{"id":710,"date":"2010-09-26T15:32:38","date_gmt":"2010-09-26T15:32:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=710"},"modified":"2016-04-03T23:05:38","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:38","slug":"la-seconda-nascita-e-la-nostra-prima-realta-di-thierry-vissac","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/la-seconda-nascita-e-la-nostra-prima-realta-di-thierry-vissac\/","title":{"rendered":"La seconda nascita \u00e8 la nostra prima realt\u00e0 di Thierry Vissac"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">3\u00e8me Mill\u00e9naire n .\u00a074\u00a0\u00a0 \u2013 \u00a0Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Seconda o prima nascita?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Si parla di nascere di nuovo, nella maggior parte delle tradizioni spirituali del mondo, perch\u00e9 ci\u00f2 che vediamo come la nostra prima nascita, nella sua evidenza materiale, pu\u00f2 condurre alla rivelazione di un\u2019altra evidenza meno lampante nelle nostre societ\u00e0, che concerne la nostra natura spirituale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la natura spirituale in realt\u00e0 precede e succede alla nascita della carne; \u00e8 perci\u00f2 quest\u2019ultima che potrebbe essere chiamata seconda nascita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta infatti di realizzare che non siamo nati alla data e nel luogo che abbiamo memorizzato e che \u00e8 stato trascritto sulle carte d\u2019identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra vera natura \u00e8 spirituale, essa \u00e8 la nostra prima nascita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il\u00a0 punto di vista delle persone \u201cspirituali\u201d, ma centrate sull\u2019incarnazione, gli fa osservare la realt\u00e0 nella cronologia della venuta al mondo terrestre: l\u2019uomo porta in lui il presentimento dell\u2019eternit\u00e0 della vita, ma quel presentimento \u00e8 in realt\u00e0 una nostalgia, non il gusto di qualcosa che deve venire, ma di qualcosa di dimenticato, sepolto sotto le urgenze delle nostre vite personali dissociate. E dunque siamo nati prima di questo corpo e non facciamo che ricordarcene. Quando quel presentimento avviene, sembra che nasciamo di nuovo, che una freschezza nuova venga ad abitare nel nostro essere, che la nostra vera natura e il senso della nostra esistenza si manifestino con una tale chiarezza che mettono le nostre vecchie storie personali in un\u2019altra vita. La maturit\u00e0 fisica e sociale le mette su un certo piano, ma la maturit\u00e0 spirituale \u00e8 ancor pi\u00f9 radicale, nel senso che fa la distinzione tra le azioni personali fondate sull\u2019oblio, nella fuga dal s\u00e9 e dal reale e le azioni fondate sul riconoscimento della nostra vera natura e sull\u2019accoglienza di ogni cosa come espressione dell\u2019Intelligenza della Vita. Una tutt\u2019altra vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La nascita della nostra natura spirituale non \u00e8 prodotta dai rituali che non ne sono che simboli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tradizioni hanno scelto quel cambiamento radicale per farne un rituale (quello dei due volte nati in India o del sacramento cattolico, ecc.) che, come i rituali di oggi, ha molto perduto del suo senso primitivo. Se non \u00e8 inutile segnare simbolicamente i passaggi della crescita, \u00e8 inevitabile che il valore profondo del simbolo rischia di disperdersi col tempo a vantaggio della loro forma superficiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I rituali laici che invocano la Costituzione o i Diritti dell\u2019uomo\u00a0 d\u2019altra parte stanno subendo oggi lo stesso declino dei rituali religiosi di ieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pensiero non fa la nostra esistenza, esso non pu\u00f2 che commentarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando facciamo tabula rasa delle forme immaginate e prive di vita che occupano la nostra mente, possiamo riallacciare pi\u00f9 facilmente la relazione con il senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il senso della prima nascita \u00e8 quello della vita eterna. Non c\u2019\u00e8 dunque nascita. Non c\u2019\u00e8 morte. Ma in quella consapevolezza la seconda nascita non \u00e8 percepita come un avvenimento futuro, frutto del merito o del caso, ma come il substrato della nostra coscienza di esistere, prima, durante e dopo il corpo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi esistiamo anche prima di pensarci, prima di pensare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pensiero non fa la nostra esistenza, lui\u00a0 al massimo la pu\u00f2 commentare. Da qualche parte, al fondo di ciascuno, esiste almeno una traccia di questa evidenza. Il pensiero non segna l\u2019inizio della vita e l\u2019assenza di pensiero la sua fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia abbiamo tendenza a credere (a pensare) che la nostra esistenza terrena incominci nel momento in cui cominciamo a pensare e non \u00e8 raro che i nostri ricordi risalgano al massimo a quel momento della nostra vita infantile dove la nostra mente ha cominciato a concettualizzare il reale. Non \u00e8 che una coincidenza, perch\u00e9 la maturit\u00e0 dell\u2019intelletto, che permette la scelta cosciente della realt\u00e0 col pensiero e il linguaggio (verso l\u2019esterno) sopraggiunge a un momento in cui la coscienza ha, nello stesso tempo, la capacit\u00e0 di rivolgersi a se stessa (verso l\u2019interno) e realizzare la propria eternit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi abbiamo confuso, per mancanza di una educazione illuminata, il momento dell\u2019emergere del pensiero con quello della vita (la maggior parte di noi sarebbe nata una prima volta attorno ai tre, quattro anni), nello stesso modo in cui abbiamo confuso il momento dell\u2019emergere della nostra natura spirituale con la sua nascita. Ci\u00f2 che fa dire dell\u2019essere che si risveglia spiritualmente: \u00e8 nato una seconda volta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto siamo nati da e nello Spirito ancor prima di\u00a0 ricordarcene qui, cos\u00ec come siamo nati nella carne anche prima di pensarci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra nascita non \u00e8 perci\u00f2 storicamente dove la poniamo e questo ci rivela come la nostra percezione sia falsa e come ogni riflessione sulla natura del risveglio spirituale sia una complicazione mentale all&#8217;origine delle ricerche pi\u00f9 strane, quando non sono tragiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019insorgere della memoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ritorno della memoria che somiglia alla scoperta di qualcosa di nuovo, non ha di nuovo che lo sguardo che portiamo su questo avvenimento della vita terrena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eravamo, l\u2019istante prima, chiusi arbitrariamente in una capsula di carne destinata a sparire un giorno, e cercavamo disperatamente di dare un senso e una coerenza a quella fatalit\u00e0. Poi, come se una palpebra si fosse sollevata su uno sguardo nuovo, realizziamo che non siamo limitati alla realt\u00e0 dell\u2019incarnazione che con il pensiero. Abbiamo ridotto la nostra esistenza al pensiero che la definisce, la inquadra e la rassicura un po\u2019 e quella mentalizzazione del Vivente l\u2019ha messa in scatola, privandola degli elementi essenziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pensando la vita, passiamo di lato alla possibilit\u00e0 di viverla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non siamo nemmeno vivi in questo modo, ed \u00e8 giusto se possiamo parlare di una nascita qualunque, anche della prima, finch\u00e9 agiamo solo meccanicamente, portati dalla paura, dalle assurde sicurezze del mentale e dai limiti dei nostri condizionamenti. Non c\u2019\u00e8 da stupirsi allora\u00a0 se, nel momento in cui lo sguardo, per una grazia improvvisa o progressiva, in un soffio di vento, o durante una conversazione, si apre sulla realt\u00e0,\u00a0 siamo penetrati da una sensazione rivificante, simile al sollievo che procura l\u2019improvvisa cessazione di un intenso dolore o la gioia che produce il sorgere del sole alla fine di una notte buia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nascita alla vita non s\u2019inscrive nella cronologia del mentale, anche se tentiamo di farlo per stare al gioco del mondo e dei suoi riferimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo piuttosto come quelle persone che tentano di ricordare una parola, che dicono di avere sulla punta della lingua, che improvvisamente la ritrovano con sollievo, realizzando che non l\u2019avevano mai perduta, e comprendendo che \u00e8 la loro ristrettezza a volerla cercare mentalmente, il che impediva loro di risorgere liberamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parola in questione potrebbe essere Eternit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le tradizioni hanno scelto quel cambiamento radicale per farne un rituale (quello dei due volte nati in India o del sacramento cattolico, ecc.) che, come i rituali di oggi, ha molto perduto del suo senso primitivo. 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