{"id":982,"date":"2010-10-06T14:02:48","date_gmt":"2010-10-06T14:02:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=982"},"modified":"2016-04-03T23:05:01","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:01","slug":"dallo-stadio-della-macchina-agli-stadi-di-risveglio-di-daniel-philippe-de-sudres","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/dallo-stadio-della-macchina-agli-stadi-di-risveglio-di-daniel-philippe-de-sudres\/","title":{"rendered":"Dallo stadio della macchina agli stadi di risveglio di Daniel Philippe de Sudres"},"content":{"rendered":"<p>3\u00e8me Mill\u00e9naire\u00a0 n.86 &#8211; Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p>3m.\u00a0 Due visioni si affrontano spesso sul funzionamento dell\u2019essere umano: quella dove l\u2019essere umano \u00e8 libero e quella per la quale l\u2019essere umano \u00e8 invece determinato dalla sua famiglia, dal suo ambiente, ecc. In breve,\u00a0 l\u2019essere umano sarebbe un robot. Sono un robot? Prigioniero di un funzionamento meccanico di cui non sono responsabile, che procede da solo, fuori da ogni volont\u00e0, che non sarebbe che un dolce sogno etereo da filosofo?<\/p>\n<p>D.S.\u00a0\u00a0 Sui due modi di percepire il vivente, per sapere se sono meccanico o no, ci\u00f2 che mi pare un elemento rivelatore \u00e8 il caso degli accidenti che necessitano dell\u2019intervento di specialisti del cervello quando una regione di quest\u2019ultimo \u00e8 stata alterata Essi percepiscono un comportamento differente da quello che c\u2019era prima di quella alterazione. Quindi se ne deve dedurre che, se non fossimo meccanici, potremmo distruggere il cervello mentre una \u201cmente\u201d, per esempio nell\u2019aria sopra di noi, genera il tutto. Ora,\u00a0 le cose stanno diversamente: gli sfortunati affetti da schizofrenia, per esempio, come tutti i cerebrolesi, quando i neuroni non funzionano pi\u00f9 correttamente o quando sono distrutti, non possono pi\u00f9 muovere le loro membra, o non possono pi\u00f9 pensare, e nessuna \u201cmente\u201d viene in aiuto ad un cervello danneggiato. Dobbiamo umilmente dirci che sono le cellule neuronali che ci permettono di condurre la nostra esistenza. Ma se accettiamo la meccanicit\u00e0, possiamo deplorarla e dirci che ci auguriamo di liberarcene. L\u00ec interviene la nozione di coscienza. Osservo che quando funziono senza sapere che funziono, sono cosciente di me in rapporto a un certo \u201cMe\u201d. Si sa che certi possono risvegliarsi in un sogno( i sogni lucidi) e prendere coscienza che sono nel mezzo di un sogno. Cos\u00ec, possiamo avere coscienza di essere vivi ed esplorare stadi di veglia che, amplificando quella coscienza, ci permettono di accorgerci che la coscienza che avevamo prima era poco cosciente!<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Quando si parla di coscienza, usate la nozione di livelli di coscienza. Quali?<\/p>\n<p>D.S.\u00a0\u00a0 Mi sono preso io stesso come laboratorio. Ho potuto scoprire che, quando prendo coscienza della postura delle mie mani, o del modo in cui questo pensa in me, di cui questo si motiva emozionalmente in me, posso accorgermi che quell\u2019io che osserva me in una postura\u00a0 corporea, intellettuale o emozionale, non \u00e8 pi\u00f9 lo stesso io che funzionava automaticamente da solo nella vita solita dove per\u00f2 l\u2019io aveva l\u2019impressione di essere cosciente. Poi, quando mi accorgo che quando posso modificare una postura, realizzo che nel momento in cui non si modifica da sola per un automatismo, ma alla quale partecipo nel desiderio e nel compimento, &#8211; cio\u00e8 c\u2019\u00e8 un processo di intenzione e di volont\u00e0 \u2013 , so che posso agire sulla meccanica che sto osservando. Allora arrivo ad un terzo stadio\u00a0 di coscienza lucida che \u00e8 ancora pi\u00f9 volontario degli altri. La nostra coscienza di veglia \u00e8\u00a0 meccanizzata, robotizzata, copia, \u00e8 in mimetismo di fronte a ci\u00f2 che vogliamo e intendiamo. La possiamo definire passiva.<\/p>\n<p>La seconda coscienza, il secondo stadio di veglia \u00e8 quello che, prendendo coscienza della meccanicit\u00e0, posso osservarla dall\u2019interno. Ma l\u2019osservatore interno\u00a0 \u00e8 sempre passivo.<\/p>\n<p>Per\u00f2, dal momento in cui mi decido a cambiare dei comportamenti, essendo l\u00ec di momento in momento in quel cambiamento, sono in una terza forma di coscienza, che \u00e8 attiva. Se mantengo a lungo quell\u2019attivit\u00e0, quello stato di coscienza di s\u00e9, osservo un quarto stato dove l\u2019individuo \u00e8 sempre attivo, ma in modo quasi permanente.<\/p>\n<p>Ne ho discusso via internet con un ricercatore specialista nello studio del cervello, Etienne Koechlin, che mi ha detto che il cervello non funziona che con dei processi a tappe. Allora non si potrebbe parlare di permanenza, ma piuttosto di quasi permanenza.<\/p>\n<p>Restare coscienti a lungo \u00e8 perci\u00f2 una impossibilit\u00e0 funzionale.<\/p>\n<p>Ma quello che \u00e8 interessante, \u00e8 quando si prova ad applicare il modo volontario per una lunga durata e si entra in una modalit\u00e0 intenzionale. Il funzionamento non \u00e8 pi\u00f9 diretto da una zona prefrontale che guida la decisione. Sono altre regioni (parietali) che si associano a questa e l\u2019insieme genera un \u201ccoordinatore di scelta\u201d che nelle tradizioni si chiama mente. Tutto il cervello \u00e8 irrorato e funziona in un insieme. La coscienza di s\u00e9 che si ha non \u00e8 pi\u00f9 volontaria, ma intenzionale, pi\u00f9 lunga, pi\u00f9 lenta e pi\u00f9 duratura. Quando si arriva a generare quel processo, emerge un quinto stadio di veglia, sempre attivo.\u00a0 Nella mia esperienza, si ha l\u2019impressione di essere in osmosi con ci\u00f2 che succede.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Potete precisare la distinzione\u00a0 tra volont\u00e0 e intenzione?<\/p>\n<p>D- Ph:\u00a0 La volont\u00e0 \u00e8 un processo che viene da una riflessione, \u00e8 un processo intellettuale. Ma \u00e8 buono per tutto me stesso? Non lo so. Se mi riferisco a\u00a0 un motore pi\u00f9 profondo, emozionale- motivazionale, accedo alla conoscenza\u00a0 di quello che \u00e8 buono per tutto me stesso. Allora \u00e8 tutto me stesso che compie l\u2019azione. Sono in armonia con\u00a0\u00a0 me stesso e con l\u2019interlocutore.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 L\u2019intenzione allora \u00e8 pi\u00f9 globale, \u00e8 avere coscienza\u00a0 nello stesso tempo di me stesso e di ci\u00f2 che mi circonda? L\u2019intenzione si pone allora in un quadro di coscienza che non sarebbe pi\u00f9 meccanico?<\/p>\n<p>D- Ph:\u00a0 Gli stadi di veglia sono paragonabili agli stadi di sonno. Sono attaccati gli uni agli altri. Non siamo in uno stadio, ma ci sono delle fasi in quegli stadi di coscienza. Quando mi sveglio al mattino, passo allo stadio di coscienza che corrisponde\u00a0 alla veglia corrente. Prendo coscienza di me: sono l\u00ec, c\u2019\u00e8 luce intorno a me e cerco la mia tazza di caff\u00e8. La coscienza sale poco a poco, certe sostanze, degli ormoni, circolano nel mio corpo e passo in una fase pi\u00f9 attiva della mia coscienza. Questo corrisponde al primo stadio di veglia, diciamo meccanico.<\/p>\n<p>Quando passo al secondo stadio, appare la stessa realt\u00e0. Comincio a prendere coscienza di ci\u00f2 che mi circonda: io sono l\u00ec, l\u2019altro \u00e8 l\u00ec. Si stabilisce una relazione tra i differenti neurosistemi che sono in me e il loro corrispondente nell\u2019altro e pu\u00f2 emergere una forma di coscienza di tipo intenzione- intenzionalit\u00e0 Ma l\u2019intenzione forse sar\u00e0 molto debole, fragile. L\u2019osservatore comincer\u00e0 ad avere la capacit\u00e0 di emettere un\u2019intenzione nel momento in cui tocco il terzo stadio.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 L\u2019intelletto e l\u2019emozione sono molto presenti in quello che presentate, ma dove mettete la sensazione corporea? Qual \u00e8 il ruolo della sensibilit\u00e0 nel vostro schema?<\/p>\n<p>D- Ph.\u00a0\u00a0 La sensazione viene dai nostri cinque sensi. Mi sono reso conto, riprendendo i lavori di Alain Berthoz che disponiamo di un sesto senso che \u00e8 legato al movimento. Pi\u00f9 globalmente, la sensazione \u00e8 alla base del percorso pratico che propongo. E\u2019 prendendo coscienza delle sensazioni che possiamo vedere dove siamo in rapporto all\u2019ambiente. La sensibilit\u00e0 corporea \u00e8 vista come risposta neuronale alla sensazione. Sviluppiamola per andare pi\u00f9 lontano.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Se si cerca di prendere se stessi come terreno di osservazione, prendere se stessi significa\u00a0 staccarsi dal funzionamento solito della macchina. Quale strumento utilizzate?<\/p>\n<p>D- Ph.\u00a0\u00a0 Funzioniamo in modo schizoide, un modo che ci divide separando il ricercatore dall\u2019osservatore. La mia osservazione \u00e8 che abbiamo bisogno\u00a0 di una conoscenza globale. Ci\u00f2 che mi interessa \u00e8 integrare in me l\u2019osservazione e la sperimentazione.<\/p>\n<p>Io sono il ricercatore dello sperimentatore.<\/p>\n<p>Per questo mi \u00e8 dato, con il secondo stadio di veglia, lo stadio in cui si risveglia in me un auto osservatore, che osserva me stesso. Sono allora nella condizione richiesta per divenire uno strumento di osservazione. Per arrivare dallo stadio 1 allo stadio 2, bisogna fermare la macchina. Per esempio, fermarsi di parlare, poi, una volta fermata la macchina, ripetere ci\u00f2 che si diceva prima, uguale. Se ritrovo lo stesso movimento corporeo, lo stesso sguardo, la stessa intonazione, le stesse emozioni, so come funziona la macchina, prendo la macchina sul fatto, poi passo al fatto di acchiappare il fatto di acchiappare. E\u2019 la macchina che sta cogliendo sul fatto che colgo sul fatto. Il processo intenzionale s\u2019installa. Passo cos\u00ec a poco a poco al secondo stadio di veglia. Mi auto osservo nel mio funzionamento.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 La societ\u00e0 moderna ha un impatto forte sulla psiche umana. Qual \u00e8 l\u2019impatto dell\u2019automazione crescente, della crescita dell\u2019aspetto artificiale\u00a0 staccato dalla natura?<\/p>\n<p>D- Ph. \u00a0\u00a0La mia osservazione dei processi mi riporta a delle osservazioni sui film violenti. I giovani che escono di l\u00e0 diventano iperviolenti o invece calmi? Ci si \u00e8 accorti che le loro risposte dipendono dal loro ambiente. Dall\u2019ambiente familiare, dalle motivazioni dell\u2019individuo e dal funzionamento delle sue ghiandole\u2026 Cos\u00ec, la societ\u00e0 che tende a robotizzare e automatizzare l\u2019essere umano genera individui che sono sempre pi\u00f9 fuori dalla natura, avranno sempre pi\u00f9 difficolt\u00e0 a sentire e ad ascoltare quelli che sono attorno a lui. Per altri invece questo sar\u00e0 alla base di una reazione salutare: come ci si pu\u00f2 salvare da quello? In termini di percentuale in rapporto alla popolazione globale, ci sono sul pianeta persone colte, persone intelligenti, persone ricche, ecc. Secondo me la massa\u00a0 degli esseri umani che vediamo oggi d\u00e0 un\u2019impressione di annientamento e pu\u00f2 creare una certa paranoia, ma dappertutto ci sono piccole nicchie\u00a0 di persone capaci di preoccuparsi di questo addormentamento, conseguenza della tecnologia, della possibilit\u00e0 di ritornare in s\u00e9, e c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 in quelle nicchie di avere individui in risveglio, persone che possono dirsi \u201csento che sono l\u00ec, improvvisamente\u201d, e cercare una risposta a quel fenomeno.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Il solo modo per gli uomini di distinguersi dalle macchine \u201cintelligenti\u201d sarebbe, come minimo, di essere coscienti di essere l\u00ec, vivi e coscienti, di fronte a loro? Dunque, come minimo, quello che chiamate lo stadio 2 di risveglio?<\/p>\n<p>D- PH.\u00a0\u00a0 Si. Quando avremo delle pulci elettroniche vendute a poco prezzo che moltiplicano le nostre capacit\u00e0 mnemoniche, fanno sparire il mal di schiena, ci fanno camminare bene quando le gambe ci fanno male, la tentazione di ciascuno sar\u00e0 quella di accettare una decina di quei sistemi elettronici nel corpo. Diventer\u00f2 a poco a poco un ciborg umano. Ma la problematica \u00e8 che degli individui cominceranno a reagire e rifiuteranno di essere trasformati in macchine. Riprendere possesso di se stessi diventer\u00e0 allora il loro scopo, attraverso la presa di coscienza di s\u00e9. Tutto questo accadr\u00e0 nel 2030- 2035, avremo prima un\u2019economia stabile su scala planetaria e neurotecnologie che permetteranno tutte quelle stabilizzazioni tecnologiche, i robot diventeranno avanzati. Noi stessi saremo avanzati sul piano tecnologico. La maggioranza delle persone cadranno nella facilit\u00e0 nelle proporzioni che prima dicevamo.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 La tecnologia agisce anche sul corpo. Basta vedere gli studi realizzati sull\u2019effetto delle onde utilizzate nella trasmissione delle informazioni (internet, cellulari, ecc) sui tessuti vegetali\u00a0 animali e umani. Un cammino che invita alla coscienza e anche un cammino di sensibilizzazione, di risveglio e di sensibilit\u00e0 corporea. L\u2019essere umano pu\u00f2 diventare sensibile\u00a0 alla nocivit\u00e0 di certi\u00a0 elementi della tecnologia\u2026<\/p>\n<p>D- Ph.\u00a0\u00a0 Sospetto delle posizioni radicali. La vita mostra spesso che quelli che vincono sono su posizioni medie. Avremo sicuramente individui che avranno nel loro corpo elementi cibernetici, non li rifiuteranno, ma li avranno integrati. Integrare la nostra macchina biologica e psicologica \u00e8 un elemento chiave della pratica degli stadi di risveglio, secondo ci\u00f2 che propone la neuroconnettica. Una volta vecchio, se avr\u00f2 bisogno di avere quello o quell\u2019altro robot interno che mi aiuti al funzionamento di un organo, dir\u00f2 di si. Se ho preso coscienza della mia macchina biologica e psicologica, potr\u00f2 anche prendere coscienza della macchina artificiale che sar\u00e0 in me, integrarla, assorbirla. Abbiamo forse capacit\u00e0 d\u2019integrazione straordinarie nel nostro cervello. In questa prospettiva capiamo bene che l\u2019obiettivo ultimo della neuro connettica trasmodale auto programmata\u00a0 \u00e8 come attivare neuroconnetticamente funzioni nuove che trasformano <em>l\u2019homo sapiens<\/em> che siamo\u00a0 in un essere umano differente, il nostro successore darwiniano: <em>l\u2019homo pertinens<\/em>, che apparir\u00e0 per selezione naturale in reazione all\u2019umano robotizzato privo di coscienza. Si tratta quindi di preparare\u00a0 la grande mutazione, organizzando in noi e attorno a noi la venuta <em>dell\u2019homo pertinens<\/em>\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sui due modi di percepire il vivente, per sapere se sono meccanico o no, ci\u00f2 che mi pare un elemento rivelatore \u00e8 il caso degli accidenti che necessitano dell\u2019intervento di specialisti del cervello quando una regione di quest\u2019ultimo \u00e8 stata alterata Essi percepiscono un comportamento differente da quello che c\u2019era prima di quella alterazione. 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