{"id":976,"date":"2010-10-06T13:56:12","date_gmt":"2010-10-06T13:56:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=976"},"modified":"2016-04-03T23:05:01","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:01","slug":"risvegliarsi-dallo-stato-di-veglia-2-parte-di-jean-bouchart-orval","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/risvegliarsi-dallo-stato-di-veglia-2-parte-di-jean-bouchart-orval\/","title":{"rendered":"Risvegliarsi dallo stato di veglia &#8211; 2 parte di Jean Bouchart Orval"},"content":{"rendered":"<p>3\u00e8me Mill\u00e9naire n.88 \u2013 Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini &#8211; ( seconda parte)<\/p>\n<p>La viva immaginazione chiamata <em>bhavana<\/em> supera in profondit\u00e0 e in potenza la concentrazione o la meditazione (<em>dhyana<\/em>), che si fissano a degli oggetti precisi separati e, almeno nello stadio iniziale, implicano una dualit\u00e0 tra soggetto concentrato e l\u2019oggetto scelto.<\/p>\n<p>Infatti <em>bhavana <\/em>( il cui senso letterale si riferisce al fatto d\u2019esistere) \u00e8 a mezza strada tra il pensiero concettuale\u00a0 a due poli (<em>vikalpa<\/em>) e la indicibile intuizione (<em>nirvikalpa<\/em>) della realt\u00e0, di cui non si pu\u00f2 dire nulla. Mentre la lentezza \u00e8 propria della meditazione, <em>bhavana<\/em> \u00e8 caratterizzata da una velocit\u00e0 che non lascia nessuno spazio alla riflessione. In essa non ci sono oggetti chiaramente definiti, solo una potente energia pura. Mentre nei riflessi egotici si tenta ancora di scegliere, qui si \u00e8 scelti.<\/p>\n<p>La direzione \u00e8 sia inesistente che molto fluida, come se si issassero le vele per lasciare che il vento le gonfi.\u00a0 Ma, contrariamente alle vele, non si \u00e8 trascinati\u00a0 in una qualsiasi direzione. E\u2019 come quando si tenta di ricordare una parola dimenticata: si riprende contatto con una sorta di energia interiore grezza, ma senza direzione precisa, perch\u00e9 ancora non se ne pu\u00f2 articolare la parola. Per\u00f2 la presa di contatto \u00e8 molto precisa, perch\u00e9 si rifiuta subito ogni altra parola che non sia quella cercata.<\/p>\n<p>Qui siamo nella situazione dove gli oggetti non sono ancora cristallizzati come oggetti: si comprende allora perch\u00e9 \u00e8 difficile dare una definizione di <em>bhavana<\/em>. Al massimo si pu\u00f2 dire che permette di squarciare lo spazio e il tempo. Si pu\u00f2 parlare di \u201cuna pratica mistica realizzatrice, che realizza, fa essere, rendendola evidente, una cosa che, bench\u00e8 reale, sembrava irreale perch\u00e9 non evidente\u201d<\/p>\n<p>In molte evocazioni tipiche di <em>bhavana<\/em>, si esplorano in una sola volta tutte le direzioni dello spazio, tutte le parti del proprio corpo, o tutte quelle dell&#8217;universo senza nessuna successione. E&#8217; cos\u00ec che l&#8217;aspirante cade nel Cuore, nel Tra- due (<em>madya<\/em>) senza scelta ed \u00e8 preso dalla atemporalit\u00e0. Si \u00e8 cos\u00ec evocata l&#8217;immensit\u00e0 spaziale e altre potenti immagini che sopprimono i limiti artificiali ai quali si crede legato l\u2019uomo ordinario.<\/p>\n<p>Gli abituali riferimenti che rassicurano l\u2019ego centinaia di volte al giorno si interrompono, saltano perfino. Quella percezione decisiva \u00e8 opera dell\u2019energia effervescente e del contrasto\u00a0 tra il limitato e l\u2019illimitato. Essa cambia tutto nella nostra maniera di vivere e di comunicare.<\/p>\n<p>Quando si parla di comunicazione, si fa come se due persone potessero comunicare realmente. Ma ci\u00f2 che osservo in me \u00e8 che, quando la persona di fronte comincia a parlare, il mio pensiero vaga. Non ascolto, per esempio ho gi\u00e0 in testa una risposta. Ho un\u2019immagine\u00a0 di quella persona, mi piace o non mi piace e in ogni caso non la vedo veramente e non l\u2019ascolto. Come \u00e8 possibile entrare davvero in comunicazione con qualcuno?<\/p>\n<p>Guardo i visi delle persone e subito dopo la mia memoria mi dice: \u00e8 un vecchio, \u00e8 un giovane, \u00e8 bello, non lo \u00e8, \u00e8 cos\u00ec, non \u00e8 cos\u00ec. Tutto il giorno passa cos\u00ec in superficie, con rare puntate nella verticalit\u00e0, che non durano molto. Sentire quel movimento \u00e8 possibile, ancora prima che si costruisca questa storia. Vederlo \u00e8 possibile, ma abbiamo tendenza a passare oltre per mancanza d\u2019attenzione. Si vive nell\u2019abitudine. Vederlo richiede uno sguardo diretto, senza giudizi, senza immagini, uno sguardo costante. Quando si \u00e8 veramente interessati, si persiste.<\/p>\n<p>Quello sguardo puro \u00e8 tutto nella mia vita. Non c\u2019\u00e8 niente altro. Il resto \u00e8 una storia che ci si racconta, ma che non smette mai d\u2019essere lo sguardo stesso. La comunicazione diventa veramente possibile nel momento in cui mi rendo conto di non comunicare veramente, di essere in rapporto con le mie immagini degli altri e non con gli altri.<\/p>\n<p>Dico \u201cgli altri\u201d; \u00e8 gi\u00e0 un sapere chiamarli gli altri. Gli altri \u00e8 un\u2019immagine.<\/p>\n<p>Finch\u00e8 non c\u2019\u00e8 una pulizia dello sguardo, non c\u2019\u00e8 comunicazione possibile. Sar\u00e0 una lotta d\u2019immagini. Ci sono immagini che mi piacciono, e altre no. Quelle che mi piacciono sono quelle che rassicurano l\u2019io fabbricato, quelle che contribuiscono a farmi dormire di pi\u00f9. Le altre, quelle che potrebbero risvegliarmi, non voglio vederle. Si tenta sempre di riaggiustare\u00a0 il proprio piccolo mondo perch\u00e9 sia confortevole e l\u2019ego stia bene. E\u2019 come un gatto che si accomoda su un divano, che ci gira attorno un po\u2019, poi ci fa una nicchia ben assestata. Si fa questo tutto il giorno. Nel momento in cui accade una perturbazione, e qualcuno entra nella stanza o dice qualcosa, bisogna subito riassestarsi nella posizione precedente a quella intrusione. E questo incalza! Si fa appello alla memoria per sapere come reagire. Tutto ci\u00f2 che penso, che dico, che faccio \u00e8 per ritornare comodo continuando a identificarmi all\u2019immagine di me stesso. Questa immagine deve sentirsi a suo agio ed \u00e8 questo che guida le mie interazioni.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Ma perch\u00e9 si ha sempre una impressione di disagio che ci segue?<\/p>\n<p>G. B.\u00a0\u00a0 Perch\u00e9 ci si prende per qualcuno! La vita non \u00e8 che cambiamento, \u00e8 puro dinamismo, \u00e8 come una vibrazione. Non c\u2019\u00e8 niente di statico nell\u2019universo.<\/p>\n<p>Sono le nostre immagini che sono statiche.<\/p>\n<p>E\u2019 a quello con cui mi identifico che \u00e8 un\u2019immagine statica in una vita che \u00e8 solo cambiamento. Immaginate il disagio! Si vorrebbe di continuo riaggiustare il mondo intero per essere comodi. E\u2019 inutile e molto faticoso.<\/p>\n<p>Importa poco come siete arrivati a oggi, domani \u00e8 completamente da rifare! L\u2019istante dopo,\u00a0 la situazione comincia gi\u00e0 a degradarsi e degenera sempre pi\u00f9\u00a0 in fretta. Certo, il degenerarsi della situazione \u00e8 gi\u00e0 l\u00ec fin dall\u2019inizio.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Si tratterebbe dunque di\u00a0 riaggiustarsi istante per istante?<\/p>\n<p>G.B.\u00a0\u00a0 Se c\u2019\u00e8 aggiustamento, non c\u2019\u00e8 nessuno per aggiustarsi. Vedere che non c\u2019\u00e8 una persona che deve aggiustarsi. Non c\u2019\u00e8 da reagire. Le diverse situazioni della vita\u00a0 non sono problemi da risolvere! Riposo! Voi non ci siete: quello che chiamate voi \u00e8 un\u2019immagine. In realt\u00e0 voi assistete a quella che chiamate la vostra vita. Ma non come un testimone passivo, siete invece uno sguardo che agisce, come il sognatore. Questo testimonia quello che capita, ma non \u00e8 separato da ci\u00f2 che avviene ed \u00e8 l\u00ec tutta la differenza. Le nostre abituali immagini di testimoni sono da rivedere.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Prendersi per qualcuno \u00e8 scomodo, e vedere scorrere la vita anche \u00e8 sgradevole.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la vita che \u00e8 sgradevole, ma il me fabbricato nella vita.<\/p>\n<p>Finch\u00e8 ci sono immagini e ci si prende per immagini \u00e8 sgradevole.<\/p>\n<p>Ma come fate a dire che \u00e8 sgradevole? Allora sapete gi\u00e0 cos\u2019\u00e8 la gioia\u2026 E da dove vi viene?<\/p>\n<p>Vi hanno insegnato cos\u2019\u00e8 la gioia, la tranquillit\u00e0? Non ve l\u2019hanno mai insegnato, lo sapete gi\u00e0. Perch\u00e9? Perch\u00e9 siete quello. Molto semplicemente. La sofferenza \u00e8 la prova della gioia. Pi\u00f9 soffrite, pi\u00f9 la prova \u00e8 decisiva! Gioitene!<\/p>\n<p>Ogni sofferenza si riferisce alla gioia, ogni desiderio, ogni piacere. La paura della morte si riferisce all\u2019immortalit\u00e0. Come fareste ad aver paura della morte se non foste atemporali. Si sa in qualche parte che non \u00e8 possibile, perch\u00e8 siamo la Vita, e la Vita non pu\u00f2 essere la morte. Mentre sappiamo questo profondamente, siamo convinti\u00a0 di essere qualcosa che molto evidentemente va scomparendo. L\u2019incontro delle due cose nel cervello produce l\u2019intollerabile: morire? Non \u00e8 possibile! La paura di morire \u00e8 un rifiuto dell\u2019impossibile. Ma finch\u00e8 ci prendiamo per quella cosa che con evidenza va scomparendo, continua l\u2019ansia.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Quando parlate di essere nel tra- due, \u00e8 uno scopo.<\/p>\n<p>G.B.\u00a0\u00a0 No. Quando dite questo\u00a0 pensate al Tra- due, ve ne fate un\u2019immagine e ridiventate qualcuno; allora non potete avere scopo, non fosse che per liberarvi da tutto questo. Ma se non mettete l\u2019accento sul vostro scopo, vedrete molto rapidamente che siete preso da ci\u00f2 che \u00e8 l\u00ec, la realt\u00e0. Finch\u00e8 mi prendo per un personaggio non posso far finta di non avere direzioni: non sarei onesto con me stesso. Ma a un certo momento la direzione se ne va. Non posso forzarlo, \u00e8 come un momento di stupore. Per esempio, andate al museo. Avete uno scopo. Ad un tratto siete preso. Non da un quadro; vedete vostra moglie sottobraccio ad un uomo! Nello stesso istante della percezione, non siete qualcuno. Avevate uno scopo e improvvisamente avete dimenticato il vostro scopo. C\u2019\u00e8 apertura e ed \u00e8 senza scopo. E l\u2019istante dopo, siete di nuovo localizzato, secondo l\u2019immagine che avete di quell\u2019uomo e di quella donna che chiamate vostra moglie. Avete di nuovo uno scopo. Finch\u00e8 passo il tempo a localizzarmi cos\u00ec, a mettermi in situazione in rapporto a ci\u00f2 che \u00e8 percepito, finch\u00e8 tengo alla mia immagine individuale, ci sar\u00e0 una direzione alla mia azione; la mia vita sar\u00e0 fatta di calcoli e lamenti.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Voi siete allora attore di qualcosa.<\/p>\n<p>G.B.\u00a0\u00a0 Non ne abbiamo la scelta. Finch\u00e8 esiste il corpo, c\u2019\u00e8 un attore. La maggior parte del tempo mi prendo per il mio ruolo; \u00e8 cos\u00ec che la maggioranza delle persone passa la vita. Ma non \u00e8 un obbligo.\u00a0 A un certo momento si pu\u00f2 avere una presa d coscienza e nell\u2019istante si \u00e8 senza scopo. Questo non impedisce che l\u2019istante dopo gli scopi riappaiano, perch\u00e9 portiamo dei nodi che si sono solidificati da tempo e non si sciolgono istantaneamente. Ma una volta che si \u00e8 presi, non si dimentica pi\u00f9. Sono stato toccato da qualcosa e ne conserver\u00f2 la nostalgia. Questo sar\u00e0 il mio nuovo scopo nella vita. Certo, \u00e8 ancora uno scopo, ma cancella tutti gli altri. Poi si canceller\u00e0 anche lui. E\u2019 la grazia che lo fa, non la cosiddetta volont\u00e0.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Anche le memorie si cancellano?<\/p>\n<p>G.B.\u00a0\u00a0 Sono le identificazioni alle memorie che si cancellano. C\u2019\u00e8 una notevole differenza tra la pulizia spirituale e la malattia di Alzhaimer. Ma la cosa pi\u00f9 difficile alla fine, quando la gomma ha cancellato tutto, \u00e8 che resta la gomma da cancellare. Essere un risvegliato, \u00e8 sempre essere qualcuno. Quando lavate la biancheria, mettete del sapone e alla fine risciacquate tutto e tutto se ne va, il sapone e lo sporco. E\u2019 la biancheria pulita che ci interessa, non il sapone.<\/p>\n<p>Quando si \u00e8 presi dal silenzio, si \u00e8 totalmente scossi. Tutti gli scopi nella vita sembrano insignificanti di fronte a quel superscopo che \u00e8 vivere quello ogni giorno. E\u2019 ancora uno scopo, ma, se non s\u2019insiste troppo sul cammino da fare, si cancella. Se no, si conserva un mostruoso ego spirituale. Ma non \u00e8 evidente vedere che si \u00e8 ancora in uno scopo.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Se vi preoccupate tanto di parlarci di quest\u2019idea di risveglio, questo diventa uno scopo per me. Ho perci\u00f2 un\u2019intenzione, quella di risvegliarmi ed \u00e8 per questo che sono l\u00ec. E nello stesso tempo dite che non c\u2019\u00e8 niente cui tendere, che non bisogna avere intenzioni.<\/p>\n<p>G.B.\u00a0 Non voglio risvegliarvi, e non dico nemmeno che non ci vuole intenzione. Non ci sono \u201csi deve\u201d.<\/p>\n<p>La Realt\u00e0 non parla all\u2019imperativo, ma all\u2019indicativo presente\u2026o all\u2019infinito.<\/p>\n<p>Constato che la mia vita\u00a0 non \u00e8 fatta che di intenzioni, di reazioni. Lo constato. Non ho nemmeno voglia di togliere questo e mettere altro al suo posto, che verrebbe dalla mia memoria. Che sarebbe una nuova intenzione. No. Io constato. E\u2019 come se improvvisamente realizzassi che il mio pugno \u00e8 chiuso da tre ore. Non ho pi\u00f9 bisogno di volerlo rilassare, si rilassa da solo. Non c\u2019e bisogno di creare lo scopo di rilassarsi\u2026<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Ma anche constatare \u00e8 uno scopo.<\/p>\n<p>G.B.\u00a0\u00a0 No! Constatare \u00e8 lo sguardo. Non c\u2019\u00e8 intenzione nel guardare. Nessuna intenzione per essere. Voi non siete che sguardo. Che scopo c\u2019\u00e8 l\u00ec dentro? Quando vi si schiaffeggia, la guancia si arrossa. Non c\u2019\u00e8 bisogno dell\u2019intenzione perch\u00e9 si arrossi. Non c\u2019\u00e8 niente d\u2019intenzionale nella vita. Perch\u00e9? Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nessuno per volerlo. E\u2019 un guaio che ci sia qualcuno nella mia vita che vuole qualcosa. Una completa sciagura. Non ho da disfarmi di quella persona artificiale. Essa \u00e8 artificiale! Non c\u2019\u00e8 che constatarlo. Siamo nella vita per constatare, non per abolire qualcosa che non esiste. E\u2019 faticoso passare la vita a tentare di risolvere un problema che non esiste.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 C\u2019\u00e8 per\u00f2 un momento in cui si decide?<\/p>\n<p>G.B.\u00a0\u00a0 Ci sono direzioni da prendere nella vita, sicuramente. State uscendo da quella porta. Ma, se poteste veramente vedere tutto ci\u00f2 che avete fatto nella vita fino ad ora, ci\u00f2 che avete letto, mangiato, ci\u00f2 che i genitori e gli insegnanti vi hanno detto e che avete creduto, se si potesse vedere tutto questo, si saprebbe subito per quale porta uscire e in quale stato. Nessuno l\u2019ha deciso. Se si potesse seguire l\u2019influsso nervoso nel cervello, lungo le braccia e le gambe, non si potrebbe trovare nessuno che ha deciso. E\u2019 un movimento. Ed \u00e8 quel movimento che dice: sono io. Non c\u2019\u00e8 nessuno a decidere.\u00a0 A un dato momento,\u00a0 io credo di essere quello: sono io. E a un altro momento non ci credo pi\u00f9.\u00a0 E cosa resta? Ci\u00f2 che sono, che \u00e8 l\u00ec, atemporale, che \u00e8 la luce del Cuore. Si pu\u00f2 dire che solo la luce del Cuore esiste. Si pu\u00f2 vederlo. Si pu\u00f2 viverlo, celebrarlo, condividerlo, per la gioia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La viva immaginazione chiamata bhavana supera in profondit\u00e0 e in potenza la concentrazione o la meditazione (dhyana), che si fissano a degli oggetti precisi separati e, almeno nello stadio iniziale, implicano una dualit\u00e0 tra soggetto concentrato e l\u2019oggetto scelto.<br \/>\nInfatti bhavana ( il cui senso letterale si riferisce al fatto d\u2019esistere) \u00e8 a mezza strada tra il pensiero concettuale  a due poli (vikalpa) e la indicibile intuizione (nirvikalpa) della realt\u00e0, di cui non si pu\u00f2 dire nulla. Mentre la lentezza \u00e8 propria della meditazione, bhavana \u00e8 caratterizzata da una velocit\u00e0 che non lascia nessuno spazio alla riflessione. In essa non ci sono oggetti chiaramente definiti, solo una potente energia pura. Mentre nei riflessi egotici si tenta ancora di scegliere, qui si \u00e8 scelti.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[128],"class_list":["post-976","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-bouchart-d-orval-jean","tag-vedanta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/976","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=976"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/976\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=976"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=976"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=976"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}