{"id":644,"date":"2010-09-25T02:41:50","date_gmt":"2010-09-25T02:41:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=644"},"modified":"2016-04-03T23:05:40","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:40","slug":"il-processo-di-simbolizzazione-decadimento-e-redenzione-di-stephen-jourdain","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/il-processo-di-simbolizzazione-decadimento-e-redenzione-di-stephen-jourdain\/","title":{"rendered":"Il processo di simbolizzazione: decadimento e redenzione di Stephen Jourdain"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 69 \u2013 Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi ci sbagliamo sulla natura della nostra mente. Le attribuiamo costantemente una pseudorealt\u00e0. Consideriamo, il che \u00e8 assolutamente irreale, che all\u2019interno della nostra mente tutto accade, come sulla terra, in un modo percettivo. E abbiamo sempre l\u2019impressione che la nostra mente o il nostro me, compreso il nostro essere pi\u00f9 intimo, funzioni come il nostro essere terrestre: che \u00e8 fatto per relazionarsi con esseri e cose. E\u2019 assolutamente falso!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nostro essere pi\u00f9 interiore non \u00e8 fatto per relazionarsi con esseri, cose e avvenimenti, \u00e8 concepito per relazionarsi, attraverso dei segni, con del senso. In altri termini, il nostro essere intimo non percepisce, legge. E ci sbagliamo se crediamo che il nostro me sia fatto per vedere, o percepire esseri e cose, mentre non ha mai avuto come sola relazione che il senso, attraverso la mediazione dei segni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nostro essere interiore \u00e8, infatti, eternamente in posizione di lettura. E la vita interiore abituale non \u00e8 che la degradazione di questa caratteristica della nostra mente. Dal momento in cui abbiamo l\u2019intuizione, (che dovrebbe mostrarci che ci relazioniamo con del senso con l\u2019intermediazione dei segni), comprendiamo molto bene che l\u2019atto fondamentale della mente \u00e8 un atto di lettura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I nostri sentimenti e le nostre emozioni sono delle specie di oggetti che ci fanno paura, come sulla terra bestie feroci potrebbero significare che siamo vulnerabili. Fisicamente siamo vulnerabili, si; ma interiormente, forse qualcosa pu\u00f2 attentare alla mia integrit\u00e0? No, mai segno e senso hanno potuto esercitare un effetto negativo su di un\u2019anima! L\u2019innocuit\u00e0 del segno e del senso \u00e8 assoluta e perci\u00f2, se cambiassimo l\u2019ottica che abbiamo sul nostro funzionamento interiore, comprenderemmo, in un lampo folgorante e straordinariamente rassicurante, che, nel mondo del segno e del senso, non possiamo essere feriti o attaccati. Ed esiste una pace squisita dovuta alla relazione propria della nostra mente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella caratteristica della mente vera, che si relaziona unicamente con segno e senso, e mai con cose, esseri o avvenimenti, non \u00e8 evidente, se consideriamo solo la superficie della mente. Questo appare quando ci inoltriamo nell\u2019interiorit\u00e0 profonda, vicino alla sorgente, dove questo diventa molto chiaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo questa prima approssimazione, possiamo ora osservare un fenomeno spirituale che generalmente \u00e8 del tutto ignorato, anche se ha qualche spunto in Sartre, che \u00e8 quello che ho trovato senza avere veramente cercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo, sono obbligato a fare qui\u00a0 un po\u2019 di pittura metafisica. C\u2019\u00e8 \u201cio sono cosciente\u201d: \u00e8 l\u2019assunto assoluto. E poi \u201cio sono cosciente\u201d genera un fenomeno esterno che \u00e8 \u201cio penso\u201d, considerato come un principio. E \u201cio penso\u201d\u00a0 genera la creazione o la sorgente delle cose, che \u00e8 l\u2019invenzione e la creazione dell\u2019Eden.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fermiamoci qui un momento, e poniamoci la domanda molto strana: come \u201c io penso\u201d? Come il nostro pensiero, alla sorgente,\u00a0 comunica a se stesso il proprio contenuto? O ancora, come il soggetto pensante comunica a se stesso la sua propria esistenza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSe ci fondiamo sulla nostra intuizione, non ci sbagliamo mai, ma questo richiede molto coraggio, perch\u00e9 le argomentazioni della nostra ragione sono impressionanti.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per una buona descrizione, c\u2019\u00e8 una risposta a questa domanda che, a mio parere, \u00e8 di una straordinaria importanza, per la buona ragione che ha una incidenza pratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come penso\u00a0 che comunichi con se stesso, trattandosi tanto del pensiero che dell\u2019esistenza di Io o del soggetto? Ebbene, straordinariamente, quella comunicazione non \u00e8 diretta, ma indiretta, e passa per una simbolizzazione. E\u2019 un fenomeno di un\u2019importanza inaudita, perch\u00e9 il fenomeno di simbolizzazione\u00a0 si va degradando e mostra il nostro decadimento spirituale. Ma, come succede concretamente? Perch\u00e9 sicuramente \u00e8 un fenomeno reale e concreto, pur essendo situato nelle profondit\u00e0 del nostro spirito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, molto stranamente, a monte di me stesso, il pensiero che produco accede al suo contenuto\u00a0 attraverso il simbolo. Si potrebbe pensare che, in un primo tempo, esso comunichi direttamente il suo contenuto, ma sembrerebbe che, perch\u00e9 questa conoscenza sia perfetta, sia obbligata a reiterarsi e dunque a produrre essa stessa un simbolo; cio\u00e8 ad autosimbolizzarsi per darsi legittimamente un contenuto. Ma ora la questione si pone concretamente: di quale simbolo si tratta? Ebbene, si tratta di un dispositivo simbolico, che sorge direttamente dall\u2019interiorit\u00e0, costituito da una immaginazione mentale profonda totalmente non cosciente, nello stato di vigilanza, ma sempre l\u00ec e che conosciamo come le nostre tasche, tranne che questo non ha mai incrociato i nostri pensieri, non \u00e8 mai stato nominato o battezzato, tanto che sfugge alla nostra coscienza di uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 dunque un linguaggio, ma anteriore al linguaggio umano. E\u2019 in ogni caso per quella immaginazione simbolica che il soggetto che noi siamo comunica a se stesso la sua esistenza. Infatti quel modo di funzionamento \u00e8 caratteristico dello stato d\u2019innocenza. E\u2019 un modo d\u2019essere che funziona molto bene, sebbene leggermente macchiato d\u2019imperfezione, che ha per principio che l\u2019accesso all\u2019essere non pu\u00f2 farsi che con la mediazione dei simboli, attraverso una sorta di lettura esistenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel modo d\u2019essere, lo ripeto, che non \u00e8 perfetto, vuole che la vita valga la pena di essere vissuta. \u00c8 lui che assicura all\u2019infanzia quella meraviglia e quel fascino che pu\u00f2 avere per gli adulti. Fa in modo che il nostro pensiero attinga il suo contenuto per via simbolica e che il me che siamo sia a contatto della propria esistenza ed esista autenticamente, sempre per via simbolica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella immaginazione mentale primordiale, sempre all\u2019opera al fondo di noi, \u00e8 perfettamente reperibile, ma la difficolt\u00e0 di reperire quella immaginazione, \u00e8 che essa \u00e8 non figurativa e che abbiamo difficolt\u00e0 a riconoscere una immagine mentale, quando non \u00e8 pi\u00f9 figurativa. Essa non ha bisogno d\u2019essere precisa, n\u00e9 di rappresentare qualcosa, perch\u00e9 si tratta di una scrittura che ha la sola funzione di essere letta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi, quando la meccanica di autosimbolizzazione si sar\u00e0 pervertita e sar\u00e0 stata mal affrontata, si metter\u00e0 in atto un dispositivo di tipo percettivo. In questa situazione che tutti conosciamo, quando la mente \u00e8 fatta per leggere o relazionarsi con segno e senso, tutt\u2019a un tratto si relaziona con esseri e cose. Cos\u00ec, non c\u2019\u00e8 nessuna differenza di natura o di struttura tra questa lettura e quella di un giornale o di una bandiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immaginiamo che la bandiera tedesca sia l\u00ec davanti a me; si tratta di un simbolo, ma, per una mancanza, non la vedo pi\u00f9 come simbolo. E non resta pi\u00f9 di quell\u2019oggetto che la sua materialit\u00e0, la tessitura del tessuto, come richiede la lettura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che succede in quel momento? Ho identificato mostruosamente le vaste aperture germaniche al tessuto della bandiera, alla sua trama. Non possiamo concepire follia pi\u00f9 grande che quell\u2019assassinio del senso: il senso che significa la bandiera \u00e8 scomparso nella materialit\u00e0 del segno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro esempio; scrivo Dio su un pezzo di carta, che \u00e8 un senso abbastanza nobile! Ma, a un tratto, divento pazzo e identifico il senso con i segni neri scritti sulla carta, tanto da non avere altro che\u00a0 segni fino a che continua\u00a0 nel segno per ridursi del tutto. Assistiamo l\u00ec a un duplice assassinio: quello del senso e quello del segno. Non possiamo immaginare una distruzione interna pi\u00f9 spaventosa di quella. Per me, \u00e8 la prima espressione del deragliamento originale, al termine del quale ogni elemento, ogni campo di coscienza \u00e8 avvilito, degradato, massacrato, con tutto ci\u00f2 che implica quella identificazione. Decadimento, degradazione, separazione\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo preciso momento, questa immagine mentale non \u00e8 pi\u00f9 trattata come un simbolo, \u00e8 desimbolizzata, fino a che non ho che la macchia. Quando il simbolo si distrugge e, invece di relazionarmi con lui, non ho relazione che con degli elementi del simbolo \u2013 con le macchie &#8211; non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 simbolo\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso modo \u201cio sono\u201d \u00e8 ridotto, in maniera immonda e atroce, alla macchia\u2026 E ecco l\u2019anima umana ridotta\u00a0 a una piccola pustola che \u00e8 tutto ci\u00f2 che resta del simbolo \u201cme\u201d!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Penso che quell\u2019avvenimento sia la prima descrizione che si pu\u00f2 fare della perdita del s\u00e9, della rottura con Dio. Essere esiliati da Dio, \u00e8 cessare di leggere quella frase originaria e non avere che la macchia, nell\u2019istante dove \u201cio sono\u201d \u00e8 interamente ridotto alla macchia; non possiamo immaginare peggiore destino!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando eravamo bambini e le cose andavano bene, Dio doveva ancora nascere, ma \u201cEgli era gi\u00e0\u201d, anche in forma imperfetta. Noi passavamo la nostra vita a fremere e la vita era l\u00e0, gloriosa e nel fondo, eravamo vivi e vibravamo tutto il tempo. Poi si \u00e8 prodotto quel terribile accidente e il nostro simbolo \u00e8 stato ucciso; non abbiamo trattenuto che il supporto sensibile del simbolo, ci siamo perduti. Il senso miracoloso \u201cme\u201d, che \u00e8 la stessa cosa di questa esistenza assoluta, si \u00e8 perduto e la nostra anima, il nostro principio spirituale, si \u00e8 trovato ridotto alla macchia; \u00e8 stata oscurata dall\u2019ex- simbolo. Dio \u00e8 stato oscurato dalle zampe di mosca informi che sono i caratteri di stampa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non credo di poter dire qualcosa di importante come questo. Di sicuro non sto facendo il ritratto del bene, ma sto cercando di fugare le spire del male. Tocco l\u2019abbic\u00ec centrale da cui comincia il nostro decadere: una disfunzione della funzione simbolica. Se il male \u00e8 molto grave e molto difficile da evidenziare, ha almeno questa qualit\u00e0, di esprimersi semplicemente!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D:\u00a0\u00a0 Questa simbolizzazione \u00e8 ancora necessaria nel risveglio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S.J.\u00a0\u00a0 E\u2019 una questione fondamentale, ma, prima di affrontarla, parliamo dello scadere di quel fenomeno, di quell\u2019istante terrificante, dove il meraviglioso di quel fenomeno di auto simbolizzazione si distrugge e la lettura non avviene pi\u00f9. Su questo punto, possiamo descrivere precisamente ci\u00f2 che avviene dentro una mente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un simbolo \u00e8 come una finestra aperta sul significato o il senso. I materiali che costituiscono la finestra sono elementi\u00a0 di tipo sensibile, che siano reali o immaginari. C\u2019\u00e8 dunque il supporto materiale del simbolo e il simbolo propriamente detto. Se scrivo \u201cDio\u201d su un grande foglio di carta, o \u201cme\u201d, ma diciamo Dio, \u00e8 pi\u00f9 modesto, c\u2019\u00e8 il simbolo, la parola, e l\u2019inchiostro, le macchie nere e la carta. Guardando la carta, sembra naturale vedere la parola &#8220;Dio&#8221;, ma, di fatto, ci\u00f2 che vediamo, sono segni neri su una carta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel momento stesso in cui il simbolo \u00e8 desimbolizzato, e non resta che l\u2019immagine bruta e materiale, continua a farsi la lettura e il significato \u00e8 immediatamente identificato e ridotto al supporto del simbolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec nel nostro esempio, il senso \u201cDio\u201d si perde nella carta, cade nelle piccole macchie e agonizza. E\u2019 qui la distruzione del senso attraverso la riduzione al supporto materiale del simbolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il simbolo \u201cme\u201d, che \u00e8 certamente nascosto e puramente implicito, pu\u00f2 essere di natura visiva o uditiva, e non cambia niente di fatto; poich\u00e8 divento allora quella specie di rumore di cicala, che era una porta\u00a0 per la quale accedevo a me stesso, al mio vero essere. Divento quel rumore o quell\u2019evocare il rumore e mi riduco a quel rumore. Tutto il senso \u201cme\u201d, tutto il senso \u201cio sono\u201d, tutto il senso \u201cDio\u201d, tutto il valore presente nell\u2019universo, si riduce a un mucchietto di elementi sensibili e risibili. Io sono quella macchia, sono quel piccolo ricordo furtivo di un disco grigiastro. E se non si trattasse che di una malattia, non sarebbe grave; non solo sono in una prigione, ma in pi\u00f9 sono snaturato. Questa malattia corrisponde a uno snaturarsi della mente pura, dell\u2019essere e della \u201cmeit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella scomparsa \u00e8 sicuramente come quella della mente nella materia. Il fenomeno di riduzione della mente alla materia \u00e8 d\u2019altronde una tentazione. E l\u2019intuizione della natura puramente spirituale della mente \u00e8 straordinariamente rara, anche se l\u2019abbiamo tutti perch\u00e9 non \u00e8 morta\u00a0 in noi. Ma si pu\u00f2 appena parlarne come di un testimone, perch\u00e9 essa non \u00e8 quasi pi\u00f9 l\u00ec. Infatti la materializzazione della mente \u00e8 un crimine, \u00e8 la morte\u00a0 dell\u2019immagine- simbolo \u201cme\u201d. E\u2019 la morte di quel segno e di quel senso supremi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei grandi sentieri verso il risveglio \u00e8 l\u2019esumazione di quella tomba spirituale. E l\u2019atto disidentificatore consiste nel proiettare la luce della coscienza. Me su quell\u2019immagine e, con quel semplice atto, emergere dall\u2019immagine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intuitivamente, possiamo concepire che esista un pensiero primario, che sarebbe la madre di tutti i pensieri, e che ci resta da prenderne coscienza per divenire ci\u00f2 che siamo. A cosa si \u00e8 ridotta la mia anima e in cosa si snatura in modo spaventoso? Possiamo dire che \u00e8 un pensiero dogmatico inaudito, cos\u00ec come un\u2019immagine; ci sono\u00a0 due versanti. E accediamo alla radice del male dai due versanti simultaneamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma in un istante di presenza, non ho immagine!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S.J.\u00a0\u00a0 Ma forse un\u2019assenza d\u2019immagine \u00e8 ancora un\u2019immagine; il fenomeno \u00e8 molto sottile! La caratteristica di quel pensiero primario, di cui dobbiamo prendere coscienza, \u00e8\u00a0\u00a0 come un pensiero, ma non assomiglia a un pensiero. Arriva a\u00a0 ingannarci travestendosi.\u00a0\u00a0 Infatti, se usiamo i criteri di riconoscimento abituali che definiscono un pensiero, non possiamo arrivare al riconoscimento di quel pensiero primario. Altri criteri divengono indispensabili, perch\u00e9 si \u00e8 travestito; \u00e8 un essere molto maligno, molto vizioso, che si \u00e8 travestito per imbrogliarci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, quell\u2019immagine mentale \u201cme\u201d non assomiglia pi\u00f9 all\u2019idea delle immagini mentali che abbiamo abitualmente; per\u00f2 \u00e8 un\u2019immagine mentale molto profonda, primaria, primordiale e non cosciente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma quell\u2019immaginazione mentale non\u00a0 cosciente non \u00e8 un fenomeno perverso in s\u00e9. Diventa perverso perch\u00e9 ha due versanti: quello che \u00e8 e quello che noi ne facciamo. E\u2019 anche dannoso indurre che\u00a0 il fenomeno di significazione\u00a0 \u00e8 perverso, perch\u00e9, a partire da l\u00ec vivo la distruzione del senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2026.Bisogna dunque comprendere l\u2019importanza di distinguere il reale dall\u2019irreale\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S.J.\u00a0\u00a0 Si, ma chi ti indica che il reale al quale ti rivolgi \u00e8 legittimo o no, che si tratta\u00a0 di un reale autentico o di uno pseudoreale, non \u00e8 in nessun modo la tua ragione o il tuo ragionamento, \u00e8 solo la tua intuizione. Non possiamo basarci sulla ragione per stabilire quella discriminazione e separare il buon grano dal loglio. Se ci fondiamo sulla nostra intuizione, non ci sbagliamo mai, ma ci\u00f2 richiede molto coraggio, perch\u00e9 le chiacchiere della nostra ragione sono impressionanti. Occorre molto coraggio per disfarsi della bestia!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2026..Se il nostro pensiero o la nostra ragione non \u00e8 lo strumento del risveglio, come individuare meglio lo strumento di coscienza di s\u00e9?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S.J.\u00a0\u00a0\u00a0 Non c\u2019\u00e8 che uno strumento di auto- conoscenza, ed \u00e8 l\u2019atto di coscienza, e poi c\u2019\u00e8 un altro strumento che \u00e8 di una grande nobilt\u00e0: \u00e8 il pensiero intelligente, discorsivo e speculativo. Ma dobbiamo per forza constatare che non \u00e8 lo strumento di autoconoscenza. E si potr\u00e0 speculare un miliardo di anni, con una finezza vicina alla perfezione, senza per\u00f2 avvicinarsi di un millimetro verso la cosa ultima. L\u2019atto da compiere \u00e8 un atto di coscienza e non un atto di pensiero. Definire la caratteristica propria dell\u2019atto di coscienza \u00e8 molto difficile, forse impossibile. Diciamo che rinvia il soggetto profondo alla sua propria esistenza e la fa coincidere con se stesso. E\u2019 l\u2019atto della coscienza d\u2019essere, che \u00e8 semplicemente l\u2019essere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono dunque due modi di conoscenza: la conoscenza cosciente e la conoscenza pensante. Quest&#8217;ultimo modo non deve sistematicamente essere rimesso in causa, bench\u00e8 sia suscettibile di avvilirsi in modo folgorante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2026.Si pu\u00f2 dire che quella caduta avviene ad ogni istante e non a un momento dato, cosa che per noi \u00e8 una chance?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si, la grande chance del nostro decadimento, \u00e8 la possibilit\u00e0 della redenzione, mentre la caduta \u00e8 sempre l\u00ec. Infatti, il nostro destino spirituale si gioca, ad ogni istante, nella punta del presente puro della nostra mente e perci\u00f2 la nostra maledizione non ha origine temporale, ma un\u2019origine istantanea e ad ogni istante si vince la partita o si perde. Ma ci\u00f2 che \u00e8 favoloso, \u00e8 che abbiamo in noi il potere di risalire a quella istantaneit\u00e0\u00a0\u00a0 per riparare i danni. La redenzione \u00e8 possibile ma controcorrente a voi stessi, verso la nostra sorgente, fino ad arrivare ai bordi della sorgente, dove sorgono i fenomeni perversi che ho ricordato. La fortuna inaudita \u00e8 che quella rimonta \u00e8 possibile; \u00e8 molto sottile, ma non richiede particolare talento o particolare energia. Richiede molta sensibilit\u00e0 e molta audacia.\u00a0 Non abbiamo nessuna possibilit\u00e0 di fare quella ascesa, se non abbiamo quella qualit\u00e0 primaria che \u00e8 la temerariet\u00e0,\u00a0\u00a0 l\u2019audacia, per essere capaci di osteggiare tutte le obiezioni che la nostra ragione ci presenta e finirla con tutti i pregiudizi che si manifestano come lupi furiosi al momento di quella ascensione. Ma \u00e8 sicuramente possibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nostro essere interiore \u00e8, infatti, eternamente in posizione di lettura. E la vita interiore abituale non \u00e8 che la degradazione di questa caratteristica della nostra mente. 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