{"id":930,"date":"2010-10-06T13:02:21","date_gmt":"2010-10-06T13:02:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=930"},"modified":"2016-04-03T23:05:11","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:11","slug":"maya-che-hai-fatto-di-me-di-alexandre-quaranta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/maya-che-hai-fatto-di-me-di-alexandre-quaranta\/","title":{"rendered":"Maya, che hai fatto di Me? di Alexandre Quaranta"},"content":{"rendered":"<p>3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 87 \u2013 Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p><em>Contemplazione del muro illusorio.<\/em><\/p>\n<p>\u201c Come uno spettacolo di magia, come una pittura o un vortice, cos\u00ec\u00a0 si deve giungere a percepire l\u2019universo nella sua integrit\u00e0; da questa meditazione fiorir\u00e0 la felicit\u00e0\u201d\u00a0 (<em>Vijnana<\/em><em> Bhairava Tantra<\/em> . versetto 79 )<\/p>\n<p>\u201cIo sono dappertutto: \u00e8 realizzando quello, che ci si distacca dal proprio corpo. Ben fermo in quella visione, senza preoccuparsi di nient\u2019altro, si ottiene la felicit\u00e0\u201d\u00a0 (idem.\u00a0 Versetto 81)<\/p>\n<p>\u201cTutti gli esseri che possiedono un corpo hanno un\u2019identica percezione del soggetto e dell\u2019oggetto. Ma quello che caratterizza lo <em>yogi<\/em> \u00e8 l\u2019attenzione continua all\u2019unione tra soggetto ed oggetto\u201d\u00a0\u00a0 (idem. \u00a0Versetto 62)<\/p>\n<p>\u201cSi, \u00e8 il cammino della magia e pu\u00f2 darsi che tu abbia gi\u00e0 fatto il passo pi\u00f9 difficile in questa via. L&#8217;esperienza che hai vissuto \u00e8 questa: il mondo esterno pu\u00f2 diventare il mondo interiore. Sei andato al di l\u00e0\u00a0 dell\u2019opposizione tra due termini contrari, ed era l&#8217;inferno per te. Sappi, amico mio, che quell\u2019inferno \u00e8 il cielo! Perch\u00e9 \u00e8 proprio il cielo che si apre davanti a te. La magia consiste nel poter cambiare l\u2019uno contro l\u2019altro, non sotto i colpi delle contrariet\u00e0 o della sofferenza, come hai fatto tu, ma liberamente, volontariamente. Pensa al passato, pensa al futuro: tutti e due sono in te! Fino ad ora sei stato lo schiavo dei tuoi pensieri. Impara a diventarne padrone. E\u2019 questa la magia.\u201d\u00a0 ( Herman Hesse)<\/p>\n<p>Nelle nostre vite di esseri dotati dell\u2019insolito dono della coscienza, possiamo vedere all\u2019opera diverse forme di illusione e a volte toglierne il velo. Quando si fa pi\u00f9 acuto il nostro discernimento, quando prendiamo coscienza per la prima volta che\u00a0 siamo la vittima consenziente, fortunata o sfortunata, di una illusione, viviamo un momento di comprensione che riguarda il funzionamento su uno o l\u2019altro piano. Pu\u00f2 verificarsi sul piano psicologico ( per esempio l\u2019inganno di pap\u00e0 Natale, il modo in cui creiamo certe paure, il meccanismo di proiezione nei conflitti o nella vita amorosa, ecc ), o quello della percezione visiva ( illusioni ottiche, miraggi, figure impossibili, ologrammi, cinema, ecc ).<\/p>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 un altro tipo di illusioni, pi\u00f9 centrali, pi\u00f9 intime, pi\u00f9 trasparenti, insospettabili\u00a0 (perch\u00e9 la loro negazione sembra inverosimile) nel quotidiano e perci\u00f2 potenzialmente pi\u00f9 difficili da scoprire.<\/p>\n<p>Sono le illusioni che hanno a che fare col senso ordinario e abituale dell\u2019identit\u00e0 e con la visione della natura della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Queste illusioni sono indissociabili da quella cosa immediata e fondante che \u00e8 la coscienza che pensiamo di avere di noi stessi e dell\u2019immagine che ci facciamo del mondo.<\/p>\n<p>Vorremmo qui proporre semplicemente una contemplazione su di un aspetto che sembra ordinariamente imporsi da solo. Prima di procedere oltre, vorremmo tuttavia dire che siamo tutti\u00a0 a nostro modo dei metafisici inconsapevoli. Vale a dire che, senza necessariamente dircelo in modo chiaro, prendiamo, che lo vogliamo o no, delle posizioni filosofiche riguardanti la natura della realt\u00e0, la natura della nostra ultima identit\u00e0 ( o l\u2019assenza di una tale non cosa ). Facciamo l\u2019ipotesi che ci sia una identit\u00e0 pi\u00f9 originale, pi\u00f9 profonda di quella con la quale funzioniamo e a cui generalmente ci riduciamo.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 semplicemente e pi\u00f9 rapidamente, forse troppo, ma in ogni caso\u00a0 chiaro e preciso, \u00e8 probabile che la maggior parte di noi si rappresenti il reale con un certo numero di parametri che sembrano andare da s\u00e8. Cos\u00ec possiamo per esempio immaginare che siamo o abbiamo un corpo apparso da una nascita causata dai genitori. Immaginiamo che questo corpo esista sulla Terra, di fronte ad altri oggetti e ad altri corpi, e che la Terra esista nello spazio, uno spazio che si immagina estendersi all\u2019infinito fino ai limiti o all\u2019assenza di limiti pi\u00f9 o meno fluidi dell\u2019Universo. Noi ci viviamo come delle\u00a0 individualit\u00e0 che sono coscienti e pensano.<\/p>\n<p>I pensieri, nel senso pi\u00f9 largo, stanno in una testa abitata da un cervello. E siamo oggetti tra altri oggetti, che pensano in una scatola. In pi\u00f9, possiamo essere equipaggiati, grazie all\u2019attivit\u00e0 della scatola sopra le spalle,\u00a0 con ogni sorta di spiegazioni sapienti o stupide, che possono, col tempo,\u00a0 farci perdere di vista che tutto questo affare \u00e8 strano e inverosimile, che non va veramente, veramente, veramente, da s\u00e9.<\/p>\n<p>E, certo, c\u2019\u00e8 la morte! Cio\u00e8 la fine dell\u2019agitazione della carne e dei pensieri e di ogni attivit\u00e0 della piccola scatola sopra le spalle che fa la nostra identit\u00e0. Il nostro ciclo identitario che ci si rappresenta abitualmente: \u201cio sono un corpo apparso alla mia nascita, che si \u00e8 sviluppato, con uno psichismo, che dura un certo tempo e che cessa con la morte del corpo e del cervello\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019, diciamo, la visione materialista. Senza dubbio \u00e8 la visione della maggior parte di noi, malgrado eventuali strati di\u00a0 credenze alternative. Che la si sostenga, consciamente o no, nelle pieghe di ognuno delle nostre coscienze individuali, non cambia niente rispetto al fatto che fornisce una specie di visione del mondo standard estremamente perversa, perch\u00e9 ci fa nascondere il mistero assoluto, il miracolo radicale, l\u2019infinito inverosimile, la sovrabbondanza del fatto che ci sia qualcosa piuttosto che niente.<\/p>\n<p>Da questa visione di una individualit\u00e0 isolata dal resto dell\u2019universo, contenuta nell\u2019universo, confinata nei limiti del corpo, la cui attivit\u00e0 pi\u00f9 misteriosa sembra confinata, e confinata come luogo nella scatola cranica, deriva naturalmente l\u2019idea che ci sia un ME, che ci sia ci\u00f2 che \u00e8 all\u2019esterno del ME. Tra l\u2019esterno del ME e l\u2019interno del ME si erge una parete, associata dunque a questa idea che\u00a0 pu\u00f2 essersi fatta da noi stessi. Questa parete assomiglia a una specie di muro di Berlino della dualit\u00e0. Ma \u00e8 un muro di Berlino un po\u2019 speciale, un muro di segregazione e di divisione che non ha un equivalente terrestre o extraterrestre. Dapprima questo muro appare alla maggior parte di noi\u00a0 come una evidenza tranquilla e che non \u00e8 un grosso problema nella vita, molto meno grave del potere d\u2019acquisto, il tasso delle grandi banche o il riscaldamento del pianeta. Questa parete \u00e8 vista separare lo spazio che possiamo definire interiore dallo spazio fisico esterno infinito, in cui il pezzo di cosa articolata a cui ci riduciamo, il nostro corpo, evolve e si bagna come un pesce nell\u2019acqua.<\/p>\n<p>Questa parete \u00e8 illusoria, diciamolo francamente. Non esiste pi\u00f9 della settima zampa del coniglio (se si lasciano da parte i conigli che galoppano attorno a Chernobyl).<\/p>\n<p>E\u2019 illusoria, ma bisogna farla volare in pezzi. Ed \u00e8 solamente quando avremo fatto saltare in aria quella illusione che potremo realizzare che non \u00e8 mai realmente esistita, anche se potr\u00e0 in altri momenti ricomparire.<\/p>\n<p>Non esisteva che perch\u00e9 non facevamo attenzione al fatto che strutturava illusorie nozioni di interiorit\u00e0 ed esteriorit\u00e0, di fronte alla nostra intimit\u00e0 intoccabile e alla nostra identit\u00e0. In altre parole, nello stesso momento in cui possiamo prendere coscienza della realt\u00e0 della sua esistenza illusoria, svanisce in uno stupore spazioso, che ci lascia senza dimensioni n\u00e9 localizzazione.<\/p>\n<p>La questione dunque \u00e8 come fare implodere o esplodere quel muro illusorio, ma anche separatore, come\u00a0 esploderebbe una cristalleria sulla quale atterrasse un paracadutista non duale della legione straniera. Come e dove mettere quel muro invisibile di cui molti parlano come uno scherzo, che \u00e8 possibile accorciare, che \u00e8 durato abbastanza a lungo e che si riveler\u00e0\u00a0 non essere mai esistito nel momento in cui cesser\u00e0? Perch\u00e9 non cesserebbe ORA?<\/p>\n<p>Ebbene, tutti i mezzi sono buoni; ecco una lista non esaustiva: fare veramente finta che non sia mai esistito, dedicarsi alla pratica del sogno notturno lucido fino a VEDERE apparire il mondo in ME, meditare sull\u2019aforisma di Stephen Jourdain: \u201cCosciente di questo pensiero. Non sono questo pensiero. Niente di questo pensiero.\u201d; utilizzare le tecniche di decapitazione di Douglas Harding; divorare un pacchetto di bonbon de chez Haribo\u00a0 che espandono la coscienza (attenzione ai coloranti che possono provocare indigestione); abbandonare definitivamente\u00a0 il pensiero \u2013 rappresentazione che la nostra testa \u00e8 nello spazio e convincersi fino alla irrevocabile certezza che lo spazio \u00e8 nella nostra testa, proprio per vedere ci\u00f2 che quello produce; rileggere la collezione di Troisi\u00e8me Mill\u00e9naire; andare a fare un giro al planetario e identificarsi col proiettore; girare la nostra testa (preferibilmente quella che non c\u2019\u00e8, \u00e8 meno doloroso ) di 180 gradi come nel film \u201c L\u2019esorcista\u201d e VEDERE che dietro non c\u2019\u00e8 niente.<\/p>\n<p>Il mezzo che suggeriamo oggi consiste\u00a0 nel sedersi alla terrazza di un caff\u00e8, possi bilmente con vista panoramica su un mercato con grande passaggio e porsi il pi\u00f9 seriamente e onestamente possibile le seguenti domande:<\/p>\n<p>Il luogo in cui i miei sentimenti, le mie impressioni, le mie sensazioni appaiono e si svolgono \u00e8 lo stesso di quello in cui i passanti vanno e vengono?<\/p>\n<p>Se si pensa che si tratta dello stesso spazio, considerare la domanda: che cosa \u00e8 che mi separa da tutto ci\u00f2 che \u00e8 e da ci\u00f2 che appare nel mio campo di coscienza?<\/p>\n<p>Se si pensa (e si potr\u00e0 eventualmente interrogarsi per sapere CHI pensa)\u00a0 che non si tratta di due dimensioni differenti, di due spazi differenti e che c\u2019\u00e8 una separazione tra i due l\u2019uno di fronte all\u2019altro, considerare la domanda: come provo a me stesso\u00a0 che questa separazione \u00e8 veramente reale?<\/p>\n<p>Con un po\u2019 di passione, la grazia o un insolito sovrappi\u00f9 di vigilanza, potrebbe accadere che <em>Maya<\/em> svanisse per lasciare la scena alla magnifica danza di sua sorella <em>Lila<\/em>.<\/p>\n<p>Questo getta potenzialmente un nuovo chiarimento sul testo indiano tradizionale che dice che \u201cquando esplode il muro, TUTTO \u00e8 UNO e TUTTO esce da ME.\u00a0 E se la parete si ricostituisce, col beneplacito di <em>Maya<\/em>, tutto \u00e8 ancora luce\u201d\u00a0 (tratto da \u201cStances de la cloison illusoire\u201d).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle nostre vite di esseri dotati dell\u2019insolito dono della coscienza, possiamo vedere all\u2019opera diverse forme di illusione e a volte toglierne il velo. Quando si fa pi\u00f9 acuto il nostro discernimento, quando prendiamo coscienza per la prima volta che  siamo la vittima consenziente, fortunata o sfortunata, di una illusione, viviamo un momento di comprensione che riguarda il funzionamento su uno o l\u2019altro piano. Pu\u00f2 verificarsi sul piano psicologico ( per esempio l\u2019inganno di pap\u00e0 Natale, il modo in cui creiamo certe paure, il meccanismo di proiezione nei conflitti o nella vita amorosa, ecc ), o quello della percezione visiva ( illusioni ottiche, miraggi, figure impossibili, ologrammi, cinema, ecc ).<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[91],"tags":[144],"class_list":["post-930","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-quaranta-alexandre","tag-illusione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/930","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=930"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/930\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=930"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=930"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=930"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}