{"id":943,"date":"2010-10-06T13:27:57","date_gmt":"2010-10-06T13:27:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=943"},"modified":"2016-04-03T23:05:11","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:11","slug":"vivere-con-gli-occhi-aperti-di-michael-siciliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/vivere-con-gli-occhi-aperti-di-michael-siciliano\/","title":{"rendered":"Vivere con gli occhi aperti di Michael Siciliano"},"content":{"rendered":"<p>3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 87 \u2013 Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p>Imparare a smascherare le nostre illusioni per crescere in coscienza.<\/p>\n<p>\u201cEssere se stessi non richiede una comprensione speciale,<\/p>\n<p>solo la volont\u00e0 di vedersi cos\u00ec come si \u00e8 veramente\u201d<\/p>\n<p>Guy Finley<\/p>\n<p>Domanda:\u00a0\u00a0 Perch\u00e9 le illusioni, e dove nascono?<\/p>\n<p>M.S.\u00a0\u00a0 Le illusioni sono i veli che c\u2019impediscono di vedere la realt\u00e0, i filtri che colorano la realt\u00e0 per farne la nostra realt\u00e0.<\/p>\n<p>Su di un cammino spirituale per diventare chi siamo, una delle prime tappe del lavoro che dobbiamo fare \u00e8 mettere in luce le illusioni, vederle, riconoscerle. Poi si tratta di metterci in azione perch\u00e9, una volta divenute coscienti le illusioni, possiamo scegliere di non lasciarci pi\u00f9 condurre e ingannare da loro. Ritrovare la scelta delle nostre azioni ci richieder\u00e0 una certa pratica, appoggiata dall\u2019attenzione, l\u2019intenzione, la vigilanza, la pazienza, la perseveranza.<\/p>\n<p>Quei filtri vengono dalla nostra educazione, dagli schemi familiari e sociali che ci guidano secondo attese particolari. Cos\u00ec in modo generale impariamo a essere non ci\u00f2 che siamo, ma ci\u00f2 che ci si aspetta da noi.<\/p>\n<p>Le illusioni rappresentano un meccanismo di sopravvivenza messo in moto dall\u2019infanzia, per permetterci di sopportare eventi troppo dolorosi. Cos\u00ec da bambini in situazioni difficili si creano scenari che si riproducono per tutta la vita, credendo che siano reali. Ora, non si tratta che della nostra risposta a un tipo di situazione, una risposta di sopravvivenza.<\/p>\n<p>La maggior parte delle nostre illusioni sono cos\u00ec piazzate gi\u00e0 dalla prima infanzia, l\u201985% del modo con cui rispondiamo alle situazioni della nostra vita, nascono tra 0 e 5 anni, certi parlano perfino di 3 anni.<\/p>\n<p>Le illusioni nascono da ci\u00f2 che osserviamo, da ci\u00f2 che sentiamo e da ci\u00f2 di cui risentiamo come bambini.<\/p>\n<p>Per esempio, bambino, vado verso mia madre: \u201cmamma, cosa c\u2019\u00e8 che non va?\u201d. La ragione per cui glielo domando \u00e8 che vedo sul suo viso che qualcosa non va, posso sentire un\u2019energia differente, una vibrazione differente che emana da lei. Mia madre, per proteggere il suo bambino dice: \u201cva tutto bene\u201d (una protezione che si perpetua di generazione in generazione, dove i genitori continuano oggi a escludere i loro bambini dalla verit\u00e0 della situazione).<\/p>\n<p>Sento che qualcosa non va, lo intuisco, lo vedo. La mamma dice: \u201cva tutto bene\u201d. Questo si riproduce ancora e ancora. Allora cosa accade? Io sono l\u00ec col mio sentire e li metto nella categoria \u201cho torto\u201d. I miei sentimenti, le mie sensazioni non sono corretti; dopotutto la mamma \u00e8 la mamma, lei ha ragione, non io, io sono solo un bambino.<\/p>\n<p>Diventiamo grandi. Ad un tratto sentiamo che qualcosa non va in qualcuno. Automaticamente screditiamo ci\u00f2 che sentiamo. L\u00ec c\u2019\u00e8 l\u2019illusione, che noi abbiamo torto e l\u2019altro ragione. Il nostro sentire \u00e8 falso, i nostri sentimenti sono falsi, l\u00ec \u00e8 l\u2019illusione.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, da bambini ci\u00f2 che sentiamo \u00e8 giusto.<\/p>\n<p>Finch\u00e8 si installa in noi la confusione: quello che sentiamo, \u00e8 vero o no?<\/p>\n<p>Cos\u00ec le illusioni in rapporto a ci\u00f2 che sentiamo ci programmano a diventare incoscienti. Siamo programmati a non ascoltarci, a non ascoltare il nostro essere, la nostra essenza, le nostre intuizioni, perch\u00e9 quando siamo giovani tutte queste cose in noi sono screditate dall\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Dunque, man mano che cresciamo, sentiamo un dolore nel nostro corpo, perch\u00e9 tutto nel nostro corpo dice di si e l\u2019esterno dice di no, tanto che si crea una lotta dentro di noi. Questa lotta genera molto dolore, molta frustrazione, collera, ansia. Allora, per affrontare in parte tutto questo, creiamo illusioni, perch\u00e9 \u00e8 troppo doloroso vedere che abbiamo ragione nei nostri sentimenti, ma che le risposte dell\u2019ambiente sembrano dirci il contrario.<\/p>\n<p>Nel tempo, secondo la psicologia di ciascuno, possiamo anche imparare a comunicare sempre meno.<\/p>\n<p>Finiamo per non volere sapere se ci\u00f2 che vediamo e sentiamo \u00e8 giusto o no. Pensiamo di sentire o volere una cosa, qualcuno ci dir\u00e0 che \u00e8 un\u2019altra cosa. Tutti sono programmati in questo modo.<\/p>\n<p>Siamo programmati a non dire la verit\u00e0.<\/p>\n<p>Vivere un\u2019illusione \u00e8 vivere una menzogna. Se ci\u00f2 che dite \u00e8 illusione, non dite la verit\u00e0; se\u00a0 vivete l\u2019illusione, vivete in una menzogna. E quanti di noi vivono un\u2019illusione, dicono parole che mentono. Non realizziamo nemmeno che viviamo un\u2019illusione, che le nostre parole mentono e che tutto questo non \u00e8 reale; semplicemente ci hanno insegnato a fare cos\u00ec.<\/p>\n<p>3m.\u00a0 Dici che siamo programmati a diventare incoscienti. Allora alla nascita siamo coscienti, poi tutto attorno a noi ci programma a diventare incoscienti?<\/p>\n<p>M.S. Certo. Hai mai guardato un bimbo negli occhi? E\u2019 puro, bello, \u00e8 amore, completa vulnerabilit\u00e0, disponibilit\u00e0, apertura. Un bimbo assorbe tutto ci\u00f2 che sente, gusta, ode, vede e sente. Perci\u00f2 se ci\u00f2 che vede \u00e8 illusione, l\u2019illusione \u00e8 l\u00ec che comincia. Qualsiasi cosa assorbir\u00e0, il bimbo vivr\u00e0 quell\u2019illusione. Tutti amano guardare gli occhi di un bambino, sentire le risa di un bambino perch\u00e9 le sue risa fanno ridere il mondo intero. Perch\u00e9 quel riso \u00e8 reale.<\/p>\n<p>Nemmeno il nostro riso \u00e8 reale. Le nostre risa passano per una lista d\u2019illusioni, di credenze.<\/p>\n<p>Rido perch\u00e9 voglio che mi si trovi gentile? Rido per nascondere il mio dolore?<\/p>\n<p>Quasi tutto ci\u00f2 che facciamo \u00e8 un\u2019illusione, fino a che non cominciamo a vedere, a imparare e a investigare in noi.<\/p>\n<p>3m.\u00a0 La speranza \u00e8 che possiamo diventare coscienti delle illusioni che viviamo, di chi siamo veramente, dietro i filtri e i veli?<\/p>\n<p>M.S.\u00a0 Tutto quello che dobbiamo fare \u00e8 diventare coscienti. Diventare coscienti \u00e8 realizzare ci\u00f2 che si fa nel momento in cui lo si fa. Se non si \u00e8 coscienti di ci\u00f2 che si fa, si pu\u00f2 essere nell\u2019illusione. La maggior parte del tempo e per la maggior parte di noi, quando diventiamo coscienti di una certa azione che riproduciamo in modo automatico, il semplice fatto\u00a0 di prenderne coscienza il pi\u00f9 frequentemente possibile permette di rallentare e poi di arrestare l\u2019azione in questione.<\/p>\n<p>Dopo un certo periodo di presa di coscienza di quell\u2019azione, o piuttosto di quella reazione automatica, appresa, possiamo, al momento dell\u2019azione in questione, fare una scelta, quella di non incominciare quell\u2019azione.<\/p>\n<p>Ne abbiamo la scelta, anche se pensiamo di non averla.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Cos\u00ec vivremo meno in quell\u2019illusione, perch\u00e9 quella reazione automatica non siamo noi.<\/p>\n<p>M.S.\u00a0\u00a0 Si. E per non vivere l\u2019illusione, dobbiamo diventare coscienti. Ciascuno deve scoprire come diventare cosciente.<\/p>\n<p>Diciamo che una reazione ripetuta da me \u00e8 quella di andare in collera. Se sono in un processo per diventare cosciente e non voglio andare in collera e non voglio tagliarmi fuori dalla realt\u00e0, e voglio essere in relazione con la realt\u00e0, che cosa emerge? Proprio prima della collera, se sono attento, sento il dolore.<\/p>\n<p>Il dolore \u00e8 una cosa a cui tutti noi cerchiamo di sottrarci. Tutti. La societ\u00e0 moderna tenta di sottrarci al dolore con i media, la musica, i viaggi, gli acquisti, l\u2019attivit\u00e0 frenetica\u2026, cose che possono essere compensazioni per non sentire il dolore.<\/p>\n<p>Generazione dopo generazione, ci insegnano, dopo che non siamo pi\u00f9 bambini, a non piangere, che non bisogna sentire il dolore.<\/p>\n<p>Allora nel processo per diventare cosciente della mia collera, scopro che quello che sta dicendo una persona mi ferisce. Ora devo guardare perch\u00e9 mi ferisce. Forse \u00e8 completamente valido. Forse la sua intenzione \u00e8 di ferirmi, allora in effetti devo assorbire la ferita e essere col dolore. E\u2019 questo essere nella realt\u00e0, invece di essere nella reazione automatica di collera, ci\u00f2 che ritorna a essere nell&#8217;illusione. Questo non vuol dire\u00a0 che ogni collera \u00e8 un&#8217;illusione. Ma parlo di una collera psicologica, appresa, automatica: quell\u2019azione comporta quella reazione, in questo caso, la collera.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Dunque quel tipo di collera \u00e8 una cosa che impariamo dall\u2019infanzia, quando vediamo l\u2019ambiente, per esempio i genitori che si arrabbiano con gli altri, contro le situazioni, invece di esprimere il loro dolore o il vero sentimento o il reale bisogno che sta a monte della collera. E\u2019 questo che chiami collera appresa?<\/p>\n<p>M.S.\u00a0\u00a0 Si. E\u2019 una collera psicologica, non \u00e8 una vera collera.<\/p>\n<p>La domanda che si pu\u00f2 fare \u00e8: cosa fai con la collera? Utilizzi la collera per uscire dalla relazione, per dividerti da te stesso e dagli altri? Oppure esprimi la collera nel momento, poi la lasci senza aggrapparti?<\/p>\n<p>Se utilizzi la collera per uscire dalla relazione, allora \u00e8 un processo appreso, viene dalla mente, viene da tutto ci\u00f2 che costituisce l\u2019illusione, \u00e8 un\u2019emozione. Se usi la collera in risposta alla situazione del momento, questo viene dal cuore. \u00c8 un sentimento.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Il mezzo che possiamo usare per sapere se siamo nell\u2019illusione sarebbe l\u2019osservazione.<\/p>\n<p>&#8211; Osservare quando facciamo qualcosa che sarebbe in reazione a una persona, a una situazione?<\/p>\n<p>&#8211; Osservare se ci sentiamo uscire dalla relazione?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Osservare se sentiamo di creare una separazione con l\u2019altro, con la situazione, con noi stessi?<\/p>\n<p>M.S.\u00a0 Si, \u00e8 un buon mezzo. E\u2019 un mezzo che uso tutto il tempo.<\/p>\n<p>3m.\u00a0 Come sentirsi chiusi, tagliati fuori da s\u00e9 e dagli altri?<\/p>\n<p>M.S.\u00a0 Si<\/p>\n<p>3m.\u00a0 Consideri il fatto di uscire dalla relazione come un\u2019illusione?<\/p>\n<p>M.S.\u00a0 Si, \u00e8 vivere l\u2019illusione. Siamo degli esseri in relazione, siamo relazionali. Tutto su questo pianeta, tranne l\u2019uomo, \u00e8 in relazione. L\u2019uomo ha la scelta: essere chiuso, o essere in relazione. Tutto \u00e8 in relazione con il suo ambiente, tranne l\u2019uomo. Non tutti gli uomini, l\u2019uomo pu\u00f2 scegliere di essere in relazione o no. Essere in relazione vuol dire vivere la realt\u00e0. Quando non siete in relazione, non vivete la realt\u00e0, \u00e8 impossibile. Ci\u00f2 che vi separa sono i vostri programmi, il vostro mentale, le vostre paure psicologiche, tutte queste cose vi fanno vivere fuori dalla relazione.<\/p>\n<p>3m.\u00a0 Insomma, siamo in relazione con noi, con gli altri, con il resto del mondo attraverso i nostri programmi, i nostri filtri, le nostre paure?<\/p>\n<p>M.S.\u00a0 Si. Direi che, come occidentale, una delle paure che dobbiamo guardare \u00e8 la paura di sentire. Perch\u00e9? Da dove viene?<\/p>\n<p>Per esempio, da bambino, se smetti di piangere perch\u00e9 ti hanno dato dello zucchero o una tettarella, allora la mamma \u00e8 sollevata perch\u00e9 hai smesso di piangere; in questo modo la mamma non sente il proprio dolore. Apprendiamo allora che lo zucchero, per esempio, \u00e8 un sostituto al sentire, una compensazione.<\/p>\n<p>Il bambino \u00e8 buono, perch\u00e9 lo zucchero gli piace, e pu\u00f2 crescere con ogni sorta di disordini alimentari. Quando il nostro corpo comincia a sentire qualcosa di doloroso, si d\u00e0 dello zucchero e il sentimento \u00e8 tagliato, e il bambino impara che non c\u2019\u00e8 bisogno di sentire, non \u00e8 giusto sentire. Lo zucchero \u00e8 uno dei sostituti, ce ne sono molti.<\/p>\n<p>Cos\u00ec nella cultura occidentale, la capacit\u00e0 di essere in contatto con i nostri sentimenti \u00e8 annientata fin dall\u2019infanzia.<\/p>\n<p>Certi tra noi si fanno uno spazio attraverso questo e conservano la capacit\u00e0 di sentire, di restare vicini e in relazione. Ma la maggioranza delle persone trover\u00e0 un mezzo per vivere con il fatto di non sentire, senza nemmeno sapere che non sentono. Questa \u00e8 la condizione umana: creare situazioni dove non siamo reali e stare bene con quelle situazioni l\u00ec.<\/p>\n<p>3m.\u00a0 In che cosa le illusioni ci impediscono di entrare nel vero flusso della vita?<\/p>\n<p>M.S.\u00a0 Per esempio, l\u2019 illusione che la sola cosa che esista sia se stesso, l\u2019 illusione che non si possa funzionare che con la collera, la depressione, il rinchiudersi. Se non si pu\u00f2 funzionare senza essere in collera, senza essere depresso ( o qualsiasi sia la ragione che genera una chiusura) , se non si pu\u00f2 fermare quella azione, o reazione, che ci fa rinchiudere pi\u00f9 o meno a lungo, come possiamo lasciare che la grazia sia in noi?<\/p>\n<p>3m.\u00a0 Questo sembra far parte della condizione umana, quello di non poter rimanere col cuore aperto. Richiama quello che abbiamo ricordato sulla nostra infanzia, come l\u2019esterno ci porti a rinchiuderci e ad allontanarci dalla nostra essenza. Come possiamo mantenere un cuore aperto?<\/p>\n<p>M.S. All\u2019inizio, togliendo i veli delle nostre illusioni. Le illusioni sono l\u00ec perch\u00e9 le abbiamo apprese dall\u2019infanzia. Da questo, non siamo con un cuore aperto, non siamo nella nostra essenza.<\/p>\n<p>Lavorando su di noi, smascherando le illusioni, ci rendiamo disponibili a ricevere la grazia. Il nostro cammino spirituale pu\u00f2 allora portarci a praticare in modo da lasciare che la grazia e l\u2019apertura duri sempre pi\u00f9 a lungo.<\/p>\n<p>3m. Dici che dobbiamo osservare la nostra paura di sentire. Di recente ho compreso che avevo paura della vita, e mi \u00e8 stato duro riconoscerlo.<\/p>\n<p>M.S. Avevi paura della vita perch\u00e9 vivevi un\u2019illusione. L\u2019illusione non \u00e8 la vita, non \u00e8 reale, l\u2019illusione \u00e8 la morte, non ha niente a che fare con la vita. Quasi tutto ci\u00f2 che pensi, o dici, che fai, che senti, \u00e8 illusione. Certamente hai paura di vivere, perch\u00e9 sei tanto abituato a vivere l\u2019illusione, non la vita. Pi\u00f9 ti libererai dalle tue illusioni, pi\u00f9 entrerai nella corrente della vita, nella corrente della vera vita, di una vita di verit\u00e0, meno ti sentirai sconfortato per essere in quel flusso.<\/p>\n<p>3m. Infatti pensavo\u00a0 di aver paura della morte, fino a realizzare che quello di cui ho realmente paura \u00e8 la vita.<\/p>\n<p>M.S.\u00a0 Si, hai paura della vita, perch\u00e9 sei sconfortato nella vita. Vivi nella tua zona di conforto e la tua zona di conforto fa parte delle tue illusioni.<\/p>\n<p>3m.\u00a0 Dunque ci\u00f2 che ci \u00e8 di conforto fa parte delle nostre illusioni?<\/p>\n<p>M.S.\u00a0 Si. Anche se le nostre illusioni sono cattive, anche se provocano situazioni orribili, qualsiasi siano, siamo pi\u00f9 confortati nelle nostre illusioni che non vivendo la vita. Perch\u00e9 siamo formati cos\u00ec dall\u2019infanzia, formati all\u2019illusione. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 al di fuori dell\u2019illusione, non ci \u00e8 confortevole.<\/p>\n<p>Le nostre zone di conforto ci mantengono in una limitazione. La maggior parte delle persone non vuole andare al di l\u00e0.<\/p>\n<p>3m.\u00a0 Allora le sensazioni di sconforto, d\u2019insoddisfazione che possiamo sentire, se vogliamo diventare coscienti, non dovremmo cercare di evitarle o di compensarle.<\/p>\n<p>M.S.\u00a0 Certo. Pi\u00f9 le sfuggi, pi\u00f9 continuerai a sfuggirle.<\/p>\n<p>Abbiamo la scelta: essere con lo sconforto che emerge per qualche anno, poi diventare pi\u00f9 vivi che si sia mai stati, o restare nello sconforto per il resto della vita, nelle illusioni, nelle paure, nelle ansie, nei dolori, nelle collere e con tutte le cose che il corpo crea\u00a0 vivendo nell\u2019illusione. Dunque abbiamo la scelta. In un modo o nell\u2019altro, sentiremo lo sconforto e il dolore. In un caso, durer\u00e0 un certo tempo, nell\u2019altro tutta la vita.<\/p>\n<p>Un buon modo di cominciare a investigare sul cammino verso S\u00e9, sarebbe quello di porvi seriamente la domanda: quanto tempo posso restare felice? Questa investigazione potrebbe portarvi a scoprire gli schemi, che vi possono aiutare ad \u201caprire gli occhi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le illusioni sono i veli che c\u2019impediscono di vedere la realt\u00e0, i filtri che colorano la realt\u00e0 per farne la nostra realt\u00e0.<br \/>\nSu di un cammino spirituale per diventare chi siamo, una delle prime tappe del lavoro che dobbiamo fare \u00e8 mettere in luce le illusioni, vederle, riconoscerle. Poi si tratta di metterci in azione perch\u00e9, una volta divenute coscienti le illusioni, possiamo scegliere di non lasciarci pi\u00f9 condurre e ingannare da loro. Ritrovare la scelta delle nostre azioni ci richieder\u00e0 una certa pratica, appoggiata dall\u2019attenzione, l\u2019intenzione, la vigilanza, la pazienza, la perseveranza.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[94],"tags":[144],"class_list":["post-943","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-siciliano-michael","tag-illusione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/943","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=943"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/943\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=943"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=943"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=943"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}