{"id":870,"date":"2010-10-02T03:25:27","date_gmt":"2010-10-02T03:25:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=870"},"modified":"2016-04-03T23:05:23","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:23","slug":"reintegrazione-di-eric-baret","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/reintegrazione-di-eric-baret\/","title":{"rendered":"Reintegrazione di Eric Baret"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">3\u00e8me Mill\u00e9naire n.86 &#8211; Traduzione dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli avvenimenti che si presentano sono sempre inediti, ma per paura ci sembra di riconoscere le situazioni. Il nostro primo istinto \u00e8 di dire no a ci\u00f2 che mette in questione i nostri riferimenti personali. Per preservare la nostra immagine, rifiutiamo, pretendiamo che qualcosa sia negativo o positivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pensiero intenzionale sorge dalla paura di non essere niente. Tutta la nostra vita \u00e8 accumulo di concetti, di assicurazioni. Il bisogno di sapere viene per fuggire alla realt\u00e0: la nostra non esistenza. Questa presa di coscienza \u00e8 ascolto e liberazione da tutto ci\u00f2 che \u00e8 giudicato. Presenza alla situazione e al suo rifiuto della situazione. In un momento senza sapere, il pensiero \u00e8 elastico, non reattivo e partecipa alla vita. E\u2019 un pensiero che ringrazia, senza domande n\u00e9 esigenze. Se no il pensiero viene dalla paura e inesorabilmente l\u00ec riporta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">D.\u00a0\u00a0\u00a0 Paura di che?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E.B.\u00a0 Paura di realizzare che non siete, che non siete mai stati. Che ci\u00f2 che siete profondamente non \u00e8 un oggetto, una percezione Che non potete appropriarvi di nulla. Quando comprendete che non siete un\u2019entit\u00e0 personale, resta lo stupore. Aprite gli occhi e dite grazie. Non conoscerete mai altro che l\u2019attivit\u00e0 sensoriale. Per paura si \u00e8 inventato un mondo normalizzato. Non c\u2019\u00e8 niente di normale. E\u2019 tutto straordinario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">D.\u00a0\u00a0\u00a0 Qual \u00e8 la ragione d\u2019essere di questa paura?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E.B.\u00a0 Le situazioni, gli avvenimenti sono l\u2019attivit\u00e0 dei nostri sensi, questa paura non ha alcuna ragione d\u2019essere, tranne quando ci si prende per una persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La paura di non esser niente \u00e8 allo stesso tempo la porta per essere. Finch\u00e9 non si ascolta la paura, tutte quelle a cui si fa fronte sono paure subalterne. La paura primordiale \u00e8 la paura originale. Prima o poi la si deve liberare da ogni oggettivazione e lasciarla imporsi\u00a0 in tutta la sua follia, la sua violenza. Quel passaggio \u00e8 indispensabile. A poco a poco si realizza che si dice costantemente no alla paura, coprendola di concetti di giustificazione o di condanna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pretendere di aver paura di qualcosa impedisce che la paura si manifesti pienamente e si riveli come apertura. La paura che si fugge ogni momento \u00e8 la porta su se stessi che si cerca in tutte le situazioni. Quando non si mette l\u2019accento sull\u2019avvenimento apparente, resta la paura essenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per sentirla, bisogna apprenderla libera da causa. Quando lo presentite, la paura pu\u00f2 rivelarsi. Fino a che si crede legata a una situazione precisa, \u00e8 rimandata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">D.\u00a0\u00a0\u00a0 La paura essenziale\u00a0 si apre su essere?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E.B.\u00a0 Non deve aprirsi, \u00e8 la risonanza di se stessi. Dal punto di vista della personalit\u00e0 \u00e8 una paura. La morte della persona \u00e8 la vita. E\u2019 lo stesso avvenimento, lo stesso non avvenimento. Bisogna prima vivere nello stato di sogno, poi questo si\u00a0 s trasforma nello stato di veglia, poi si integra nel sonno profondo. Il sonno ci indica il nostro livello di disponibilit\u00e0. Generalmente il lasciar andare si produce prima nel sogno, perch\u00e9 l\u00ec si trova la libert\u00e0 di vivere la situazione senza restrizioni. Poi si esprimer\u00e0 prima o poi nello stato di veglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">D. E\u2019 la paura di soffrire che mi fa mendicare la sicurezza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E.B.\u00a0 E\u2019 la mancanza di visione della propria ricchezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di cosa abbiamo bisogno? Di niente. In questa non domanda \u00e8 possibile una forma di pedagogia. Presentire il non bisogno permette di ascoltare la vita, di sentire quello che ci circonda. Senza la minima resistenza a quello che \u00e8 l\u00ec, il funzionamento \u00e8 facile. Quando si \u00e8 compreso che non c\u2019\u00e8 niente da fare per se stessi, che non si domanda pi\u00f9 niente, non si lascia pi\u00f9 l\u2019autonomia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec si possono aiutare gli altri. Senza richieste, la relazione\u00a0 diventa facile. L\u00ec si trova la sicurezza che si \u00e9 cercata nella domanda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">D.\u00a0\u00a0\u00a0 Che fare quando si sente la paura nel corpo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E.B.\u00a0 Si sente la paura nel corpo perch\u00e8 si \u00e8 installata una specie di maturit\u00e0. La maggior parte delle persone non sente la paura. Come la presentono, decidono di divorziare, di sposarsi, di vendere questo, di comperare quello, di cambiare religione, tradizioni ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I gusti, i desideri, il bisogno di cambiare vengono dalla paura. Chi sente la paura senza tentare di compensarla immediatamente, ha superato quella fuga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al risveglio, quando la paura \u00e8 presente, invece di tentare di sbarazzarvene, lasciatela diventare viva, attiva. Questa sensazione\u00a0 non \u00e8 quella della paura, ma di difesa nei confronti della paura. E\u2019 una massa di tensioni, un movimento che va lasciato vivere. La paura \u00e8 in s\u00e9, non si \u00e8 nella paura. La si sente negli occhi, la fronte, le gote, le tempie, la gola, i denti, il petto, il ventre, i reni, ecc. Si lascia che quella sensazione, che non si nomina pi\u00f9, sia quella che \u00e8, cio\u00e8 calda, fredda, umida, secca, immobile, in movimento, oscura, chiara, pesante, leggera ecc. Si ascolta\u00a0 la panoplia sensoriale senza limite che si esprime. Immensa esplorazione tattile, come quando prendete una pillola di LSD e osservate gli effetti della sostanza agire in voi. Cosa avete da fare allora, non avete niente da fare, restate tranquilli e assistete. L\u00ec \u00e8 uguale, sentite la paura ed \u00e8 l\u2019inizio del viaggio. Le sensazioni diventano sempre pi\u00f9 presenti. E\u2019 un\u2019esplorazione pi\u00f9 ricca che andare sulla luna. State per scoprire il colpo d\u2019occhio sulla vita: pi\u00f9 sentite la paura, meno avete paura. Perch\u00e9, quando si dice \u201cho paura\u201d, non si sente la paura, si \u00e8 in un\u2019immagine, che impedisce\u00a0 di sentirla. Ma dal momento in cui la si accoglie, si va ben presto a scoprirsi in uno spazio senza paura, dove la sensazione di panico si pu\u00f2 ingrandire, pu\u00f2 espandersi, senza mai avere paura. Quella paura divora tutta la struttura.\u00a0 Una tensione che si dilata non \u00e8 pi\u00f9 una tensione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si reintegra nel movimento naturale dell\u2019energia. E\u2019 sufficiente che\u00a0 possa di nuovo vivere la sua fluidit\u00e0. La paura era solo\u00a0 una tensione separata dalla sua energia. La natura della paura \u00e8 la non paura. In s\u00e9, non c\u2019\u00e8 energia di paura, l\u2019energia \u00e8 neutra, \u00e8 fissata in una regione, come paura. Il vostro non- fare permette quello straordinario compimento. Perci\u00f2, se provate a togliere la paura con delle tecniche, di confrontarla, di attraversarla, di stimolarla, avrete sempre paura. Potrete fare cose straordinarie, impressionanti, magnifiche, coraggiose, e alle sei di sera, nella vostra camera, avrete paura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La paura \u00e8 da rispettare, da ascoltare, da amare, da lasciar vivere e morire. Chi vorr\u00e0 affrontarla, vivr\u00e0 sempre con lei. Non avr\u00e0 pi\u00f9 paura di questo, ma avr\u00e0 paura di altre cose. Il legionario non ha pi\u00f9 paura di un coltello, di una granata, ma che la moglie lo tradisca. L\u2019affrontarla non toglie la paura, ma la localizza da un\u2019altra parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">D.\u00a0\u00a0\u00a0 Sembra una follia, no?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">J.B.\u00a0 Tutto \u00e8 follia per la persona, tutto ci\u00f2 che mette in questione l\u2019 immaginario, tutto ci\u00f2 che \u00e8 apertura sulla vita, cio\u00e8 sulla morte, \u00e8 follia. Ma la vera follia \u00e8 sperare di essere senza paura, perch\u00e9 la persona non \u00e8 che paura. Sul piano dell\u2019apertura, della tranquillit\u00e0, tutto ci\u00f2 che la persona considera come sicurezza, saggezza, ricchezza \u00e8 follia. L\u2019ascolto \u00e8 la fine di quell\u2019immaginario. La follia \u00e8 l\u2019attesa e la speranza. La vera vita \u00e8 la morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">D.\u00a0\u00a0\u00a0 Ma \u00e8 terrificante!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">J. B.\u00a0 Non siete una persona. Non \u00e8 terrificante che quando pensate. Ma generalmente non pensate. Poich\u00e9 non avete che la memoria del pensiero e il non pensiero non si memorizza e, la maggior parte del tempo, non pensate, va tutto bene. Quando, per qualche momento, il pensiero interviene, tutto \u00e8 complesso, calcolo, esitazione, decisione. Ma ogni sera, qualunque sia stata l\u2019intensit\u00e0 del pensiero, lasciate l\u2019immagine del corpo, i pensieri, gli abiti, la giornata, lasciate morire tutto ci\u00f2. E\u2019 la cosa pi\u00f9 facile. Niente \u00e8 pi\u00f9 agevole che dormire. Questo prova che non c\u2019\u00e8 niente da compiere nella vita, solo dormire e lasciar morire ci\u00f2 che non \u00e8. Tutte le sere questo si fa naturalmente e non chiede nessuna ricetta misteriosa, nessun esercizio, nessuna pratica, decisione, ascetismo, cambiamento. E\u2019 sufficiente, la sera, lasciar sciogliere il corpo, il pensiero, il sentimento, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei molti momenti della giornata, riconoscerete\u00a0 quello stesso invito\u00a0 al sonno profondo, che allora si chiama meditazione. Dopo un pensiero, una percezione, lasciate morire tutto quello. Abbandonate la pretesa di essere qualsiasi cosa, ad avere un passato, un futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando rimanete in quello spazio completamente non abitato, non pensato, appare la bellezza della vita, di un oggetto, di un paesaggio, di una paura. In quella apertura tutto \u00e8 bellezza.\u00a0 Ma quando ci si nutre del pensiero, non si vede il pensiero che secondo i propri criteri, riferimenti, desideri. La bellezza \u00e8 dappertutto. In questa disponibilit\u00e0, la bellezza del bello\u00a0 e la bellezza\u00a0 del brutto diventano evidenti. L\u00ec \u00e8 la creativit\u00e0. Quello avviene organicamente. Non potete fare niente per andare verso quella evidenza e non potete fare niente contro. Dunque la vita \u00e8 facile. Siete condannati a essere tranquilli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">D. Il matrimonio \u00e8 basato sulla paura? Allora come sposarsi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">J.B.\u00a0 Come non sposarsi? Tutto ci\u00f2 che si presenta \u00e8 celebrazione. Il matrimonio \u00e8 unit\u00e0 con ci\u00f2 che si presenta nel momento. E\u2019 l\u2019ego, la paura che rifiuta di sposarsi, che vuole restare autonoma, differente, originale. Se non rivendicate niente, se siete uno con la percezione, allora il matrimonio avviene ogni momento. Per ragioni economiche, sociali, il matrimonio giuridico pu\u00f2 essere funzionale. Questo non riguarda la vita profonda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il matrimonio di coabitazione deve essere rinnovato ogni giorno. Il vero matrimonio comincia e finisce ogni momento. Non c\u2019\u00e8 sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Le persone si vogliono sposare perch\u00e9, quando un uomo \u00e8 sposato, non deve pi\u00f9 fare la corte, offrire dei fiori. E\u2019 pi\u00f9 economico, ma non \u00e8 un vero matrimonio. Il giorno in cui non offrite pi\u00f9 dei fiori, il matrimonio \u00e8 finito. Non si acquisisce niente, non potete possedere niente. Anche a quel livello mondano, ci\u00f2 che \u00e8 sentito deve precedere l\u2019azione. Se vi date al matrimonio, \u00e8 che vi sentite gi\u00e0 sposati. Se \u00e8 il caso, quando si ferma la risonanza e il legame si disfa, non manca niente. Se questo porta una certa facilit\u00e0 funzionale, perch\u00e9 non concretizzarla esteriormente. Se interiormente non vi sentite sposati con qualcuno, il matrimonio esteriore non porter\u00e0 niente. Se un giorno vi risvegliate senza quella evidenza del matrimonio, e vi sentite separati, in quel momento, \u00e8 possibile l\u2019esteriorizzazione con un divorzio. Non divorziate per separarvi, ma perch\u00e9 lo siete gi\u00e0. Il divorzio formalizza la separazione. Tutti quegli elementi mondani sono il prolungamento di un sentire interno. Se avete un sentimento di intimit\u00e0 con qualcuno, se non ci sono personaggi mascherati con le fantasie rappresentative della propria religione, non manca niente. Il matrimonio non ha niente di religioso. Solo la morte \u00e8 religiosa. Il matrimonio, come tutto quello che porta qualcosa, \u00e8 per sua natura mondano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece l\u2019intimit\u00e0 con una persona, un albero, un paese, \u00e8 molto profonda. Certi danno la vita per il loro paese. E\u2019 anche quello un matrimonio che deve rinnovarsi ad ogni momento. Tutto ci\u00f2 che stabilizza, d\u00e0 sicurezza, \u00e8 una forma di mondanit\u00e0. Ha il suo posto, ma non ha niente di sacro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tranquillit\u00e0, l\u2019ascolto, sono sacri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicuramente si pu\u00f2 dire che tutto \u00e8 sacro, ma nessuna attivit\u00e0, opera d\u2019arte lo \u00e8 in s\u00e9. E\u2019 lo sguardo che rende sacro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Per chi vive la non separazione, il matrimonio di momento in momento con ci\u00f2 che si presenta, \u00e8 sacro, ma per chi vive nella personalit\u00e0, il matrimonio sar\u00e0 sempre una forma di sicurezza. Ci si sposa per interesse: quando non conviene pi\u00f9, si cambia. Ci si serve dell\u2019altro per trovare la sicurezza. E\u2019 una distrazione mondana, che ha il suo posto come il bridge, il golf e le vacanze a\u00a0 sciare o al mare. L\u2019intimit\u00e0 \u00e8 esonerata dal passare attraverso i riti patologici delle religioni.\u00a0 Ma se la societ\u00e0, la cultura in cui vivete partecipano a questi sogni, questo \u00e8 leggero. In occidente, quando incontrate qualcuno, vi stringete la mano, in oriente ci si saluta in altro modo. La vita \u00e8 facile, qualunque sia il nostro ambiente. Poco importano le circostanze, a un certo momento non si \u00e8 in nessun modo. Ci si pu\u00f2 orientare verso un modo orientale o occidentale, avvicinare alla chiesa siriana o ortodossa, all\u2019induismo o all\u2019islam se necessario, ma non ci si nutre di quei pensieri codificati. Si conosce meglio la cultura di un paese che di un altro, ma si appartiene a ci\u00f2 che si presenta\u00a0 nel momento. E\u2019 il solo paese. Per prolungamento, l\u2019ambiente dove ci si trova diventa\u00a0 il proprio paese, ma non in modo psicologico. Allora il matrimonio per sicurezza non avviene. Il matrimonio, espressione di una intimit\u00e0, di una evidenza, senza attesa, senza domanda, senza cercare niente, pu\u00f2 avere un posto funzionale. Ma attenzione a non creare l\u2019immagine do uno che \u00e8 maritato. Quando c\u2019\u00e8 uno sposato, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 matrimonio essenziale, ma assicurazione e appropriazione. Il matrimonio \u00e8 quella devozione a ci\u00f2 che si presenta ad ogni istante. Un matrimonio\u00a0 senza immaginarsi di essere sposato. Chi si pensa sposato vive nel suo immaginario. In un momento di tranquillit\u00e0 non si \u00e8 n\u00e9 maritati n\u00e9 celibi. Non si \u00e8 un concetto. Da quella nudit\u00e0, eventualmente si pu\u00f2 esprimere una o l\u2019altra modalit\u00e0. Ma tutto viene da quella apertura. Chi cerca di costruirsi nel matrimonio o nel celibato, anche immaginario,\u00a0 non fa che costruirsi una personalit\u00e0 patetica, perch\u00e9 quella ricerca di un modo \u00e8 la negazione della nostra immensit\u00e0. Niente da costruire, ma tutto da lasciar vivere e morire. La vostra morte \u00e8 il vostro vero matrimonio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasciare morire tutto ci\u00f2 che non siete \u00e8 la vostra festa di nozze essenziali, alla quale non siete invitati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La paura di non esser niente \u00e8 allo stesso tempo la porta per essere. Finch\u00e8 non si ascolta la paura, tutte quelle a cui si fa fronte sono paure subalterne. La paura primordiale \u00e8 la paura originale. Prima o poi la si deve liberare da ogni oggettivazione e lasciarla imporsi  in tutta la sua follia, la sua violenza. Quel passaggio \u00e8 indispensabile. 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