{"id":69,"date":"2010-08-02T20:25:22","date_gmt":"2010-08-02T20:25:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=69"},"modified":"2016-04-03T23:06:42","modified_gmt":"2016-04-03T23:06:42","slug":"sofferenza-e-contemplazione-di-jean-klein","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/sofferenza-e-contemplazione-di-jean-klein\/","title":{"rendered":"Sofferenza e contemplazione di Jean Klein"},"content":{"rendered":"<p>3\u00e8me Mill\u00e9narie n. 70 \u2013 Traduzione della Dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p>Da una conversazione tenuta a Royaumont, il sabato pomeriggio del 25ottobre 1980<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/klein.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-71\" title=\"klein\" src=\"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/klein.jpg\" alt=\"Jean Klein\" width=\"96\" height=\"130\" \/><\/a>D: Che atteggiamento avere quando ci troviamo nella sofferenza fisica ?<\/p>\n<p>R: Il dolore appare per qualcuno. Se voi vi identificate con il vostro dolore, siete completamente sommersi e allora lottate, vi difendete. Il dolore vi permette di situarvi, di comprendere che non siete ci\u00f2 che \u00e8 dolore; voi siete, in qualche modo, il conoscitore di questo dolore. Quando lasciate che la sensibilit\u00e0 si svegli completamente, a quel punto c\u2019\u00e8 una massa di sensibilit\u00e0 ma non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 dolore;\u00a0 resta una sensazione.<\/p>\n<p>Potremmo dire che allora avete eliminato una grossa parte della sensibilit\u00e0. Il dolore, come la sofferenza psichica, in un certo modo sono dei segnali indicatori che vi permettono di situarvi. Quando va tutto bene, il piacere, le cose gradevoli sono, per noi, naturali, evidenti e pensiamo di averne diritto, finch\u00e9 la presenza del dolore, della sofferenza, ci d\u00e0 la possibilit\u00e0 di situarci in un asse che si trova al di l\u00e0, una Presenza silenziosa.<\/p>\n<p>E\u2019 unicamente questo asse, questo centro che rappresenta una posizione liberatrice, dove ogni eliminazione di questa sensibilit\u00e0, di questa sensazione potrebbe trovare una possibilit\u00e0 di eliminarsi, cio\u00e8 che l\u2019organismo ritrovi, di nuovo, il suo equilibrio, perch\u00e9 il dolore non \u00e8, in fondo, che l\u2019Armonia rotta.<\/p>\n<p>Ogni intervento sul dolore \u00e8 completamente arbitrario. Il medico che si chiama quando c\u2019\u00e8 il dolore \u00e8 tenuto a conoscere la natura delle cose. Se conosce veramente la natura delle cose che funzionano armoniosamente, la sua presenza e il suo intervento permettono di aiutare questa natura a rientrare nell\u2019ordine. Ma \u00e8 molto importane che prendiate consapevolmente, e da voi stessi, l\u2018atteggiamento che permette di reintegrare l\u2019equilibrio, perch\u00e9 questo disequilibrio non proviene dalla natura stessa, ma da un intervento di\u00a0 un \u201cme\u201d, di un soggetto, di una persona. Questa persona isolata crea il conflitto, la disarmonia. Quando contemplate la sofferenza o il dolore, vi distaccate anche dalla persona e in questa posizione che \u00e8 la vostra natura, maturando, che \u00e8 attenzione totale, questa coscienza \u201cuna\u201d permette ad ogni cosa di rientrare, di nuovo, nell\u2019ordine, sia per voi che per un\u2019altra persona.<\/p>\n<p>D: Mi domando se la sofferenza \u00e8 necessariamente dolorosa o se non \u00e8 un\u2019idea ricevuta\u2026<\/p>\n<p>R: La sofferenza, di cui parlate, \u00e8 sempre provocata da un situazione in rapporto con un\u2019altra, cio\u00e8 il me. Vedete le cose in voi come se si riferissero ad una immagine di voi stessi. L\u00e0, effettivamente, si pu\u00f2 qualificarla, ma dal momento in cui restate completamente sguardo, la situazione si riferisce alla Totalit\u00e0. Vorrei che lo sperimentaste. Lo sguardo \u00e8. Non \u00e8 n\u00e9 positivo n\u00e9 negativo, ma, all\u2019ultimo, positivo! Noi siamo la gioia!<\/p>\n<p>La tristezza non esiste, \u00e8 una visione frazionata. Il me preferisce la tristezza ad una assenza del me!<\/p>\n<p>D: Non esistono delle tecniche, dei mezzi per portarci a uno stato pi\u00f9 risvegliato, pi\u00f9 libero ?<\/p>\n<p>R: Dovete coltivare la contemplazione, contemplare il vostro corpo; vi renderete conto che contemplate l\u2019immagine che avete del vostro corpo. Lasciatevi visitare, affascinare dal vostro corpo e, in quel momento, siete completamente ricettivi, gli schemi del vostro corpo non hanno pi\u00f9 luogo e sorge la vera percezione.<\/p>\n<p>Per trovare ci\u00f2 che siete fondamentalmente, bisogna prima passare per una osservazione, una\u00a0 contemplazione di un oggetto. Quando l\u2019oggetto muore nella contemplazione, voi siete scelti dalla Contemplazione. La Contemplazione si sceglie essa stessa da lei stessa!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dolore appare per qualcuno. Se voi vi identificate con il vostro dolore, siete completamente sommersi e allora lottate, vi difendete. Il dolore vi permette di situarvi, di comprendere che non siete ci\u00f2 che \u00e8 dolore; voi siete, in qualche modo, il conoscitore di questo dolore. 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