{"id":648,"date":"2010-09-25T02:43:42","date_gmt":"2010-09-25T02:43:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=648"},"modified":"2016-04-03T23:05:39","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:39","slug":"nova-di-stephen-jourdain","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/nova-di-stephen-jourdain\/","title":{"rendered":"Nova di Stephen Jourdain"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 5 \u2013 Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Stephen Jourdain ha pubblicato molti libri e numerosi testi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ciascuno di quegli scritti testimonia una avventura interiore cominciata dalla prima infanzia. Vi proponiamo qui dei frammenti di quella opera, scelti\u00a0 per illustrare ognuna delle tappe percorse da quest\u2019uomo perfettamente saldo nella sua umanit\u00e0 e che niente distinguerebbe veramente dagli altri uomini, se l\u2019esperienza mistica non sembrasse essere in lui uno stato naturale, spontaneo. Aggiungiamo che il suo linguaggio \u00e8 semplice, diretto e, volontariamente o no, un tono sempre al di sotto del tema trattato.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019infanzia di Stephen Jourdain \u00e8 un formicolio di momenti di diversa percezione, di ingiustificabile felicit\u00e0 che si chiamano \u201cistanti privilegiati\u201d, o anche, semplicemente,\u201d momenti\u201d. Le notazioni che si riferiscono a quel periodo sono state raggruppate sotto il titolo GLI ISTANTI.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quando entra nell\u2019adolescenza, il Cielo stesso cade su Jourdain: accesso folgorante a una conoscenza di S\u00e9 vera. In una frazione di secondo, il corso della sua vita \u00e8 cambiato; per lui ormai c\u2019\u00e8 prima del \u201crisveglio\u201d e dopo. Le fate buone vissute nell\u2019infanzia sono per sempre relegate tra le cose non significative. L\u2019insieme dei brani che si riferiscono a quella illuminazione decisiva sono stati intitolati L\u2019EVEIL.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>A colpo sicuro, con la rivelazione di quel bene spirituale, ricchezza suprema, l\u2019epopea finisce? Ebbene, no. Passano due anni, e improvvisamente quella luce interiore che l\u2019abita, ingloba il mondo detto esteriore. La sua percezione del paesaggio terreno, per quanto umile, diventa contemplazione estatica. L\u2019abbiamo chiamato IL MONDO TRASFIGURATO.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<h1 style=\"text-align: justify;\">Gli \u201cIstanti\u201d<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Non vi \u00e8 mai capitato di passeggiare per strada e poi, ad un tratto, non \u00e8 pi\u00f9 nella strada che siete, \u00e8 nel La Strada, preceduta dall\u2019articolo determinativo, e si mette come a brillare, e una straordinaria felicit\u00e0 piena e ronzante \u00e8 l\u00ec, con l\u2019impressione che da secoli vivete quel secondo , che durer\u00e0 sempre?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mezzo della notte, mi sveglio. Lo scompartimento \u00e8 immerso nell\u2019oscurit\u00e0 e tutti dormono. Meraviglioso, gi\u00e0, questo ritorno a se stesso nelle tenebre piene di fracasso e illuminate di presenze addormentate, che vi conducono\u2026; come il risveglio a una fiamma profonda e chiara, e dolce, allora!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2026 Il mio posto \u00e8 vicino alla finestra, ho appoggiato le gambe al sedile e attraverso il vetro superiore, mi tuffo nella notte blu. Non si muove, ed \u00e8 tempestato di stelle; presenza e biancore diffuso di una nube solitaria, che ristagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi sembra di ricordare che penso a Mercedes che mi sta trovando tanto pi\u00f9 maturo, pi\u00f9 \u201cuomo\u201d dell\u2019anno scorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardo la nube\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">E improvvisamente succede quella cosa fantastica e, per un secondo o due, le porte del Paradiso si aprono: improvvisamente, la sostanza della nube cambia, si muta in un pane di una materia sconosciuta, angelica\u2013zucchero filato spirituale? Interiorit\u00e0 fatta talco?\u2026; nello stesso tempo, l\u2019intervallo tra lui e me muore, la nube diventa viva, si anima di una vita immensa. Questa vita mi ama; questa vita, con la quale la mia mente (dove Io \u00e8 stranamente evidente) comunica direttamente, m\u2019ama d\u2019un amore infinito e me lo dice. E in quella voce, o favolosa felicit\u00e0! Io riconosco la mia, IO SONO LA NUBE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Paradiso, in uno dei suoi aspetti almeno, sono molte delle piccole cose tutte uguali, anonime, intercambiabili, l\u2019universo,\u00a0 l\u2019esperienza fatta sabbia e la sabbia fatta vita, coscienza, e quella vita, quella miriade di anime minuscole sorgenti, non essendo semplicemente e non venendo da nessuna parte, essendo l\u00e0 senza origine e non finendo pi\u00f9, nel loro ribollimento secco, il loro ribollimento di talco, di svanire, di dissolversi, di raggiungere le tenebre a forza di diventare infime, a forza di sfuggire e di restringersi in se stesse, essendo l\u00e0 senza origine e non finendo pi\u00f9 di rabbuiarsi, ed essendo l\u00e0 ancora una volta, esse o altre, campo polveroso d\u2019estasi, e ricominciando a non finirla pi\u00f9 di rabbuiarsi\u2026, in istanti che non si susseguono pi\u00f9 gli uni agli altri, che formano isolotti e diventano eterni. Una specie di calore si manifesta in seno alle piccole cose. E poi ciascuna di loro, i piedi del tavolo, le traverse della sedia, quella pila di libri, il muro di dietro, diventa un miliardo di punti viventi, vibranti, ribollenti, qualcosa come del gesso o della neve polverosa compressa, che vivrebbe. E qui ancora, incomprensibilmente, ci si bagna nella felicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">(L\u2019ultima volta che questo mi \u00e8 successo, era prima; nel metro, alle sei del mattino)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Ero stato svegliato dopo un bel po\u2019 di tempo, ma l\u2019idea \u201csono\u00a0 sveglio\u201d, quella volta l\u00e0, non mi \u00e8 venuta. E quella veglia innocente conservava la spontaneit\u00e0 del sogno, correva, correva senza freno, viva e pura, incarnandosi in una cascata di pensieri (ma erano veramente pensieri?), piccoli e solitari ruscelli d\u2019oro, che scorrevano senza rumore, gaiamente, nel cuore delle tenebre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">A un certo momento, la coscienza \u201csono sveglio\u201d\u00a0 \u00e8 venuta a visitarmi al fondo di quell\u2019oro, dolcemente e silenziosamente, come un fiocco di neve su una guancia; senza interrompere il fascino, senza che certe macchinazioni si rimettano in moto, senza alterare nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">E istantaneamente, da quella veglia che si raddoppiava, sono scivolato nella chiarezza incredibilmente intensa e dolce, senza et\u00e0, abissalmente centrale d\u2019una percezione nuova del mio proprio fatto, scelta miracolosa, senza fine, dell\u2019essenza \u201cme\u201d attraverso essa stessa, coscienza, conoscenza d\u2019essere, esistenza, ineffabile \u201cmeit\u00e0\u201d, meraviglia. (Questa potrebbe essere una descrizione del risveglio. Pertanto, devo dirlo, non si trattava che di un istante, di uno stato; senza\u00a0 misura comune n\u00e9 comune natura con quell\u2019avvenimento intraducibile: l\u2019uso vero della facolt\u00e0 di coscienza).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Risveglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Era sera, ero nella mia camera, disteso nell\u2019oscurit\u00e0, e ritornavo nella mia testa dopo un lungo momento, probabilmente dopo una mezz\u2019ora, la frase di Cartesio: \u201cCogito ergo sum\u201d. Mi era sembrato, nei giorni precedenti, di intravedere una prodigiosa verit\u00e0 in quella piccola frase, e provavo a ritrovare quella verit\u00e0 intravista in un baleno. Riflettevo da tempo, ripetendomi infaticabilmente: \u201cpenso dunque sono\u201d, E facendo a\u00a0 volte il viaggio dalla realt\u00e0 viva che in me stesso corrispondesse a \u201cpenso\u201d e \u201csono\u201d, fino a caricare quelle parole del loro senso vero. Sforzandomi di pensare al Cogito nella mia vita. Era un lavoro molto difficile, ero sfinito, il clic che mi avrebbe rivelato il significato misterioso della frase non si produceva, ma, a un certo momento, un altro clic, che non aspettavo, di cui non supponevo l\u2019esistenza, ha dovuto giocare, e l\u2019avvenimento si \u00e8 prodotto con una subitaneit\u00e0 soprannaturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">E tutt\u2019a un tratto mi sono ritrovato in un prima, un inizio insospettato di me stesso, vegliando di una veglia senza limite, sapendomi, e che mi sapevo, e sapendomi che mi sapevo che mi sapevo: all\u2019infinito, e trovandomi totalmente identico a quella veglia, a quell\u2019abisso di autocoscienza, che non era affatto che mi fosse data, ma al contrario che essenzialmente io non subivo, facevo bruciare me stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Scivolo in una lucidit\u00e0 senza nome, conquista inaudita dell\u2019aurora che si chiama coscienza di s\u00e9. Quella luce non \u00e8 uno stato subito passivamente: \u00e8 un atto che ormai so fare. Non \u00e8 nemmeno, adirla propriamente, una esperienza che faccio: \u00e8 me, \u00e8 esattamente Steve Jourdain. Quanto a quel tipo l\u00e0, la cosa \u00e8 evidente: egli comincia in questo istante. So con certezza assoluta che sto per realizzare la scoperta pi\u00f9 importante e pi\u00f9 preziosa che sia data a un uomo: la strada, la scrittura, l\u2019atomo, veramente non sono che polvere in confronto a questo; me, allievo di seconda, me, per il quale il gran problema \u00e8 trovare abbastanza coraggio per passare agli atti con Vera, oh Vera! \u2013 io spezzo il pane con la Verit\u00e0, e i pi\u00f9 grandi sapienti, i pi\u00f9 grandi filosofi, fanno dell\u2019astronomia senza sapere che la terra gira.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 senza rassomigliare al risveglio\u00a0 di soprassalto. Se volete, \u00e8 quella commozione, immaginando qualcosa d\u2019infinitamente pi\u00f9 improvviso e ancora pi\u00f9 incisivo, \u2026quando l\u2019essere interiore ha gi\u00e0 gli occhi aperti. Quando la coscienza di s\u00e9 ordinaria getta tutti i suoi fuochi. E\u2019 emergere come da un coma da quella coscienza l\u00e0. E\u2019, senza alcun preavviso nel mezzo dell\u2019atto lucido della propria mente, lacerare\u00a0 la carta della cosiddetta veglia. Sfondare la carta di quella mente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 un secondo prima\u2013poi un mezzo secondo prima\u2013poi un decimo di secondo prima, essere nella camera familiare della propria mente assorto nelle proprie riflessioni, normalmente (bench\u00e8 forse con uno zelo inusuale? O eccessivo?), poi bisognerebbe poterlo scrivere fuori dalla foglia\u00a0 in un lampo. Ci\u00f2 che capita non \u00e8 il seguito, non appartiene alla sequenza, esplode all\u2019esterno del segmento di storia intima. All\u2019esterno dell\u2019aneddoto vivo che si sta elaborando, decapitandolo. Quello che succede non appartiene alla continuit\u00e0 soggettiva\u2026 non \u00e8 n\u00e9 del prima n\u00e9 del durante n\u00e9 del dopo. L\u2019evento che sorge\u00a0 si verifica fuori dal destino del me, e accusa questo di essere un\u2019illusione. L\u2019evento che folgora \u2013la coscienza\u00a0 che gi\u00e0 ha folgorato, in una istantaneit\u00e0\u00a0 totale come al momento del risveglio, l\u2019anima ha avuto la sensazione di aprire gli occhi dal centro dell\u2019illuminazione, veglia a monte della storia di una mente \u2013che brucia senza filo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Mondo Trasfigurato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho diciotto anni. Il Risveglio brilla al centro di me da due anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un certo tempo, seguivo un filo, senza avere la minima idea che potesse portarmi\u00a0 a quella disgregazione di ogni mia percezione, senza cercare nulla, veramente. Avevo scoperto una cosa singolare. Ogni volta che posavo lo sguardo su un gruppo di oggetti, o piuttosto, sul quadro formato da uno o\u00a0 pi\u00f9 oggetti, potevo, qualsiasi fosse il quadro, fare apparire in quello spettacolo materiale, un significato, o almeno qualcosa che mi faceva dire dentro di me: \u201cMa questo vuol dire qualcosa!\u201d. Non sapevo molto bene cosa volessi dire con quello, ma la presenza di quella specie di sentimento era inalienabile, irrinunciabile; e sorgeva\u00a0 sicuramente dagli oggetti guardati. Provavo intensamente il sentimento che, se lo volevo, potevo formulare quel senso, decifrare il testo, la storia che affiorava nel quadro\u2026 Come facevo per far affiorare quel significato? Isolavo visualmente una zona qualunque del luogo dove mi trovavo, mettevo mentalmente una cornice attorno a un frammento di paesaggio scelto arbitrariamente (come un lembo di copertura in zinco e come un comignolo\u2026 La cima di un albero che si appoggia sul bordo splendente di una nuvola\u2026Un giornale stropicciato e la parte inferiore d\u2019un armadio\u2026, facevo un certo gesto interiore, producevo uno sguardo capace\u00a0 di comprendere l\u2019essere uno, che formava segretamente l\u2019insieme,\u2026 e il significato era l\u00e0!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella sera, mi trovavo nella camera rosa di una casa di vacanza, coricato, e stavo comprendendo qualcosa con quello sguardo. Ascoltavo uno dei centomila e improbabili quadri latenti nell\u2019immagine della camera. E tutto a un tratto, ho sentito quello salire come uno spasmo in quel placido scenario che mi circondava!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un momento all\u2019altro, era come se un qualcosa che avevo sugli occhi, o piuttosto nell\u2019anima, si sciogliesse e ci si mette a vedere con un\u2019intensit\u00e0 favolosa, a vedere come non lo si supponeva che fosse possibile vedere tutto questo che l\u00e0, attorno a s\u00e9, funzionava senza che si sapesse, da sempre, e ci\u00f2 senza il minimo sforzo, e con un solo raccolto, come si ammucchia un covone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E fino a che quello non si spegne, fino a che, improvvisamente, non ti afferri la formidabile e misteriosa pesantezza della visione abituale, hai la pelle d\u2019oca, l\u2019occhio si spalanca, il viso si fa serio, il passo piccolissimo, in omaggio alla sconvolgente felicit\u00e0 che \u00e8 l\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che mi interessa nelle cose, non \u00e8 la loro bellezza, o la loro armonia, non me ne importa completamente; \u00e8 che esse sono. Perch\u00e9 un giorno un certo clic \u00e8 scattato, una certa vela si \u00e8 spiegata, e mi \u00e8 stato dato di avere la percezione effettiva della loro esistenza, e di scoprire cos\u00ec che una semplice cosa, per il fatto stesso di essere, ha un valore che il Bello e l\u2019 Armonioso non sognano nemmeno di avere. Si, un valore tanto acuto, generatore col suo contatto di una felicit\u00e0 cos\u00ec intensa, cos\u00ec insperata, che dopo quello il Partenone stesso non \u00e8 che paglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora cos\u2019\u00e8 quella trasfigurazione? Cosa succede nel mondo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">State, suppongo, passeggiando nel vostro quartiere\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che avviene nella strada X?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Improvvisamente, il paesaggio familiare si spacca, cade come una scorza. Sotto c\u2019 \u00e8 una strada sconosciuta. Sotto c\u2019\u00e8 una citt\u00e0 sconosciuta, in tutti i punti simili a quella che sta per scomparire, e nemmeno mai intravista. Mai neanche presentita dalla vostra sensibilit\u00e0 negli istanti pi\u00f9 magici. Si, bisogna dirlo; mai nemmeno toccata da lei\u00a0 nelle pi\u00f9 fini illuminazioni infantili!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso tempo che si manifesta quella soprannaturale freschezza dello sguardo, il sentimento della realt\u00e0 delle cose cresce immensamente, diventa un tuono, quello del presente anche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rilevate centomila dettagli, imbracciate quella armata con un solo gesto dell\u2019attenzione (come se qualcosa avesse forzato il metallo del tratto di attenzione abituale ad aprirsi, a dispiegarsi in tutte le direzioni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vostra visione dei colori \u00e8 il teatro di un grande rovesciamento. Infatti, mi sembra che stiate per imparare il senso di\u00a0 quella parola: colore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 tutto? \u2026 Niente affatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi resta da ricordare un altro aspetto della rivoluzione che si opera nella vostra visione del mondo, un altro volto, forse pi\u00f9 essenziale ancora, del vero mondo\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso tempo in cui, per la prima volta, prendiate possesso della vostra visuale, apprendendo che l\u2019immagine materiale del mondo \u00e8 un infinito totalizzabile, o, se preferite, una totalit\u00e0 senza limite, cresce da quella specie di paesaggio assoluto, di sovrapaesaggio, una qualit\u00e0 totalmente sconosciuta dello stato di coscienza abituale, una famiglia di impressioni rigorosamente nuova, irriducibile a una\u00a0 qualunque\u00a0 esaltazione di quelle totalizzazioni spirituali\u00a0 parziali che si chiamano: Fisionomie, Melodie, Atmosfera, ma che possono essere considerate al di l\u00e0 dell\u2019ordine superiore di emozione, l\u2019ultramelodico, l\u2019ultrapoesia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed ecco perch\u00e9 dai vostri occhi, in quell\u2019istante preciso, dai vostri occhi che scoprono lo spettacolo triste di un vago terreno punteggiato di vecchie carte e di stracci, spuntano lacrime di felicit\u00e0!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Aggiungerei, per finire, questo appunto: ogni spostamento del corpo, ogni rotazione della testa, porta, per una umanit\u00e0 elevata almeno, una modificazione del paesaggio contemplato. Nella visione abituale, quella modificazione \u00e8 vissuta come un avvenimento che si produce all\u2019interno dello stesso quadro. Nella visione risvegliata lo stesso cambiamento rinnova profondamente il quadro, che diventa un altro quadro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Portatore, sicuramente, di quelle impressioni sopramelodiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ponendo l\u2019anima a contatto con un nuovo individuo della popolazione qualitativa squisita alla quale essa si \u00e8 aperta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed ecco perch\u00e9 l\u2019apparizione nella vostra visuale di una sezione di\u00a0 palizzata, di un pezzo di tetto in eternit e di un giovane abete rosso, determina, nel fondo di voi, l\u2019esplosione di una nuova onda di felicit\u00e0!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando entra nell\u2019adolescenza, il Cielo stesso cade su Jourdain: accesso folgorante a una conoscenza di S\u00e9 vera. In una frazione di secondo, il corso della sua vita \u00e8 cambiato; per lui ormai c\u2019\u00e8 prima del \u201crisveglio\u201d e dopo. Le fate buone vissute nell\u2019infanzia sono per sempre relegate tra le cose non significative. L\u2019insieme dei brani che si riferiscono a quella illuminazione decisiva sono stati intitolati L\u2019EVEIL.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[64],"tags":[129],"class_list":["post-648","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-jourdain-stephen","tag-risveglio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/648","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=648"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/648\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=648"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=648"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=648"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}