{"id":740,"date":"2010-09-26T15:49:19","date_gmt":"2010-09-26T15:49:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=740"},"modified":"2016-04-03T23:05:32","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:32","slug":"dalla-via-psicologica-allapprofondimento-della-spiritualita-umana-di-didier-lafargue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/dalla-via-psicologica-allapprofondimento-della-spiritualita-umana-di-didier-lafargue\/","title":{"rendered":"Dalla via psicologica all\u2019approfondimento della spiritualit\u00e0 umana di Didier Lafargue"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 84 \u2013 Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Un\u2019immersione nel mondo degli dei<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Carl Gustav Jung, la psicologia introduce al mondo del divino. La dimensione molto ampia che d\u00e0 all\u2019inconscio obbliga l\u2019uomo a mettere in questione la sua vita religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa \u00e8 la psicologia? In un senso etimologico \u00e8 lo studio dell\u2019animo umano. Con l\u2019anima precisamente tocchiamo l\u2019essenziale, perch\u00e9 con lei entriamo in contatto con il mondo dell\u2019invisibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La psicologia ha acquisito oggi un riconoscimento scientifico, attaccandosi su basi sperimentali a studiare i comportamenti mentali dell\u2019individuo. Grazie agli sforzi di Freud, \u00e8 stata attribuita all\u2019inconscio una nuova importanza. La psicologia del profondo allora \u00e8 stata una rivelazione dell\u2019uomo a se stesso, secondo le parole di Jung, dando l\u2019opportunit\u00e0 di avere un\u2019immagine pi\u00f9 autentica della natura umana. La cura dell\u2019introspezione, la volont\u00e0 d\u2019essere all\u2019ascolto dei messaggi dati dall\u2019inconscio avevano per effetto di rivelare all\u2019individuo dei fatti sconosciuti sulla propria persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il contatto con i suoi pazienti aveva dato a Jung una visione della natura umana uno scadimento in rapporto alla sua epoca. Aveva sentito tutte le debolezze del suo tempo attraverso i tanti casi che aveva conosciuto. \u201cLa psicologia non deve abbracciare l\u2019anima in tutta la sua ampiezza, ci\u00f2 che include filosofia, teologia e molte altre cose ancora? Di fronte a tutte le filosofie dalle infinite specie, a tutte le religioni riccamente diversificate, si innalzano, suprema istanza forse della verit\u00e0 o dell\u2019errore, le cose immutabili dell\u2019anima umana\u201d, affermava Jung (<em>L\u2019anima e la vita<\/em> ).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La psicologia infatti pu\u00f2 essere un aiuto certo per l\u2019individuo di fronte ai problemi nuovi generati dal mondo moderno. In epoche antiche, la vita intera dell\u2019uomo era ritmata dalle ritualit\u00e0 religiose di cui la chiesa era custode. Ma con la venuta di una certa decristianizzazione e l\u2019affermazione del materialismo, salt\u00f2 questo ordine e l\u2019individuo si trov\u00f2 isolato e in balia di se stesso. Segu\u00ec una rimessa in questione e delle risposte\u00a0 alle domande che la persona si poneva poterono essere affrontate con la psicologia del profondo. A questa Jung port\u00f2 la una impronta particolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Psicologia e fondo dell\u2019anima umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua professione di psicologo aveva consentito a\u00a0 Jung di proporre idee filosofiche sul mondo in generale e di costruire una concezione dell\u2019esistenza destinata a insegnare a vivere ai suoi simili. L\u00ec la sua concezione dell\u2019inconscio doveva distinguersi da quella elaborata da Freud.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo aveva costruito tutto il suo sistema\u00a0 in reazione all\u2019era vittoriana. Secondo lui l\u2019inconscio era solo personale, ricettacolo di tutte le pulsioni, essenzialmente di carattere sessuale, rifiutate dall\u2019individuo. Comportava un carattere malsano di cui l\u2019uomo non aveva a inorgoglirsi. Pi\u00f9 ricco e vasto era l\u2019inconscio nell\u2019ottica di Jung. Egli aveva costruito tutta la sua opera sulla base della sua erudizione, della sua esperienza di psicanalista e di numerosi viaggi da cui trasse molti insegnamenti delle diverse tradizioni spirituali. Il suo mestiere gli aveva permesso di occuparsi di esseri diventati nevrotici per aver trascurato la natura religiosa della loro anima. Infatti erano venute a vederlo persone perch\u00e9, avendo ubbidito per tutta la vita a principi razionali rigidi,\u00a0 si erano a un tratto confrontate con un vuoto dentro di loro di fronte alle nuove prove della vita. Jung aveva loro chiesto di\u00a0 raccontare i loro sogni e ne aveva tratto simboli ricchi di significato, substrato di una via religiosa allora non presa in conto, che poteva portare ad un rinnovamento della personalit\u00e0 umana. Cos\u00ec aveva osservato simboli simili a un vecchio o a un gigante, cio\u00e8 principi che esprimono l\u2019idea della grandiosa caratteristica della via divina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sosteneva cos\u00ec che, al di l\u00e0 dell\u2019inconscio personale, esisteva una parte comune a tutti gli individui, costituita da tutte le esperienze conosciute dall\u2019umanit\u00e0 dalle sue origini e sulla quale poteva appoggiarsi l\u2019essere umano in caso di crisi. Da quel substrato traggono la loro origine i racconti, le leggende, le mitologie. I simboli che davano loro un senso erano il prodotto di ci\u00f2 che Jung chiamava gli archetipi, comuni a tutta l\u2019umanit\u00e0. Questi per Jung erano molto potenti. Come nell\u2019immagine del drago della tradizione cinese, potevano essere benefici verso la coscienza umana, dandole forza e ricchezza, ma potevano anche soggiogarla e dominarla se venivano ignorati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Ambiguit\u00e0 della vita spirituale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il desiderio di assimilare quegli archetipi d\u00e0 tutto il suo valore all\u2019anima umana. Il sentire di avere un\u2019anima, respiro che ci anima, si \u00e8 sempre imposto alla coscienza. La nozione \u00e8 complessa ed esprime molte realt\u00e0. Per questa ragione certi popoli assegnavano\u00a0 ad ogni uomo molte anime, esprimendo tanto l\u2019attaccamento alla terra che il desiderio di salire verso il cielo. La nostra psicologia ritiene che quella tendenza non fa che tradurre la diversit\u00e0 delle attitudini psicologiche umane. Jung vede nell\u2019anima un ponte, un legame tra la coscienza e l\u2019inconscio. \u201cDapprima \u00e8 un contenuto che appartiene al soggetto, ma anche al mondo dello spirito, l\u2019inconscio. Per questo l\u2019anima ha sempre in lei qualcosa di terrestre e di soprannaturale\u201d (<em>Tipi psicologici<\/em> ). Secondo lui, l\u2019anima \u00e8 sempre suscettibile di elevazione, una trasformazione che si fa progressivamente con un\u2019assimilazione sempre pi\u00f9 profonda delle ricchezze appartenenti all\u2019inconscio collettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fuoco centrale che d\u00e0 a quello sforzo tutto il suo senso \u00e8 il S\u00e9, punto di approdo di tutti i miti e simboli, Dio nel pi\u00f9 profondo di noi stessi. Quello che giunge a quello stato\u00a0 \u00e8 diventato \u201cl\u2019essere che una volta per tutte \u00e8 in lui stesso, come deve essere. Da qui non diventer\u00e0 egoista, o egocentrico, ma compir\u00e0 semplicemente la sua natura d\u2019essere\u201d. Per Jung quell\u2019ideale di perfezione rappresentava lo scopo ultimo di ci\u00f2 che chiamava individuazione. Non toccava a tutti di intraprendere tale via, che non poteva essere che di una minoranza. Per chi fosse ben centrato nel suo contesto culturale, con i suoi riti e le sue tradizioni, per l\u2019essere che faceva atto d\u2019appartenenza a una Chiesa di cui assumeva deliberatamente suoi i principi, una tale impresa non aveva ragione d\u2019essere, poich\u00e9 era rassicurato in un inquadramento\u00a0 riconosciuto. Una scelta che non ha ragione d\u2019essere che nella seconda parte della vita, interesserebbe piuttosto quelli che hanno conosciuto una crisi grave, fonte di disperazione, che ha bisogno di una rimessa in questione personale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel fuoco centrale custodisce una forza che non si pu\u00f2 imparare che con precauzione con un lungo cammino, quello conosciuto dai mistici di tutte le religioni. Questi sono stati spesso considerati con diffidenza dai loro correligionari, perch\u00e9 la via personale nella quale entravano era ritenuta nociva alla coesione della comunit\u00e0. Ci\u00f2 spiega come il monoteismo abbia messo tanto tempo a emergere. Dio infatti \u00e8 una realt\u00e0 difficile da accettare e domanda per essere apprezzato molto discernimento. Cos\u00ec in ogni religione si trova la riflessione sul fatto che non si pu\u00f2 oltrepassare e raggiungere ci\u00f2 che appartiene all\u2019ambito della divinit\u00e0 misteriosa e nascosta. Gli Antichi ci hanno trasmesso a questo proposito dei miti particolarmente evocatori mettendo in guardia contro l\u2019orgoglio, come quello di Atteone, mutato in bestia per aver sorpreso la dea Diana che faceva il bagno. Anche Cristo che si \u00e8 fatto uomo domanda a Maddalena di non toccarlo. Dunque \u00e8 detto in tutte le religioni che si deve rinunciare ad affrontare i misteri della divinit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cervello umano ha dei limiti e a contemplare Dio troppo da vicino si corre il rischio di perdere la ragione. Jung cita certi casi in cui i pazienti, persone con la sensazione improvvisa di essere un guru con conoscenze superiori, siano destinati a una specie di follia megalomane. Pu\u00f2 succedere che il soggetto si prenda per Dio o per Cristo, come capit\u00f2 a Nietzsche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In generale l\u2019idea di Dio pu\u00f2 spingere l\u2019uomo al fanatismo, facendogli commettere tutti gli eccessi in nome di un principio unico al quale sono sacrificati i suoi valori. Allora Dio \u00e8 una potenza esterna non canalizzata dall\u2019individuo, come \u00e8 successo in tutte le guerre sante della storia. Lo stesso stato mentale consiste nel cedere a quella energia dando la propria fiducia a un capo carismatico, un dittatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dio, immagine del S\u00e9, \u00e8 la pi\u00f9 alta figura che pu\u00f2 guidare l\u2019essere umano nella lotta svolta dalla sua coscienza. Il Dio dell\u2019incontro, che si rivela nell\u2019antico testamento e s\u2019incarna nel nuovo testamento, porta all\u2019uomo la libert\u00e0. Occorre che questo sia capace di essere degno della responsabilit\u00e0 di cui \u00e8 stato investito. Ora, volendo assolutamente elevare la coscienza umana, i cristiani hanno assimilato Dio al solo bene superiore. A differenza del Dio terribile dell\u2019antico testamento dove il bene e il male coesistono in una stessa unit\u00e0, il Dio dei cristiani \u00e8 infinitamente buono. Dio ha creato tutte le cose buone in s\u00e9 e il male non esiste in quanto sostanza, non \u00e8 che il risultato del cattivo uso della propria libert\u00e0 fatto dall\u2019uomo. Scaricando sull\u2019uomo il peso del male, Dio gli ha imposto un enorme fardello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se l\u2019uomo avesse abbastanza umilt\u00e0 da assumersi quel carico, potrebbe manifestare una forte personalit\u00e0, quella che caratterizza grandi figure, come san Francesco o san Vincenzo da Paola.\u00a0 Ma se la debolezza gli impedisce\u00a0 di rispondere a quel dovere, possono nascere figure meno amabili, come Savonarola o Torquemada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si verific\u00f2 una volont\u00e0 di sistematizzare la divisione tra bene e male e di rifiutare quest\u2019ultimo cacciandolo nelle tenebre dell\u2019inconscio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo da allora fu considerato con diffidenza e vergogna e gli stregoni furono considerati come i rappresentanti di quella repulsione. Tutto ci\u00f2 che poteva minacciare la coesione sociale, simbolo di una coscienza chiara, era combattuto: gli eretici, gli ebrei, i lebbrosi\u2026Tutte le cacce alle stregonerie che imperversarono nelle diverse epoche non furono che le tristi conseguenze del rifiuto a considerare il male oggettivamente in s\u00e9, ma all\u2019immagine dei diavoli scolpiti nelle cattedrali, rigettandolo all\u2019esterno della propria persona, lasciandosi cos\u00ec soggiogare da lui. Il fatto \u00e8 che\u00a0 in tutte le tradizioni occidentali si trova una tendenza a instaurare una dicotomia all\u2019interno delle cose\u00a0 e a dividerle in un sistema di valori verso o il bene o il male. La scelta \u00e8 chiara nelle posizioni riguardanti gli animali, dove nel Medioevo si tendeva a stabilire una separazione tre la creature create da Dio, il montone, il cane, la lepre, il cavallo, la mucca, il toro, e quelle create dal demonio, il lupo, la volpe, l\u2019asino, la capra, il caprone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Persistenza del politeismo nell\u2019inconscio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Quegli eccessi mostrano come l\u2019uomo abbia esitato a lungo ad attribuire la sua fede a una sola divinit\u00e0 e come Dio sia stato per molto tempo confinato nei santuari e nelle meditazioni dei filosofi. Molto prima del giudeo cristianesimo le religioni politeiste avevano espresso quella prudenza. Secondo Jung, la volont\u00e0 di credere nell\u2019esistenza di pi\u00f9 dei piuttosto che in uno solo favoriva una pi\u00f9 giusta espressione della diversit\u00e0 psicologica umana\u00a0 nella misura in cui\u00a0 impediva che fossero ricacciati nel nostro inconscio\u00a0 aspetti della natura non accettati dalla coscienza comune. \u201cLa nostra vera religione \u00e8 un monoteismo della coscienza, uno stato di possesso attraverso la coscienza accompagnato da una negazione fanatica dell\u2019esistenza di sistemi frammentari autonomi\u201d, diceva Jung (<em>Dialettica del me e dell\u2019inconscio<\/em> ), che diffidava di un\u2019evoluzione alla quale poteva condurre il culto di un dio unico. Gli dei del paganesimo esprimevano al meglio quei sistemi. Per gli antichi l\u2019uomo era un individuo sottomesso a un tutto, un essere inserito in un ordine di cui gli occorreva rispettare le leggi. Sull\u2019universo Zeus regnava sovrano e si mostrava impietoso verso coloro che sfuggivano ai suoi principi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni divinit\u00e0 era l\u2019immagine di una qualit\u00e0 idealizzata dell\u2019essere umano; nella concezione\u00a0 del nostro psicologo, il contenuto psichico nutriva la loro energia. Nella mitologia greco-latina, gli dei hanno gli stessi difetti degli uomini, cos\u00ec come litigano e si fronteggiano, un modo di esprimere i conflitti interiori che agitano la natura umana. Questa \u00e8 fatta in modo che le\u00a0 diverse tendenze che la caratterizzano si oppongono le une alle altre. Ma tutte sono ugualmente rappresentate e trovano il loro posto nella psicologia di ciascuno. La libert\u00e0, come doveva portarla all\u2019uomo il Cristo, non esisteva, se non era quella di accettare l\u2019ordine delle cose. Grande era la credenza nella fatalit\u00e0, il destino dell\u2019uomo era inesorabilmente fissato. Non sollecitato tra il bene e il male, toccava solo all\u2019uomo trovare in se stesso la verit\u00e0 rendendo possibile la comprensione di questo universo, in modo da trovarvi il suo posto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cConosci te stesso\u201d, diceva Socrate, questa era la saggezza che proponeva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa rimessa in questione dalla svolta presa dal dogma cristiano, tocc\u00f2 all\u2019oriente di insegnarcela di nuovo. L\u2019armonia universale, in particolare tra le diverse tendenze della nostra anima, poteva derivare da una interiorizzazione sempre pi\u00f9 grande e su questo punto la saggezza indiana e i suoi metodi di meditazione potevano aiutarci. Jung insiste per esempio sulla pratica dello yoga che favorisce l\u2019unit\u00e0 della mente e del corpo troppo trascurata nel mondo occidentale. Progressivamente la mente trova il suo cammino verso il gioiello misterioso e nascosto in fondo a se stesso, la vera dimensione del S\u00e9. \u201cL\u2019europeo ha una scienza della natura e sa stranamente poche cose sulla sua propria natura, sulla natura che \u00e8 in lui. Per l\u2019indiano \u00e8 un beneficio conoscere un metodo che l\u2019aiuti a conoscere l\u2019onnipotenza della natura dentro di lui e fuori di lui\u201d (<em>Psicologia e orientalismo<\/em> ).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 l\u2019uomo naturale che Jung vuole realizzare, quello in cui la coscienza \u00e8 in intima unione con l\u2019inconscio, al pi\u00f9 alto grado con l\u2019inconscio collettivo, il luogo in cui \u00e8 pi\u00f9 forte il contatto con il mondo naturale. L\u2019uomo ha allora realizzato la sua unit\u00e0 e la psicologia introduce alla spiritualit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La psicologia ha acquisito oggi un riconoscimento scientifico, attaccandosi su basi sperimentali a studiare i comportamenti mentali dell\u2019individuo. Grazie agli sforzi di Freud, \u00e8 stata attribuita all\u2019inconscio una nuova importanza. La psicologia del profondo allora \u00e8 stata una rivelazione dell\u2019uomo a se stesso, secondo le parole di Jung, dando l\u2019opportunit\u00e0 di avere un\u2019immagine pi\u00f9 autentica della natura umana. La cura dell\u2019introspezione, la volont\u00e0 d\u2019essere all\u2019ascolto dei messaggi dati dall\u2019inconscio avevano per effetto di rivelare all\u2019individuo dei fatti sconosciuti sulla propria persona.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[76],"tags":[165],"class_list":["post-740","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lafargue-didier","tag-psicologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/740","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=740"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/740\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=740"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=740"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=740"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}