{"id":62,"date":"2010-09-06T08:31:36","date_gmt":"2010-09-06T08:31:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=62"},"modified":"2016-04-03T23:06:34","modified_gmt":"2016-04-03T23:06:34","slug":"sofferenza-reale-e-sofferenza-immaginaria-un-approccio-della-sofferenza-volontaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/sofferenza-reale-e-sofferenza-immaginaria-un-approccio-della-sofferenza-volontaria\/","title":{"rendered":"Sofferenza reale e sofferenza immaginaria: un approccio della \u201cSofferenza volontaria\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 70<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019insegnamento di G.I. Gurdjief, riportato da Ouspensky, presenta un \u201csistema\u201d detto della<a href=\"http:\/\/www.gurdjieff-ouspensky-centers.org\/it\/\"> \u201cQuarta via\u201d<\/a>, che, alla luce di un approccio vissuto dall\u2019osservazione di s\u00e9, sviluppa delle idee nuove sull\u2019uomo e la sua possibile evoluzione. La \u201csofferenza volontaria o cosciente\u201d \u00e8 l\u2019esempio stesso di una di queste nozioni che solo un\u2019osservazione non duale (o oggettiva) dell\u2019esperienza umana permette di scoprire. Lavorare a un tale modo di osservazione implica, secondo le parole di Gurdjief, la \u201cnon espressione delle emozioni negative\u201d. Questo processo, raramente compreso, si basa su una fase di apprendimento al <em>ricordo di s\u00e9.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>D: Quando a volte si \u00e8 infelici o ci si sente \u201cnegativi\u201d, si \u00e8 portati a problemi reali. Poich\u00e9 ci \u00e8 stato detto di non esprimere le nostre \u201cemozioni negative\u201d, non riesco a far concordare questo stato con il <em>sistema<\/em>. <\/strong><\/p>\n<p><strong>R: Voi mescolate la nozione di sofferenza e quella di \u201cemozione negativa\u201d. Non \u00e8 la stessa cosa. La sofferenza \u00e8 molto utile; potete ottenere molte cose con il solo mezzo della sofferenza. Diventa \u201cemozione negativa\u201d soltanto quando \u00e8 legata alla identificazione ed alla immaginazione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: Dite che l\u2019uomo deve abbandonare la sua sofferenza, ma anche deve soffrire per svilupparsi. Come possono essere compatibili le due cose?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R: In circostanze diverse. In giorni diversi e momenti diversi. Non sono due principi contraddittori. C\u2019\u00e8 molta sofferenza inutile che non si vuole abbandonare. E c\u2019\u00e8 una sofferenza inevitabile e necessaria che si deve accettare, se si vuole ottenere qualcosa.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nella \u201cQuarta via\u201d si devono sacrificare tutte le cose inutili, ma non in un colpo solo: le false teorie, il pettegolezzo, la sofferenza immaginaria. La sofferenza immaginaria \u00e8 l\u2019ostacolo principale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: Allora la sofferenza non esiste?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R: Solo una parte \u00e8 reale. Ma noi l\u2019amplifichiamo con l\u2019immaginazione; la sofferenza reale esiste, ma \u00e8 limitata per molte cose, per il tempo, per esempio. Ma mentre pu\u00f2 arrestare o limitare la sofferenza immaginaria, la sofferenza reale, se ha una causa, pu\u00f2 essere necessaria: pu\u00f2 portare alla conoscenza. La sofferenza immaginaria toglie la conoscenza. La morte di un amico o pene del genere sono una sofferenza reale, ma se vi identificate con essa pu\u00f2 generare un\u2019emozione negativa. Dopo tutto la sofferenza occupa una molto piccola parte della nostra vita, mentre le emozioni negative ne occupano la totalit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: Il dolore \u00e8 un\u2019emozione negativa?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R: Il dolore legato alla sofferenza non \u00e8 un\u2019emozione negativa, ma quando entrano in gioco l\u2019identificazione e l\u2019immaginazione, diventa un\u2019emozione negativa.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: E\u2019 stato detto, o almeno sottinteso, che l\u2019uomo ama la sua sofferenza. E\u2019 rigorosamente vero?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R: Voi non comprendete affatto il significato di questa affermazione. Se riflettete pi\u00f9 profondamente, voi vedrete che ciascuno sente un certo tipo di sofferenza, che si pu\u00f2 chiamare la commiserazione di s\u00e9. Non si abbandona mai questa autocommiserazione; \u00e8 il bene pi\u00f9 prezioso dell\u2019uomo, l\u2019ha sempre con s\u00e9 e ne tiene sempre il posto migliore; non tenter\u00e0\u00a0 n\u00e9 decider\u00e0 mai a livello mentale di fare uno sforzo per sbarazzarsi del suo compatimento di se stesso. Ciascuno di noi possiede una o due emozioni negative alle quali \u00e8 particolarmente attaccato. Non ci si dice \u201camo questa emozione negativa\u201d, ma si vive in lei, si \u00e8 totalmente assorbiti da essa e tutto \u00e8 colorato da questa emozione negativa e cos\u00ec non la si sacrificher\u00e0. Per molte persone sacrificare la loro emozione negativa principale vorrebbe dire sacrificare l\u2019insieme della loro vita.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: Dal momento che l\u2019uomo ha smesso di credere che le sue sofferenze sono la punizione che Dio gli infligge, non ha vergogna o risentimento verso di loro?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R: Si, si direbbe, ma in effetti, egli non le abbandona. Quando decide di abbandonarle, ne diventa libero Questo sembrerebbe semplice, ma nella pratica vede che non lo pu\u00f2 fare, perch\u00e9 queste sofferenze sono diventate un\u2019abitudine; di conseguenza, bench\u00e9 lo decida con la mente, continua sempre a sentire la stessa cosa. Per\u00f2 per sbarazzarsi della sofferenza inutile, la prima tappa consiste nel decidere di sbarazzarsene a livello mentale. Quando un uomo prende questa decisione, dopo un certo tempo, l\u2019abbandona; ma fino a che la sua mente \u00e8 ipnotizzata da questa sofferenza, non far\u00e0 alcuno sforzo per questo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: Se l\u2019abbandona cosa ricever\u00e0 in cambio?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R: Avra\u2019 in cambio l\u2019assenza di sofferenza; ed \u00e8 per questo che non vuole abbandonarla.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: Che metodo si pu\u00f2 applicare per sacrificare la propria sofferenza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>R: Ci sono diversi tipi di sofferenza. Talvolta vedere che la sofferenza appartiene alla nostra parte immaginaria pu\u00f2 essere un mezzo efficace per farla sparire. Distinguere il reale dall\u2019immaginario \u00e8 molto utile. L\u2019idea generale \u00e8 che non potete ottenere qualcosa senza contropartita, dovete sacrificare qualcosa. Ma cosa sacrificare? Una persona non vuole sacrificare una cosa, un\u2019altra persona un\u2019altra cosa. La risposta, \u00e8 la seguente: sacrificate la vostra sofferenza, le emozioni negative, l\u2019immaginazione negativa, tutto questo. \u00c8 un ottimo sacrificio, solamente \u00e8 molto difficile,\u00a0 perch\u00e9 si \u00e8 pronti a sacrificare un piacere qualunque, ma non la sofferenza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: Come farlo? Ci si rifiuta di pensare che si soffre?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R: Rifiutate d\u2019accettare la vostra sofferenza e cos\u00ec di arrestarla. E\u2019 molto semplice. Supponente di essere in conflitto con qualcuno che vi ha fatto del male o che vi ha offeso. Provate a rinunciare a questo conflitto e vedrete a qual punto ci siete veramente attaccati. E\u2019 davvero un sentimento molto piacevole quando ci si dice: \u201cNon posso farci niente. Nessuno ne ha colpa.\u201d Ma alla gente non piace questo, perch\u00e9 allora sente un vuoto.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: Immagino che la ricompensa di ogni sviluppo \u00e8 della sofferenza perch\u00e9 la conoscenza porta la sofferenza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>R: Non penso che questo si svolga obbligatoriamente cos\u00ec. E\u2019 vero che lo sviluppo implica un aumento della sofferenza per un certo periodo, ma non potete considerarla come uno scopo, o il necessario risultato. Per se stessa, la sofferenza non pu\u00f2 portare niente, ma se nello stesso tempo <span style=\"text-decoration: underline;\">ci si ricorda di se stessi<\/span>, pu\u00f2 diventare una grandissima forza. Se la sofferenza non esistesse, sarebbe necessario inventarla, perch\u00e9 senza di lei non si potrebbe giungere ad <span style=\"text-decoration: underline;\">un ricordo di s\u00e9<\/span> corretto. Ma la gente tenta di sfuggire alla sofferenza, di sfuggirla o di identificarsi in essa e, in questo modo, distrugge l\u2019arma pi\u00f9 forte che possiede.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: Qual \u00e8 l\u2019utilit\u00e0 della sofferenza?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R: A meno che non ci sbarazziamo della sofferenza inutile, non possiamo servirci di quella che \u00e8 utile. La maggior parte della sofferenza \u00e8 totalmente inutile, e noi ne abbiamo persino troppa. Dovete imparare a distinguere la sofferenza inutile. La prima condizione per essere liberi \u00e8 riconoscerla per quello che \u00e8.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: Direste che la sofferenza \u00e8, in un certo modo, essenziale, per arrivare ad un cambiamento di livello d\u2019essere?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R: Certamente, ma questo dipende da quello che voi intendete per sofferenza. Noi non otteniamo niente attraverso il piacere: con il piacere non possiamo che conoscere la sofferenza. Ogni sforzo \u00e8 sofferenza. Ogni presa di coscienza \u00e8 sofferenza, e noi facciamo molte osservazioni spiacevoli su noi stessi ed anche su altre cose, e ci sono numerose forme di sofferenza. Come ho gi\u00e0 detto, certe sofferenze non sono necessarie. Dobbiamo imparare a non identificarci con questo genere di sofferenze. Invece altri tipi di sofferenze sono utili. La sofferenza inutile \u00e8 l\u2019ostacolo maggiore nel nostro cammino. A volte succede che le persone non possono lavorare, per paura di soffrire. Nella maggior parte dei casi, si tratta di una paura della sofferenza immaginaria. Abbiamo molta immaginazione e, a volte, lasciar cadere certi tipi d\u2019immaginazione sembra difficile.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: La sofferenza, al di fuori del dolore fisico, \u00e8 possibile senza la falsa personalit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R: Certamente, ma non dura tanto. Quando la falsa personalit\u00e0 comincia ad amarla, questo diventa pericoloso. La maggior parte della nostra sofferenza viene dall\u2019identificazione e, se l\u2019identificazione scompare, scompare anche la sofferenza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: Non capisco come un\u2019emozione positiva possa nascere dal dolore; sebbene certi visionari raggiungano delle vette attraverso la sofferenza fisica.<\/strong><\/p>\n<p><strong>R: E\u2019 senz\u2019altro possibile, attraverso la sofferenza fisica e mentale, con la trasformazione. In teoria, ogni sofferenza si pu\u00f2 trasformare in emozione positiva, ma <span style=\"text-decoration: underline;\">solo se \u00e8 trasformata.<\/span> Ma tali definizioni sono pericolose, perch\u00e9 qualcuno l\u2019 interpreta nel senso che essa si trasforma <span style=\"text-decoration: underline;\">da sola<\/span> in emozione positiva. Questo \u00e8 completamene falso; ogni cosa deve essere trasformata con un sforzo di volont\u00e0 e con la conoscenza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: Una disgrazia pu\u00f2 aiutare un uomo a giungere ad uno stato di coscienza pi\u00f9 elevato?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R: Nessuno choc da solo pu\u00f2 aiutarci, perch\u00e9 ci sono molte cose che ci costringono al nostro stato presente. E\u2019 importante capire che sono necessarie migliaia di choc e per degli anni. Solo allora, le catene possono rompersi e l\u2019uomo pu\u00f2 liberarsi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: C\u2019\u00e8 una quantit\u00e0 definita di sofferenza che deve essere sopportata nel mondo?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R: Probabilmente perch\u00e9 allo scopo di un\u2019evoluzione possibile, ciascuno deve essere circondato di enormi possibilit\u00e0 di sofferenza. L\u2019evoluzione dipende dalla disposizione dell\u2019uomo; se accetta di soffrire e prova a non essere identificato con la su sofferenza. Pu\u00f2 essere che questa legge globale sia stata creata perch\u00e9 possa diventare pi\u00f9 forte, perch\u00e9 solo la sofferenza pu\u00f2 creare la forza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: E\u2019 bene per una persona soffrire per un\u2019altra?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R: Nessuno pu\u00f2 soffrire per un altro; se ho mal di denti, non diminuir\u00e0 se anche voi avete male.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: Avere detto che l\u2019Uomo \u00e8 un\u2019esperienza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>R: L\u2019Uomo \u00e8 fatto soprattutto per evolvere? E\u2019 un\u2019esperienza particolare fatta per lo sviluppo di s\u00e9. <span style=\"text-decoration: underline;\">Ogni <\/span>uomo \u00e8 un\u2019esperienza, non <span style=\"text-decoration: underline;\">tutti<\/span> gli uomini.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Traduzione di Luciana Scalabrini<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 70 \u00a0 L\u2019insegnamento di G.I. Gurdjief, riportato da Ouspensky, presenta un \u201csistema\u201d detto della \u201cQuarta via\u201d, che, alla luce di un approccio vissuto dall\u2019osservazione di s\u00e9, sviluppa delle idee nuove sull\u2019uomo e la sua possibile evoluzione. 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