{"id":800,"date":"2010-09-28T13:28:30","date_gmt":"2010-09-28T13:28:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=800"},"modified":"2016-04-03T23:05:24","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:24","slug":"limmagine-vivente-nel-cuore-delluomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/limmagine-vivente-nel-cuore-delluomo\/","title":{"rendered":"L\u2019immagine vivente nel cuore dell\u2019uomo"},"content":{"rendered":"<p>Michel Joseph<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 88 \u2013 Traduzione di Luciana Scalabrini [205]<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Il termine \u201cimmaginazione\u201d \u00e8 estremamente confuso sia per i ricercatori di scienze cognitive che per ognuno di noi, per cui si tratta di una facolt\u00e0 tanto estranea che essenziale alla nostra vita interiore. Come affrontare il senso vero di quest\u2019importante funzione che \u00e8 l\u2019immaginazione creativa?<\/p>\n<p>M.J.\u00a0\u00a0 L\u2019immaginazione sorge quando il finito, cio\u00e8 il punto, e l\u2019infinito, la sfera, si incontrano; l\u2019immagine \u00e8 all\u2019interfaccia di queste due dimensioni, o polarit\u00e0. E per rappresentarsi queste due polarit\u00e0, quella del punto e quella della sfera, bisogna comprendere che la geometria euclidea si \u00e8 sviluppata a partire dalla testa. Non \u00e8 che nel 18\u00b0 e 19\u00b0 secolo che sono apparse altre geometrie come quella di Hilbert della pseudo sfera, o ancora quella della geometria proiettiva, che rende visibile l\u2019infinito nello spazio geometrico.<\/p>\n<p>La polarit\u00e0 del punto e della sfera esiste nell\u2019uomo. Il polo euclideo, il punto, ha la sua sede principalmente nella testa, vale a dire nel pensiero razionale come si \u00e8 sviluppato per tutto un periodo per arrivare a maturit\u00e0 circa duemila anni fa. L\u2019altro polo \u00e8 quello del metabolismo, in altre parole della parte motoria, digestiva, riproduttiva, che vive in modo pi\u00f9 inconscio in ciascuno di noi. L\u2019immagine, o la capacit\u00e0 di creare immagini, che possiamo chiamare immaginazione creativa, nasce quando i due poli si incontrano.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 L\u2019immaginazione creativa \u00e8 talmente inconoscibile che abbiamo l\u2019impressione che quell\u2019incontro non possa non porre dei problemi. Quali sono gli ostacoli e come si pu\u00f2 effettuare?<\/p>\n<p>M.J.\u00a0\u00a0 Tutto succede come se vivessimo in una parte piccolissima del nostro organismo, cio\u00e8 la testa. Infatti, ignoriamo ci\u00f2 che accade nei piedi quando camminiamo, quando mettiamo un piede davanti all\u2019altro, essendo tutto condotto da un certo istinto che ci permette di evitare gli ostacoli, ecc. A livello di metabolismo c\u2019\u00e8 una motricit\u00e0, ma anche una percezione inconscia. Invece, portare un\u2019idea fino alla conclusione, ragionare o prospettare previsioni, sono attivit\u00e0 intellettuali e analitiche per le quali \u00e8 necessaria la coscienza. Ma tra i due poli l\u2019immagine non \u00e8 ancora presente; essa si crea al loro incontro. Se oggi si dice che siamo in una civilt\u00e0 dell\u2019immagine, \u00e8 perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un enorme bisogno d\u2019immagini; e non solo nei bambini, ma anche negli adulti.<\/p>\n<p>Quel bisogno corrisponde ad uno stato di mancanza, perch\u00e9 il tipo di educazione pi\u00f9 frequente passa essenzialmente per la testa; a volte per la testa e le membra, cio\u00e8 per il sistema nervoso e il sistema del metabolismo e degli organi.<\/p>\n<p>Il sistema mediatore, quello che unisce la testa agli organi non \u00e8 per niente integrato.<\/p>\n<p>Il sistema mediano possiede anch\u2019esso la sua autonomia in rapporto agli altri due, perch\u00e9 vive secondo una dinamica tutta diversa: unisce l\u2019alto e il basso secondo dei ritmi; \u00e8 un polo ritmico. Ci\u00f2 che vive nel ritmo \u00e8 la respirazione e i battiti del cuore che danno un\u2019attivit\u00e0 costante di contrazione e di dilatazione o espansione. E\u2019 questo aspetto che \u00e8 cos\u00ec rigenerante in noi.<\/p>\n<p>E bisogna capire bene che le immagini sono legate a quel polo ritmico.<\/p>\n<p>Contrariamente a quello che potremmo credere, le immagini pubblicitarie non sono indirizzate alla testa, e lo sanno bene i pubblicitari il cui intento \u00e8 di far passare le immagini nell\u2019inconscio perch\u00e9 possano agire meglio.<\/p>\n<p>Ora, \u00e8 questo inconscio che si pu\u00f2 chiamare il polo dell\u2019oblio o del metabolismo. E si \u00e8 potuto verificare che una volta che l\u2019immagine \u00e8 scesa nel metabolismo, si prova per esempio il desiderio di mangiare un dolce senza che nessuna operazione mentale l\u2019abbia potuto prevedere.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Questo processo avviene per la mancanza del polo mediano?<\/p>\n<p>M.J.\u00a0\u00a0 Certamente! Tanto che, senza che nemmeno si sia toccati, l\u2019immagine passa direttamente dalla testa all\u2019inconscio metabolico. Generalmente rimaniamo nell\u2019ignoranza di essere costituiti da tre livelli successivi con una continua metamorfosi tra i due poli estremi, perch\u00e9 questi si controbilanciano nella parte ritmica.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Si potrebbe, a partire da l\u00ec, approfondire quello che intendiamo per immaginazione creativa? Perch\u00e9 oggi manca tanto quella funzione e come pu\u00f2 essere favorito il suo sviluppo?<\/p>\n<p>M.J.\u00a0\u00a0 Quando parliamo di rendere attiva l\u2019immaginazione creativa, non si tratta di immettere immagini che vengono dall\u2019esterno, ma di creare immagini che vengono da noi stessi. Rudolf Steiner ci dice che l\u2019uomo \u00e8 limitato dal suo intelletto, ma che la sua conoscenza non \u00e8 limitata all\u2019intelletto. Essa pu\u00f2 allargarsi in modo rigoroso sviluppando il potere immaginativo o pi\u00f9 precisamente la conoscenza immaginativa.<\/p>\n<p>In un primo tempo potremmo dire che avviene passando da una conoscenza la cui sede \u00e8 nel cervello a un tipo di conoscenza tra la testa e il cuore, purch\u00e9 da questo nuovo centro troviamo il legame tra la coscienza della testa e quello che \u00e8 caduto nel metabolismo o l\u2019oblio. Se per esempio meditiamo su un certo oggetto, creiamo un\u2019immagine interiore, poi in una seconda fase osserviamo ci\u00f2 che succede nel processo stesso di costruzione dell\u2019immagine, con tutta la passione e la volont\u00e0 che ci mettiamo, fino al momento in cui percepiamo quella immagine, creata in s\u00e9, non dalla testa ma dal cuore; la percepiamo dall\u2019esterno di noi, cio\u00e8 da una sfera immensa che ha il suo centro nell\u2019essere.<\/p>\n<p>E proviamo quella famosa esperienza nella quale sentiamo che qualcosa pensa in noi: questo pensa in me, e questo pensare \u00e8 della stessa natura dell\u2019attivit\u00e0 universale che \u00e8 attorno a me. Il pensiero allora \u00e8 diventato attivit\u00e0 pura: \u00e8 il pensiero; qui la volont\u00e0 \u00e8 in seno al pensiero. La troviamo al livello del cuore o del centro dell\u2019essere. Non si tratta pi\u00f9 dei sentimenti nel senso corrente del termine, ma del\u00a0 \u201csentire\u201d.<\/p>\n<p>Questa percezione immaginativa che si traduce in colori, in forme, in suoni, in profumi, in tutte le sensazioni possibili, ci d\u00e0 un\u2019immagine autentica. La vera immagine \u00e8 un\u2019immagine creativa. Consiste nel poter investire un oggetto da ogni parte in una sola volta e in tutte le dimensioni. Perch\u00e9 potremmo parlare d\u2019immagini sonore, d\u2019immagini in movimento, olfattive ecc. Ogni rappresentazione \u00e8 immagine e le rappresentazioni utilizzano i messaggi dei sensi. Infatti tutti i nostri sensi possono interiormente costruire un\u2019immagine.<\/p>\n<p>Tutta la civilt\u00e0, tutta l\u2019umanit\u00e0 ha una grandissima nostalgia di questa attivit\u00e0 immaginativa. Tuttavia, non avendo i concetti della scienza che permettano di arrivarci, ci si contenta dei surrogati che sono le immagini artificiali dei film, della pubblicit\u00e0, di internet e di tutte le sensazioni ottenute al di fuori della realt\u00e0.<\/p>\n<p>E\u2019 soprattutto il male dei giovani di non avere che la televisione, il computer, ecc., per soddisfare la loro fame, finch\u00e9 a scuola ricevono solo un insegnamento basato sul pensiero intellettuale o dello sport.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 mediatrice e ritmica, che \u00e8 pi\u00f9 importante per la vita immaginativa, \u00e8 la meno coltivata. Qui potremmo riprendere lo slogan del 68 \u201cl\u2019immaginazione al potere\u201d. Bisogna che le immagini reali prendano il posto delle false immagini, se no \u00e8 il vuoto del centro ed \u00e8 la morte dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>3m. Cosa suggerireste all\u2019adulto che vuole aiutare il bambino a non perdere quel legame interiore con l\u2019immaginazione?<\/p>\n<p>M.J.\u00a0\u00a0\u00a0 La tendenza di massa tende a mettere il bambino davanti a un video o a un cartone animato che non offre nessun carattere immaginativo reale. La tendenza un po\u2019 pi\u00f9 elevata consiste nel prendere un libro di fiabe e di raccontargliele. Ma per nutrire veramente l\u2019anima del bambino e incontrare quell\u2019essere potenziale e in divenire che \u00e8, bisognerebbe che il narratore si tuffasse prima nella storia che intende raccontare per formare in se stesso le immagini interiori piene di vita del racconto.<\/p>\n<p>Inoltre, bisognerebbe presentare il racconto senza supporti, senza libro e senza immagini esterne e creare a partire dalle impressioni che hanno impregnato la sua anima durante la preparazione. Solo a queste condizioni il narratore pu\u00f2 trasmettere la storia in maniera immaginativa. Gli occorre coltivare l\u2019ascolto interiore meditativo, il senso del vero e la mobilit\u00e0 interna.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Mi sembra importante precisare cosa intendiamo per pensiero vivo e immagine. Nel ciclo di conferenze intitolate \u201cPensiero umano, Pensiero comico\u201d Rudolf Steiner propone l\u2019esperienza interiore che permette di accedere all\u2019idea pura del triangolo, rappresentandosi un triangolo i cui tre angoli si aprono poi si chiudono sempre di pi\u00f9. Dopo quest\u2019esperienza e constatando la nostra abitudine mentale a pensare alla rappresentazione del triangolo, possiamo realizzare in un istante l\u2019idea pura di un triangolo.<\/p>\n<p>L\u2019altro esempio c\u2019\u00e8 dato dall\u2019idea della \u201cpianta primordiale\u201d proposta da Goethe. Non si tratta di una pianta particolare; \u00e8 essenzialmente foglia, ma anche radice fiori e semi; \u00e8 intera o in parte in ogni pianta particolare.<\/p>\n<p>La pianta primordiale non si pu\u00f2 rappresentare come una semplice immagine, che \u00e8 allora una pianta particolare e no non quella della Pianta madre evocata da Goethe. Bisognerebbe distinguere rigorosamente l\u2019immagine vivente dall\u2019immagine ordinaria.<\/p>\n<p>M.J.\u00a0\u00a0 E\u2019 bene affrontare questo argomento, perch\u00e9 l\u00ec c\u2019\u00e8 un punto fondamentale. Quando parliamo\u00a0 d\u2019immagine, abbiamo tendenza a vedere un\u2019immagine spaziale a due dimensioni, pi\u00f9 raramente a tre dimensioni. Nella Immaginazione si tratta di un\u2019immagine almeno a quattro dimensioni, anche a cinque o sei. Per evocare una quinta dimensione dell\u2019immagine, direi che bisogna ritirare l\u2019immagine perch\u00e9 \u00e8 lei che diventa organo di percezione. L\u2019immagine che ho creato deve essere distrutta, bisogna passare per uno stato di vuoto che Steiner chiama <em>l\u2019ispirazione<\/em>.<\/p>\n<p>Ma affrontiamo soprattutto la quarta dimensione dell\u2019immagine che chiamiamo il tempo: le immagini immaginative come quelle della pianta primordiale sono immagini temporali. Quando vedo simultaneamente la pianta in quanto seme, foglia, fiori o polline, la vedo attraverso stadi temporali differenti e l\u2019immagine della pianta oltrepassa la spazialit\u00e0 per abbracciare la dimensione del tempo. Ugualmente, quando conosco una persona, la vedo nello spazio e nel tempo: so che a una certa et\u00e0 si trova implicata in una situazione particolare che ha contato molto nella sua vita. Si tratta di una visione in profondit\u00e0 e nella dimensione del tempo, \u00e8 una vera immaginazione.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 C\u2019\u00e8 una differenza tra il pensiero immaginativo e il pensiero simbolico, quello della massoneria, per esempio?<\/p>\n<p>M.J.\u00a0\u00a0 Con il pensiero simbolico c\u2019\u00e8 il rischio\u00a0 di un intellettualismo, cio\u00e8 di una astrazione. Ogni simbolo infatti \u00e8 un\u2019astrazione e la questione \u00e8 di sapere se il simbolo si eleva verso una realt\u00e0 immaginativa o se si attacca a un sistema di codici rappresentativi posti nell\u2019intellettualismo. D\u2019altra parte \u00e8 frequente ci\u00f2 che \u00e8 stato rimproverato ai simbolisti, essendo la sola conoscenza del codice che permette di entrare nei loro ragionamenti.<\/p>\n<p>Tuttavia, nel Medioevo o nell\u2019Antichit\u00e0 i simboli furono delle vere realt\u00e0 spirituali, e questo fino a che le immagini non persero la loro anima.<\/p>\n<p>Lo svuotamento della realt\u00e0 spirituale contenuta nelle immagini \u00e8 un processo che si trova dappertutto. Si tratta dunque di ridare l\u2019anima alle immagini. Bisogna che il fortissimo riferimento spirituale\u00a0 della simbologia massone sia sperimentata col cuore perch\u00e9 sa presente la dimensione dell\u2019anima.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Occorre un lavoro di immaginazione per cominciare un lavoro di conoscenza di s\u00e9 che chiamate lavoro biografico?<\/p>\n<p>M.J.\u00a0\u00a0 Il lavoro d\u2019immaginazione si applica ad ogni cosa. Si tratta di reinvestire l\u2019anima, di ritrovare l\u2019essere dove si \u00e8 perduto di vista. La nostra vita \u00e8 in generale costituita da astrazioni; sappiamo che abbiamo vissuto un certo numero d\u2019anni, che siamo passati per diverse tappe, ma, se non ripercorriamo la nostra vita con immagini concrete, se non facciamo un lavoro biografico, passiamo a lato di qualcosa di essenziale perch\u00e9 ogni et\u00e0 possiede la sua dignit\u00e0 e il suo valore.<\/p>\n<p>Se, alla fine della vita, abbiamo dimenticato ci\u00f2 che eravamo da pi\u00f9 giovani, abbiamo mancato la nostra vita.<\/p>\n<p>Come se, dopo aver seminato, non ci fossimo curati di seguire le piantine. Ora, tutti i giorni seminiamo quel terreno con le nostre azioni, ma non ci curiamo di come cresce il campo.<\/p>\n<p>Quando ritroviamo un amico, dopo aver parlato delle cose del passato dimenticate, si chiariscono cose personali; allora scopro che ci\u00f2 che \u00e8 stato piantato all\u2019epoca chiarisce ci\u00f2 che vivo attualmente, per darmi nuovi punti di vista e una nuova forza per la vita. Bisognerebbe avere quella energia e quella coscienza per seguire passo dopo passo i semi piantati ogni giorno.<\/p>\n<p>Per esempio, un buon esercizio che indico\u00a0 \u00e8 quello di visualizzare ogni sera prima di addormentarsi,\u00a0 la giornata, non come un film, ma come un paesaggio. Cos\u00ec in due minuti ripercorro gli avvenimenti pi\u00f9 recenti davanti a me, in secondo piano quelli della mezza giornata e all\u2019orizzonte quelli del mattino.<\/p>\n<p>In questa esperienza il tempo diventa spazio.<\/p>\n<p>Posso guardare pi\u00f9 da vicino un tipo che mi \u00e8 parso strano, o un animale o un albero. Forse vedo cose che non ho osservato. Scopro il tesoro\u00a0 della giornata, e mi accorgo che passiamo di continuo a lato del meraviglioso, che vuole essere guardato, quello che Goethe chiama \u201ci misteri manifesti\u201d. Allora una semplice pianta che si vede tutti i giorni nasconde un profondo mistero, un insegnamento misterioso, nel senso antico della parola, iniziatico.\u00a0 Infatti, con una parola, un gesto, una persona senza volerlo pu\u00f2 rivelarci un mistero iniziatico, quando la guardiamo nel paesaggio globale della giornata.<\/p>\n<p>A partire da questo lavoro nutriamo la parte mediana\u00a0 dell\u2019essere. Questa attivit\u00e0 immaginativa crea legami che sembrano eterogenei, pur avendo\u00a0 una certa affinit\u00e0 e complementarit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Michel Joseph \u00a0 \u00a0 3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 88 \u2013 Traduzione di Luciana Scalabrini [205] 3m.\u00a0\u00a0 Il termine \u201cimmaginazione\u201d \u00e8 estremamente confuso sia per i ricercatori di scienze cognitive che per ognuno di noi, per cui si tratta di una facolt\u00e0 tanto estranea che essenziale alla nostra vita interiore. 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