ricerca spirituale richiede l\u2019osservazione. Questa ha diverse velocit\u00e0, diverse energie? Se si propone a qualcuno di osservarsi durante la vita quotidiana, lo fa dapprima con la testa. La qualit\u00e0 d\u2019osservazione di cui testimoniate \u00e8 altra da quella osservazione della testa, duale?<\/p>\n<p>J.B.\u00a0\u00a0 Lo sguardo che osserva \u00e8 senza direzione. Si tratta di un\u2019attenzione non direzionale.<\/p>\n<p>Non si osserva nell\u2019intento di migliorarsi, perch\u00e9 se no \u00e8 falso in partenza, come guardare un paesaggio con le lenti colorate.<\/p>\n<p>Si tratta di una attenzione senza scelta. Questo sguardo non \u00e8 personale. La frase scritta sul tempio de Delfi \u201cconosci te stesso\u201d, non punta verso l\u2019analisi, il confronto. Vedere ci\u00f2 che \u00e8 vivente. Chi \u00e8 che \u00e8 l\u00ec? Sempre l\u00ec? Se poniamo la seguente domanda a una persona. Qual \u00e8 l\u2019elemento comune a tutti gli avvenimenti della tua vita, belli e brutti? Vedr\u00e0 che \u00e8 essa stessa.<\/p>\n<p>Ero l\u00e0 per sapere\u00a0 che ero felice o infelice, che ero alla ricerca.<\/p>\n<p>Non possiamo metterci in cerca\u00a0 di quella cosa, che non \u00e8 n\u00e9 apparsa n\u00e9 scomparsa.<\/p>\n<p>Sarebbe un percorso, un\u2019attenzione orientata. Tutto ci\u00f2 che si pu\u00f2 fare \u00e8 guardare come si guarda. Guardarmi reagire, guardarmi intervenire nel mio sguardo. Vedere che mi volto sempre verso la mia memoria. Essere attento. \u00c8 subito vedere come sono disattento. E\u2019 tutto quello che c\u2019\u00e8 da fare. Il resto non \u00e8 nelle nostre mani. Non posso fare altro che vedere il modo da cui distolgo l\u2019attenzione.<\/p>\n<p>Si domandava\u00a0 a Jean Sebastian Bach come faceva a comporre la sua musica e rispondeva che non era tanto questione di comporre la musica, quanto di non guastarla alzandosi la mattina: \u201c\u00e8 Dio che\u00a0 compone e io scrivo il dettato\u201d. Come persona Bach non c&#8217;\u00e8, \u00e8 al servizio della musica. Per noi si tratta di diventare un buon vivente come Bach era un buon musicista.<\/p>\n<p>Un buon vivente sente la vita, egli \u00e8 un servitore della vita. Il miglior modo di vivere \u00e8 servire. E\u2019 ci\u00f2 che si produce naturalmente quando si smette di credere di essere ci\u00f2 che non si \u00e8. Finch\u00e9 ci prendiamo per un\u2019immagine, siamo in un\u2019enorme miseria e non possiamo fare altro che approdare ogni mattina nella nostra giornata volendo riempirsi, servirsi. Allora il mondo intero \u00e8 fatto di pedoni sulla nostra scacchiera, compresi i nostri familiari ai quali diciamo pi\u00f9 volte al giorno di amare. Non si pu\u00f2 che cercare di utilizzare tutto\u00a0 in quella situazione. Ma improvvisamente, si vede il meccanismo, e quella rivelazione \u00e8 molto fertile. Quando Ges\u00f9 \u00e8 morto, un delle ultime frasi fu: \u201cNon sanno quello che fanno\u201d. Parlava di noi, degli umani. Noi non sappiamo quello che facciamo. Non vediamo e ci adoperiamo per non vedere. Il nostro meccanismo egoico fa di tutto per distorcere lo sguardo.<\/p>\n<p>3me Mill.:\u00a0 Voi dite: \u201cessere attenti alla propria disattenzione\u201d. Il dormiente comincia a dare uno sguardo al suo sonno, ma \u00e8 sgradevole. La nostra sofferenza diventa palese. Che fare di questa sofferenza?<\/p>\n<p>J.B.\u00a0\u00a0 Ogni sofferenza \u00e8 rivolta verso la gioia. Se non ci fosse la gioia, non potremmo soffrire. Ho il presentimento molto profondo della gioia. Noi abbiamo tutto questo.\u00a0 Al tempo stesso mi vedo come qualcosa che non lo vive. L\u2019incontro dei due \u00e8 intollerabile. E\u2019 quella la sofferenza. Ogni disturbo, anche piccolo, \u00e8 un sintomo, un segnale d\u2019allarme\u2026<\/p>\n<p>Quando gli esseri umani soffrono, si rimettono in questione.<\/p>\n<p>Cominciano a ascoltare, a diventare umili, per la prima volta. Ma se hanno la disgrazia che le cose si aggiustano, allora si rimettono a dormire!<\/p>\n<p>Ma dopo essere passati pi\u00f9 volte per lo stesso ciclo emozionale, questo non \u00e8 pi\u00f9 possibile. E\u2019 troppo, ci cadono le braccia. E\u2019 il momento in cui la grazia comincia a entrare nella nostra vita, nel \u201cio non so\u201d. Pu\u00f2 accadere qualcosa di nuovo. Improvvisamente si prende coscienza che si dormiva. Si comincia a vivere per la prima volta. E vivere \u00e8 sentire. Si vede dunque che non si sentiva. Cos\u00ec, prima o poi, il modo in cui si vive porta alla sofferenza. E\u2019 una grazia, non per il dolore in s\u00e9, ma per l\u2019apertura che porta. La sofferenza non \u00e8 necessaria, ma quando dormiamo molto profondamente, lo diventa. Se siamo un po\u2019 sensibili, bastano piccole prove. Se si \u00e8 molto insensibili, saranno necessarie grandi prove per risvegliarci.<\/p>\n<p>3me Mill.:\u00a0 Uno shock, o degli shock sono dunque necessari. Nello stesso tempo, quando soffriamo, la prima reazione \u00e8 rifiutare, lottare. Quella reazione condizionata scatta alla velocit\u00e0 di un lampo. Non si vede.<\/p>\n<p>J.B.\u00a0\u00a0 E\u2019 la paura della morte. Il desiderio di sopravvivenza. Ma quando non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 uscita, quando pi\u00f9 nessuno pu\u00f2 consolare, n\u00e9 i genitori, n\u00e9 il marito o la moglie, n\u00e9 i figli o il cane, o la musica, le persone spesso si tolgono la vita. Paradossalmente, \u00e8 ancora un meccanismo di sopravvivenza, l\u2019ultima tattica per sopravvivere. L\u2019immagine che essi hanno di se stessi \u00e8 troppo minacciata, allora mettono fine alla storia. Ma \u00e8 ancora un riflesso egoico.<\/p>\n<p>La sola risposta nuova, il solo avvenimento nuovo che possa accadere \u00e8 il momento in cui vediamo il nostro modo di vivere, dove noi improvvisamente siamo l\u00ec. La rivelazione \u00e8 istantanea. Quando qualcuno fa una buona battuta, c\u2019\u00e8 il clic, e non si ride al 20% o al 50%. La risata esplode. Quando si realizza il modo in cui si vive, qualcosa esplode immediatamente. Non \u00e8 progressivo. Ci\u00f2 che \u00e8 progressivo \u00e8 il modo in cui quella rivelazione si attualizza, si espande, nei diversi elementi della vita. Le memorie sono lunghe da bruciare, ma l\u2019irruzione della luce non \u00e8 progressiva e non pu\u00f2 nemmeno essere provocata. Le mie azioni non portano alla chiarezza nella mia vita.<\/p>\n<p>E\u2019 la chiarezza che illumina le mie azioni, porta a un cambiamento, senza nessun bisogno di disciplina o di sforzo. Non c\u2019\u00e8 che l\u2019evidenza che funziona. Se ho ancora bisogno di sforzi, allora devo guardare come sono ancora preso da certe cose.<\/p>\n<p>3me Mill.:\u00a0\u00a0 Parlavate di essere l\u00ec. Essere l\u00ec, \u00e8 un sentimento, una sensazione. Quale ruolo gioca il corpo in questo?<\/p>\n<p>J.B.\u00a0\u00a0\u00a0 Il corpo ha\u00a0 questo di meraviglioso, che \u00e8 straordinario. Lui non racconta storie. \u00c8 il mezzo privilegiato. Come si fa per sentire la tristezza? Con il corpo. Continuamente ritornare al corpo, a ci\u00f2 che \u00e8 di base, vero. Questo permette di vedere il lato fallace delle nostre costruzioni mentali. Dire: \u201cho male a un ginocchio\u201d \u00e8 un\u2019immagine. Come si fa per saperlo? E\u2019 tattile. Il resto \u00e8 della memoria che dice: \u201c\u00e8 il mio ginocchio\u201d. Perch\u00e9 soffro quando \u00e8 quel ginocchio? Perch\u00e9 \u00e8 il mio. Costruisco una storia attorno a me, al mio ginocchio. All\u2019inizio, non si tratta che di una sensazione tattile, ma poi entro nella storia e soffro.<\/p>\n<p>E\u2019 cos\u00ec che si confonde dolore e sofferenza.<\/p>\n<p>Ritornare alla sensazione, \u00e8 rendere la nostra vita pi\u00f9 sana, renderle la salute. Nello stesso tempo, se dico di sentire il corpo, vedo che ho un\u2019immagine del corpo. Ma sentire il corpo \u00e8 sentire tout court. A un certo momento, sentendo il corpo, si sente che i limiti si spezzano. Il corpo diventa la stanza, la casa,\u00a0 diventa senza limiti. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 localizzazione. Andiamo a vedere ci\u00f2 che \u00e8 il corpo e vedremo che le nostre immagini non tengono. Sentire \u00e8 ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 potente. L\u2019attenzione fa esplodere tutte le nostre storie. Ma c\u2019\u00e8 sempre quel riflesso egoico, ed \u00e8 per quello che dal momento che lo si sente troppo, si ha tendenza a rifugiarsi di nuovo nei propri concetti, nelle proprie immagini.<\/p>\n<p>3me Mill.:\u00a0\u00a0 Si, c\u2019\u00e8 una resistenza incredibile a sentire il corpo. Preferisco vivere la mia vita in uno stato meccanico, non sentito.<\/p>\n<p>J.B.\u00a0\u00a0 Non si arretra davanti ad alcuna bassezza per sopravvivere un minuto di pi\u00f9, per avere ancora una vita personale. E\u2019 il riflesso pi\u00f9 forte. E\u2019 l\u2019attaccamento alla vita. E noi siamo la vita. Sappiamo intimamente che non possiamo morire e nello stesso tempo ci prendiamo per qualcosa che, con ogni evidenza, sar\u00e0 smantellato. L\u2019incontro dei due nel mio cervello \u00e8 intollerabile. C\u2019\u00e8 una sorta di rivolta. Morire? No, non \u00e8 possibile. E il presentimento di essere atemporali \u00e8 in noi. Non siamo nati, non moriremo. L\u2019universo stesso \u00e8 atemporale; \u00e8 l\u00ec dall\u2019eternit\u00e0. Quando comperate un romanzo, \u00e8 tutto nelle vostre mani. Ma quando cominciate a leggerlo, il tempo comincia. Siamo tutti tuffati nelle pagine del libro e ci dispiace\u00a0 della fine. Nessuna delle nostre inquietudini \u00e8 fondata, ma si pu\u00f2 soffrire orribilmente di qualcosa di irreale. Ritornare alla sensazione permette di essere l\u00ec, presente. Se sono l\u00ec, ci\u00f2 che \u00e8 nascosto, si svela. Se non sono l\u00ec, nessuno lo sar\u00e0 al mio posto.<\/p>\n<p>3me Mill.\u00a0 Parlate di ci\u00f2 che \u00e8 nascosto, i nodi emozionali. Sul piano dell\u2019energia, c\u2019\u00e8 come una trasformazione dell\u2019energia nel momento in cui il nodo si scioglie. Che succede a quell\u2019energia?<\/p>\n<p>J.B.\u00a0\u00a0 Fondamentalmente, niente. Ma \u00e8 come se l\u2019energia, durante migliaia di anni fosse costretta in un turbine o qualcosa che dice: esisto in quanto persona. A un certo momento quel turbine scompare. Non va da nessuna parte. Quando si soffia sulla fiamma e si spegne, dov\u2019\u00e8 andata? Da nessuna parte. Non capita niente all\u2019energia. Era una bella storia. L\u2019energia \u00e8 energia.<\/p>\n<p>3me Mill.: \u00a0Per\u00f2 posso sentire situazioni di sofferenza, di tristezza, e se permetto alla tristezza di vivere dandole spaziosi trasforma su un piano energetico.<\/p>\n<p>J.B.\u00a0\u00a0 Per l\u2019energia in s\u00e9, non succede niente, ma il sistema nervoso \u00e8 ancora l\u00ec. Sento un\u2019abbondanza di energia perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 spesa in conflitti interminabili, resistenze, calcoli, lamenti, esitazioni. Ci\u00f2 che devo o non devo fare non si pone pi\u00f9. L\u2019energia parte dritta come una freccia, e il pensiero interviene in modo funzionale. Ma \u00e8 tutto. Un essere umano liberato vive in modo diretto gli avvenimenti della vita. Quando cessa la dilapidazione, l\u2019energia scorre come un torrente e questa energia rende disponibili ad ascoltare e servire chi ci circonda.<\/p>\n<p>3me Mill.:\u00a0 Questa situazione di chiarezza interiore, apertura dello sguardo, \u00e8 sconosciuta all\u2019uomo ordinario.<\/p>\n<p>J.B.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E\u2019 poco conosciuta, ma \u00e8 normale.\u00a0 Si fa un gran parlare dei risvegliati, ma sono delle persone normali. Siamo noi gli anormali.<\/p>\n<p>Le persone\u00a0 rinchiuse negli ospedali psichiatrici non sono diverse da noi, la loro follia ha pi\u00f9 ampiezza della nostra, ma segue lo stesso meccanismo.<\/p>\n<p>Noi viviamo in modo irreale, e quando il meccanismo \u00e8 palesato attraverso la grazia della vita, si scioglie. E\u2019 quello il vero abbandono.<\/p>\n<p>Quando il gioco delle energie ha provocato quello sciogliersi, cosa resta? Tutto ci\u00f2 che era celato, si \u00e8 rivelato ed \u00e8 la vita normale che appare, la vita senza intermediari. Un torrente scorre attraverso il corpo, il sistema nervoso, in modo irrefrenabile. Tutto ci\u00f2 che era restrizione, tutti i cammini nei quali l\u2019energia si dilapidava, saltano. Tutto ci\u00f2 che era contratto, si dilata. E\u2019 lo svelarsi, in ogni senso della parola. E\u2019 la liberazione della generosit\u00e0 naturale. Tutto questo richiede di essere attenti, di guardare ci\u00f2 che \u00e8 l\u00ec con intensit\u00e0, con uno sguardo persistente, e tutto si svela.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le persone si alzano al mattino e sentono mancanza d\u2019energia. Non \u00e8 normale. E\u2019 il segno di un modo di vivere dove non si vede ci\u00f2 che si fa. Se lo si vedesse, questo cambierebbe immediatamente. Viviamo di giorno come addormentati e non arriviamo a dormire la notte! E\u2019 il contrario di un processo naturale. Non si tratta tanto di cercare energia, ma piuttosto di vedere ad ogni istante come mi comporto per dilapidarla.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[177],"class_list":["post-607","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-bouchart-d-orval-jean","tag-energia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/607","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=607"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/607\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=607"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=607"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=607"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}