{"id":927,"date":"2010-10-06T13:00:01","date_gmt":"2010-10-06T13:00:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=927"},"modified":"2016-04-03T23:05:11","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:11","slug":"illusione-e-realta-di-lama-lhundroup","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/illusione-e-realta-di-lama-lhundroup\/","title":{"rendered":"Illusione e Realt\u00e0 di Lama Lhundroup"},"content":{"rendered":"<p>3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 87 \u2013 Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p>\u201c<em>Come un sogno, come un\u2019illusione<\/em><\/p>\n<p><em>Come una citt\u00e0 di Gandaharva,,<\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 cos\u00ec che la nascita e la vita,<\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 cos\u00ec che la morte \u00e8 insegnata<\/em>\u201d<\/p>\n<p>Nagarjuna<\/p>\n<p>In ogni momento ci confrontiamo con l\u2019illusione e la Realt\u00e0. Esisto o non esisto? Non ne siamo veramente certi. Se si, come? In che misura? Fino a che punto ci\u00f2 che penso, ci\u00f2 che sento, ci\u00f2 che credo \u00e8 Reale o illusorio? Posso veramente contare su questo o su quello? E se non esisto, allora chi c\u2019\u00e8 l\u00e0, il Reale o l\u2019illusione?<\/p>\n<p>E il mondo in cui viviamo \u00e8 veramente solido? La strada, gli alberi, il sole e la luna sono come li vedo? Le persone sono quelle che conosco? La relazione che intrattengo con loro \u00e8 autentica? Io stesso sono quello che credo di essere, o forse non sono chi voi credete?<\/p>\n<p>Sono al sicuro o al fondo completamente in panico? Di fronte alla realt\u00e0 della vita e della morte, una falsa sicurezza conta di pi\u00f9 di un vero panico?<\/p>\n<p>Aprirsi all\u2019incertezza, lasciar andare le certezze, tutte senza eccezione.<\/p>\n<p>Chi pone queste domande, quale \u00e8 la natura di chi domanda?<\/p>\n<p>Ecco il terreno dove pu\u00f2 germogliare il non dubbio. Se si arriva a rimanere proprio l\u00ec, prima della risposta, senza concetti, senza commenti, allora \u00e8 la realt\u00e0 immediata, libera da se stessa, che sorge da se stessa spontaneamente, luogo dell\u2019azione diretta del corpo, della parola e della mente, che si armonizza in seno a tutte le situazioni senza speranza n\u00e9 paura.<\/p>\n<p>Ma generalmente quella semplicit\u00e0\u00a0 diretta \u00e8 inaccessibile e la peggiore delle illusioni \u00e8 credere che l\u2019abbiamo realizzata quando \u00e8 un fantasma in pi\u00f9. Abitualmente colmiamo la mancanza della domanda immediatamente con rappresentazioni mentali, affettive e o filosofiche pi\u00f9 o meno sottili e viaggiamo sul filo\u00a0 delle illusioni magiche create dalla nostra mente.<\/p>\n<p>Generalmente non \u00e8 possibile discernere da soli la realt\u00e0 dall\u2019illusione come tende a farci credere l\u2019individualismo contemporaneo. Solo i cigni, pare, sono capaci di aspirare il latte mescolato all\u2019acqua con successo, cio\u00e8 bevendo il latte e lasciando l\u2019acqua senza soffocare.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 \u00e8 necessario un metodo, un segno, dei segni col loro significante e il loro significato. L\u2019insegnamento del Budda \u00e8 un metodo, un mezzo abile uscito da quello e da quelli che hanno realizzato la realt\u00e0 al di l\u00e0 dell\u2019illusione, quella intelligenza immediata o saggezza atemporale. Il metodo, il suo linguaggio, i suoi simboli, \u00e8 il significante che indica il significato, all\u2019occorrenza il reale che non \u00e8 nelle parole n\u00e9 in alcuna\u00a0 rappresentazione, qualsiasi essa sia. In altre parole, il dito che mostra la luna non \u00e8 ancora la luna, ma bisogna ancora guardare nella giusta direzione; e diciamo che la tradizione ha fatto le sue prove conducendo innumerevoli persone al risveglio spirituale che \u00e8 la dissoluzione di ogni illusione, il cambiamento della folla di passioni che l\u2019accompagna e al tempo stesso il compimento della realt\u00e0 in s\u00e9, l\u2019assoluto, la grande felicit\u00e0.<\/p>\n<p>La tradizione del Budda offre molti metodi che hanno tutti come scopo la liberazione dall\u2019illusione e dalle insoddisfazioni e sofferenze che ne derivano.<\/p>\n<p>Essendo la prima constatazione del Budda che l\u2019origine di tutti i mali \u00e8 proprio l\u2019illusione, l\u2019ignoranza della realt\u00e0, l\u2019assenza\u00a0 del riconoscimento della realt\u00e0 cos\u00ec com\u2019\u00e8, propone due approcci considerati validi:<\/p>\n<p>&#8211; l\u2019esperienza immediata<\/p>\n<p>&#8211; e il ragionamento logico.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 fondamentale.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 l\u2019esperienza yogica immediata che si pu\u00f2 definire mistica. Mistica non designa affatto un\u2019esperienza in cui l\u2019ispirato si immerge in uno stato di coscienza alterato pi\u00f9 o meno fantastico. Quella esperienza di risveglio alla realt\u00e0 corrisponde\u00a0 alla presenza di immediatezza, o l\u2019istantaneit\u00e0 in cui si vive ci\u00f2 che siamo e viviamo, prima che la mente faccia una scelta di un soggetto e di un oggetto; essa \u00e8 detta yogica ( yoga vuol dire unione), perch\u00e9 \u00e8 lo stato d\u2019unione non duale, l\u2019esperienza della magia ordinaria\u201d ( Lama Denis).<\/p>\n<p>Se si pensa che il me che sta soffrendo esiste fuori dal corpo, se una tale entit\u00e0 esiste, allora dovrebbe esistere nel tempo. Ma il passato \u00e8 scomparso, il futuro non c\u2019\u00e8 ancora e il presente passa. Il me \u2013 io non \u00e8 nel corpo n\u00e9 nella mente\u2026 E si medita sulla vacuit\u00e0 del s\u00e9\u2026<\/p>\n<p>Il seguente punto di vista, detto idealista, si basa sulle parole del Budda: \u201ctutti i fenomeni non sono che la mente\u201d.<\/p>\n<p>I fenomeni appaiono, ma al livello ultimo sono privi di esistenza propria. Questo \u00e8 ormai scoperto dalle scienze contemporanee.<\/p>\n<p>La mente che percepisce e l\u2019oggetto percepito sembrano esistere come due entit\u00e0 distinte, eppure il soggetto e l\u2019oggetto si pongono l\u2019uno in rapporto all\u2019altro nella mente stessa che\u00a0 \u00e8 lei stessa libera dalla dualit\u00e0.<\/p>\n<p>Per comprenderlo basta prendere ad esempio il sogno che \u00e8 analogo all\u2019esperienza di veglia. In un sogno il soggetto onirico, me che sto sognando, e l\u2019oggetto percepito nel sogno non sono differenti. I due appaiono nella mente, eppure io vivo l\u2019esperienza di essere divorato da un mostro molto diverso da me. Il mio corpo, il mostro, la foresta, l\u2019emozione sembrano reali fino a\u00a0 che non realizzo che \u00e8 un sogno. Non sono che illusioni oniriche prive di un\u2019esistenza separata dalla mente che le proietta. Le esperienze di veglia sono altrettanto prive della dualit\u00e0 soggettiva e la loro realt\u00e0 dipende dalla mente che le percepisce. In altre parole, il soggetto\u00a0 che percepisce e l\u2019oggetto percepito sono interdipendenti, la realt\u00e0 del mondo in cui vivo non essendo separata dalle proiezioni della mia mente.<\/p>\n<p>Secondo questo punto di vista, per scoprire la realt\u00e0 priva di proiezioni illusorie,\u00a0 bisogna meditare sulla vacuit\u00e0\u00a0 del soggetto che pensa e degli oggetti che sono i suoi pensieri, le sue immagini interiori ed esteriori; lasciare riposare la mente in se stessa nell\u2019intelligenza della vacuit\u00e0 del soggetto e degli oggetti; vivere tutto come un sogno\u2026<\/p>\n<p>La terza scuola, l\u2019approccio della vacuit\u00e0 o\u00a0 \u201cvia di Mezzo\u201d( <em>Madhyamaka<\/em>) riprende gli argomenti della prima dimostrando l\u2019assenza di realt\u00e0 intrinseca del me e quelli della seconda dimostrando l\u2019assenza di realt\u00e0 autonoma dei fenomeni percepiti come esterni. Per\u00f2 rimette in questione la realt\u00e0 della stessa mente, essendo considerata come vacuit\u00e0, cio\u00e8 vuota d\u2019esistenza autonoma e indipendente. Bench\u00e8 ci siano molte\u00a0 suddivisioni in seno a questa scuola, questa culmina con la dimostrazione che ogni affermazione sulla realt\u00e0 ultima o relativa \u00e8 obsoleta; finch\u00e8 resta un\u2019interpretazione, una elaborazione concettuale, c\u2019\u00e8 un velo\u00a0 che impedisce la realizzazione diretta. Dire che la realt\u00e0 \u00e8 vacuit\u00e0 o dire che \u00e8 mente, non sono che etichette, prodotti del mentale sovrapposti ad una realt\u00e0 indicibile, inconcepibile. Praticamente \u00e8 la via del non appoggiarsi, di lasciar essere ci\u00f2 che \u00e8 senza intervento\u00a0 d\u2019alcun genere, meditare nel non agire del mentale\u2026<\/p>\n<p>Infine, l\u2019ultimo punto di vista \u00e8 quello della purezza adamantina che si basa su quello della via di mezzo, ma che considera la vacuit\u00e0\u00a0 inseparabile dalla chiara luce. La natura della mente \u00e8 l\u2019unione non duale\u00a0 della vacuit\u00e0 e della chiara luce La realt\u00e0, ci\u00f2 che siamo e viviamo fondamentalmente, la natura della mente o natura di ogni esperienza, quello che si chiama la Natura di Budda, \u00e8 raffigurata secondo\u00a0 tre prospettive:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Natura di Budda come base pura dall\u2019origine \u00e8 la stessa per un Budda e per noi vivi, ma \u00e8 velata dalla visione duale e dalla emozioni perturbatrici negli esseri ordinari.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Natura di Budda come via \u00e8 detta pura\/impura, cio\u00e8 attraverso la pratica dei mezzi abili\u00a0 si libera poco a poco dalle impurit\u00e0\u00a0 impermanenti che la ricoprono.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0La Natura di Budda come frutto: quando tutte le illusioni e le passioni sono dissolte, essa appare in tutta la sua purezza. E\u2019 la pienezza della realizzazione dello stato di Budda e di tutte le sue qualit\u00e0.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quest\u2019ultima prospettiva \u00e8 quella della pienezza della vacuit\u00e0, che si traduce nella pratica del <em>vajrayana<\/em>: la via adamantina dei <em>tantra,<\/em> il cui simbolismo \u00e8 l\u2019unione non duale della chiarezza, dell\u2019intelligenza immediata e della vacuit\u00e0 Che cos\u2019\u00e8 la vacuit\u00e0? E\u2019 il vuoto\u00a0 di s\u00e9, della visione duale, dell\u2019illusione. Cos\u2019\u00e8 la pienezza? E\u2019 la pienezza delle qualit\u00e0,\u00a0 della felicit\u00e0, della realizzazione della realt\u00e0 libera dagli oscuramenti illusori. Un vuoto di illusioni e un pieno di realt\u00e0 Quest\u2019ultima prospettiva si pratica sulla base delle precedenti in una relazione consacrata alla tradizione, trasmessa dagli insegnamenti e in particolare da un lama abilitato a trasmetterli.<\/p>\n<p>Tutto questo pu\u00f2 sembrare elaborato, ma non lo \u00e8 pi\u00f9 del grado di complessit\u00e0 della nostra mente, dove il reale e l\u2019illusione sono intrecciati. Se il risveglio alla realt\u00e0 \u00e8 un\u2019esperienza fondamentalmente semplice e la via che vi conduce \u00e8 la pratica della semplicit\u00e0, \u00e8 molto difficile arrivarci senza la comprensione e i mezzi di una tradizione autentica e completa, che permette di superare i limiti individuali nei quali vivono le illusioni. Questo senza perdere di vista che la tradizione, nella sua filosofia, le sue pratiche e i suoi abbellimenti, non insegna nient\u2019altro che la semplicit\u00e0.<\/p>\n<p>Quella semplicit\u00e0 si scopre in quella che si chiama meditazione o pi\u00f9 giustamente\u00a0 contemplazione. Ce ne sono molti approcci; le prospettive filosofiche ricordate sopra hanno il merito di associare la visione all\u2019esperienza in un approccio coerente, rigoroso e progressivo, che soddisfa le esigenze intellettuali e quelle contemplative.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019 insegnamento del Budda, non ci sono veramente altri mezzi per discernere la realt\u00e0 dall\u2019illusione che con la pratica ancestrale della meditazione seduta e in azione. Stare tra il cielo e la terra in una semplice presenza calma e attenta non \u00e8 una via astratta o eterea, ma una pratica in cui si incorpora la realt\u00e0, si armonizza il corpo e la mente, ci si riconcilia fondamentalmente con la Natura in tutti i suoi aspetti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In ogni momento ci confrontiamo con l\u2019illusione e la Realt\u00e0. Esisto o non esisto? Non ne siamo veramente certi. Se si, come? In che misura? Fino a che punto ci\u00f2 che penso, ci\u00f2 che sento, ci\u00f2 che credo \u00e8 Reale o illusorio? Posso veramente contare su questo o su quello? 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