{"id":733,"date":"2010-09-26T15:44:52","date_gmt":"2010-09-26T15:44:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=733"},"modified":"2016-04-03T23:05:32","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:32","slug":"terapia-senza-terapeuta-di-jean-marc-mantel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/terapia-senza-terapeuta-di-jean-marc-mantel\/","title":{"rendered":"Terapia senza terapeuta di Jean-Marc Mantel"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 84 \u2013 Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3mill.\u00a0 Non \u00e8 raro constatare una scissione tra psicologia e spiritualit\u00e0,\u00a0 e soprattutto tra psicoterapeuti, psicanalisti, psichiatri e spiritualit\u00e0. Sembra che il rifiuto\u00a0 di vedere la possibilit\u00e0 di una natura non condizionata sia molto radicato negli psicoterapeuti e negli psichiatri. Viene dal fatto che i professionisti della psiche non vedono che l\u2019esistenza della persona\u00a0 condizionata? E come, nel quadro di una terapia, conciliare via terapeutica che \u00e8 indirizzata alla persona, e via di conoscenza di s\u00e9 a finalit\u00e0 spirituale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">J.M.\u00a0\u00a0 Il mondo si mostra nello sguardo che voi siete. Questo sguardo \u00e8 la coscienza stessa, pura impersonalit\u00e0. Quello che si chiama il soggetto, il S\u00e9, o la presenza, \u00e8 fuori da ogni conoscenza oggettiva, essendo il soggetto che percepisce l\u2019oggetto. Lo sguardo non pu\u00f2 guardarsi.\u00a0 In lui appare ci\u00f2 che \u00e8 guardato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le scienze e le psicologie riguardano il mondo del guardato. Esplorano l\u2019oggetto, sotto tutte le angolazioni possibili e nel loro gioco di interrelazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La coscienza-soggetto \u00e8 lo sguardo dimenticato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la buona ragione che non pu\u00f2 essere vista in quanto oggetto. Quando un\u2019esperienza spirituale guarda, sorge spontaneamente, per esempio quando un bambino o un adolescente entra in una chiesa o in un tempio, ed \u00e8 toccato da un sentimento che si risveglia in lui, si forma un inizio di comprensione. Si accende una lampada, che non si spegner\u00e0 mai, ma ci metter\u00e0 del tempo a rivelare la sua luce. Per errore, la luce che si rivela alla coscienza del soggetto addormentato \u00e8 attribuita al mondo oggettivo. Il luogo, la situazione, le circostanze, sembrano essere la causa apparente della tranquillit\u00e0 e del silenzio provati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 che dopo una lunga maturazione che la natura del soggetto comincia a chiarirsi come sia\u00a0 lei stessa a realizzare la grazia ricercata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 perci\u00f2 perfettamente comprensibile che per lo sguardo non ancora risvegliato a se stesso non esista che il mondo oggettivo, che d\u00e0 l\u2019impressione di essere autonomo. La personalit\u00e0, il corpo e il mentale condizionati sono percepiti come la vera identit\u00e0, certo mobile, ma inalienabile per chi non crede che a ci\u00f2 che vede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si potrebbe pensare alla visione stessa, in questo mondo che sembra cos\u00ec reale e mostra incessantemente le sue affascinanti evoluzioni?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 spesso in occasione di prove dolorose che i sistemi di credenze sono messi in discussione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019oggetto perde la sua validit\u00e0 e l\u2019impermanenza del mondo manifestato tende ad affermare la sua evidenza. Quando la ruota delle esperienze della vita ha frantumato abbastanza\u00a0 i sogni dell\u2019ego, il mondo manifestato, che ha perduto parte del suo fascino, tende ad essere trascurato. La mancanza porta a un parossismo, che rende ogni movimento di compensazione inutile. Allora le condizioni sono favorevoli ad un rivolgere lo sguardo su se stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta che lo sguardo si \u00e8 rivelato come la luce che illumina il mondo, questo non si confonde pi\u00f9 con la luce stessa.\u00a0 Non \u00e8 che il suo riflesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La terapia che\u00a0 si interessa dell\u2019oggetto, dando valore al contenuto mentale, pu\u00f2 essere seguita entro certi limiti, ma allora \u00e8 ritenuta frammentaria, finch\u00e8 non mette in evidenza la coscienza-luce che illumina il mentale. Il mentale deve dapprima essere osservato come un prigioniero che esamina i muri della sua cella. Da questa osservazione attenta viene la convinzione che lo sguardo \u00e8 lui stesso i che viene guardato. In altri termini, il senso di separazione, che separa un me-soggetto da un me-oggetto, si estingue, per lasciar posto all\u2019unicit\u00e0 della coscienza, che contiene il me-oggetto e il me-soggetto, senza essere nessuno dei due.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La terapia che ingloba l\u2019evidenza della coscienza-soggetto non nega il mondo manifestato, in un\u2019attitudine di pseudo-distacco che non sarebbe che un rifiuto mascherato. Essa considera il mondo manifestato, e dunque il mondo della psiche, reale come il sogno per il sognatore, e pu\u00f2 perci\u00f2 studiarlo come tale, come manifestazione transitoria della luce della coscienza. La pace, la gioia e la contentezza non sono pi\u00f9 attribuite al mondo manifestato, ma alla coscienza da cui emana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dialogo tra un terapeuta convinto della realt\u00e0 del mondo oggettivo e un terapeuta convinto della sua irrealt\u00e0 \u00e8 sicuramente molto difficile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sta a chi conosce, per sua esperienza, l\u2019evidenza del non \u2013manifestato adattarsi a chi non ne ha ancora sentito il profumo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il grande contiene il piccolo, ma il piccolo non contiene il grande. E\u2019 cos\u00ec anche delle prospettive, come dell\u2019ultima bambola russa, che non pu\u00f2 mai contenere la pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3mill.\u00a0\u00a0 C\u2019\u00e8 dunque una grande differenza tra i terapeuti che puntano verso l\u2019analisi e quelli che invitano all\u2019osservazione senza analisi del contenuto mentale. I primi tendono a cristallizzare la nostra credenza nel mentale (\u201cho dei problemi, mi lamento, voglio guarire\u201d), mentre i secondi liberano! Ora, un gran numero di terapie mettono il paziente nell\u2019analisi, secondo, per esempio, la direzione iniziata da Freud e proseguita da Lacan in Francia. Questo significherebbe, secondo voi, che quei terapeuti analitici sarebbero non solo inutili, ma forse dannosi? In quale caso possono essere utili? E in quale dannosi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">J. M.\u00a0\u00a0 Tutte le forme di terapia sono una risposta a bisogni coscienti o inconsci presenti nella nostra mente. Non \u00e8 possibile eliminarne alcuni. Se si mantengono, \u00e8 che rispondono ai bisogni di una parte della popolazione. Quando quei bisogni si esauriscono, quelle terapie scompaiono naturalmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ascolto fluttuante, di cui parlano gli psicanalisti, \u00e8 un punto interessante, che ricorda l\u2019ascolto di cui si tratta nel cuore dell\u2019esperienza meditativa. Quando uno spazio d\u2019ascolto \u00e8 aperto, ed \u00e8 probabilmente ci\u00f2 che cercano le persone che frequentano quel tipo di terapeuti e di terapie, si libera l\u2019intuizione, si rivelano i meccanismi latenti della personalit\u00e0, e si pu\u00f2 mettere in azione una comprensione nuova. Dunque \u00e8 essenziale che quello spazio d\u2019ascolto si mantenga, favorito da un terapeuta esperto in quelle pratiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019interpretazione dei fenomeni secondo i precetti freudiani, junghiani o lacaniani, per non citare che i pi\u00f9 famosi, resta pur sempre un\u2019interpretazione, perci\u00f2 \u00e8 di natura mentale e non pu\u00f2 che girare attorno all\u2019unit\u00e0, che si cerca e non si trova che nella coscienza-soggetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019io-coscienza \u00e8 spesso mantenuto su un piano oggettivo, quello di\u00a0 un soggetto me cosciente di un oggetto non me, mantenendo cos\u00ec un senso di divisione senza uscita, che non pu\u00f2 portare alla pace desiderata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019abbandono del mondo oggettivo non si fa che quando si afferma la sua irrealt\u00e0. Il concetto di irrealt\u00e0 \u00e8 preso qui nel senso di impermanenza. Non \u00e8 possibile parlare di realt\u00e0 per ci\u00f2 che non \u00e8 che temporaneo. La nozione di realt\u00e0 si riferisce alla permanenza, e questa \u00e8 assente dal mondo oggettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La via analitica, la parola non essendo qui utilizzata nel senso restrittivo di psicanalitico, porta un certo conforto, nella misura in cui il senso di colpa, che si trova spesso nella continuazione della sofferenza, si diluisce in un senso di responsabilit\u00e0, in cui \u00e8 implicito l\u2019ambiente nella sua totalit\u00e0, includendo la genetica e la nozione di karma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene per\u00f2 un momento in cui il mentale continua a girare in tondo, cercando di localizzare la felicit\u00e0, senza poterla trovare. E questo per la buona ragione che la felicit\u00e0 non appartiene al mondo oggettivo. La coscienza \u00e8 da lei stessa l\u2019oggetto cercato. Tutte le esperienze di gioia, di trascendenza, di felicit\u00e0 sono l\u2019espressione della sua natura. Proiettata nel mondo oggettivo, d\u00e0 l\u2019impressione che ci\u00f2 che le appartiene \u00e8 anche presente nel mondo oggettivo degli oggetti percepiti.. Ma si tratta di un riflesso, inconsistente come il riflesso della luna nello specchio del lago.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il riconoscimento\u00a0 di quella inconsistenza porta alla realizzazione che la felicit\u00e0 oggettiva non \u00e8 che il riflesso della felicit\u00e0 soggettiva, soggetto io, essenza stessa dell\u2019essere, che precede ogni forma di ideazione e di concettualizzazione. Il mentale termina qui la sua corsa, non potendo scorgere ci\u00f2 che riflette, come lo specchio del lago non pu\u00f2 conoscere la vera natura della luna, non conoscendone che il riflesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si pu\u00f2 nemmeno parlare di terapie nocive, poich\u00e8\u00a0 la sola nocivit\u00e0 \u00e8 la credenza in una realt\u00e0 che non \u00e8 reale. Piuttosto che fustigare il mondo come \u00e8, \u00e8 pi\u00f9 vivificante stimolare il senso di discriminazione, che permette di\u00a0 non cercare pi\u00f9 di estinguere la sete nel deserto arido delle proiezioni. La luce che si cerca\u00a0 si rivela nell\u2019abbandono della scelta, coscienza della totale impotenza, dell\u2019assoluto denudarsi e del la nudit\u00e0 della mente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le terapie sono diverse, come lo sono le maturit\u00e0. L\u2019ultima terapia consiste nella sparizione del senso di individuazione, nel quale l\u2019io, oggetto di conoscenza, \u00e8 assorbito nell\u2019io, oggetto di conoscenza che non \u00e8 n\u00e9 conoscenza n\u00e9 ignoranza essendo il contenuto delle due.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine, l\u2019intuizione \u00e8 la guida che porta ciascuno dove deve essere. Gli incontri ubbidiscono a questa stessa intelligenza, nella quale l\u2019idea della scelta \u00e8 assente. Essere scelto \u00e8 senza scelta. E\u2019 cos\u00ec che la vita \u00e8 il grande controllore, di cui il piccolo me non \u00e8 che un pallido riflesso che si immagina autonomo e ne dimentica il suo non esistere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3mill.\u00a0 Una delle maggiori differenze tra certe vie analitiche e le vie di conoscenza di s\u00e9 a finalit\u00e0 spirituale sta nel rapporto con il corpo. In queste ultime, l\u2019accento \u00e8 messo sul corpo, l\u2019attenzione al corpo. In cosa un approccio della sensibilit\u00e0 corporea pu\u00f2 aiutare a scoprire i nodi emozionali? E\u2019 davvero necessaria?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">J. M.\u00a0\u00a0 E\u2019 difficile fare il punto sulla dimensione corporea, perch\u00e9 il mentale e il corpo operano come un\u2019unit\u00e0 funzionale, esprimendo il secondo le pulsioni emesse dal primo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il corpo si comporta come un perfetto riflesso del mentale. Prolunga il pensiero e gli d\u00e0 un substrato materiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questo fatto, l\u2019ascolto del corpo \u00e8 prezioso per comprendere le sottigliezze del funzionamento mentale e di ci\u00f2 che si chiama ego.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni reazione corporea riflette una difesa su un piano mentale, mettendo in opera un attaccamento al pensiero me e alle sue ramificazioni. Le tensioni sono sentite come regioni opache, poco irrorate dal respiro e dalla coscienza. Sono organizzate in luoghi nei quali si sono incistate delle memorie. Il peso del passato si esprime cos\u00ec nello spazio corporeo e le tensioni ne sono la manifestazione tangibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel sonno profondo il corpo \u00e8 disteso, perch\u00e9 l\u2019attivit\u00e0 mentale \u00e8 sospesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019entrata nello stato di veglia, le tensioni riappaiono, e insieme si riattiva il film mentale, col suo peso di credenze e di opinioni, la credenza principale essendo l\u2019identificazione con il pensiero me.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019emozione \u00e8 il modo in cui il mentale si esprime attraverso il corpo. Non immaginate una paura, una gioia o una collera senza l\u2019insieme di sensazioni che l\u2019accompagna. L\u2019emozione perci\u00f2 \u00e8 una sensazione. Le sue particolarit\u00e0 la fanno nominare e il concetto \u00e8 cos\u00ec creato. Il mentale si attacca al concetto emozionale, lo prende per una realt\u00e0 e ne dimentica la dimensione corporea che vi si attacca. Se si mette da parte il concetto mentale, l\u2019ascolto pu\u00f2 allora portarsi\u00a0 esclusivamente sul movimento delle sensazioni. La paura, la gioia e la collera\u00a0 non sono pi\u00f9 nominate, ma sentite nella loro sensazione sensoriale. E\u2019 una rivoluzione, perch\u00e9, da che l\u2019emozione manifestata \u00e8 cos\u00ec ascoltata, si rivela uno spazio che libera l\u2019emozione dal suo peso permettendole di dispiegarsi e riassorbirsi nel silenzio della coscienza. Quando l\u2019avete vissuto una volta, non potete dimenticarlo e sapete intuitivamente che c\u2019\u00e8 un avvenimento veramente liberatore. L\u2019emozione che si rivela contiene il passato che l\u2019ha costituita. Dandole lo spazio di cui ha bisogno per dispiegarsi, il passato \u00e8 cos\u00ec accettato, digerito, ripulito ed eliminato. L\u2019ascolto della sensazione \u00e8 dunque un processo attivo di guarigione, che permette di curare le piaghe passate e di rendere trasparenti le regioni dense del mondo manifestato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che vale su un piano individuale, lo \u00e8 anche su un piano collettivo. La paura, la gioia e la collera collettive costituiscono una specie di riserva di massa, nutrita dai movimenti energetici delle individualit\u00e0 che la costituiscono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicuramente si pu\u00f2 ribadire che, se lo si riferisce a insegnamenti non duali radicali, per esempio quelli di Ramana Maharshi, il riferimento esclusivo alla realizzazione del S\u00e9 nasconde la dimensione corporea e la riduce a una pelle di dolore. Ma l\u2019astrazione necessaria per risalire il filo del pensiero ed emergere nella coscienza che lo precede non \u00e8 possibile per ognuno. Bisogna perci\u00f2 reificare l\u2019esperienza interiore per una attenta osservazione dello schema e dei riflessi corporei. Sarebbe assurdo credersi stabilizzati in una pace immutabile, se il corpo manifesta ancora diverse tensioni o una qualunque agitazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019alleanza del corpo e del mentale offre un meraviglioso panorama che permette a ciascuno di aggiustare la sua postura, di cercare a tastoni la rivelazione del silenzio nella manifestazione corporea, e di permettere cos\u00ec alla coscienza di esprimersi pienamente, tanto attraverso il pensiero che attraverso la sensazione e l\u2019azione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il silenzio della presenza irradia come un sole che non si spegne mai, utilizzando canali molteplici per esprimere la sua natura luminosa. Il corpo e il mentale ne sono gli strumenti, che riflettono fedelmente la bont\u00e0 immanente della semplicit\u00e0 dell\u2019essere. Senza confondere l\u2019espressione con la quale \u00e8 espressa, il riflesso della luna con la luna, il fiore dell\u2019amore spande i suoi effluvi, come una sorgente che sgorga, il cui fluire calma la sete del ricercatore di verit\u00e0. Il cercatore \u00e8 lui stesso ci\u00f2 che cerca. Ricercatore, ricercato e ricerca non sono niente pi\u00f9 che la maniera in cui la coscienza scintilla nei movimenti del pensiero. Essere precede ogni pensiero. E\u2019 con lui stesso l\u2019oggetto e la sorgente della ricerca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p> Per la buona ragione che non pu\u00f2 essere vista in quanto oggetto. Quando un\u2019esperienza spirituale guarda, sorge spontaneamente, per esempio quando un bambino o un adolescente entra in una chiesa o in un tempio, ed \u00e8 toccato da un sentimento che si risveglia in lui, si forma un inizio di comprensione. Si accende una lampada, che non si spegner\u00e0 mai, ma ci metter\u00e0 del tempo a rivelare la sua luce. Per errore, la luce che si rivela alla coscienza del soggetto addormentato \u00e8 attribuita al mondo oggettivo. 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