{"id":673,"date":"2010-09-25T13:34:24","date_gmt":"2010-09-25T13:34:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=673"},"modified":"2016-04-03T23:05:39","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:39","slug":"la-spiritualita-di-comodo-di-jean-bousquet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/la-spiritualita-di-comodo-di-jean-bousquet\/","title":{"rendered":"La Spiritualit\u00e0 di Comodo di Jean Bousquet"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 48 \u2013 Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggioranza dei ricercatori spirituali non ricerca che il conforto, la sicurezza, il benessere: un saggio vivente, che rappresenta il compimento delle loro aspirazioni, presso il quale gustare la certezza della Verit\u00e0 e a cui delegare la responsabilit\u00e0 della loro autorealizzazione; un movimento ben assestato, dalle strategie e l\u2019inquadramento\u00a0 efficaci, dalla filosofia inconfutabile per poco che si ammettano i primi assiomi; un gruppo caloroso, umano, attento, creativo, in seno al quale svilupparsi, espandersi, trovare relazioni gradevoli, arricchenti\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ciascuno sembra cercare un balsamo per le sue ferite psicologiche, un calmante per la sua angoscia esistenziale, delle risposte soddisfacenti alle questioni vitali, essenziali, che ci perseguitano e ci tormentano. Sembra trattarsi in quasi tutti i casi di calmare l\u2019inquietudine, offrire garanzie, portare un sollievo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questa base, ci si mette in cerca di un gruppo, di una scuola o di un istruttore che corrisponda alle proprie tendenze personali innate, al proprio tipo umano, alle proprie concezioni morali e intellettuali. Una volta trovato l\u2019 \u201coggetto\u201d , si osserva un processo di installazione, di messa al bando di ogni ricerca, di ogni interrogazione e di ogni dubbio o possibilit\u00e0 di dubbio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019appartenenza diventa un\u2019abitudine, un\u2019evidenza, che non \u00e8 pi\u00f9 fattore di approfondimento di s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La relazione nevrotica e dipendente dall\u2019oggetto di ricerca, che invade progressivamente o brutalmente lo spazio interiore, sostituisce l\u2019interrogativo fondamentale, la Domanda senza risposta possibile, presente al centro di ogni essere umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quante volte non si capisce questo tipo di testimonianza: \u201cdopo di lui (o di lei), i problemi scompaiono come per incanto, tutto \u00e8 semplice, evidente, senza divisione, \u00e8 un essere cos\u00ec puro, cos\u00ec luminoso, cos\u00ec autentico, cos\u00ec\u2026\u201d oppure \u201cdopo un week\u2013end all\u2019<em>ashram<\/em> (o al centro), tutto mi sembra pi\u00f9 facile. Nei giorni che seguono, sono letteralmente portato, le relazioni difficili si risolvono facilmente\u2026\u201d o ancora \u201cda quando appartengo a quella scuola, ho finalmente ottenuto tutte le risposte alle domande sul senso della mia vita. Questa\u00a0 \u00e8 considerevolmente migliorata, chiarita, i miei complessi scomparsi, mi sento pi\u00f9 sicuro di me, meglio nella mia pelle\u2026\u201d o infine \u201cpi\u00f9 il tempo passa, pi\u00f9 provo il bisogno di frequentare il maestro (o il gruppo). Solo, sono pi\u00f9 vulnerabile. E quell\u2019esperienza \u00e8 cos\u00ec potente\u2026\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste attitudini interiori cos\u00ec negative, passive (talvolta mascherate da un ardente attivismo), nascondono la cieca o la compiacente dipendenza, la relazione irrigidita, l\u2019assenza di fiamma vera, e riguardano tutto un mondo \u201cspirituale\u201d pi\u00f9 o meno sottile di sfruttati e sfruttatori, di imbroglioni e di creduloni mutualmente incatenati da un tacito (o esplicito) contratto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questa pigrizia interiore\u00a0 sono evidentemente stati adattati molti propositi che si offrono in abbondanza ai sedicenti ricercatori. Restando alla semplice sensazione di sostegno morale o intellettuale, pur se cosmica o trascendentale, si annulla ogni ricerca spirituale autentica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Spiritualit\u00e0 autentica (la Libert\u00e0 dello Spirito)\u00a0 non pu\u00f2 in alcun caso corrispondere alle nostre tendenze, alle nostre preferenze, ai nostri bisogni immaginari, a tutto quell\u2019insieme di meccanismi programmati centrati sulla nostra piccola persona. Lei non pu\u00f2, se la lasciamo agire, che dare impulso alle nostre proiezioni egocentriche di divenire, ai nostri sogni di conforto e di sicurezza cos\u00ec limitanti per quell\u2019altra dimensione del nostro essere, non personale, che cerca di fiorire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c\u2019\u00e8 Libert\u00e0 autentica della coscienza senza una radicale rottura con la nostra maniera abituale di pensare, di sentire, di percepire se stessi. E\u2019 necessariamente attraverso degli shock e rimesse in discussione profonde quelle con cui una guida o una scuola autentiche devono procedere, tanto \u00e8 potente e complessa la capacit\u00e0 dell\u2019ego ad auto conservarsi, a imporsi, a perpetuarsi, a detrimento del nostro Essere essenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un lavoro spirituale autentico non pu\u00f2 essere soddisfacente, tranquillizzante, rassicurante per il ricercatore che gli si avvicina. Ma cosa cerchiamo realmente? Una spiritualit\u00e0 di comodo che ci stia come un abito su misura, adatto alle nostre aspirazioni, rivendicazioni, condizionamenti, gusti e tendenze autoconservatrici? Oppure un vero medicamento che combatta efficacemente la nostra tendenza malata per l\u2019addormentarsi, l\u2019essere soddisfatti, la vita di routine? Siamo pronti a sopportare l\u2019eventuale asprezza o l\u2019amarezza di un tale rimedio? Oppure preferiamo ingerire pillole multicolori e zuccherate distribuite dalle industrie mistico \u2013 occulte ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La forma che prende la nostra ricerca spirituale risponde da sola a questa domanda. L\u2019intenzione determina l\u2019esperienza. Possiamo obbedire a quella intenzione profonda di vera Libert\u00e0 presente nel Cuore del nostro Essere, troppo spesso traviato dalle domande e dai bisogni condizionati del nostro essere superficiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maestri e Discepoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono discepoli tanto attaccati ai loro maestri che non possono immaginare di vivere un solo momento fuori dalla loro influenza. Ci sono maestri cos\u00ec attaccati ai loro discepoli che non possono immaginare di essere privati un solo momento del potere che esercitano sulle coscienze e dello stato privilegiato che offre loro tale potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maestri e discepoli, strettamente incatenati gli uni agli altri con mille lacci di dipendenza affettiva e materiale, si infliggono vicendevolmente un superlavoro mortifero per il desiderio di vita e di progresso della coscienza presente nel Cuore di ogni essere umano. Obbligati dagli impegni reciproci, incapaci di fare una radicale rivoluzione del loro modo di relazione\u00a0 con il mondo e con gli altri, ristagnano in un ruolo che poco a poco diventa una prigione, una tomba per l\u2019Essere profondo, autentico. Indossano una maschera convenzionale e sembrano essere appagati di un territorio relazionale ben definito, la cui gestione quotidiana accaparra tutta l\u2019energia disponibile e impedisce l\u2019esplorazione di quello spazio immenso e paradossale che \u00e8 l\u2019essere umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni <em>ashram<\/em>, ogni comunit\u00e0 di vita attorno ad un maestro, riproduce gli schemi relazionali nevrotici che caratterizzano molte famiglie naturali. E il transfert non riconosciuto amplifica i sintomi, i comportamenti ciechi, distruttori di coscienza. Il ripiegare su clich\u00e9 ideologici, una griglia pi\u00f9 o meno rigida d\u2019interpretazione degli eventi, delle situazioni, delle parole e dei comportamenti, con un vocabolario specifico, nell\u2019uniformit\u00e0 di reazione e d\u2019attitudine\u00a0 rinforzata dalla vita comune e le pratiche collettive, con la divisione interna dal gruppo esterno,\u00a0 produce la sensazione di essere a parte,\u00a0 stimola la diffidenza e l\u2019incomunicabilit\u00e0\u00a0 di fronte a individui e strutture che non appartengono al sistema di rappresentazione del bene e del male, inevitabilmente generato dalla collisione d\u2019interessi psicologici non coscientizzati. La forza del numero accentua l\u2019impermeabilit\u00e0 di ciascuno alla messa in discussione profonda,\u00a0 soprattutto in rapporto alle motivazioni e convinzioni che l\u2019hanno condotto a integrarsi nella comunit\u00e0, o a fondarla. Tutto sembra matematicamente organizzato perch\u00e9 il maestro non possa scoprire che non \u00e8 in effetti maestro di niente n\u00e9 di nessuno, e perch\u00e9 il discepolo sfugga all\u2019esigenza della sola disciplina spirituale autentica: diventare maestro di se stesso. L\u2019uno \u00e8 maestro degli altri, gli altri non sono maestri di se stessi; tutti evitano l\u2019esigenza di far scomparire le immagini, gli idoli, in s\u00e9 come fuori di s\u00e9, la messa a punto e l\u2019abolizione delle motivazioni egocentriche, autoconservatrici, dei compromessi, delle tacite convenzioni psicologiche. E\u2019 possibile che la relazione maestro\u2013discepolo sia ancora una via spirituale autentica in altre culture; certamente lo \u00e8 stata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma riguardo alla nostra cultura occidentale, il processo d\u2019individuazione radicato da molti secoli, aggiunto alle formidabili tensioni psicologiche dei ritmi moderni e la saturazione delle informazioni, delle immagini e dei modelli, rende indispensabile la pi\u00f9 grande impersonalit\u00e0 nella trasmissione spirituale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nadir d\u2019egocentrismo che oggi abbiamo raggiunto, ci obbliga a distinguere nettamente e rigorosamente la Chiamata spirituale profonda, universale, inerente alla natura umana e alla Vita, da ogni riferimento pesante a un individuo. Ogni confusione in questo ambito non pu\u00f2 che portare\u00a0 alla scambievole alienazione, tanto \u00e8 forte il carico emotivo della sete inconscia (o conscia!) di potere e di sicurezza, al disequilibrio attuale, alla terribile capacit\u00e0 di bluff (e di auto bluff) dell\u2019ego, aggravato dallo sviluppo delle tecniche occulte applicate alla comunicazione, alla espressione e al dominio energetico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019era che ora si apre \u00e8 quella di una corrispondenza diretta, cosciente, autonoma, di ogni individuo spiritualmente sensibile con ci\u00f2 che costituisce il fondamento interiore della sua presenza sulla Terra. In ciascuno sono largamente presenti tutte le possibilit\u00e0, come nella rinnovata atmosfera degli ultimi decenni. Non c\u2019\u00e8 bisogno di nessun intermediario umano, e nemmeno \u00e8 augurabile. Un aiuto e un sostegno sincero e disinteressato per i ricercatori deve essere il pi\u00f9 impersonale possibile, per non danneggiare l\u2019autonomia nascente, per non gravare lo psichismo gi\u00e0 saturo di immagini forti e pregnanti, per non ripetere antiche forme diventate obsolete, inadatte al presente, per evitare una relazione personale che ostacola, per l\u2019inevitabile scambio di veleni psichici tra individui fortemente legati, l\u2019apertura di ciascuno all\u2019insegnamento multiforme e inesprimibile, sconvolgente, della Vita Stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le quattro umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante pi\u00f9 di 20 anni di ricerca spirituale cosciente, mi \u00e8 stato dato di osservare quattro grandi categorie d\u2019esseri umani, quattro grandi tipi o famiglie:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quelli che non sanno di non essere illuminati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interamente mossi dagli automatismi istintivi e culturali, totalmente incoscienti della stessa esistenza di quegli automatismi, formano la gran massa dell\u2019umanit\u00e0, condotta dai dirigenti, dalle autorit\u00e0 intellettuali o religiose. Non \u00e8 questione per questa \u201cprima umanit\u00e0 \u201d di ricerca spirituale o d\u2019illuminazione. Gli sprazzi di gioia, gli obbiettivi e i piaceri della specie umana (fisici, materiali, sessuali, familiari, professionali\u2026) sono loro ampiamente sufficienti. Vi trovano un campo d\u2019esperienza illimitato, appropriato ad occupare in modo soddisfacente le poche decine d\u2019anni di vita apparente che passano sulla Terra. Il senso di tutto quello gli sfugge; hanno delegato la ricerca di quel senso a diverse autorit\u00e0, le cui risposte scontate li soddisfano. Il loro scopo sembra essere di perpetuare le idee, la sensibilit\u00e0 e i comportamenti della specie, della razza, della nazione, della religione, della societ\u00e0, della cultura, della famiglia cui appartengono, presentandosi la loro personalit\u00e0 semplicemente come una variante particolare di quei grandi temi collettivi inscritti nei geni e nelle abitudini e nelle possibilit\u00e0 del luogo e del momento. Sono felici finch\u00e9 nessuna contrariet\u00e0 viene ad interferire con il loro programma. E quando sono appagati dalla sorte, non si pone alla loro mente nessun\u2019altra cosa se non quella di fare durare il pi\u00f9 possibile quel benessere, come aumentarlo, come metterlo al riparo da ogni cambiamento sgradevole. Non avendo nessuna coscienza dell\u2019oscurit\u00e0 nella quale brancolano, oscillano di continuo tra gioia e pena, riuscita e sconfitta, distratti quotidianamente dai luccichii artificiali organizzati dalle autorit\u00e0 che brancolano nel buio con loro. La questione dell\u2019illuminazione non li sfiora nemmeno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quelli che sanno che non sono illuminati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla grande massa prima descritta escono qua e l\u00e0,\u00a0 dalle fatiche dell\u2019esistenza attuale, degli individui che s\u2019interrogano sul perch\u00e9 di tutto questo, e non possono accettare le risposte offerte dalle diverse autorit\u00e0 che pretendono di insegnare, rassicurare e dirigere il cieco flusso umano. Questi non si distinguono dai primi che per la coscienza pi\u00f9 o meno lucida, pi\u00f9 o meno ferma che essi hanno della propria cecit\u00e0 e di quella dei loro simili. Ma quella coscienza dolorosa, inconsolabile, basta a modificare il loro comportamento, a farli uscire e ad allontanarli sensibilmente dal conformismo delle idee dominanti, dall\u2019adesione alle emozioni di massa programmate, dalla ripetizione di comportamenti generati dai condizionamenti dell\u2019ambiente. Si mettono in cerca di un altro senso dell\u2019esistenza, diverso da quello che si impone alla massa dell\u2019umanit\u00e0; si rivolgono naturalmente verso nuove autorit\u00e0, marginali, che sembrano proporre prospettive di vita pi\u00f9 interessanti, pi\u00f9 stimolanti della sola ripetizione dei pensieri, sentimenti e azioni programmate dagli istinti, l\u2019educazione e i costumi. Dalla reazione all\u2019apparente assurdit\u00e0 di una vita priva di senso, \u00e8 nata la ricerca spirituale. Questa si \u00e8 sviluppata nel tempo ed \u00e8 diventata una sorta di cultura parallela, con le sue correnti, la sua storia, i miti, i luoghi santi, i personaggi \u2013 culto, le immagini, i grandi testi. Gli esseri umani della seconda umanit\u00e0 se sentono e si sanno ricercatori; si distanziano coscientemente dalla prima umanit\u00e0, adottando altri riferimenti, altre attitudini e linguaggi, altre convinzioni. Hanno una coscienza acuta della loro differenza dalla massa, ma hanno anche la sensazione penosa di non essere liberati totalmente, di subire sempre le stesse influenze, le stesse pulsioni, malgrado le loro ricerche e l\u2019aiuto di autorit\u00e0, senza giungere ad altro che a diventare pi\u00f9 o meno coscienti. Le domande rimangono, poste in mille modi diversi alle mille autorit\u00e0 spirituali: \u201ccome arrivare all\u2019illuminazione (o al risveglio, alla liberazione, alla trasfigurazione, alla pace assoluta, alla realizzazione, alla non dualit\u00e0)?. Come mettere fine allo stato ordinario di cecit\u00e0, di confusione e di incoscienza che caratterizza la natura umana?\u201d. Questi interrogativi profondi occupano un posto la cui importanza varia da un ricercatore all\u2019altro:\u00a0 per certi si tratta semplicemente di un soggetto di meditazione che viene regolarmente ad abbellire una vita piena di obblighi e di legami, per altri rimangono lancinanti, preponderanti e non lasciano in pace. Tutti sanno che non sono illuminati, ciascuno dando a quel termine una definizione corrispondente alla propria cultura spirituale, alla propria intuizione e alle proprie tendenze personali. Tutti tentano di avvicinarsi, ognuno coi propri ritmi, a quello stato intravisto o immaginato, frequentando con quello scopo individui o associazioni, che si propongono di aiutarli a raggiungerlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quelli che sanno di essere illuminati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla piccola massa prima descritta, alcuni individui sorgono qua e l\u00e0 e testimoniano una notevole, evidente modificazione della maniera ordinaria di pensare, di sentire e di agire dell\u2019umanit\u00e0 media. A causa di una eccezionale sensibilit\u00e0 innata, o di una intensit\u00e0 particolare nella ricerca, quegli individui della terza umanit\u00e0 si sono allontanati pi\u00f9 degli altri ricercatori, con esperienze di coscienza trasformatrici che descrivono con una grande diversit\u00e0 di termini. Ogni maestro, istruttore, guru, iniziato, fondatore o dirigente d\u2019associazione, fa appello alle proprie referenze, alla sua eventuale tradizione d\u2019appartenenza; in effetti: alla sua intuizione e alle sue tendenze o credenze personali, per qualificare il risultato positivo della sua ricerca. Questo produce un notevole caos di affermazioni contraddittorie, di consigli e di ricette opposte, di malintesi e di incomprensioni reciproche, cio\u00e8 di intolleranza caratterizzata. Un solo punto comune si trova tra quegli individui della terza umanit\u00e0: ciascuno sa che \u00e8 illuminato (o risvegliato, iniziato, liberato, ecc)! Ognuno si impegna a dimostrare la sua straordinaria esperienza, la sua illuminazione, diffondendo con una generosit\u00e0 tutta imbevuta di profonda seriet\u00e0, la sua buona nuova che si impegna a divulgare e insegnare a \u00a0molti individui della seconda umanit\u00e0, che a loro volta sperano e pensano di trovare qui la soluzione ultima, la conclusione della loro ricerca fino a quel momento infruttuosa. Gli illuminati che\u00a0 sanno di esserlo, danno a chi li vuole seguire l\u2019esempio di una ricerca spirituale riuscita, compiuta, essendo approdati ad un\u2019esperienza soddisfacente, ad una realizzazione attraente per tutti coloro che non sono illuminati, lo sanno e vogliono cambiare. L\u2019esperienza mostra che la quasi totalit\u00e0 di questi ultimi si accontentano di testimoniare, di insegnare, facendosi bastare l\u2019ombra protettrice di questo o quell\u2019illuminato scelto per affinit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel tipo di illuminati conosce il proprio stato d\u2019illuminazione e il cammino che l\u2019ha condotto dallo stato iniziale al secondo. E\u2019 quella persistenza della coscienza \u2013 me spazio temporale che attira e seduce tanti individui della seconda umanit\u00e0, che vedono in quei modelli la proiezione di un ideale archetipico presente in essi, diventato tangibile; proiezione che possono sviluppare, organizzare, raffinare, arricchire. Molto spesso la presenza raggiante del modello spirituale riduce lo sforzo di approfondimento individuale, interno; si delega al modello il proprio potere di crescita interiore; peggio ancora: quella presenza, consolando delle insoddisfazioni, anestetizza la loro sete di realt\u00e0 e neutralizza l\u2019indispensabile autorivolta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giunto a questo punto d\u2019osservazione, mi sembra utile ricordare alcune relazioni che possono stabilirsi tra queste tre umanit\u00e0:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli individui della prima umanit\u00e0 sviluppano tre atteggiamenti di fronte ai ricercatori spirituali: l\u2019ignoranza, l\u2019indifferenza o la diffidenza:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; l\u2019ignoranza, non entrando per la maggior parte di loro, la ricerca spirituale nel campo della loro educazione e delle categorie socio culturali. Non incontrano mai ricercatori;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; l\u2019indifferenza, nella misura in cui, ignorando in loro quella sete interiore che mette in cammino, non comprendono quella motivazione cos\u00ec strana ai loro occhi; non essendo interessati ad approfondirla, stabiliscono con i ricercatori lo stesso tipo di relazione che con tutti gli altri, in genere superficiale;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; la diffidenza, sempre pi\u00f9 sentita man mano si propaga la moda attuale del discorso anti \u2013sette. Non avendo la percezione e la conoscenza della dimensione spirituale dell\u2019essere umano, interpretano le sue manifestazioni esteriori come deviazioni patologiche o criminali. I fatti dimostrano a volte che vedono giusto, poich\u00e9 il vasto ambito della ricerca spirituale pu\u00f2 offrire rifugio ad attivit\u00e0 di manipolazione molto sospette. Ma una disonest\u00e0 intellettuale corrente consiste in quell\u2019ambito a generalizzare frettolosamente, spesso per ragioni ideologico &#8211; strategiche esse stesse sospette, senza avere veramente valutato la natura esatta e la realt\u00e0 multiforme del fenomeno in questione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli individui della seconda umanit\u00e0 hanno sviluppato due atteggiamenti opposti: uno verso la prima umanit\u00e0, l\u2019altro verso la terza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo, quello che riguarda la loro relazione con persone ordinarie, rivela in loro un senso di\u00a0 superiorit\u00e0, di essersi elevati al di sopra della massa ignorante. Le conoscenze esoteriche diffuse in quell\u2019ambiente (karma, reincarnazione, simbolismo, ecc) e le scienze occulte (astrologia, numerologia e altre arti sottili) associate a pratiche psicocorporee, contribuiscono a sviluppare quel senso di superiorit\u00e0. Questo si pu\u00f2 manifestare con una serie di comportamenti, che vanno dal disprezzo all\u2019estrema sollecitudine accondiscendente. E\u2019 evidente che questi atteggiamenti suscitano o rafforzano naturalmente le reazioni di irritazione, d\u2019ostilit\u00e0 e d\u2019intolleranza di una parte della prima umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo atteggiamento generale riguarda la loro relazione con le autorit\u00e0 spirituali. Contrariamente al primo, rivela nei ricercatori un senso d&#8217;inferiorit\u00e0, d\u2019indegnit\u00e0, proporzionale alla loro evidente o contenuta sufficienza di fronte ai comuni mortali. Pi\u00f9 \u00e8 forte l\u2019ammirazione per il modello, pi\u00f9 si accentua la repulsione o l\u2019accondiscendenza per la condizione umana. Le autorit\u00e0 spirituali sono vissute come ornate di tutte le virt\u00f9 che mancano all\u2019uomo ordinario. La proiezione, positiva o negativa, in una dialettica virtuale distruttiva dell\u2019unit\u00e0 umana, \u00e8 nociva. La divisione esteriore riflette una lacerazione interna inadatta a supportare il fuoco della conoscenza di s\u00e9. Ma si tratta, in tutta quella ricerca spirituale, di conoscersi veramente o di dimenticarsi di s\u00e9 ad ogni costo? Si tratta di trovare o di cercare eternamente, perch\u00e9 \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 che piace, appassiona, ci conviene, ci rassicura e ci valorizza? Ad ognuno la risposta in s\u00e9 stesso e per s\u00e9 stesso. La risposta determina l\u2019orientamento, gli incontri, l\u2019ambiente e l\u2019intensit\u00e0 di una vita, il piano di coscienza sul quale si svolge. L\u2019esperienza mostra che pochissimi ricercatori superano il culmine della ricerca, con la messa in questione radicale di se stessi e la solitudine interiore che quel superamento comporta. Sembrerebbe che l\u2019abito del discepolo, una volta indossato, diventi inseparabile dalla pelle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, nonostante quello stato di ricerca, alcuni rari individui emergono dalla massa dei ricercatori e testimoniano una \u201cilluminazione\u201d, come se il costume di discepolo li avesse lasciati, forse per una trasformazione. Quelli entrano con gran rumore nella terza umanit\u00e0, nell\u2019elite dei quadri spirituali, nel ristretto cerchio di quelli che sanno di essere illuminati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La loro relazione con quelli della seconda umanit\u00e0 assomiglia a quelle di questi ultimi con l\u2019umanit\u00e0 \u201cordinaria\u201d: senso di superiorit\u00e0 che \u00e8 esaltato dall\u2019idealizzazione e dall\u2019approvazione incondizionata della quasi totalit\u00e0 dei ricercatori discepoli coi quali entrano in contatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto alla loro relazione con gli individui della prima umanit\u00e0, questi diventano rapidamente inesistenti nella misura in cui esercitano la loro autorit\u00e0\u00a0 su un ambiente scelto per affinit\u00e0 spirituale e condizionato dal culto della loro persona. All\u2019interno di ciascuna delle tre categorie si manifestano correnti mutevoli di simpatia e antipatia tra gruppi e individui, accordi e disaccordi, differenti strategie, giudizi, conflitti. In generale c\u2019\u00e8 una forte identificazione al ruolo, alla funzione riconosciuta, sia spirituale che materiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ho potuto osservare, in seno a quelle tre umanit\u00e0, alcuni individui che sfuggono fortunatamente al condizionamento gregario, per adottare spontaneamente un comportamento sano, aperto, di fronte a coloro che restano i loro simili. E sono loro molto riconoscente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Coloro che non sanno di essere illuminati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c\u2019\u00e8 atto giusto possibile finch\u00e9\u00a0 una coscienza \u00e8 l\u00ec a registrarlo. L\u2019atto giusto non si conosce; non pu\u00f2 essere conosciuto, n\u00e9 da chi sembra compierlo n\u00e9 da altri. L\u2019atto giusto non rientra nel quadro di un programma, di una cultura, di una tradizione, di un\u2019attesa, di un ruolo; \u00e8 libero dal conosciuto, dall\u2019acquisito, da ogni conoscenza materiale o spirituale. Un comportamento \u201cspirituale\u201d che si riconosce come tale non appartiene a quello slancio di Vita verso Se stessa; si tratta ancora di un meccanismo, di una proiezione di un cuore e un cervello ignoranti, agitati, avidi, immaturi, attaccati ad una identit\u00e0, che si vuole certa e non \u00e8 che vapore inconsistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tradizioni autentiche\u00a0 mirano solo a quello stato dove tradizioni e insegnamenti non sono necessari. A cosa serve la scala quando si \u00e8 lanciati verso lo spazio che lo corona per il gran salto del non ritorno? Le scuole e le guide autentiche si tengono alla larga dalle categorie umane, per accogliere quelli che sono maturi, pronti a dare addio a tutta quella agitazione del mondo duale e della sua ricerca spirituale, addio\u00a0 alle impressioni, sensazioni, relazioni ed esperienze che si accumulano sulle loro spalle. Quelli che giungono a questo stato di nostalgia non possono riconoscersi in nessuna delle tre umanit\u00e0 descritte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si possono riconoscere quelle tre umanit\u00e0 come stadi verso la maturit\u00e0, verso la felice estinzione di ci\u00f2 che non \u00e8 in accordo con la Vita, con l\u2019istante. Ma quelle tappe diventano ostacoli quando ci si attacca come se costituissero l\u2019ultima realt\u00e0, il nostro traguardo. La ricerca spirituale conduce a Tutto, a condizione di uscirne. Non conduce a niente finch\u00e9 ci si resta invischiati. L\u2019ego cerca l\u2019illuminazione; lui deve sparire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non mi \u00e8 possibile descrivere pi\u00f9 nei dettagli, nei particolari questa quarta umanit\u00e0, tanto essa sfugge per semplicit\u00e0, per povert\u00e0, a tutta la ricchezza dell\u2019esperienza e del sapere umano, al quale questo scritto appartiene ancora. Non posso che suggerire, indicare, invitare, incitare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora una parola: non mi \u00e8 stato dato solo di osservare attorno a me questo quadro umano, ma l\u2019ho osservato soprattutto in me stesso. D\u2019altra parte, non ho ancora incontrato nessun essere umano che non abbia in lui quelle quattro dimensioni, sviluppate in modo diverso secondo l\u2019individuo e il momento in cui si osserva. Ognuno porta in s\u00e9 l\u2019uomo comune, il discepolo, l\u2019autorit\u00e0 e colui che \u00e8 troppo semplice per essere descritto, pensato o sperimentato. La questione non \u00e8 tanto di sapere a\u00a0 quale umanit\u00e0 apparteniamo, ma a quale desideriamo consacrare la nostra esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale vita desideriamo davvero?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla grande massa prima descritta escono qua e l\u00e0,  dalle fatiche dell\u2019esistenza attuale, degli individui che s\u2019interrogano sul perch\u00e9 di tutto questo, e non possono accettare le risposte offerte dalle diverse autorit\u00e0 che pretendono di insegnare, rassicurare e dirigere il cieco flusso umano. Questi non si distinguono dai primi che per la coscienza pi\u00f9 o meno lucida, pi\u00f9 o meno ferma che essi hanno della propria cecit\u00e0 e di quella dei loro simili. Ma quella coscienza dolorosa, inconsolabile, basta a modificare il loro comportamento, a farli uscire e ad allontanarli sensibilmente dal conformismo delle idee dominanti, dall\u2019adesione alle emozioni di massa programmate, dalla ripetizione di comportamenti generati dai condizionamenti dell\u2019ambiente. <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[67],"tags":[118],"class_list":["post-673","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-bousquet-jean","tag-ricerca-interiore"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/673","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=673"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/673\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=673"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=673"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=673"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}