{"id":692,"date":"2010-09-25T16:58:15","date_gmt":"2010-09-25T16:58:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=692"},"modified":"2016-04-03T23:05:39","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:39","slug":"le-sette-tappe-della-morte-un-parto-alla-fine-dellesistenza-di-lydia-muller","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/le-sette-tappe-della-morte-un-parto-alla-fine-dellesistenza-di-lydia-muller\/","title":{"rendered":"Le sette tappe della morte. Un parto alla fine dell\u2019esistenza? di Lydia Muller"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 83 \u2013 Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La mia\u00a0 ricerca sulla fine dell\u2019esistenza ha ricevuto un impulso decisivo da una parte piuttosto inattesa: quello della nascita, il suo polo opposto. Ma morire e nascere, inizio e fine, non vanno di pari passo da sempre?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ricerche di Bernard Montaud sui traumi del passato, tra cui il trauma perinatale, hanno confermato(se ne dubitava gi\u00e0) che il parto costituisce una prova maggiore per il beb\u00e8. Stanislav Grof, Arthur Janov e molti altri avevano fatto ricerche su quell&#8217;argomento. Ma i lavori\u00a0 di Bernard Montaud colpiscono per la loro precisione e le nuove prospettive per il parto. Dopo aver assistito per una ventina d\u2019anni al ricordo cosciente della nascita di pi\u00f9 di\u00a0 duecento adulti con la psicanalisi corporea, metodo d\u2019investigazione che fa appello unicamente alla memoria corporea, ha codificato quel processo in sette tappe. Il bambino sarebbe messo a confronto con molte prove e sofferenze fisiche e psicologiche, obbligandolo ogni volta a una soluzione di sopravvivenza. La nascita costituirebbe cos\u00ec una paziente iniziazione alla vita sulla terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In cosa quelle tappe della nascita, che svilupper\u00f2 pi\u00f9 avanti, si riferirebbero alla morte? Questo processo ha profondamente colpito la psicoterapeuta dei malati gravi e del morente che io sono, e fa sorgere in me le domande seguenti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ci sarebbe un parto all\u2019altro capo della vita?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quali sarebbero le tappe?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Due percorsi eroici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Riflettendo sulla morte, mi \u00e8 apparsa un\u2019analogia: la nascita e la morte sembrano seguire uno stesso cammino, ma per certi aspetti inverso. L\u2019uno \u00e8 il percorso eroico del bambino che lascia il suo mondo interiore per raggiungere il mondo esterno; l\u2019altro \u00e8 quello, anch\u2019esso eroico, del morente, chiamato a staccarsi dal mondo esterno per raggiungere un mondo ai nostri occhi sconosciuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea di un neonato insensibile e senza percezioni si \u00e8 rivelata totalmente falsa. Lui al contrario possiede degli organi di senso estremamente ricettivi che gli permettono di percepire tutto, di sentire tutto, perfino i pensieri delle persone presenti. All\u2019altro capo della vita, quelli che sono giunti ai confini della morte, nel NDE (Near Death Experience, esperienza di morte imminente), testimoniano esperienze paragonabili degli organi dei sensi. Ci ritorneremo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho perci\u00f2 provato a vedere se c\u2019\u00e8 una corrispondenza tra il percorso di chi nasce e quello di chi muore. Per mostrare questo parallelismo, ho giustapposto ogni fase della nascita alla\u00a0 fase corrispondente della morte. Non \u00e8 certo che un mucchio di ipotesi, una nuova griglia di lettura, ma ha il merito di fare un chiarimento su quel momento cos\u00ec essenziale della fine della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima tappa della nascita: la\u00a0 \u201cdecisione\u201d di nascere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho messo la parola decisione tra virgolette, perch\u00e9 questa fase non \u00e8 cosciente che raramente nella nostra cultura. Gli etnologi conoscono bene i rituali\u00a0 di certe trib\u00f9 pellerossa per esempio, dove il vecchio, sapendo che deve morire, chiede di radunare la parentela. Quando, dopo molti giorni di viaggio, sono tutti arrivati, li saluta con un cerimoniale prima di ritirarsi nella sua tenda. \u201cSi presenta\u201d per morire!\u00a0 Da noi, le tracce di quella coscienza della morte vicina mi sono giunte a diverse riprese da testimonianze di famiglie che riguardavano un parente morto di morte improvvisa. Dopo il fatto, si sono ricordati degli incontri affettuosi richiesti dallo scomparso poco prima della morte, una messa in ordine inabituale dei propri affari o strane frasi sulla propria morte, che nessuno allora prendeva sul serio. Elisabeth Kubler\u2013Ross ha descritto molti casi di bambini, le cui parole e disegni annunciavano chiaramente la propria morte, il proprio distacco. Tutte quelle testimonianze dicono la stessa cosa: in una parte di loro, sapevano che \u201cera deciso\u201d di morire. In generale le persone subiscono quella decisione all\u2019apparire di una malattia mortale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Seconda tappa della nascita:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">il lungo corridoio del ventre o la lunga fase delle contrazioni non espulsive. Si sa quando questo comincia, ma non quando finir\u00e0. La forza brutale del ventre sottomette il bambino al gioco delle contrazioni. E\u2019 un\u2019immensa prova di durata e d\u2019impegno nello sforzo per andare verso l\u2019uscita. Il bambino non ha che una scelta. Andare con le contrazioni o lottare contro di loro\u2026 Ora scopre che se non avanza soffre. Durante\u00a0 questa tappa\u00a0 gioca un potente corpo a corpo con la madre, di cui sente tutti gli stati d\u2019animo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Seconda tappa della morte: il lungo corridoio delle perdite funzionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La fine della vita ha le sue contrazioni, la sua prova d\u2019usura: le perdite funzionali inesorabili punteggiate da qualche tregua pi\u00f9\u00a0 o meno lunga. Le forze brutali della malattia sottomettono il morente al gioco delle diminuzioni e perdite dei ruoli. Ma, se il bambino deve stare nello sforzo, il morente deve imparare a lasciar andare. Come il bambino, il morente non ha come alternativa che lottare contro le perdite, opponendosi pur subendole, o di andare con loro approfittando di ci\u00f2 che resta. In questa fase, come nel parto, si assiste a un corpo a corpo psicologico tra il morente e i suoi familiari. Egli sente tutte le loro paure, tutte le tensioni confuse con le sue. Questa tappa contiene le differenti fasi del lutto descritto da Elisabeth Kubler\u2013Ross: diniego, rivolta, contrattazione, depressione, le montagne russe della speranza e della disperazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Terza tappa della morte: i punti di blocco del me.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 la fase cruciale che attiene all\u2019attaccamento affettivo centrale (a un parente, una responsabilit\u00e0, un ruolo, un bene\u2026). Malgrado il morente abbia gi\u00e0 perduto la maggioranza delle funzioni corporee e il suo corpo non sia che un inferno di disfunzioni, lotta con accanimento per mantenere un ultimo controllo sul corpo o sul mondo esterno\u2026 Fin l\u00e0 si era rassegnato alle perdite precedenti, ma ora perdere significa perdere tutto, tutta l\u2019identit\u00e0 del me. E, come al bambino, occorre al morente una dose di sofferenza insopportabile per avere il coraggio eroico di sacrificare ci\u00f2 che ha di pi\u00f9 caro, il suo bisogno di essere questo o quello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Viaggio alle frontiere della morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di proseguire con le tappe extrauterine, devo precisare che quelle fasi mi hanno dapprima interessato per il loro parallelo con certe esperienze molto particolari che sopravvengono alle frontiere della morte: le NDE. Il vissuto riportato\u00a0 da persone dichiarate clinicamente morte per un arresto cardiaco o respiratorio, per esempio, somigliano alle tappe 4, 5 e 6 di una morte per parto cesareo, cio\u00e8 senza le contrazioni di una decadenza fisica preliminare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma riassumiamo rapidamente lo svolgimento delle principali fasi di una NDE. Dapprima il morto si trova proiettato fuori dal corpo, ondeggiando al di sopra di questo in uno stato di benessere, senza alcuna emozione o interesse per lui. Vede e sente tutta la scena che si svolge, di cui testimonier\u00e0 pi\u00f9 tardi con una precisione stupefacente. Meglio, come se un velo gli fosse caduto dagli occhi, percepisce perfino i pensieri delle persone presenti. Poi attraversa un tunnel nel quale pu\u00f2 incontrare parenti gi\u00e0 deceduti. All\u2019altro capo del tunnel, vede il film della sua vita nei minimi dettagli e in visione panoramica. Percepisce d\u2019un tratto la vera portata\u00a0 dei suoi atti e vive il loro impatto sugli altri. Ora tutti riportano che il solo giudizio presente \u00e8 il loro. Nella fase seguente, vissuta da circa il 10% dei soggetti, si trovano tuffati in una luce indicibile. La parola che torna costantemente \u00e8 l\u2019Amore incondizionato mai incontrato sulla terra. Vivono il Perdono ultimo, quando la loro imperfezione umana incontra l\u2019Amore assoluto. Questa esperienza \u00e8\u00a0 di una tale potenza che pi\u00f9 niente al mondo li attira.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, avendo raggiunto un certo limite, devono cambiare cammino e\u00a0 indossano di nuovo lo scafandro del loro corpo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente, 8 milioni di testimonianze nel mondo attestano quello svolgimento nelle sue grandi linee a diversi gradi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Potrebbe darsi che i \u201cquasi morti\u201d della NDE vivano in un tempo concentrato ci\u00f2 che l\u2019agonizzante vive in modo diluito in molti giorni? Le NDE ci sembrano indicare che il morente guarda sempre pi\u00f9 lontano, come attraverso una vista lunga: dapprima il suo corpo e gli umani attorno, poi tutta la sua vita passata, per infine intravedere una dimensione molto al di l\u00e0 dell\u2019umano. Nel processo della nascita descritto da Bernard Montaud, al contrario, il bambino vedrebbe sempre pi\u00f9 vicino; dapprima le condizioni terrene, poi la condizione umana in generale e infine l\u2019interiorit\u00e0 della propria madre. Ho provato a\u00a0 comprendere le mie osservazioni vicino ai morenti alla luce di quel nuovo chiarimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma riprendiamo il processo\u00a0 delle tappe extrauterine, precisando che, nel bambino come nel morente, possono essere mescolate tra loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Quarta tappa della nascita: l\u2019uscita dal ventre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il bambino lascia il ventre della madre, pur restandovi attaccato con il cordone ombelicale. Vive dapprima un gran sollievo, il piacere di un\u2019improvvisa libert\u00e0, seguito dall\u2019incontro brutale delle condizioni terrene come l\u2019aria fredda, la luce violenta, i rumori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Quarta tappa della morte: l\u2019uscita dal me.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire da questa tappa il morente entra nello stato chiamato agonia, mentre il suo spirito guadagna in altezza di vista. La fine delle identificazioni, ma soprattutto il fatto d\u2019avere abbandonato la presa, gli danno un senso di sollievo e di libert\u00e0. Staccato dai ruoli, entra in una grande distanza emozionale che lo porta al di sopra della mescolanza umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre in questa fase il bambino subisce il mondo fisico, il morente subisce il mondo psichico di chi lo circonda, il tormento affettivo, le afflizioni e i sensi di colpa. \u201cLoro non piangono la mia morte, ma piangono perch\u00e8 li lascio. Quando si muore il peggio \u00e8 il peso dei vivi\u201d, diceva una paziente dieci giorni prima di morire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Quinta tappa della nascita: l\u2019incontro con l\u2019imperfezione umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa fase, il neonato \u00e8 curato dall\u2019ostetrica. E\u2019 il suo primo incontro con un campione umano che certo \u00e8 professionale, ma senza legame d\u2019amore. Il cordone \u00e8 tagliato e lui scopre la condizione umana: la dissociazione del corpo dalla mente. Gli umani hanno tutti la stupefacente facolt\u00e0 di essere presenti con il corpo e altrove con la testa. Lui soffre terribilmente di essere toccato da mani assenti e vuote. Cos\u00ec, focalizzandosi su quello che non ha nessuna importanza per lui, come i suoi piedi o il suo corpo, chi lo accudisce lo fa oggetto delle sue cure, dove solo il corpo ha importanza ai suoi occhi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Quinta tappa della morte: vedere la propria imperfezione o il bilancio della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">A differenza del bambino che incontra l\u2019imperfezione della nostra umanit\u00e0 cos\u00ec divisa e incosciente, il morente incontra la totalit\u00e0 della propria vita con tutta la sua imperfezione. Come nelle NDE \u00e8 davanti alle motivazioni e alle conseguenze\u00a0 vere delle sue azioni. Durante l\u2019agonia, i morenti non parlano pi\u00f9 molto e raramente dicono a cosa si trovano confrontati in quella revisione della loro vita. A volte osserviamo una certa agitazione, a lamenti o semplicemente vediamo che non arrivano a morire. A volte ci sono alcune parole udibili, come quelle di una morente a una figlia handicappata che aveva sofferto della sua distanza e della sua durezza: &#8220;Dio mio, come hai dovuto soffrire!&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Sesta tappa della nascita: l\u2019amore condizionato dei genitori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il bambino \u00e8 portato alla sua mamma. Mentre aveva sperato che i genitori fossero diversi dalle levatrici, scopre il loro amore cos\u00ec imperfetto, cos\u00ec condizionato paragonato all\u2019incondizionato e alla perfezione dell\u2019esperienza intrauterina. Per la prima volta, il neonato scopre che ignorano tutto di lui e di ci\u00f2 che sta attraversando. Non \u00e8 visto per quello che \u00e8, perch\u00e9 esiste solo nel loro mondo di proiezioni e di desideri. Ha gi\u00e0 il suo posto nello scacchiere familiare, con il compito di riunire o separare la coppia parentale, di procurare alla madre importanza agli occhi del marito o di essere colui che \u00e8 sempre di troppo\u2026 Quella percezione porta il neonato al limite della resistenza nervosa. Per preservare l\u2019equilibrio psicologico, sar\u00e0 obbligato a usare il suo primo meccanismo di difesa. E\u2019 il senso della tappa seguente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Sesta tappa della morte: l\u2019Amore o l\u2019assenza d\u2019Amore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa fase dovrebbe essere l\u2019incontro con la luce d\u2019Amore delle NDE. Ora, solo il 10% dei soggetti delle NDE raggiunge quell\u2019Amore, non ce ne sono di pi\u00f9 negli agonizzanti. Non posso che sollecitare l\u2019importanza dell\u2019amore tra il morente e i suoi cari. Come molti assistenti, ho io stessa visto agonie che non finivano mai e, appena una data persona andava al\u00a0 capezzale del morente, lui si spegneva. In assenza dell\u2019amore interno, questo deve venire da fuori, dai parenti e dagli assistenti. Ma succede anche che ci si trovi di fronte a un viso cos\u00ec raggiante e sereno che una presenza luminosa nascosta ai nostri occhi \u00e8 indubitabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Settima tappa della nascita: l\u2019installazione dello schermo o la chiusura dei grandi organi di senso per percepire meno e soffrire meno in questo mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Perdendo i \u201cgrandi occhi\u201d non \u00e8 pi\u00f9 nel mondo, ma nel \u201csuo\u201d mondo. Il traumatismo della nascita sembra avvenire per migliorare le condizioni del parto, perch\u00e9 la pi\u00f9 gran sofferenza viene attraverso l\u2019umano. Cos\u00ec l\u2019impronta di quella sofferenza prima e unica diviene la base della sua personalit\u00e0, anch\u2019essa unica, e attraverso di lei sente di esistere. Tutta la vita l\u2019essere umano tenta di difendersi contro quel primo dolore, pur riproducendolo inesorabilmente, come per ritrovare i propri riferimenti originali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Settima tappa: la morte o il togliere lo schermo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non occorre alcuna spiegazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La testa in avanti o all\u2019indietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, quel processo ci chiarisce sulle diverse difficolt\u00e0 inerenti alla morte, ma anche su certi vantaggi Ne ho rilevati alcuni :<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0 Se il 97% dei neonati\u00a0\u00a0 nella nascita si presentano con la testa in avanti, solo il 3% all\u2019indietro, la proporzione \u00e8 invertita, mi sembra , alla fine della vita. Una piccolissima parte di persone comincia la morte \u201ccon la testa in avanti\u201d, con un \u201csi, vado!\u201d . La maggioranza\u00a0 si presenta all\u2019indietro. La ragione principale di quella differenza mi pare essere nel fatto che il bambino \u00e8 a termine, mentre la maggioranza dei morenti non si sentono n\u00e9 pronti n\u00e9 compiuti ed \u00e8 logico che rifiutino\u00a0 la morte. E se la lotta\u00a0 contro le contraddizioni servisse a guadagnare del tempo per andare allo scopo di ci\u00f2 che si ha da compiere sulla terra!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La percezione del dolore \u00e8 strettamente legata al senso o all\u2019assenza di senso. Una donna potrebbe sopportare le contrazioni dolore del parto, se non conoscesse il loro senso: la dilatazione del collo uterino perch\u00e9 il bambino possa nascere? E non \u00e8 l\u2019assenza di senso che rende insopportabile la fine della vita, intollerabile la degradazione fisica?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nella seconda tappa, quella delle contrazioni del corpo decadente, incontriamo la lotta accanita contro la malattia, la speranza di guarire e la disperazione dell\u2019aggravamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dice che la speranza fa vivere, direi piuttosto che fa durare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno in cui un medico ha detto a una paziente leucemica che non c\u2019era pi\u00f9 nessun<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">trattamento possibile, ha esclamato: \u201cFinalmente \u00e8 finito l\u2019inferno della speranza!\u201d; \u00e8<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">diventata calma e distesa, non esprimendo pi\u00f9 che i desideri di ci\u00f2 che voleva ancora<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">prima di morire. Approfittare di quello che resta, ecco il grande vantaggio che permette<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">davvero di vivere in questa fase.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La tappa dei punti di blocco sembra intimamente legata alla capacit\u00e0 o no di lasciar andare o di accettare di perdere per vincere altrove. Le perdite servono, come le contrazioni uterine, a preparare un passaggio, ma per il quale non si passer\u00e0 che spogliati di tutto. Per l\u2019ego \u00e8 impossibile vedere un senso al di l\u00e0 della sua persona. E meno ha un senso, pi\u00f9 la lotta sar\u00e0 accanita e pi\u00f9 bisogner\u00e0 reggere un dolore insopportabile per lasciar andare, Ora, \u00e8 evidente che pi\u00f9 la sofferenza \u00e8 grande, pi\u00f9 la tentazione del suicidio o dell\u2019eutanasia sar\u00e0 forte. Invece di uscire dal me verso un nuovo stato di coscienza, prender\u00e0 la via della disperazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Credo che la vicinanza della morte abbia la virt\u00f9 di spingere l\u2019uomo verso il meglio di s\u00e9; grazie all\u2019imminenza della morte, diventa capace di dire o di agire in un modo prima impensabile. Il vantaggio per il morente e i suoi cari mi pare di andare all\u2019apice dell\u2019amore possibile. Ma il principale vantaggio sta secondo me a monte del processo del morire. Infatti, se il 20\u00b0 secolo ha iniziato la preparazione al parto durante la gravidanza, non succeder\u00e0 nel 21\u00b0 secolo di iniziare nel corso della vita una preparazione al parto finale?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riflettendo sulla morte, mi \u00e8 apparsa un\u2019analogia: la nascita e la morte sembrano seguire uno stesso cammino, ma per certi aspetti inverso. 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