{"id":750,"date":"2010-09-26T15:58:25","date_gmt":"2010-09-26T15:58:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=750"},"modified":"2016-04-03T23:05:32","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:32","slug":"personalita-ed-essenza-di-jose-reyes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/personalita-ed-essenza-di-jose-reyes\/","title":{"rendered":"Personalit\u00e0 ed Essenza di Jos\u00e9 Reyes"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 86 \u2013 Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini [202]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">3m.\u00a0\u00a0 Se osservo il mio comportamento nella vita quotidiana, constato subito un certo automatismo nelle reazioni. Esso sembra sempre attivarsi, davanti ad un dato avvenimento, con la stessa modalit\u00e0, lo stesso schema di risposta. C\u2019\u00e8 una ragione per questo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">J.R.\u00a0\u00a0 Si, c\u2019\u00e8 una ragione ed \u00e8 una buona ragione. Se dovessimo rispondere con coscienza ad ogni stimolo della vita, non avremmo abbastanza coscienza per esserne capaci. La meccanicit\u00e0 ci permette di rispondere a molte situazioni della vita automaticamente ed \u00e8 una buona cosa. La personalit\u00e0 \u00e8 fatta per questo, cio\u00e8 per rispondere alle situazioni della vita in modo automatico. Non ci sono sforzi da fare, in ogni momento, per rispondere con spontaneit\u00e0 ad una situazione data quando conoscete gi\u00e0 la risposta appropriata, perch\u00e9 la situazione si \u00e8 gi\u00e0 presentata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, il problema \u00e8 il seguente: la macchina umana, che possiamo chiamare cos\u00ec perch\u00e9 dotata dell\u2019energia automatica dei centri, ha preso l\u2019iniziativa. E l\u2019essenza, che \u00e8 la parte reale di noi stessi, \u00e8 diventata passiva. Cos\u00ec, oggi rispondiamo a tutto ci\u00f2 che si presenta attraverso la personalit\u00e0, con un meccanismo. Le esperienze che abbiamo non si fondono con la parte di noi che \u00e8 importante. Pertanto quell\u2019equilibrio pu\u00f2 essere ribaltato, se \u00e8 la personalit\u00e0 che guida. Questa si mette in opera verso i sei o sette anni ed \u00e8 attraverso di lei che cominciamo ad esprimerci. Siccome non riceviamo un\u2019educazione giusta, l\u2019essenza rimane passiva fin dall\u2019inizio. La sede della personalit\u00e0\u00a0 \u00e8 nel cervello, nella testa; l\u00ec \u00e8 l\u2019apparecchio formatore. La sede dell\u2019essenza \u00e8 nelle emozioni. Siccome non siamo stati educati sul piano emozionale, l\u2019essenza non ha nessuna possibilit\u00e0 di trovarsi in contatto con la vita. La personalit\u00e0 diventa attiva e prende forza sempre di pi\u00f9 e nello stesso tempo l\u2019essenza diventa passiva. Questa \u00e8 oggi la situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">3m.\u00a0\u00a0 L\u2019inizio di tutto \u00e8 dunque in un\u2019educazione impropria. C\u2019\u00e8 modo di rimediare a tutto questo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">J.R.\u00a0\u00a0 Il problema \u00e8 che per educare i bambini, noi adulti dobbiamo essere educati. Noi siamo arrivati a credere che il solo bisogno dei bambini fosse un\u2019educazione intellettuale. Li mandiamo nei collegi migliori, nelle migliori universit\u00e0 e loro ottengono un master, poi un dottorato, ecc. Crediamo che sia solo necessaria un\u2019educazione intellettuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo cominciare con noi stessi, con la realizzazione che dobbiamo veramente sviluppare le nostre emozioni, voglio dire le emozioni positive. Perch\u00e9 le emozioni negative sono l\u00ec! Dobbiamo cominciare a vedere che cosa sono le emozioni. Prima di tutto studiare come reagiamo, come rispondiamo emozionalmente agli avvenimenti, vedere come siamo immaturi sul piano emozionale. Studiando, osservando, cominciamo ad apprendere. Il sistema di sviluppo della <em>quarta via<\/em> si basa sullo sviluppo emozionale dell\u2019uomo. Questo sviluppo accompagna quello delle facolt\u00e0 e delle possibilit\u00e0 del corpo. Perch\u00e9 noi non abbiamo scoperto il tesoro che si trova nel corpo umano. Leggiamo per esempio in un negozio che il tale o il tal\u2019altro cibo ci fa bene. Ma questo \u00e8 solo nella testa! Dobbiamo veramente avere il contatto col corpo in tutti i modi possibili. Il corpo ha una sua memoria, un suo modo di essere in relazione con gli altri, ha una vita propria. Dobbiamo andare in ogni sua parte. Se immaginiamo di vivere in una casa a tre piani, siamo a pianterreno, senza conoscere gli altri piani. E l\u00ec spesso si trovano gli altri modi di percepire. Abbiamo questa possibilit\u00e0, di percepire in modo differente il mondo. Ma, ecco, siamo dei sottosviluppati ed \u00e8 l\u00ec che si trova la causa della nostra miseria e sofferenza. Non \u00e8 perch\u00e9 siamo meccanici. E\u2019 perch\u00e9 reagiamo a tutto quanto succede in modo meccanico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">3m.\u00a0\u00a0 Ma la meccanicit\u00e0 ci porta al tempo stesso a desiderare di non lasciare il conosciuto, a non voler visitare gli altri piani, malgrado il desiderio di eliminare la sofferenza, di essere pacificati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">J.R.\u00a0\u00a0 Il primo problema dell\u2019umano \u00e8 la paura dell\u2019incerto. La mente ama le cose che gi\u00e0 conosce. Non appena cade su qualcosa di differente, di sconosciuto, la mente lo rifiuta. La paura \u00e8 quella del futuro. Cosa succeder\u00e0 domani? Forse mancher\u00e0 il denaro? Perderemo la casa o il lavoro? Abbiamo paura del futuro, preferiamo assestarci sul presente, e questo ci d\u00e0 un senso di sicurezza. Viviamo come poveri, mentre abbiamo il potenziale di essere veri umani, ma abbiamo paura dell\u2019ignoto. Qualunque cosa si dice alla gente, a meno che non abbia avuto esperienza di quel profumo di vita e al tempo stesso della sua mancanza di gioia e che c\u2019\u00e8 qualcosa di meglio, niente \u00e8 possibile. Cristoforo Colombo, per fare quello che ha fatto ha preso della gente speciale, insoddisfatta dello status quo. Gente che non poteva stare dov\u2019era e cercava qualcosa di differente. Quella passione viene dal cuore. Abbiamo bisogno di un centro magnetico perch\u00e9 \u00e8 quello che crea delle persone che cercano altri modi per svilupparsi. In generale, quando parlate alle persone, non capiscono di cosa parli, dicono che stanno bene cos\u00ec; molto poche vogliono fare un passo avanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">3m.\u00a0\u00a0 Per andare al di l\u00e0 della meccanicit\u00e0, \u00e8 necessario avere in partenza quel gusto dell\u2019ignoto, quell\u2019intuizione che qualcosa \u00e8 possibile in altro modo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">J.R.\u00a0\u00a0 E\u2019 come per ogni\u00a0 situazione della vita. Quando siamo piccoli speriamo sempre che qualcosa accada, che cambier\u00e0 la situazione. Reclamiamo con nostra madre. Poi vediamo che non \u00e8 possibile. Poi ci si dice: \u201c<em>molto bene, quando la scuola sar\u00e0 finita, tutto andr\u00e0 meglio\u201d<\/em>. Ma una volta finita la scuola, ci si rende conto che non \u00e8 cambiato niente. Poi il coll\u00e8ge, poi il lavoro\u2026 \u201c<em>quando sar\u00f2 indipendente, andr\u00e0 meglio. Poi mi sposo ed \u00e8 perfetto<\/em>\u201d. Poi i bambini. Aspettiamo tutto il tempo che qualcosa cambi la nostra vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Non realizziamo che non \u00e8 l\u2019esterno che cambia le cose, ma che questo deve venire da dentro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La gente dice: \u201c<em>vado in un paese diverso e finalmente l\u00e0 sar\u00f2 felice<\/em>\u201d. Ma portate voi stessi come siete. Per prima cosa, non \u00e8 cambiare posto, ma lasciar indietro se stessi. E diventate capaci di cambiare le cose. Non sono le condizioni esterne che ci devono cambiare, ma il nostro modo di percepire la realt\u00e0, la vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">3m.\u00a0\u00a0 Ci sono ostacoli interni, nodi emotivi, che sono cose grosse di fronte a noi. Come sciogliere quei nodi che ci costringono alla meccanicit\u00e0? Il lavoro su di s\u00e9 permette all\u2019energia di crescere. Ma, arrivati a un certo stadio, la disperdiamo totalmente con un ritorno di fiamma alla personalit\u00e0, ai suoi desideri, alle sue pulsioni\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">J.R.\u00a0\u00a0 Comprendo. Quei nodi sono tutti emotivi. Sono messi da piccoli. Chiamiamoli traumatismi. Un trauma \u00e8 come un taglio. Qualcosa si \u00e8 inscritto nelle emozioni. Nell\u2019infanzia siamo feriti molto profondamente. Nascondiamo questo e quando intanto diventiamo adulti, non possiamo attribuire il nostro comportamento a quegli avvenimenti della nostra infanzia. Non ne vediamo l\u2019origine, non percepiamo che il nostro comportamento, le nostre reazioni, le nostre risposte alle situazioni della vita. Questo viene da ci\u00f2 che chiamate i nodi, i traumi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che \u00e8 importante \u00e8 che i traumi sono stati messi artificialmente nel nostro emozionale, si nutrono delle nostre emozioni, ne hanno bisogno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Quei comportamenti assorbono la vostra attenzione. E voi dite: \u201c<em>\u00e8 reale, \u00e8 quel che sono, sono io\u201d<\/em>. Ma non \u00e8 vero, non \u00e8 la realt\u00e0. E\u2019 solo una parte di voi, e questo non fa che rispondere a un trauma, un condizionamento dell\u2019infanzia. Se cominciamo a ritirare la nostra attenzione dai comportamenti, se mettiamo la nostra attenzione a un posto pi\u00f9 appropriato, in uno stato di coscienza, diventiamo capaci di percepire, di vedere noi stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appare l\u2019osservatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cominciamo a vedere che quei traumi nell\u2019osservatore non esistono. L\u2019osservatore \u00e8 libero da loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I traumi non esistono che nel nostro s\u00e9 inferiore. E\u2019 l\u00ec che si manifestano. Se passiamo ad un pi\u00f9 alto stato di coscienza, non possono agire, perch\u00e9 la nostra attenzione non \u00e8 disponibile per loro. L\u2019attenzione \u00e8 come l\u2019acqua che pu\u00f2 permettere ai condizionamenti di crescere e di avere radici molto profonde nella nostra psiche.\u00a0 Se chiudete l&#8217;acqua, che \u00e8 la vostra attenzione, e la versate da un\u2019altra parte, quei traumi cominciano a morire, a perdere il loro potere. Ma la gente pensa che parlandone si possano eliminare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">3m.\u00a0\u00a0 E\u2019 la questione dell\u2019analisi psicanalitica\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">J.R.\u00a0\u00a0 Si. Quello non pu\u00f2 essere realizzato con la parola. Perch\u00e9 quell\u2019azione si svolge dentro di voi, \u00e8 la vostra attenzione che va da una parte verso un\u2019altra. E generalmente questa seconda parte \u00e8 pi\u00f9 rilassata, \u00e8 nel corpo. La vostra attenzione si porta nel corpo e andate sempre pi\u00f9 verso un rilassamento del corpo. E lasciando che il rilassamento si faccia nel corpo, anche le vostre emozioni si rilassano. Tutti quei comportamenti derivati dai traumi, si manifestano con tensioni, e producono reazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono le tensioni che generano reazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">3m.\u00a0\u00a0 E poi la reazione \u00e8 pi\u00f9 rapida della testa, non la si vede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">J.R.\u00a0\u00a0 Infatti. E tutte quelle reazioni assorbono energia che sarebbe molto utile. Le energie se ne vanno per nutrire quello stato artificiale. Allora abbiamo meno opportunit\u00e0 di trasformarci, perch\u00e9 abbiamo meno energia. Abbiamo bisogno di energia di buona qualit\u00e0 per trasformarci, migliore di quella dell\u2019energia puramente meccanica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">3m.\u00a0\u00a0 Questa trasformazione necessita di un\u2019energia pi\u00f9 fine, ma non c\u2019\u00e8 solo la questione della qualit\u00e0, ma c\u2019\u00e8 anche quella della quantit\u00e0. Qualit\u00e0 e quantit\u00e0 sono entrambe necessarie insieme?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">J.R.\u00a0\u00a0 L\u2019energia dell\u2019attenzione \u00e8 legata all\u2019energia della sensivit\u00e0. Una sensibilit\u00e0 libera offre la possibilit\u00e0 di una maggiore quantit\u00e0 d\u2019attenzione. Certo, se c\u2019\u00e8 la qualit\u00e0, ma manca la quantit\u00e0, perdete la qualit\u00e0. Dovete essere capaci di avere la vostra attenzione sotto controllo pi\u00f9 a lungo. Perch\u00e9 l\u2019attenzione \u00e8 sempre stimolata da ci\u00f2 che accade fuori. Potete guardare un film per due ore e mezzo e la vostra attenzione \u00e8 catturata dallo schermo. Ma \u00e8 un\u2019attenzione automatica, che non ha niente a che fare con l\u2019attenzione che dovete mantenere attraverso voi stessi. Abbiamo bisogno di sviluppare un\u2019attenzione libera e questa deve essere diretta. Dirigo la mia attenzione al mio corpo, per esempio, alla mia respirazione\u00a0 e quella respirazione ha una qualit\u00e0 di presenza differente. Dal momento in cui la mia attenzione \u00e8 libera dalle associazione del pensiero, dalle associazioni mentali che si fanno da sole, la qualit\u00e0 della mia presenza si modifica. Divento pi\u00f9 me stesso, sono pi\u00f9 cosciente di me stesso. Quanto tempo posso mantenere questo? Dipende da ci\u00f2 che ho fatto prima. Se non faccio niente, nessuna meditazione, nessuna osservazione, nessun movimento, allora non \u00e8 possibile niente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">3m.\u00a0\u00a0 Se mettiamo l\u2019attenzione sul corpo, questo \u00e8 possibile per un certo tempo e allora l\u2019ego \u00e8 privo di energia. Ma una volta che l\u2019attenzione torna al livello ordinario, l\u2019ego e le sue manifestazioni ricompaiono, forse anche pi\u00f9 forte se l\u2019ego avverte che la sua fine \u00e8 prossima. Quando ritorna si dice: la via \u00e8 libera, festeggiamo! E\u2019 un ostacolo pesante in questo lavoro, un po\u2019 come Sisifo che, quasi giunto a spingere il suo roccione in cima alla montagna, lo vede rotolare gi\u00f9&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">J.R.\u00a0\u00a0 Passiamo dalla personalit\u00e0, quando dormiamo, quando siamo nel funzionamento automatico, a pi\u00f9 essenza quando ci svegliamo. Siamo pi\u00f9 vicini all\u2019essenziale. Dunque la prima tappa per svegliarci \u00e8 liberare la nostra attenzione. Dovete essere attenti a dove si trova l\u2019attenzione, perch\u00e9 viaggia nel corso della giornata. E\u2019 su un pensiero, poi su un altro. Poi arriva un\u2019emozione e attira l\u2019attenzione. Poi abbiamo fame e l\u2019attenzione \u00e8 sulla fame. Tra quei momenti in cui l\u2019attenzione viaggia dall\u2019uno all\u2019altro, possiamo dirigerla intenzionalmente. Basta la mano sinistra: dirigo l\u2019attenzione verso la mano sinistra, e anche mentre vi parlo o analizzo una o l\u2019altra cosa, una parte dell\u2019attenzione \u00e8 sulla mano sinistra. Questo mi pone in uno stato differente. Se questo se ne va, cosa che avviene di sicuro, continuo a parlare, ma dormo. Infatti non sono l\u00ec. La mia attenzione \u00e8 imprigionata nel processo che si svolge, qualunque esso sia. Ma quando dirigo l\u2019attenzione, non sono pi\u00f9 intrappolato. L\u2019osservatore \u00e8 l\u00ec, perch\u00e9 metto la sensazione e la libera attenzione. Dunque, ogni volta che la vostra attenzione \u00e8 libera, sperimentate uno stato differente da quello in cui la vostra attenzione \u00e8 intrappolata. In questo modo cominciate a imparare: quando fate certe cose, la vostra attenzione \u00e8 legata, in altre siete pi\u00f9 liberi, pi\u00f9 capaci di vedere la vostra vita in una prospettiva pi\u00f9 ampia. Vedete i momenti in cui non siete identificati con la situazione e la vostra coscienza \u00e8 pi\u00f9 aperta e pi\u00f9 distesa. Nella misura in cui la vostra attenzione \u00e8 imprigionata nella meccanicit\u00e0, la vita non ha alcun senso. Siete solo una macchina reattiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">3m.\u00a0\u00a0 Quando proponete di portare l\u2019attenzione per esempio sulla mano sinistra, \u00e8 la testa che prende la decisione. E\u2019 ancora un processo mentale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">J. R.\u00a0\u00a0 Si, \u00e8 l\u2019inizio. Prima vi ricordate di fare quello.\u00a0 La prima tappa \u00e8 realizzare che la mia attenzione \u00e8 intrappolata. Dove sono? Siete nei pensieri o nell\u2019emozione. Nel momento in cui ve lo domandate, comincia il cambiamento. Ora oriento il pensiero alla mano sinistra. Si, \u00e8 con la testa. Ma ora sono a contatto con la sensazione. Il pensiero e la sensazione lavorano insieme. Due centri sono insieme. Non sto pensando a ci\u00f2 che accade, ma tengo l\u2019attenzione sulla mano. Poi arriva l\u2019emozione e comincia a partecipare al processo. Comincio a ricordarmi di me stesso. Questo ricordarsi di s\u00e9 ha molti strati, come una cipolla. Cominciate dallo strato pi\u00f9 superficiale, dite vado sulla mano, poi sulla respirazione, sugli occhi\u2026Guardate ci\u00f2 che vedete e avete una prospettiva, siete coscienti di vedere le cose, in una visione diversa, siete coscienti della loro profondit\u00e0. E cos\u00ec col gusto, o l\u2019udito. Tutte le vostre facolt\u00e0 sono nel presente. Allora avete il piacere di quel ricordarsi di s\u00e9, che pu\u00f2 essere molto profondo e portarvi fino a Dio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ora, il problema \u00e8 il seguente: la macchina umana, che possiamo chiamare cos\u00ec perch\u00e9 dotata dell\u2019energia automatica dei centri, ha preso l\u2019iniziativa. E l\u2019essenza, che \u00e8 la parte reale di noi stessi, \u00e8 diventata passiva. Cos\u00ec, oggi rispondiamo a tutto ci\u00f2 che si presenta attraverso la personalit\u00e0, con un meccanismo. Le esperienze che abbiamo non si fondono con la parte di noi che \u00e8 importante. Pertanto quell\u2019equilibrio pu\u00f2 essere ribaltato, se \u00e8 la personalit\u00e0 che guida. 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