{"id":861,"date":"2010-10-02T03:20:15","date_gmt":"2010-10-02T03:20:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=861"},"modified":"2016-04-03T23:05:24","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:24","slug":"toccare-la-paura-di-toni-packer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/toccare-la-paura-di-toni-packer\/","title":{"rendered":"Toccare la paura di Toni Packer"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 86 &#8211; Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardiamo la paura, forse il nodo pi\u00f9 penoso nella nostra vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardare in modo diretto la paura \u00e8 come guardare la collera, il dolore, l\u2019avidit\u00e0, la gelosia, il desiderio, il piacere, ciascuno individualmente. Ci\u00f2 che accomuna tutti questi stati della mente e del corpo \u00e8 semplicemente vederli quando si manifestano, totalmente in coscienza senza trattenere nulla. Essere con quello senza un capello di separazione. Anche se il linguaggio definisce molti stati mentali e un \u201cme\u201d che li ha e forse con loro essere con ogni cosa significa semplicemente assenza di separazione, la totalit\u00e0 \u00e8 presente e non \u00e8 lasciato fuori niente. La paura finisce nel risveglio, semplicemente. Non c\u2019\u00e8 bisogno di nessuna storia per dire questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono tante paure nelle nostre vite, coscienti e inconsce. Appaiono ancora e ancora, inondando tutto l\u2019organismo, particolarmente durante la vecchiaia, quando la resistenza diminuisce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certi dicono di non essere mai liberi dalla paura, ci\u00f2 \u00a0implica che c\u2019\u00e8 uno stato mentale e corporeo che ne sarebbe libero. Come possiamo essere liberi quando viviamo nel modo condizionato della storia \u201cme\u201d per tutto il tempo? Siamo programmati da un linguaggio inesatto a credere in quel me separato, e per il fatto di crescere in un mondo dove vivono altri me, che si esprimono e si pensano tutti come entit\u00e0 separate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La paura e la sofferenza accompagnano inevitabilmente la separazione. Da molti millenni \u00e8 stato instillato in noi, attraverso traumi che si ricordano o che si nascondono, attraverso tradizioni, insegnamenti a seconda di come i genitori sono stati allevati e ci allevano con loro. Imparare a temere Dio o gli dei, la punizione, la mancanza d\u2019amore, la perdita di un parente, la malattia, la morte. Paura di ci\u00f2 che faremo e di ci\u00f2 che dovremmo fare gli uni con gli altri nel futuro. Aver profondamente paura di essere uccisi nelle piccole come nelle grandi guerre. Paura della pena, del dolore, continuato nell\u2019umanit\u00e0 da tempo immemorabile, e aver paura di quella ripetizione senza fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi vengono le paure di sbagliare, di aver fatto qualcosa di non giusto, la paura che le cose non vadano bene nel nostro organismo cos\u00ec delicato che diciamo che \u00e8 il nostro. Questo non \u00e8 il nostro. Questo vive, molto semplicemente. Questo si manifesta in questo mondo, e vive e muore con lui. E\u2019 cos\u00ec delicato, cos\u00ec fragile\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio in questo momento un caro amico \u00e8 operato di un tumore al cervello. Un\u2019operazione di dodici ore da una equipe chirurgica, cos\u00ec come nello stesso tempo altre centinaia o migliaia di altre operazioni chirurgiche. La vita di un giovane pieno di energia, di creativit\u00e0 e di amore rischia di spegnersi. A che punto siamo appesi a un filo, a\u00a0 qualsiasi et\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se non ci si pensa nel momento, non abbiamo paura. Poi, quando vengono i pensieri su un parente ammalato, o se ci immaginiamo ammalati come lui, esplode la paura. Si intreccia inevitabilmente con una esistenza\u00a0 che si crede separata da ciascuno e da tutto, dalla vita come totalit\u00e0. Le ultime parole che ho detto al telefono a quell\u2019amico prima dell\u2019operazione erano \u201cnon posso dirti che starai bene, perch\u00e9 tu stai bene!\u201d. E non erano parole di incoraggiamento. Noi stiamo bene quando siamo malati, in buona salute, o sul letto di morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cervello \u00e8 programmato per proiettare ciascuno di noi a condurre una vita separata, dove si deve lottare, battere, per noi stessi e i nostri bisogni, proteggersi. Nel momento in cui sentiamo l\u2019esaltazione che d\u00e0 il successo, allora il riflesso di paura si mette a rodere, pronto a passare all\u2019azione. Poco importa il livello di protezione che possiamo avere in un bozzolo ben stagno, \u00e8 sempre un muro creato dal pensiero che ha paura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La paura cessa nel momento in cui il bozzolo crolla e si apre. Semplicemente non c\u2019\u00e8 nessuno qui. Nessun rifugio! La separazione \u00e8 come un brutto sogno. Una volta svegli, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nessun bisogno di lottare per o contro gli altri, per il bene o il male comune. Tutto avviene secondo la sua propria e misteriosa maniera. Non abbiamo niente da fare perch\u00e9 si stabilisca il gioco delle ombre. Si fa da solo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza bozzolo, non c\u2019\u00e8 paura. Essa non esiste nel momento in cui si diventa liberi dal me condizionato. Immaginare un rapporto tra s\u00e9 e il mondo non deriva che dal bozzolo. Il bozzolo \u00e8 il mondo dei sogni, e la paura \u00e8 un frammento, una parte di lui. Allora, che fare? Perch\u00e9 \u00e8 questo che si impara, no? Come fare con la paura?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La paura appare nel corpo mentale e prende il potere. Un pensiero o una memoria, senza parole l\u2019ha fatta esplodere ed essa \u00e8 l\u00ec. E\u2019 molto sgradevole. L\u2019avete mai sentita completamente, senza parole, senza fermarvi nel mezzo? Per molto tempo non ho veramente sentito la paura, non osando essere in contatto diretto con lei. Lei era l\u00ec, vagamente, ma non completamente sentita perch\u00e9 c\u2019era nel corpo mentale una nozione, non messa in discussione, che essa non doveva essere sentita. Non dovrei sentire delle cose sono sgradevoli, perch\u00e9 dovrei restare lontano da loro. Guardarsi da loro, perch\u00e9 esse sono il segno di un grave pericolo. Far crescere una pelle impenetrabile che potrebbe impedire di sentirle, come la risposta di un organismo a un corpo estraneo. Il corpo incapsula le materie tossiche che lo penetrano. Ci sono in noi molte cose, psicologicamente e fisiologicamente, che finiscono incapsulate. Esperienze dolorose si trovano chiuse cos\u00ec ermeticamente che\u00a0 diventano inaccessibili alle sensazioni e ai sentimenti del momento presente. Quasi inaccessibili, perch\u00e9 persistono, e covano, da qualche parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cos\u00ec, c\u2019\u00e8 un postulato profondo e sotterraneo che non devo toccare quei sentimenti orribili e terribili. Siete andati a vedere quel pregiudizio in voi, sedendo con calma? E\u2019 l\u00ec, in ciascuno di noi. E noi lo investighiamo ora. Guardiamo l\u2019enorme resistenza che scatta immediatamente quando capita qualcosa di sgradevole, resistendo ai sentimenti intimi. Non abbiamo pi\u00f9 familiarit\u00e0 con le emozioni che turbano? La resistenza si manifesta come un peso sullo stomaco, il cuore, gli intestini, i muscoli. Sia quel che sia, si pu\u00f2 sentire a fondo, e non sottrarsene? Non pu\u00f2 veramente farci niente di male, a parte il rifiuto o la fuga di\u00a0 ci\u00f2 che \u00e8 ora, esattamente come \u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo momento nomino i sintomi della resistenza perch\u00e9 siamo insieme, ma per me stessa, silenziosamente, non ho bisogno di etichettare ci\u00f2 che sento. Essendo totalmente in contatto con questo momento di vita completamente indivisibile, totalmente nuovo. Nessuna resistenza. Nessun attaccamento a quel che capita. Non riconoscerlo utilizzando il passato. Senza supporre che questo momento possa essere pericoloso, o che qualcosa debba essere evitata. Non sapere. Non sapere \u00e8 la verit\u00e0, noi non sappiamo. Lasciare semplicemente\u00a0 le cose essere l\u00ec, pienamente sperimentate dall\u2019inizio alla fine. Lasciatele manifestarsi da sole, non hanno bisogno del mio aiuto, \u00e8 la Vita. Krishnamurti usava dire: \u201cLasciate fiorire. Lasciate fiorire la gelosia!\u201d Qualcuno aveva replicato: \u201cCome posso lasciar fiorire la gelosia? E\u2019 talmente distruttiva!\u201d\u00a0 \u201cGuardatela come se fosse un gioiello nella vostra mano\u201d, aveva risposto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasciamo andare la metafora e ritorniamo all\u2019agitazione causata dalla paura. Sentitela in modo cos\u00ec evidente da far sparire ogni separazione. Non c\u2019\u00e8 paura, nessuno che ne soffra, nessuno che mi faccia paura. Qualsiasi cosa succeda, \u00e8 semplicemente presente, dando un segno per dispiegarsi e dissolversi nello spazio vuoto. Forse che non c\u2019\u00e8 ci\u00f2 che fa ogni sentimento e ogni sensazione? Appare, si dispiega e appassisce senza lasciar traccia, tranne se lo fa durare il carburante portato dal pensiero e dalla memoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo pronti a questo? Ce ne ricorderemo la prossima volta? Ora! L\u2019abitudine di mandare avanti ci\u00f2 che \u00e8 spiacevole \u00e8 cos\u00ec grande. Non c\u2019\u00e8 bisogno di farne una montagna. Qualcosa appare, \u00e8 subito autorizzato a essere l\u00ec, per essere visto e sentito. Diamogli lo spazio per vivere. Lasciamogli dire ci\u00f2 che ha da dire. Il rumore di un aereo, il soffio di una dolce brezza sulla pelle, sono l\u00ec. Gli uccelli cantano. La respirazione \u00e8 l\u00ec, forse un po\u2019 irregolare. Essendo silenziosamente\u00a0 con tutto ci\u00f2 che c\u2019\u00e8, la respirazione si avverte appena. Poi, avendo l\u2019organismo bisogno d\u2019aria, c\u2019\u00e8 una grande inspirazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuna separazione. Solamente il contatto, la investigazione, l\u2019ascolto e lo sguardo senza saperlo. E tutto appare in un grande spazio, pieno d&#8217;energia e d&#8217;amore. Nell&#8217;ascolto e nella domanda, le cose diventano coerenti, comprensibili, luminose. Troppo belle per essere messe in parole.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poi vengono le paure di sbagliare, di aver fatto qualcosa di non giusto, la paura che le cose non vadano bene nel nostro organismo cos\u00ec delicato che diciamo che \u00e8 il nostro. Questo non \u00e8 il nostro. Questo vive, molto semplicemente. Questo si manifesta in questo mondo, e vive e muore con lui. 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