{"id":729,"date":"2010-09-26T15:42:42","date_gmt":"2010-09-26T15:42:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=729"},"modified":"2016-04-03T23:05:32","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:32","slug":"lessenza-del-me-di-erik-sable","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/lessenza-del-me-di-erik-sable\/","title":{"rendered":"L\u2019essenza del \u201cme\u201d di Erik Sabl\u00e9"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 84 \u2013 Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Psicologia e spiritualit\u00e0 sono come due met\u00e0 di una tazza. Sono tutt\u2019e due necessarie al buono sviluppo dell\u2019albero spirituale, l\u2019una completando l\u2019altra, l\u2019una essendo indispensabile alla crescita dell\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 questo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli antichi hanno sempre saputo che lo sviluppo del fuoco interiore poteva portare ogni sorta di disordini nella psiche del discepolo, facendo risorgere i nodi nascosti dell\u2019anima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uomo ordinario \u00e8 \u201cgrigio\u201d, le sue pulsioni si equilibrano, si integrano, senza stravolgere l\u2019ordine quotidiano, le sue piccole follie stanno in un quadro ragionevole. Ma, mettendosi in una via spirituale, posando i piedi su un sentiero dell\u2019interiorit\u00e0, tutto ci\u00f2 che era nascosto, si manifesta apertamente, si svela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">E quelli che non hanno coltivato parallelamente al lavoro spirituale un approccio psicologico, una ricerca sulla loro psiche, sul suo funzionamento, saranno sommersi da pulsioni di aggressivit\u00e0, da deliri paranoici pi\u00f9 o meno gravi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni sorta di mali che si ritrovano nei fondatori di sette, gli pseudo-guru dalle reazioni infantili o nei falsi profeti esaltati che s\u2019immaginano che l\u2019universo graviti attorno a loro. Evidentemente tutte queste devianze saranno giustificate in un modo o nell\u2019altro. La mente \u00e8 astuta e sa trarre a suo vantaggio gli avvenimenti. Anche i crimini peggiori trovano sempre le loro giustificazioni, soprattutto in questo ambito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella nostra epoca, l\u2019aspetto psicologico del cammino spirituale passa attraverso uno studio dei \u201cmeccanismi del me\u201d, le sue strategie, i suoi funzionamenti, le sue reazioni, come\u00a0 insegna Arnaud Dejardin nei suoi libri e nelle sue conferenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima, questo passava per una \u201cpurificazione morale\u201d, che si ritrova nella teologia ascetica cristiana e nella disciplina dello yoga, con\u00a0 le prescrizioni (<em>yama <\/em>e<em> niyama<\/em>) che precedono e accompagnano la pratica. Abbiamo, per esempio, la cultura della non- violenza (<em>ahimsa<\/em>), ma anche una conoscenza molto fine delle pieghe della psiche all\u2019origine delle sofferenze e delle illusioni nelle quali ci dibattiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019estrema importanza dell\u2019umilt\u00e0 nel cristianesimo ha la stessa funzione catartica, poich\u00e8 il senso vero, profondo e primario dell\u2019umilt\u00e0 (da <em>humus<\/em>: terra), non \u00e8 di abbassarci ad una specie di masochismo malato, ma di aprirci a ci\u00f2 che siamo, di confrontarci alla realt\u00e0 del nostro essere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come dice Pierre Damascene: \u201cNon c\u2019\u00e8 niente di meglio che riconoscere la propria ignoranza\u201d. Isaac il Siriano, che ebbe una grande importanza per la tradizione ortodossa, riprende lo stesso tema e afferma: \u201cFelice l\u2019uomo che riconosce la propria debolezza\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questi autori, l\u2019umilt\u00e0 \u00e8 la piena coscienza di ci\u00f2 che siamo al di l\u00e0 delle apparenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo l\u2019umilt\u00e0 ci guarisce da tutta l\u2019esaltazione orgogliosa che potrebbe nascere dal nostro stato spirituale, da ci\u00f2 che prendiamo per illuminazione. E la sua funzione \u00e8 esattamente quella della pratica psicologica che ci mette di fronte alle nostre oscurit\u00e0, a quegli aspetti di noi stessi che vogliamo ignorare, che rifiutiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9, noi sogniamo quel che siamo, e la via spirituale purtroppo non guarisce la tendenza all\u2019illusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il buddismo codific\u00f2 e articol\u00f2 la necessit\u00e0 di questo doppio approccio della realt\u00e0 spirituale, ed \u00e8 senza dubbio uno degli aspetti pi\u00f9 geniali della dottrina del Signor Gautama.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il buddismo distingue due specie di pratica. Da una parte quelle che riguardano la via della concentrazione, che si chiama <em>samatha <\/em>in sanscrito e <em>chi n\u00e9<\/em> in tibetano. Esse portano ad uno stato di quiete e agli stati spirituali <em>rupa<\/em> e <em>arupa jhana<\/em>, ma non al <em>nirvana<\/em>, alla liberazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019altra parte, ci sono quelle che riguardano l\u2019investigare (le vie psicologiche), che si chiama <em>vipassana<\/em> in sanscrito e <em>llag tong<\/em> (la via profonda) in tibetano. Esse permettono di investigare la natura del me e di realizzare il suo carattere illusorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il buddismo ritiene che le due vie siano necessarie e si debbano praticare insieme. Come insegna Tsonkapa nel suo &#8220;Ode alle realizzazioni&#8221;: \u201cLa concentrazione non ha il potere da sola a tagliare la radice del samsara. La saggezza non associata alla calma mentale moltiplica invano le analisi\u2026 Cos\u00ec facciamo inforcare\u00a0 alla saggezza, che percepisce la vacuit\u00e0, il cavallo dell\u2019indicibile calma mentale\u201d. Con la pratica della meditazione, il discepolo pu\u00f2 realizzare una quantit\u00e0 di stati spirituali, che possono durare qualche secondo, qualche giorno o la vita intera. Ma questi stati, per quanto possano essere luminosi, restano condizionati e non sono la liberazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quelli che vivono quegli stati di quiete senza una comprensione in profondit\u00e0 dei meccanismi del \u201cme\u201d, possono prendere la beatitudine del vuoto per l\u2019Ultima Realt\u00e0. E il discepolo che cade in questo inganno diventa simile a quel monaco, di cui parla la tradizione <em>tchan<\/em>, che strofina un bricco pensando di farne uno specchio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2, se la pratica dell\u2019investigare \u00e8 condotta senza la meditazione, l\u2019esperienza della liberazione che sopraggiunge non pu\u00f2 radicarsi ed \u00e8 fugace. Cio\u00e8, la psicologia sola senza la pratica della spiritualit\u00e0, porta ad un\u2019altra forma di errore. E noi vediamo bene che le psicoterapie non possono cambiare un essere in profondit\u00e0. Esse portano un senso di liberazione superficiale e passeggera. Danno una lucidit\u00e0, una comprensione dei nostri funzionamenti che \u00e8 preziosa, ma insufficiente. Non fanno che aggiustare il \u201cme\u201d, dargli una migliore armonia. Ma non toccano la sua origine e l\u2019angoscia profonda che si trova alla radice dell\u2019esistenza rimane inalterata, perch\u00e9 essa non \u00e8 di origine psicologica, ma spirituale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, nella via buddista, si possono condurre in parallelo i due approcci, coltivando dapprima la quiete con l\u2019attenzione al respiro, lo sviluppo di una pace interiore, di presenza a s\u00e9 e, a partire di l\u00ec, portare l\u2019indagine sul nostro funzionamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come abbiamo visto, nella sua essenza, questa via consiste nel comprendere il me e nel realizzare il suo carattere illusorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta dapprima di ripetere l\u2019io che si perpetua sul filo del pensiero. Appare solo quando c\u2019\u00e8 una certa distanza tra la parte di noi stessi che si lascia trasportare dai pensieri erranti e la parte immobile, il luogo di pura coscienza. Allora, se siamo abbastanza attenti, l\u2019io si\u00a0 svela\u00a0 a poco a poco e, pi\u00f9 cresce l\u2019attenzione, pi\u00f9 diventa percepibile. A partire da l\u00ec ci occorre dapprima comprendere che c\u2019\u00e8 un legame tra il pensiero e il \u201csenso del me\u201d, l\u2019io. Se tentiamo di isolarlo dal pensiero, non pu\u00f2 mantenersi. Fugge costantemente, scappa, oppure scompare e si riassorbe nel seno della pura coscienza. Dunque non \u00e8 distinto dalla forma ed \u00e8 per questo che i\u00a0 buddisti dicono che il me \u00e8 illusorio. Vogliono dire che non ha esistenza autonoma, propria, fuori dal flusso dei pensieri erranti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, se la nostra attenzione cresce, ci accorgiamo che un pensiero \u00e8 sempre preceduto da una \u201ctendenza\u201d, un movimento verso, una volont\u00e0 di prendere, o, al contrario, un\u2019ansia, una inquietudine, un riflesso di paura. Poi il pensiero propriamente detto, appare. Sorge nello spirito. Ma \u00e8 gi\u00e0 preso da una dinamica, una volont\u00e0 di afferrare qualcosa, o una contrazione, un\u2019inquietudine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019io, la coscienza, si trova immediatamente identificato a quello. Ma ci\u00f2 che ha portato\u00a0 quella identificazione, quell\u2019attaccamento al pensiero, \u00e8 la dinamica o la paura che l\u2019avvolge, la precede e la porta. Ora, come diceva il sesto patriarca del <em>tchan<\/em>, Hui\u00a0 Neng, \u00e8 proprio quell\u2019attaccamento che \u00e8 la sorgente dell\u2019illusione e non il pensiero stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel buddismo, l\u2019origine dell\u2019incatenamento al pensiero, che \u00e8 un attaccamento al divenire, \u00e8 la forza intenzionale, la volont\u00e0 tesa verso uno scopo. Il verbo <em>samkr<\/em> (all\u2019origine della parola samskara), indica un\u2019attivit\u00e0 che modella, coordina in vista di un fine. E sono precisamente quei <em>samskara<\/em> che sono la sorgente dell\u2019illusione, della <em>maya<\/em> che ci imprigiona nelle sue trame e che fa girare senza fine la ruota delle nascite e delle morti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna perci\u00f2 comprendere ci\u00f2 che vuole il pensiero. Qual \u00e8 la sua intenzione? Qual \u00e8 l\u2019oggetto di quella dinamica che la conduce? Noi crediamo che desideri qualcosa di preciso, come la soluzione di un problema, un progetto di vacanze, o che sia il riflesso di una preoccupazione, il ruminare una parola offensiva o la giustificazione di una delle nostre azioni. Ma, stando abbastanza attenti, scopriamo che quelli non sono che pretesti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti il pensiero vuole solamente esistere, perpetuarsi o pi\u00f9 esattamente perpetuare il me. Perch\u00e9, come abbiamo visto, il me che non esiste fuori dal mentale, vuole sentirsi esistere e non pu\u00f2 farlo che attraverso il movimento del pensiero, passando continuamente dall\u2019uno all\u2019altro. Se no ha l\u2019impressione di scomparire e questo gli \u00e8 insopportabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I pensieri erranti non tendono che a perpetuare l\u2019io ed \u00e8 comprendendo pienamente questo che potremo liberarci dalla presa del mentale e vivere la Pace Profonda, lo stato di perfetta quiete. Il me cadr\u00e0 come una scorza esterna che non ci serve pi\u00f9, per rivelare lo stato di unit\u00e0 con l\u2019universo, che cancella l\u2019angoscia, la sofferenza inerente all\u2019illusione. Si produrr\u00e0 una specie di scioglimento interiore, un rivoltamento (come un guanto si rivolta), e ci ritroveremo in un mondo fatto di coscienza, senza n\u00e9 dentro n\u00e9 fuori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019uomo ordinario \u00e8 \u201cgrigio\u201d, le sue pulsioni si equilibrano, si integrano, senza stravolgere l\u2019ordine quotidiano, le sue piccole follie stanno in un quadro ragionevole. 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