{"id":969,"date":"2010-10-06T13:49:34","date_gmt":"2010-10-06T13:49:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=969"},"modified":"2016-04-03T23:05:01","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:01","slug":"lacquarello-mistico-di-stephen-jourdain","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/lacquarello-mistico-di-stephen-jourdain\/","title":{"rendered":"L&#8217;Acquarello mistico di Stephen Jourdain"},"content":{"rendered":"<p>3\u00e8me Millenarie n. 88 &#8211;\u00a0 Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p>Fissare prima di tutto un\u2019immagine mentale di buona qualit\u00e0 dalla propria mente al di sopra della testa\u2026<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 nessun bisogno di una copia conforme della casa interiore con un soggetto, me, al fondo della caverna della mente, i pensieri davanti al mio sguardo interiore, ecc\u2026<\/p>\n<p>Pi\u00f9 tardi, si potr\u00e0 mettere questa immagine sopra il caminetto, sul mobile di fronte, ma in un primo tempo \u00e8 preferibile metterla vicino alla testa da cui nasce. Quello che importa \u00e8 l\u2019immagine mentale che appare e il suo carattere assolutamente immaginario. Non \u00e8 soggettivo, \u00e8 semplicemente totalmente irreale. Immagino ed ho accesso a qualcosa che non esiste assolutamente, che non ha nessuna realt\u00e0. Allora quella specie di immagine si realizza da sola, forse non troppo chiara all\u2019inizio, non importa, un\u2019immagine confusa \u00e8 sempre un\u2019immagine.<\/p>\n<p>Ci sono colate immaginarie di evocazioni immaginarie di colori; non sono colori sensibili, siamo nell\u2019irreale.<\/p>\n<p>Ad un certo punto l\u2019immagine \u00e8 l\u00ec e le si va dentro, la si esplora, si guarda e si ha una massa di blu vibrante, composta da un miliardo di punti blu, ma che non si toccano; ogni punto \u00e8 libero.<\/p>\n<p>Poi si passa ad un\u2019altra cosa, una grande massa di bianco, e il bianco non \u00e8 n\u00e9 la causa n\u00e9 l\u2019effetto del blu. Non c\u2019\u00e8 un legame di causa tra i colori. Quella immagine non rappresenta niente, non ha nessuna realt\u00e0 e perci\u00f2 non conta niente.<\/p>\n<p>Non ha nessuna influenza su nulla.<\/p>\n<p>E\u2019 il grande privilegio dell\u2019essere umano produrre quella cosa fondamentalmente irreale.<\/p>\n<p>Ora ci si trastulla con quella immagine e \u201csono infinitamente cosciente di me stesso\u201d e posso fare un altro gioco divertente.<\/p>\n<p>Il gioco consiste nel produrre quella immagine e dire a un certo punto: \u201csi direbbe che quella \u00e8 la mia mente\u201d, supposizione del tutto gratuita, a partire da cui si va a cercare la mente, si cerca di incontrarla.<\/p>\n<p>Nella mia mente, come lo vedo nella mia testa, dal momento in cui mi avvicino a me, quel me mi sfugge e l\u2019incontro con me stesso \u00e8 impossibile, anche se so bene che sono sempre l\u00ec. L\u2019immagine mentale \u201cme\u201d ha un grosso vantaggio: non esiste! Tutti i riflessi di realismo non funzionano per qualcosa che non esiste, tutti i riflessi negativi che ci paralizzano nella realt\u00e0 non funzionano nella pura realt\u00e0. E\u2019 un gioco, tu fai quello che vuoi e non puoi massacrare la tua mente come fai nella sede abituale, nel tuo cranio.<\/p>\n<p>( Quando chi \u00e8 cosciente di avere una mente, si cerca, vede immagini mentali, dei pensieri, dei grumi, spazi di calma, spazi tesi, agitati, solleva l\u2019agitazione e si domanda se \u00e8 l\u00ec, solleva la calma: \u201csono l\u00ec?\u201d, ma \u00e8 soggetto ai pregiudizi, non funziona e non si incontra).<\/p>\n<p>Allora non cerchi, vedi una gran colata di rosso, puramente immaginaria, e sollevandola ti domandi: \u201csono l\u00ec?\u201d, e tutt\u2019a un tratto , se giochi a questo gioco fino a l\u2019ultimo, tu ci sei. Nonostante questa mente assolutamente immaginaria che ti metti al di sopra della testa, il miracolo si produce.<\/p>\n<p>Ti incontri in una forma molto particolare, sei infinitamente personale, ma quell\u2019io sar\u00e0\u00a0 invisibile in quella mente immaginaria senza colore, senza sostanza, senza viso, ingiustificabile, perch\u00e9 io sono infinitamente, ma non c\u2019\u00e8 nessuna specie di ragione perch\u00e9 io sia infinitamente, poich\u00e9 non c\u2019\u00e8 nulla, nemmeno la pi\u00f9 piccola traccia di qualcosa. E\u2019 come se sentissi la presenza del mio bambino in questa stanza. Non \u00e8 a nessuna parte, ma ad un certo momento lo stringo. Una cosa straordinaria.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 anche qualcosa di geniale che si pu\u00f2 fare con quella immagine per venire a capo una volta per tutte delle nostre ossessioni interne, della credenza nella realt\u00e0 della nostra mente nel nostro cranio, la credenza di tutta la realt\u00e0 della vita psicologica.<\/p>\n<p>Hai quella immagine al di sopra della testa come una specie di cappello. Ti servi di quel potere di mettere in opera\u00a0 quell\u2019immaginario assolutamente puro. Tiri un po\u2019 gi\u00f9 il cappello, lo fai discendere sulla testa e, meglio ancora, lo completi con due orecchie, come un cappello da caccia o un cappello per il gran freddo. Tutto \u00e8 immaginario, comprese le orecchie di quella specie di cappello in testa.<\/p>\n<p>Se sei veramente convinto\u00a0 del carattere puramente immaginario di questo, cosa succede a quella parte della testa presa tra due\u00a0 lamelle? Immediatamente si verifica un riflesso: la testa \u00e8 immaginaria.<\/p>\n<p>Tutto lo spazio che si inserisce tra le due orecchie \u00e8 anche lui immaginario, perch\u00e9 non pu\u00f2 essere immaginario e reale allo stesso tempo.<\/p>\n<p>Con una facilit\u00e0 sconcertante e senza dolore, se fai quel gioco, distruggi lo spazio degenerato ordinario, il falso spazio.<\/p>\n<p>Allora, la tua mente, senza giudicare negativamente, rinasce come \u00e8 sempre stata, immaginaria. Cosa inaudita, la tua mente, da sempre, \u00e8 immaginaria. Non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019allucinazione, quello non \u00e8 mai stato che un sogno, irreale. Proprio una specie di sogno, non reale. E\u2019 una scoperta importante.<\/p>\n<p>Hai uno choc perch\u00e9 incontri\u00a0 questo fatto: il posto dove tutta la vita interiore , generalmente tormentata e mortificante, si manifesta, non \u00e8 mai esistito.<\/p>\n<p>Questo posto \u00e8 solo immaginario. Pensiero positivo, negativo, sensazione della mente gradevole o sgradevole: immaginari. Dunque, tu sei vuoto della tua mente, \u00e8 finita. E\u2019 un\u2019esperienza straordinariamente liberatoria, \u00e8 un enorme stupore!<\/p>\n<p>L\u2019esperienza dello spazio nella vita abituale \u00e8 totalmente falsificata, ma resta un residuo intuitivo molto potente sulla natura dello spazio. Non resta troppa intuizione potente nella vita interiore abituale, allora bisogna servirsene. Questa intuizione fondamentale \u00e8 quella dell\u2019omogeneit\u00e0 dello spazio. Essa ha forza di legge. Se comprendo che c\u2019\u00e8 uno spazio vissuto, lo spazio in cui avvengono le mie sensazioni \u00e8 uno spazio vissuto, dunque uno spazio soggettivo.\u00a0 Metti quello spazio soggettivo in uno spazio\u00a0 che reputo reale: \u00e8 insostenibile filisoficamente, perch\u00e9 sto violando una legge dello spazio.<\/p>\n<p>Tutti i punti dello spazio ordinario sono incatenati gli uni agli altri. C\u2019\u00e8 una terribile dipendenza, un punto non \u00e8 che l\u2019effetto del vicino. Nello spazio rigenerato invece gli spazi sono totalmente liberi gli uni dagli altri.\u00a0 Questo non vuol dire che c\u2019\u00e8 un\u2019unit\u00e0; infatti, la sensazione di unit\u00e0 non \u00e8 trovata che nel momento in cui i punti si sono scollegati gli uni dagli altri sul piano causale, perch\u00e9 mi sono sbarazzato dal vizio che li attacca gli uni agli altri. E\u2019 una specie di capovolgimento, tutt\u2019a un tratto si mette a nevicare\u2026<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 anche evocare il fascino della sabbia: la verit\u00e0 della spiaggia non \u00e8 nel grano di sabbia, non pi\u00f9 che quella del grano di sabbia \u00e8 nella spiaggia. Il grano di sabbia non \u00e8 proprio una parte della spiaggia.<\/p>\n<p>Si \u00e8 assediati da quella idea che il pi\u00f9 grande contiene il pi\u00f9 piccolo, ma in una percezione diretta delle cose, ogni immagine ha valore d\u2019assoluto.<\/p>\n<p>Per un bambino piccolo \u00e8 trasparente, vive cos\u00ec, l\u2019ambiente visivo non \u00e8 stato ancora denaturato, avvicina l\u2019immagine come un profumo. Lo spazio di quella immagine interiore \u00e8 fatto cos\u00ec.<\/p>\n<p>Le immagini, sensibili o mentali, non dipendono le une dalle altre.<\/p>\n<p>Ogni percezione \u00e8 come tra parentesi e funziona come un assoluto, basta a se stessa, senza limite. La nozione di causa ed effetto non ha nessun posto nell\u2019esperienza dello spazio. Tutte quelle cause e quegli effetti sono distrutti subito, lo stesso principio di causalit\u00e0 \u00e8 distrutto.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 libero.<\/p>\n<p>L\u2019acquerello mistico porta a quel vero spazio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fissare prima di tutto un\u2019immagine mentale di buona qualit\u00e0 dalla propria mente al di sopra della testa\u2026<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 nessun bisogno di una copia conforme della casa interiore con un soggetto, me, al fondo della caverna della mente, i pensieri davanti al mio sguardo interiore, ecc\u2026<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[64],"tags":[136],"class_list":["post-969","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-jourdain-stephen","tag-creativita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/969","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=969"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/969\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=969"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=969"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=969"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}