{"id":720,"date":"2010-09-26T15:37:56","date_gmt":"2010-09-26T15:37:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=720"},"modified":"2016-04-03T23:05:32","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:32","slug":"il-vero-luogo-della-pace-di-thierry-vissac","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/il-vero-luogo-della-pace-di-thierry-vissac\/","title":{"rendered":"Il vero luogo della Pace di Thierry Vissac"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">3\u00e8me Mill\u00e9naire\u00a0 n.70 \u2013 Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualsiasi sia il rapporto con la sofferenza, la domanda che solleva il ricercatore spirituale \u00e8 sempre d\u2019attualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che gli sia proposto di elevarsi al di sopra, che si senta sommerso o capace di andare al di l\u00e0, possiamo sempre considerare che\u00a0 la questione\u00a0 non \u00e8 stata trattata, che nessuna risposta, alla fine della ricerca, ha potuto essere trovata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti la sofferenza \u00e8 il centro della ricerca spirituale. Il desiderio di disfarsene o di darle un senso, che \u00e8 la stessa cosa, \u00e8 la preoccupazione principale del ricercatore. I sacerdoti\u00a0 dello sviluppo personale l\u2019hanno capito bene, loro che avanzano la possibilit\u00e0 di un benessere che essi promettono pi\u00f9 o meno stabile, permanente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non possiamo dubitare della presenza insistente del desiderio di vivere in pace nel corpo e nella mente. Ma occorre che ci rendiamo conto che non cerchiamo nel posto giusto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per scoprire il vero luogo della pace, dobbiamo incontrare quel desiderio di vivere in pace per sentire il messaggio che ci trasmette, perch\u00e9 quel bisogno \u00e8 l\u2019eco di una realt\u00e0 profonda, il ricordo diffuso di una pace dimenticata, di cui non sentiamo da gran tempo che i profumi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiediamo la cessazione di ogni sofferenza, di ogni tormento, e siamo pronti a pagare caro per questo. Cerchiamo mezzi a volte sofisticati per cancellare il dolore e certi pensano che la scienza potrebbe arrivarci completamente. Ma la volont\u00e0 di anestetizzare il dolore \u00e8 l\u2019espressione di un rifiuto raramente rimesso in questione. Sembriamo nascere al mondo con un postulato che afferma che dobbiamo lottare contro un nemico invincibile. E, se la scienza ci fornisce le pillole miracolose, dobbiamo riconoscere che la nostra lotta \u00e8 irrisoria. Il dolore ritorna infallibilmente. Ma, malgrado questa constatazione, continua a manifestarsi il rifiuto. Ecco la relazione immatura che l\u2019umanit\u00e0 ha con la natura!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea di un\u2019accettazione della sofferenza, che forse vedete profilarsi nel mio discorso, pu\u00f2 apparire rivoltante, ma nell\u2019energia che si risveglia davanti a una tale prospettiva si trova la chiave che permette di risolvere la questione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dolore fisico ci insegna che subiamo una sensazione a misura della nostra soglia di tolleranza. Ora, \u00e8 evidente che la soglia non \u00e8 nel dolore, ma in chi lo vive. Non abbiamo tutti le stesse reazioni al dolore. La soglia di tolleranza \u00e8 da mettere in parallelo con il nostro rifiuto. La sofferenza \u00e8 un rifiuto aggiunto a una sensazione naturale. Pi\u00f9 il rifiuto \u00e8 grande, pi\u00f9 la sofferenza \u00e8 grande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma che ne \u00e8 della sensazione? Ha una intensit\u00e0 propria e universale? E\u2019 neutra? E\u2019 possibile vivere una sensazione senza farne una sofferenza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se trasferiamo queste questioni alle sensazioni mentali, che sono le ansie e i tormenti, \u00e8 possibile vivere un pensiero senza farne una sofferenza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo sguardo ci conduce progressivamente ad affrontare la questione sotto un\u2019angolazione nuova: ci liberiamo dalla sofferenza eliminando la sensazione e il pensiero, o la liberazione \u00e8 indipendente dai movimenti del corpo e della mente?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo gi\u00e0 vedere che il rifiuto proviene dalla credenza diffusa che possiamo dire \u201cno\u201d. E nello stesso modo in cui diciamo no a un avvenimento imprevisto, diciamo no a una sensazione o una prospettiva mentale che rifiutiamo. La sofferenza \u00e8 proporzionale al nostro rifiuto di un avvenimento, di una sensazione, di una parola. Certo, non si tratta di negare la realt\u00e0 della sensazione\u00a0 o l\u2019impatto di un avvenimento o di una parola, o la necessit\u00e0 di una azione di ritorno, ma di esplorare con coraggio la vera causa della nostra sofferenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna vederla senza disfattismo: i movimenti, le esigenze del corpo e della mente non si comandano e la credenza diffusa, perfino nei circoli spirituali, che arriveremo a controllarli \u00e8 una illusione. La nostra libert\u00e0 non dipende da un controllo qualunque, certamente non dei movimenti naturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da sempre la saggezza immortale ci insegna, con le testimonianze o con l\u2019esempio, che la pace non dipende dai movimenti del corpo e della mente. I fabbricanti di pillole e di sogni l\u2019hanno nascosto. E, affrontando questo argomento con l\u2019osservazione della nostra relazione con la natura, potremo forse considerare di disfarci delle credenze usuali, che tendono a liberarci dai movimenti naturali del corpo e della mente, per trovare la pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cConsiderare\u201d significa che non vi resistiamo, che il rifiuto non si applica a quello sguardo nuovo e che siamo disposti a integrarlo, o, pi\u00f9 esattamente, a verificare che \u00e8 possibile vivere in quel modo. Di nuovo, non si tratta di discutere\u00a0 la validit\u00e0 puntuale di un procedimento chimico per sedare i grandi dolori, non \u00e8 questo l\u2019oggetto della nostra ricerca. Stiamo affrontando un argomento delicato con un occhio nuovo e temerario, accettando interiormente che forse abbiamo fatto una falsa strada e che esiste in s\u00e9 una possibilit\u00e0 da scoprire, una natura profonda che non aspetta che le cose del corpo e della mente migliorino necessariamente per conoscere la pace, per essere la pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La promessa di una vita senza sensazioni sgradevoli, senza ansie, mantiene la fuga e la sofferenza: il rifiuto \u00e8\u00a0 nell\u2019attesa che la promessa si realizzi. E\u2019 cos\u00ec che viviamo da lunghi anni, senza veramente accogliere ci\u00f2 che accade, tentando di evitare ci\u00f2 che ci appare come un errore, chiusi a tutto ci\u00f2 che non produce la completa sensazione del benessere. Il consumo di droghe e di medicine si inscrive naturalmente in quella ricerca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non possiamo che sentire una profonda compassione davanti a questo smarrimento collettivo e alla sofferenza che produce e perpetua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa succederebbe se, invece di dimenticare quella intuizione, ci proponessimo di considerare seriamente uno sguardo nuovo sulla natura umana? Rispondo affermando che compiremmo uno dei primi passi verso il nostro risveglio spirituale. Infatti possiamo risvegliarci alla nostra vera natura, dal momento che\u00a0 lasciamo la focalizzazione sul corpo e il pensiero come luogo della nostra sofferenza e del nostro piacere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra esistenza precede ogni sensazione e ogni pensiero. Noi siamo il luogo della pace addirittura prima di pensarci, prima di associarci ad una sensazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi siamo, io sono, prima e dopo ogni avvenimento, ogni sensazione, ogni pensiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo essere che io sono \u00e8 quello che pu\u00f2 accogliere tutte quelle cose senza necessariamene attaccarvisi, colui che sopravviver\u00e0 immancabilmente ad ogni sensazione, ogni avvenimento, ogni pensiero. Questo qui\u00a0 non si compromette e non soffre che quando dimentica la sua vera natura, cercandosi tra la manifestazioni transitorie dell\u2019incarnazione. Per \u201ccercarsi\u201d intendiamo cercare di trovare la pace all\u2019esterno della nostra vera natura, all\u2019occorrenza in un mondo che vorremmo senza movimento, senza quella rivoltante alternanza di dolore e di piacere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non possiamo pi\u00f9 illuderci oggi sulla realt\u00e0 di quella ricerca della pace fuori di noi. Considerare oggi che \u00e8 possibile accogliere ogni avvenimento, ogni sensazione e ogni pensiero come dei movimenti che non ci appartengono come propri, \u00e8 un ricordarsi della nostra vera natura e un assaggio della vita Divina, del risveglio spirituale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019idea di un\u2019accettazione della sofferenza, che forse vedete profilarsi nel mio discorso, pu\u00f2 apparire rivoltante, ma nell\u2019energia che si risveglia davanti a una tale prospettiva si trova la chiave che permette di risolvere la questione.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[72],"tags":[150],"class_list":["post-720","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-vissac-thierry","tag-sofferenza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/720","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=720"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/720\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=720"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=720"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=720"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}