{"id":704,"date":"2010-09-26T15:28:33","date_gmt":"2010-09-26T15:28:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=704"},"modified":"2016-04-03T23:05:38","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:38","slug":"nascere-al-proprio-angelo-di-patricia-montaud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/nascere-al-proprio-angelo-di-patricia-montaud\/","title":{"rendered":"Nascere al proprio angelo di Patricia Montaud"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 83 \u2013 Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Non avevo una particolare affinit\u00e0 con la nozione d\u2019angelo e la lettura di quel favoloso libro che \u00e8 \u201cDialogo con l\u2019angelo\u201d mi aveva un po\u2019 dirottato per la connotazione troppo religiosa, ma anche, devo riconoscerlo, perch\u00e9 sfuggiva davanti ad ogni tentativo d\u2019intelligenza da parte mia. E poi mio marito e io stessa abbiamo incontrato Gitta Mallasz, con la quale andammo a vivere qualche anno pi\u00f9 tardi, e tutta la nostra esistenza cambi\u00f2 di colpo. Perch\u00e9 \u00e8 uno shock incontrare improvvisamente qualcuno che ha messo in pratica i \u201cDialoghi con l\u2019angelo\u201d nella sua vita quotidiana! E\u2019 uno shock vedere da vicino, gli occhi negli occhi, una rappresentante della specie umana impregnata di tutta una vita di dialoghi coscienti. Ed \u00e8 un terremoto sentirsi dire in modo pi\u00f9 naturale del mondo in un discorso diretto: \u201cE tu, quand\u2019\u00e8 che dialoghi con il tuo angelo? Lui ti aspetta!\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io? Quella esperienza era possibile per me?\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dio mio, come nascere al proprio angelo richiede il credere che ne abbiamo uno!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, anche quando gli si crede, non si dialoga con il proprio angelo di punto in bianco semplicemente perch\u00e9 un bel giorno lo si decide.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Dialogare con l\u2019angelo \u00e8 una funzione, una autentica funzione biologica, una nuova funzione per tutta l\u2019esperienza umana, una vera conquista del mondo interiore, cos\u00ec complessa come lo \u00e8 stata la conquista del mondo esterno da sei milioni di anni che l\u2019uomo esiste sulla terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La funzione dialogo con l\u2019angelo, \u00e8 molto semplicemente la maniera cristiana d\u2019aver accesso alla Coscienza, quella stessa coscienza che tutte le tradizioni cercano, ognuna a suo modo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 quello che abbiamo scoperto con Gitta! Ma ci vogliono anni per fare la differenza tra il piccolo dialogo che ha luogo con il basso di noi stessi, quel dialogo che si fa nostro malgrado, e il grande dialogo con la cima di noi stessi che \u00e8 un\u2019esperienza spirituale da conquistare.\u00a0 Occorre una lunga educazione interiore, una lenta maturazione, per semplicemente ricominciare a sentire il mormorio delle nostre intuizioni, il brusio della verit\u00e0 senza abbellimenti, di quest\u2019altro mondo psichico che regna solo nella Coscienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl dialogo con l\u2019angelo \u00e8 una via senza via, diceva Gitta; sapete, l\u2019angelo \u00e8 dapprima un vecchio messaggero cristiano, una specie d\u2019amore simbolico proposto all\u2019uomo prima che faccia lui stesso l\u2019esperienza di incontrarlo. Perch\u00e9 poi, si tratta di una realt\u00e0 cos\u00ec concreta che l\u2019angelo diventa molto naturalmente ci\u00f2 che risponde senza concessioni quando\u00a0 si ha una vera domanda\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lei ci fece prima cercare le nostre parole per definire quel meglio di noi stessi: colui che mi accompagna, il mio consigliere segreto, il mio pari di luce, chi sa in me, la mia intuizione geniale, la mia ispirazione creativa, la mia memoria del futuro, la mia intima convinzione immediata senza alcuna intelligenza, il mio appuntamento segreto con la coscienza, colui che risponde in Verit\u00e0 e senza concessioni\u2026 Che importa il suo nome, quando ci rende Vivi!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi ci insegn\u00f2 l\u2019arte della domanda, sola porta d\u2019ingresso per poter dialogare con il nostro angelo. Perch\u00e9 nascere al proprio angelo, \u00e8 tutta una strada da percorrere in s\u00e9! E allora abbiamo scoperto il mistero della domanda, quella met\u00e0 della strada che dovevamo fare\u00a0 in trasparenza per attirare infallibilmente la risposta in Verit\u00e0! Dio mio, come gi\u00e0 l&#8217;esigenza \u00e8 sovrumana quando si tratta di trovare solamente la VERA domanda! Dio mio, come siamo stati sovente maldestri, e perfino\u00a0 fiacchi talvolta, di fronte a quella esigenza cos\u00ec nuova per noi!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo che sia per trasfusione, per comparazione con i suoi dialoghi sempre di fuoco e sangue che le nostre esperienze sono state obbligate a prendere temperatura, accrescere un poco per sopportare la sua vicinanza. E all\u2019inizio abbiamo spesso rischiato l\u2019indigestione\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Gitta ci ha insegnato tutta un\u2019arte di vivere facilitando quella esperienza centrale, tutto un modo d\u2019essere e di pensare quotidianamente perch\u00e9 quella avventura interiore sia possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti\u00a0 Angelo e uomo sono promessi l\u2019uno all\u2019altro dalla notte dei tempi, e un giorno finalmente ci crediamo! Un giorno abbiamo il coraggio di una prima vera domanda che attira una prima vera risposta. Ed ecco, siamo nati! E il cielo esulta!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9, se nasciamo all\u2019angelo con la nostra prima domanda, anche lui nasce per noi con la sua prima risposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Da semplici promessi, eccoci diventati amanti. Ci vorr\u00e0 del tempo ancora, perch\u00e9 un giorno diventiamo sposi, mantenendo insieme un Compito. Solo allora, diventando obbligatorio, quel legame si far\u00e0 sempre pi\u00f9 naturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 \u00e8 veramente per s\u00e9, per la sua importanza, che si pu\u00f2 suscitare quel genere di dialogo in Verit\u00e0? Detto in altre parole, si pu\u00f2 davvero incontrare il proprio angelo, finch\u00e8 lo di domanda solo da s\u00e9? Oppure quell\u2019incontro \u00e8 facilitato dal fatto che lo si interroghi per servire una causa e per aiutare gli altri? Non \u00e8 un vero allontanarsi dall\u2019angelo\u00a0 di cui si tratta quando s\u2019immagina che quel parente di luce serva soltanto a fare brillare se stessi? \u00c8 davvero programmato per quell\u2019effetto? Quell\u2019accoppiamento reale tra la materia e la luce, non \u00e8 piuttosto previsto per una Causa da difendere, per servire mille uomini in un Impegno, invece di servire solo la nostra piccola persona? Cos\u00ec, finch\u00e8 non siamo liberi dalla nostra propria importanza, pu\u00f2 essere\u00a0 che ci siano delle priorit\u00e0 d\u2019interesse che ingarbugliano l\u2019ascolto celeste. Quale pedagogia divina: finch\u00e8 l\u2019angelo non \u00e8 vitale, pu\u00f2 non importare! Ma quando improvvisamente un Impegno ci obbliga a consacrare la nostra vita a un Servizio, allora l\u2019angelo diventa obbligatorio, allora la funzione dialogo diventa un riflesso di sopravvivenza, allora la coscienza ispirata \u00e8 ormai il solo modo di esistere. E la cosa \u00e8 strana, perch\u00e9 dopo le nozze intime, imposte dall\u2019Impegno, sembra che non si domandi pi\u00f9 di fuori, ma di dentro, come se l\u2019angelo fosse diventato una parte sposata di noi stessi: la nostra met\u00e0!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gitta era meravigliata vedendo quanto l\u2019angelo, secondo la nostra specificit\u00e0, rispondeva con mezzi differenti a ciascuno, quanto si adattasse al linguaggio di ciascuno. Ma quanto era\u00a0 altrettanto capitale che gli uomini fossero maturi per essere buoni traduttori e non imbarcarsi in facili interpretazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un giorno, avemmo l\u2019idea di fare un repertorio di tutte le nostre trovate e sciocchezze perch\u00e9 ci servissero. Ed \u00e8 cos\u00ec che \u00e8 nato una specie di abbecedario che ci fece giocare tutti e tre per alcuni mesi. Quali erano le leggi dell\u2019incontro con l\u2019angelo? Quali lo facilitavano? Quali lo impedivano? Quali erano le difficolt\u00e0? Ecco come \u00e8 nato \u201cil piccolo manuale del dialogo con l\u2019angelo\u201d. Gioco terribile, che ci port\u00f2 molto pi\u00f9 lontano del previsto! Come Gitta ha dovuto divertirsi davanti allo spettacolo della nostra affascinante ingenuit\u00e0! Perch\u00e9 a ogni nuova legge che sperimentavamo con molta fierezza, ci era dato di vivere la\u00a0 \u201ccontrolegge\u201d dal giorno dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gitta non ci ha insegnato tecniche di dialogo propriamente dette, ci ha insegnato a ripetere quel viaggio a volont\u00e0. E\u2019 riuscita a fare di ciascuno dei nostri infortuni un punto di partenza per una nuova avventura con i nostri angeli. Ha fatto di noi dei globe \u2013 trotter terra \u2013 cielo, pronti a imbarcarsi in ogni sofferenza che ci abbattesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">E ci ha soprattutto insegnato la condizione prima che rende possibile ogni viaggio: saper giocare con le nostre imperfezioni. &#8220;Finitela di voler essere dei piccoli perfetti concentrati! Il vostro angelo s\u2019annoia con voi, figli miei! \u201d, ci lanciava continuamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Si, ma ecco, quella condizione prima ad ogni dialogo, accettarsi imperfetti, \u00e8 gi\u00e0 una montagna da scalare, un inverosimile ostacolo da superare. Io non sapevo giocare con le mie imperfezioni, non sapevo sdrammatizzare i miei problemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">E tutte le teorie del mondo non servivano a niente contro quel dito accusatore che puntavo continuamente contro me stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora Gitta invent\u00f2 per noi dei giochi per alleggerire le nostre rigidit\u00e0 di chi dialoga con troppa applicazione. Niente grandi spiegazioni \u201cspirituali\u201d, come lei diceva, ma dei giochi che ci obbligavano a sorridere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cTu allevi dei bambini<\/strong><strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insegna loro a giocare, a giocare nuovi giochi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Preparali alla creazione! Non pi\u00f9 giochi antichi, ma nuovi!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il bambino gioca, si dimentica di se stesso, dimentica il suo me.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco ci\u00f2 che il nuovo gioco crea.\u201d (Dialoghi con l\u2019angelo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Si, con Gitta abbiamo giocato molto! Ancora oggi sono stupita della semplicit\u00e0 di quei giochi che la sola intelligenza non oserebbe inventare per paura del ridicolo: il gioco del cucchiaio magico anti\u2013crisi o quello del salvadanaio per giudizi, il gioco di farmi cantare la mia gelosia su un aria d\u2019opera o ancora di disegnare la nostra caricatura del giorno\u2026 e tutti quegli oggetti anti\u2013melodramma che non smetteva di improvvisare per far nascere l\u2019humor dalle nostre bestialit\u00e0. E cos\u00ec tutti quei soprannomi di cui ci parlava fino a che il nostro errore del momento non ci faceva sorridere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c Si, ve lo dico sul serio, sono profondamente convinta che il gioco \u00e8 la via pi\u00f9 diretta per arrivare a COLUI che ha inventato il Gioco della Creazione. Ma lo dico invano\u2026 nessuno mi crede\u2026 \u00e8 troppo semplice, o perfino semplcistico. Oggi, c\u2019\u00e8 la complicazioni di chi fidarsi. \u201cPer\u00f2 \u00e8 la complicazione della vita\u201d, scriveva nella nostra rivista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019inizio, lo confesso, la sua forma d\u2019insegnamento ci parve molto sconcertante, perfino pericolosa. Non era veramente serio, tutti quei giochetti! Ci attenevamo tanto a delle risposte ispirate a una grande saggezza, ad esercizi iniziatici di alto valore. E il nostro ego si sentiva sconfitto, con niente altro da mettere sotto i denti che un piccolo gioco infantile. Oggi posso dirlo: il gioco, poich\u00e9 conduce al superamento dell\u2019ego senza rifiutarlo, \u00e8 veramente sacro. E\u2019 per me una modalit\u00e0 laica d\u2019evoluzione della coscienza, una modalit\u00e0 laica di contenimento della seriet\u00e0 inutile con l\u2019intensit\u00e0 ludica. E, quando un cammino spirituale diventa capace a quel punto di discendere nell\u2019ordinario della vita, per insegnarci l\u2019essenziale, si crede di sognare accorgendoci che funziona!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec Gitta ci ha smaliziato, portato passo dopo passo nell\u2019esperienza, senza che ci fosse mai la minima traccia di soprannaturale, senza mai la minima posa esagerata nel tono, senza la minima inutile esaltazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci incit\u00f2 alla coscienza con tutti i mezzi; invent\u00f2 decine e decine di forme di dialogo differenti, proprio per rispondere alle difficolt\u00e0 del momento che attraversavamo; il dialogo delle dieci domande ricondotte a una sola senza attesa di risposta, il dialogo per iscritto, il dialogo con arresto alla prima immagine psichica che appare, il dialogo alla terza persona singolare, il dialogo sul nostro passato per chiarire il nostro presente, ecc. Quelle molteplici forme di dialogo ci portavano sempre pi\u00f9 lontano obbligandoci a innovare ancora e ancora. Dialogare oralmente, immobili o camminando. Dialogare cercando accuratamente una domanda scottante o ancora lasciandosi sorprendere all&#8217;improvviso da una intuizione ispirata. Dialogare con risposte che possono giungere\u00a0 sia dal di dentro con immagini, sentimenti, simboli, sia dal di fuori con dei sincronismi della vita ordinaria. Ci mostr\u00f2 che TUTTO era possibile, ammesso che si avesse davvero bisogno della risposta per il seguito della nostra vita e non per semplice curiosit\u00e0 per passare il tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo ci obblig\u00f2 a prendere ancor pi\u00f9 impegno sull\u2019esperienza del dialogo interiore\u2026 Divenne necessario stabilire una pedagogia, fondare chiaramente le modalit\u00e0 di quella funzione, codificare l\u2019avventura con una maggiore precisione perch\u00e9 l\u2019esperienza fosse rinnovabile a volont\u00e0. Cos\u00ec abbiamo potuto identificare quattro grandi fasi che si ripetono in ogni dialogo, che abbiamo chiamato QSRA. Cio\u00e8 la necessit\u00e0 di una vera Domanda (Question), la necessit\u00e0 di fare un vero Silenzio, la necessit\u00e0 di saper tradurre la Risposta in verit\u00e0, e infine la necessit\u00e0 di praticare l\u2019Atto indicato per ristabilire la situazione dolorosa. Allora Domanda, Silenzio, Risposta e Atto diventano i quattro tempi di un valzer interiore dei nostri dialoghi. Dio mio, come era piaciuta a Gitta quell\u2019idea di un valzer intimo della materia e della luce!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella prima fase di QSRA, Gitta ci insegn\u00f2 velocemente il preliminare ad ogni dialogo che consiste nello scaldare la domanda, riformulandola continuamente, fino a che non ci tocchi con parole trasparenti di sincerit\u00e0 ultima. Secondo lei, le domande intelligenti non potevano interpellare che il cervello, mentre certe domande potevano ottenere una comunicazione di un altro tipo, proprio con l\u2019angelo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 al sommo delle tue domande<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che troverai la risposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io sono l\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non posso parlarti che di l\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella seconda fase, sapere fare silenzio, come per addomesticare la nostra piccola condizione umana cos\u00ec emotiva, ci si prepara ad una neutralit\u00e0 reale di fronte a del fuoco senza concessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora arriva la terza fase con la risposta che sorge in immagini, in percezioni diverse, in sentimenti precisi, in intuizioni folgoranti, ma raramente in parole. E occorre del tempo per renderci conto che siamo traduttori, buoni o cattivi ed \u00e8 l\u00ec tutta la difficolt\u00e0 di questa tappa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si, la messa in moto delle risposte dipende unicamente dall\u2019uomo. Perch\u00e9 quell\u2019altra dimensione di noi stessi parla un tutt\u2019altro linguaggio, una lingua in Verit\u00e0, carica di senso. Improvvisamente, con la risposta che sorge, ci si ritrova davanti ai limiti del linguaggio umano, troppo lento, troppo povero in quantit\u00e0 d\u2019informazioni per contenere il messaggio dell\u2019angelo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">E infine ogni dialogo termina con la quarta fase: l\u2019esigenza di un atto cosciente riparatore. E\u2019 un aspetto dell\u2019insegnamento di Gitta che non avevamo compreso all\u2019inizio: un dialogo deve sempre portare a degli Atti concreti che tendono a riparare il dolore di altri o di se stessi, che tendono anche a colmare le nostre mancanze o a rettificare i nostri errori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 anche lo scopo di questa esperienza magnifica; coi nostri dialoghi passare dall\u2019uomo a reazione meccanica all\u2019Uomo d\u2019azione cosciente. E questo, bisogna ruminarlo per un certo tempo per accorgersi di tutta la sottigliezza!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma gi\u00e0, i dialoghi con l\u2019angelo dicevano: \u201cNon c\u2019\u00e8 Atto senza fede, non c\u2019\u00e8 fede senza Atto.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, rivisitando tutti quei giochi, tutte quelle forme di dialogo, tutta quella strada, vedo come quello mi ha preparato a sopportare <em>il fuoco<\/em> del mio angelo. Credo che tutte le scuole spirituali, i maestri di tutte le tradizioni, non siano che preparazione per sopportare <em>il fuoco<\/em> di quell\u2019amore materia\u2013luce. Quanto tempo mi ci \u00e8 voluto per amare il calore incandescente di quello sguardo calato su di me! Mi sono cos\u00ec spesso sottratta al suo abbraccio! Ora, come pu\u00f2 un amante ritornare se il suo amato lo teme o se ha sempre mille cose da fare pi\u00f9 importanti che un momento con lui?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie, Gitta, di averci accompagnato in quella funzione \u201cnaturale\u201d, come tu dicevi nel tuo delizioso accento! Ci hai fatto capire che potevamo raggiungere a nostra volont\u00e0 il meglio di noi stessi, ogni volta che ne avevamo bisogno. Ma soprattutto ci lasci in eredit\u00e0 una vera via d\u2019accesso alla coscienza. Possano altri nascere al loro angelo, perch\u00e9 nasca una nuova primavera dell\u2019umanit\u00e0!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dialogare con l\u2019angelo \u00e8 una funzione, una autentica funzione biologica, una nuova funzione per tutta l\u2019esperienza umana, una vera conquista del mondo interiore, cos\u00ec complessa come lo \u00e8 stata la conquista del mondo esterno da sei milioni di anni che l\u2019uomo esiste sulla terra. <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[70],"tags":[170],"class_list":["post-704","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-montaud-patricia","tag-daimon"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/704","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=704"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/704\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=704"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=704"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=704"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}