{"id":963,"date":"2010-10-06T13:45:08","date_gmt":"2010-10-06T13:45:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=963"},"modified":"2016-04-03T23:05:02","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:02","slug":"limmaginazione-creatrice-del-tantra-di-fabrice-midal","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/limmaginazione-creatrice-del-tantra-di-fabrice-midal\/","title":{"rendered":"L&#8217;immaginazione creatrice del Tantra di Fabrice Midal"},"content":{"rendered":"<p>3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 88 \u2013 Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p>Alex Lavis.\u00a0\u00a0 Avete pubblicato una introduzione al tantra buddista da Fayard. Ci\u00f2 che colpisce subito nel tantra \u00e8 il simbolismo esuberante. Quel rapporto intenso\u00a0 con l\u2019immaginario non allontana dalla nostra vita e dal mondo in generale?<\/p>\n<p>F.M.\u00a0\u00a0 Mettete il dito su un punto decisivo. In effetti noi occidentali siamo fermamente convinti che possiamo avere un rapporto col reale in due modi: il concetto e la percezione. Il concetto \u00e8 la via principale, perch\u00e9 ci permette di mettere il diverso sensibile in una unit\u00e0 permanente. Cos\u00ec un san Bernardo e un bulldog\u00a0 non hanno niente in comune dal punto di vista della nostra esperienza sensibile. Pertanto sono tutti, come dice Spinoza, \u201cun animale che abbaia\u201d.<\/p>\n<p>La percezione \u00e8 pi\u00f9 soggetta a cauzione, perch\u00e9 ci inganna, crediamo di vedere un cane ed \u00e8 un lupo, ma ci permette anche di ancorarci alla realt\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019immaginazione \u00e8 sempre stata considerata in Occidente come un pericolo che rende tutto confuso. Cos\u00ec il tantra, col posto centrale che d\u00e0 all\u2019immaginazione creatrice, ci appare difficilmente comprensibile. Sono stato anch\u2019io a lungo confuso da quel pregiudizio.\u00a0 Mi dicevo: la pratica della meditazione\u00a0 tende a riportarci al presente, a finirla coi sogni e i giochi illusori, a ritornare alla semplicit\u00e0 del contatto dell\u2019acqua tra le mani, del respiro dalle narici\u2026<\/p>\n<p>Sconvolto dalla potenza dell\u2019insegnamento di Chogyam Trungpa, sono andato negli Stati Uniti per incontrare molti studiosi e scrivere un libro su di lui. In quella occasione ho incontrato il poeta Allen Ginsberg, amico e studioso\u00a0 di Trungpa. La conversazione port\u00f2 al suo maestro, ma subito mi meravigliai che un buddista come lui si interessasse di William Blake, che in Occidente \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi esempi di visionario. Quel giorno ho avuto una bella lezione.<\/p>\n<p>Vedete, il concetto occidentale della percezione \u00e8 molto strano. Forse non ve ne siete mai reso conto, ma quando diciamo, percepisco un albero, intendiamo: io, che sono qui, percepisco un albero l\u00e0, oggetto della mia attenzione. La percezione avviene nella dualit\u00e0 soggetto\/oggetto. Si basa su un\u2019identificazione molto rapida: l\u00e0 un albero, l\u00e0 una sedia, l\u00e0 una pianta. Non ce ne rendiamo conto. Blake dimostra che l\u2019immaginazione \u00e8 sempre all\u2019opera, nel senso che non vediamo niente senza che la nostra mente non ne giochi un ruolo. L\u2019immaginazione creativa ci libera dai meccanismi mortiferi che restringono tutto. In questo senso Blake pu\u00f2 scrivere in una lettera a un pastore che si stupiva dell\u2019aspetto visionario della sua opera: \u201cSento che un Uomo pu\u00f2 essere felice in Questo Mondo. E so che Questo Mondo \u00e8 un Mondo d\u2019Immaginazione e di Visione. Vedo tutto ci\u00f2 che penso\u00a0 in Questo Mondo, ma tutti non vedono allo stesso modo. Agli occhi dell\u2019Avaro una Ghinea \u00e8 pi\u00f9 bella del Sole e un Sacco usato per il denaro ha proporzioni pi\u00f9 belle di una Vigna piena d\u2019Uva. L\u2019Albero che fa versare agli uni lagrime di gioia non \u00e8 agli Occhi di un altro che una Cosa Verde che si erge di traverso sul cammino. Certi non vedono nella Natura che Ridicolo e Difformit\u00e0, altri la Natura la vedono a stento. Ma agli Occhi dell\u2019Uomo d\u2019Immaginazione la Natura \u00e8 l\u2019Immaginazione stessa. Secondo quello che l\u2019uomo \u00e8, cosi Vede. Secondo il modo in cui l\u2019Occhio \u00e8 formato, cos\u00ec sono i suoi Poteri. Vi sbagliate sicuramente quando dite che le Visioni dell&#8217;Immaginazione non si trovano in Questo Mondo. Per me Questo Mondo non \u00e8 che una Visione continua dell\u2019Immaginazione\u201d.<\/p>\n<p>Ecco ci\u00f2 che Ginzberg mi ha mostrato. Leggendo Blake, ha compreso che creiamo il mondo ad ogni istante in modo meccanico, abituale e in fondo molto povero. L\u2019immaginazione \u00e8 la capacit\u00e0 insita nell\u2019uomo di entrare in un rapporto vivo con qualsiasi cosa.<\/p>\n<p>Bisogna distinguere qui l\u2019immaginazione della fantasia da quella di altre fantasticherie. La prima \u00e8 un rapporto libero, connaturato con la realt\u00e0, l\u2019altra ne \u00e8 interamente distaccata. In Occidente sono i poeti e tutti gli artisti che ci mostrano\u00a0 come aver accesso a lei.<\/p>\n<p>D.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E nel Tantra?<\/p>\n<p>Per riuscire a comprendere il ruolo dell\u2019immaginario nel tantra, bisogna fare un passo indietro per prendere la misura della nostra rottura con quella dimensione. Se no rischiamo\u00a0 di sbagliarci sul senso del tantra.<\/p>\n<p>Quando ci si avvicina alla realt\u00e0 spirituale, diventa ben presto assurdo accontentarsi di una parola che dia spiegazioni. Con le parole\u00a0 non ci si pu\u00f2 che allontanare dall\u2019immediatezza di una autentica trasmissione. Sapete, il tantra \u00e8 il nome della mistica inerente alla tradizione buddista, che \u00e8 presente in ogni luogo dove il buddismo si \u00e8 radicato. Invece di fare un lungo discorso, l\u2019approccio tantrico ci mostra una cosa, ci fa compiere un gesto.<\/p>\n<p>Nel tantra, viviamo dunque in seno al simbolismo. A una domanda, di fronte a una situazione, la miglior cosa \u00e8 mostrare un simbolo. Per l\u2019uomo ordinario \u00e8 di una grande complessit\u00e0, lui preferirebbe che si spiegasse tutto. Per chi ha ascoltato l\u2019immensit\u00e0 del cielo, \u00e8 il solo modo per essergli fedele.<\/p>\n<p>D.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cosa \u00e8 che chiamate simbolismo?<\/p>\n<p>L\u2019errore comune in Occidente \u00e8 comprendere il simbolismo da un punto di vista concettuale. Secondo questa logica, bisognerebbe avere studiato l\u2019insieme dei dizionari dei simboli per incominciare a entrare nel mondo simbolico. E\u2019 veramente sbagliato. Non si tratta di padroneggiare un sistema di riferimenti, ma di essere sempre pi\u00f9 sensibili al fatto che viviamo in mezzo a un mondo di significati.<\/p>\n<p>D.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quali sono i grandi principi simbolici del buddismo tantrico?<\/p>\n<p>Il principio pi\u00f9 importante \u00e8 che tutto, nello spazio aperto del tantra, \u00e8 sacro. Bisogna ben riconoscere che non viviamo in un tale mondo, ma il tantra ci invita a una salutare conversione del nostro sguardo su di lui e ad abbandonare il rapporto ordinario con le cose, interessato e compulsivo.<\/p>\n<p>In pi\u00f9, il tantra considera tutto a partire dallo spazio. Si trovano nei testi molti modi di descriverne le diverse\u00a0 variazioni e modalit\u00e0. E\u2019 decisivo perch\u00e9 se certi intendono che lo spazio \u00e8 l\u2019apertura incondizionata, questa visione (dharmakaya) prima di tutto pensata, \u00e8 per\u00f2 molto pi\u00f9 difficile da realizzare che l\u2019apparizione dei 5 colori ( le 5 famiglie di Budda)- puri raggi di gioia(sambhogakaya )nello spazio. E\u2019 l\u2019espansione dinamica dello spazio.<\/p>\n<p>Nella nostra civilizzazione, la dimensione\u00a0 del mondo intermedio, che \u00e8 il sambhogakaya, cio\u00e8 il mondo immaginario, \u00e8 stata completamente nascosta e cos\u00ec viviamo in un mondo duale diviso tra materiale e spirituale. Il tantra apre la possibilit\u00e0 di una trasformazione, rendendo corporeo lo spirito e spirituale il corpo. In questo si avvicina molto alle tradizioni alchemiche occidentali.<\/p>\n<p>Bisogna veramente prendere coscienza che moriamo per quella perdita di rapporto con l\u2019immaginario. Essa ci taglia fuori letteralmente dalla possibilit\u00e0 di essere pienamente nel mondo. Prendiamo per esempio lo svolgimento dell\u2019iniziazione(abhisheka): all\u2019inizio vi si incorona, vi si eleva alla dignit\u00e0 di chi pu\u00f2 incontrare la divinit\u00e0. Poi vi si fa entrare nel suo palazzo, il mandala, cio\u00e8 il mondo sacro, vi si presenta la divinit\u00e0 perch\u00e9 possiate invocarla e unirvi a lei. Non \u00e8 una fantasia, ma una vera introduzione\u00a0 alla possibilit\u00e0 di stare nel mondo nel modo pi\u00f9 degno, come una divinit\u00e0.<\/p>\n<p>D.\u00a0\u00a0 Quelle che chiamate divinit\u00e0, in cosa differiscono dagli dei del bramanesimo o della Grecia, e perch\u00e9 l\u2019iniziazione \u00e8 una pratica diversa dai culti politeisti?<\/p>\n<p>E\u2019 vero che il ruolo delle divinit\u00e0 nel tantra pu\u00f2 meravigliare. E\u2019 l\u2019ultima cosa che ci si pu\u00f2 attendere, quando si segue Budda, quella di cadere su quel delirio di dei! Bisogna fare uno sforzo\u00a0 per superare la china delle idee ricevute e della ingenuit\u00e0 superstiziosa o del positivismo stantio. Non \u00e8 evidente vedere subito ci\u00f2 che sono le divinit\u00e0 tantriche e il tipo di esperienza\u00a0 a cui si riferiscono.<\/p>\n<p>Ma, per rispondere pi\u00f9 direttamente alla vostra domanda, le divinit\u00e0 di cui parla il buddismo non hanno nulla a che vedere\u00a0 con l\u2019invocazione ad un dio esistente all\u2019esterno di s\u00e9, a cui bisogna credere e da sedurre con riti e sacrifici. E nemmeno con la tendenza della mente; le divinit\u00e0 sono fuori da ogni idea convenzionale; sono l\u2019espressione di una modalit\u00e0 e di una tonalit\u00e0 d\u2019essere, sono la verit\u00e0 di un\u2019esperienza di cui non \u00e8 possibile fare la prova.<\/p>\n<p>Facciamo l\u2019esempio dell\u2019eroe di Chretien de Troyes, Perceval\u00a0 le Gallois. Egli \u00e8 perduto, non sa se bisogna chiedere e quando tacere, ignora l\u2019origine del suo errore, vive cos\u00ec lontano da se stesso da non conoscere nemmeno il suo nome. Viene allora una giovane donna che glielo rivela e, facendo questo, lo mette nel cuore della sua esistenza. Si pu\u00f2 dire che le divinit\u00e0 sono sia la giovane che il nome: vi fanno entrare nel mondo.<\/p>\n<p>D.\u00a0\u00a0 Vorrei farvi una domanda un po\u2019 provocatoria: perch\u00e9 tutte quelle divinit\u00e0, quei mantra, quei mandala\u2026mentre ci\u00f2 a cui tende il Budda \u00e8 la semplicit\u00e0 radicale?<\/p>\n<p>Ma la ricchezza della simbologia tantrica che si trova nei tangka tibetani o nei mandala di Borobudur \u00e8 semplice come un giardino zen! Se non vedete la semplicit\u00e0, il fatto che tutte le divinit\u00e0 sono spazio, non comprendete il tantra. La molteplicit\u00e0 dei fenomeni nel tantra \u00e8 vuota di ogni sostanza, di ogni ego, pura espansione di spazio, di luce, di colore. E\u2019 un pregiudizio credere che\u00a0 l\u2019austerit\u00e0 delle forme sia pi\u00f9 vicina alla vera semplicit\u00e0 della pi\u00f9 alta ricchezza simbolica. Il tantra non \u00e8 che un modo inaudito, magnifico, di aiutarci a ritrovare la semplicit\u00e0 della presenza. Nella mia esperienza, \u00e8 tanto pi\u00f9 necessario oggi, appropriato ai nostri tempi, in cui si d\u00e0 cos\u00ec poco posto al sacro e alla poesia. Il nostro mondo ha inventato la leggenda del mondo morto. Mi ricordo il mio terrore quando, bambino, in quarta classe, ci si domandava di sezionare dei topi bianchi per comprendere il vivente. Era un simbolo, il simbolo del mondo in cui da adulti avremmo dovuto vivere, un mondo per il quale tutto \u00e8 meccanismo smontabile. \u201cLa scienza, dice Merleau- Ponty, manipola le cose e rinuncia ad abitarle \u201d. Non si tratta di vivere come all\u2019et\u00e0 della pietra, ma, come dice George Braque, di sapere che \u201cl\u2019arte vola al di sopra, la scienza d\u00e0 delle quisquiglie\u201d. Come esseri umani abbiamo, dal pi\u00f9 profondo del nostro essere, sete del blu del cielo, di ci\u00f2 che \u00e8 al di l\u00e0 delle motivazioni occasionali e meschine.<\/p>\n<p>Non si tratta di attaccare la scienza, ma non possiamo accettare la sua usurpazione, quando si pone come autorit\u00e0 dogmatica assoluta,\u00a0 come il solo sguardo legittimo sulla realt\u00e0, il solo discorso di verit\u00e0.<\/p>\n<p>Non si tratta di criticare la modernit\u00e0. Essa \u00e8 la nostra ancora di salvezza quando \u00e8 autenticamente poetica. Essa salva con la tradizione le possibilit\u00e0 dell\u2019essere. Un pittore come Cesanne non smette di mostrarlo, lui che volle fare il \u201cPulcino sulla natura\u201d, cio\u00e8 volle provare l\u2019antica saggezza a contatto con la cosa pi\u00f9 semplice, una semplice montagna che diventa il trionfo della pittura. Ma quando l\u2019ideologia del nostro tempo si accanisce contro la poesia, quando ci ingiunge di essere contro il nostro cuore, contro il crogiolo dove tutto si pu\u00f2 riaccordare, quando squalifica ogni discorso sul mondo vivente, quello di Cesanne come quello di tutti coloro che vedono, allora bisogna liberarsene.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mettete il dito su un punto decisivo. In effetti noi occidentali siamo fermamente convinti che possiamo avere un rapporto col reale in due modi: il concetto e la percezione. Il concetto \u00e8 la via principale, perch\u00e9 ci permette di mettere il diverso sensibile in una unit\u00e0 permanente. Cos\u00ec un san Bernardo e un bulldog  non hanno niente in comune dal punto di vista della nostra esperienza sensibile. Pertanto sono tutti, come dice Spinoza, \u201cun animale che abbaia\u201d.<br \/>\nLa percezione \u00e8 pi\u00f9 soggetta a cauzione, perch\u00e9 ci inganna, crediamo di vedere un cane ed \u00e8 un lupo, ma ci permette anche di ancorarci alla realt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[95],"tags":[143],"class_list":["post-963","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-midal-fabrice","tag-immaginazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/963","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=963"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/963\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=963"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=963"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=963"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}