{"id":984,"date":"2010-10-06T14:04:07","date_gmt":"2010-10-06T14:04:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=984"},"modified":"2016-04-03T23:05:01","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:01","slug":"diventare-un-essere-umano-dalluomo-robot-alluomo-di-cuore-di-michel-siciliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/diventare-un-essere-umano-dalluomo-robot-alluomo-di-cuore-di-michel-siciliano\/","title":{"rendered":"Diventare un essere umano. (Dall&#8217;uomo &#8211; robot all&#8217;uomo di cuore)  di Michel Siciliano"},"content":{"rendered":"<p>3\u00e8me Mill\u00e9maire n. 86 \u2013 Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini [197]<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 L\u2019uomo pu\u00f2 essere assimilato a un robot? Se si, a partire da quando questo si attua in un essere umano e perch\u00e9?<\/p>\n<p>M.S.\u00a0\u00a0 Direi che la prima grande ragione che ci conduce la maggior parte del tempo a essere nella ripetizione e nella reazione automatica, \u00e8 che siamo non coscienti.<\/p>\n<p>Non abbiamo veramente nessuna idea che le nostre reazioni, ci\u00f2 che facciamo, diciamo , il modo in cui lo diciamo, \u00e8 meccanico. Sono dei processi appresi. Quei meccanismi derivano dai nostri programmi.<\/p>\n<p>Sono cose che abbiamo appreso dalla nostra nascita, e anche prima.\u00a0 Quando eravamo nel ventre\u00a0 di nostra madre, abbiamo cominciato a imparare diversi tipi di reazione perch\u00e9 potevamo sentire come reagiva nostra madre a certe cose, a certe energie e questo ci ha programmato. Pi\u00f9 tardi le nostre esperienze da bambini ci programmano. Esempio: bambini, piangiamo, ma i genitori non sopportano i pianti e esce un \u201ctaci\u201d in tono di collera. Il bambino cresce. Crescendo, la paura del genitore cresce perch\u00e9 questo ha della collera, ma il bambino non comprende la collera. Un giorno il genitore picchia il bambino e da quel giorno il genitore porta una camicia rossa. Per il resto della vita, ogni volta che il bambino vede una camicia di quel genere, prova paura.<\/p>\n<p>Quella esperienza ha programmato in lui un meccanismo automatico.<\/p>\n<p>L\u00ec non si tratta di decisioni, ma di un programma. Non c\u2019\u00e8 nessuna decisione quanto alle persone con la camicia rossa, nemmeno quando il bambino cresce. A meno che la persona diventi cosciente, ogni volta che vedr\u00e0 qualcuno con quel tipo di camicia, sentir\u00e0 qualcosa di forte che altera la sua energia e probabilmente lo allontana dalla gioia. \u201cMamma, ho sentito un forte rumore dentro, ho paura\u201d. \u201cNo, non c\u2019\u00e8 nessun rumore; non c\u2019\u00e8 da aver paura\u201d. Ora, c\u2019era un rumore. Ecco un altro tipo d\u2019esempio, che spiega come il bambino cominci a non fidarsi pi\u00f9 della sua esperienza, del suo sentire, perch\u00e9 per un bambino la mamma \u00e8 dio, lei sa.<\/p>\n<p>Cos\u00ec quei programmi si imprimono in noi fin dall\u2019infanzia: l\u2019informazione entra, invade la persona, e il meccanismo si ripete in seguito ancora e ancora, anno dopo anno.<\/p>\n<p>Si potrebbe dire che siamo come un computer, in cui inserite i programmi che volete, tutti quelli con cui volete lavorare. Il computer far\u00e0 esattamente ci\u00f2 per cui \u00e8 programmato. Possiamo paragonarci a dei robot.\u00a0 Non agiamo secondo quello che siamo perch\u00e9 non sappiamo nemmeno chi siamo, non ci conosciamo. Abbiamo perso tanto di questo fin dall\u2019infanzia. Non comprendiamo che quelle reazioni non sono noi, pensiamo che siamo noi.\u00a0 \u201cMa si, sono io, io le faccio, dunque sono io!\u201d Mentre sono solo azioni e parole, anzi reazioni automatiche.<\/p>\n<p>Quando siamo nei meccanismi automatici, non c\u2019\u00e8 relazione.<\/p>\n<p>Non ci sono che scenari impressi in noi che si ripetono lungo tutta la vita , che colorano ogni aspetto della nostra vita se non facciamo niente per diventare consapevoli, coscienti di quello che siamo veramente.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 bisogno che un avvenimento si ripeta per programmarci inconsciamente per il resto della vita.\u00a0 Un solo avvenimento basta a indurre in noi un comportamento automatico, inconscio.<\/p>\n<p>Per esempio, se sento tristezza, o gioia, o qualunque cosa faccia sorgere un sentimento o un\u2019emozione, quando si verifica un avvenimento simile, potranno sorgere la stessa emozione o lo stesso sentimento, a mia insaputa, in modo automatico.<\/p>\n<p>Vi domanderete perch\u00e9 facciamo questo. E\u2019 che non conosciamo un altro modo. Siamo non consci, non facciamo attenzione, non c\u2019\u00e8 vigilanza. Non siamo nel momento presente.<\/p>\n<p>Un altro esempio: quanti di voi avranno detto: \u201cNon sar\u00f2 mai come mio padre, non far\u00f2 mai come mia madre\u201d. Ho sentito questo da molti, compreso me da adolescente: per me la cosa peggiore che potessi fare nella vita era essere come mio padre, allora la pensavo cos\u00ec. Era un uomo collerico e faceva cose che non avrei desiderato fare. Ma il tempo passa, io cresco e tutto a un tratto, nel mezzo di un\u2019azione, mi fermo, per realizzare che era la stessa tonalit\u00e0 e le stesse parole di mio padre. Questo \u00e8 successo pi\u00f9 o meno spesso, secondo le situazioni. Ho visto chiaramente che diventavo ci\u00f2 che non volevo diventare. A quel tempo non avevo nessuna comprensione dei programmi, della condizione umana. Quando vedete, in effetti, che agite come vostro padre o vostra madre, \u00e8 l\u00ec l\u2019inizio della presa di coscienza che non siete voi e che agite esattamente nel modo in cui le cose si sono impresse in voi.<\/p>\n<p>3m.\u00a0 Questi automatismi invadono non solo le azioni, ma anche pensieri e parole in ogni momento della giornata?<\/p>\n<p>M.S.\u00a0\u00a0 Si. Cresciamo pensando che pensieri parole e azioni siamo noi. C\u2019identifichiamo con quei programmi, con quegli automatismi. Quello \u00e8 il nostro condizionamento. Cominciare a prendere coscienza di questo, d\u00e0 la possibilit\u00e0 di aprirsi all\u2019umano in s\u00e9, alla relazione invece che alla reazione, di essere responsabili invece che vittime.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Allora alla fine nel mondo non cosciente, non \u00e8 tanto la situazione o la persona di fronte che ci interessano davvero, ma piuttosto la persona o la situazione ci permettono di mettere in moto la nostra programmazione e i nostri meccanismi. Parole, pensieri e azioni non sono connesse con chi sono io e dipendono dalle credenze, illusioni e meccanismi coi quali mi identifico e con cui mi esercito per tutta la vita.<\/p>\n<p>M.S. \u00a0Si. Un esempio: sono un collerico. Parlo a uno che non mi ascolta, non veramente. Ci\u00f2 mi procura una frustrazione. Non esprimo ci\u00f2 che sento, ed ecco la perfetta occasione per attivare la mia collera e per rimproverare l\u2019altro che non mi ascolta. Ecco un esempio di come utilizzo una situazione esterna per attivare un meccanismo, la collera invece di comunicare e comprendere ci\u00f2 che succede in me: il bisogno di essere ascoltato.<\/p>\n<p>Negli anni \u201870, mi sono impegnato nel cammino spirituale. Una cosa che m\u2019interessava molto come padre: allevare bene il mio bambino, come allevarlo in coscienza. Ho ricevuto molte risposte e ho cominciato a lavorare con quelle risposte.<\/p>\n<p>Ecco una piccola storia a proposito dei programmi perch\u00e9 molti di noi pensano che la maggior parte dei programmi che riceviamo siano negativi e non necessariamente \u00e8 cos\u00ec. Da bambini riceviamo molte belle cose, molte cose che ci portano gioia.\u00a0 Ora, pu\u00f2 darsi che le cose che riceviamo non corrispondano a ci\u00f2 che va bene per noi. Ci\u00f2 che va bene per uno, pu\u00f2 non andar bene per un altro e possiamo scoprirlo quando cominciamo a scoprire chi siamo.<\/p>\n<p>Un esempio: ho spesso portato mio figlio a campeggiare sulle montagne del Colorado. Al mattino, uscendo dalla tenda, mi estasiavo al sorgere del sole. Ebbene, mio figlio, diventato adolescente e poi giovane adulto, quando partivamo a campeggiare insieme, si estasiava davanti allo stesso tipo del sorgere del sole. Ho visto la mia responsabilit\u00e0 in quanto genitore, che dovevo fare una grande attenzione al mio parlare, a ci\u00f2 che dicevo, per non programmare mio figlio. E\u2019 stato uno schok. Anche rispetto alle cose belle, crescendo mio figlio era attirato dalle stesse cose da cui io ero attratto. Dunque, i comportamenti automatici riguardano anche le cose belle, non solo quelle negative. Riguardano tutte le cose della nostra vita.<\/p>\n<p>Un altro esempio di programmazione molto frequente: la credenza che se usciamo senza sciarpa o a piedi nudi ci possiamo ammalare. Fin dall\u2019infanzia ci crediamo e cosa succede? Se non usciamo abbastanza coperti, ci ammaliamo.<\/p>\n<p>Realizzare tutta la nostra responsabilit\u00e0 nell\u2019influenza che esercitiamo sui nostri bambini, sugli altri, \u00e8 l\u2019inizio. In seguito dobbiamo metterci\u00a0 in azione per cominciare a trasformare questo.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Che cosa pu\u00f2 aiutare un bambino a crescere diventando veramente se stesso e non un insieme di reazioni automatiche impresse dall\u2019ambiente e dalla societ\u00e0 secondo quello che vogliono che lui diventi?<\/p>\n<p>M.S.\u00a0\u00a0 Se \u00e8 dato spazio al bambino ed \u00e8 allevato in modo cosciente, la combinazione delle due cose permette al bambino di imparare da solo. \u201cNon mettere le mani sul fuoco, ti bruci\u201d: il bambino non ha ancora fatto l\u2019esperienza del fuoco, ma il genitore ha tanta paura che il bambino sente una paura non naturale per lui. Quando si permette al bambino di fare l\u2019esperienza del fuoco, della fiamma, sotto la sorveglianza dell\u2019adulto, il bambino far\u00e0 da solo l\u2019esperienza che \u00e8 caldo, molto caldo! E non avr\u00e0 tutta quella paura attorno a lui nell\u2019anticipazione che \u201cpotr\u00e0 bruciarsi\u201d. Il bambino avr\u00e0 imparato che mettendo la mano nel fuoco, si far\u00e0 male. Allora, dando al bambino dello spazio, perch\u00e9 possa imparare da solo, per sentire e sentirsi a proprio agio con quel che sente, qualsiasi sia, dare al bambino pi\u00f9 coscienza possibile, gli permetter\u00e0 di crescere nel rispetto di ci\u00f2 che veramente \u00e8.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Che fare come genitori che cercano di allevare il loro figlio in modo cosciente tutte le volte che sar\u00e0 in presenza di persone che agiscono in modo inconscio?<\/p>\n<p>M.S.\u00a0\u00a0 Sappiamo che \u00e8 impossibile fare attenzione in modo tale da non programmare un bambino anche in modo positivo; ci sono cose che si diranno che metteranno in moto una programmazione.<\/p>\n<p>Ci sono genitori che costantemente insegnano ai loro bambini tutto della vita: come sedersi, come camminare, come parlare, a non arrabbiarsi, a non sentire il dolore, ecc. Ma tutte queste cose non sono che programmi. Mentre se permettete al bambino di fare l\u2019esperienza della vita, parlandogli con intelligenza, se siete l\u00ec per dargli aiuto quando ne ha bisogno, se lo domanda, cresce in modo molto differente dal bambino a cui non \u00e8 mai stato dato spazio. Cos\u00ec, quando si trova in presenza di persone che agiscono con lui in modo inconscio, sar\u00e0 lui stesso a distinguere chi agisce in maniera corretta o no. Pu\u00f2 vedere differentemente dalle persone che sono totalmente programmate, perch\u00e9 avr\u00e0 quella libert\u00e0 in lui, la libert\u00e0 che gli \u00e8 stata data di fare l\u2019esperienza della vita. Questo d\u00e0 al bambino lo spazio per prendere le proprie decisioni, per crescere in lui, gli d\u00e0 la forza di credere nel suo sentire, di credere in s\u00e9, di sapere che le sue intuizioni sono giuste.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Il bambino a cui \u00e8 dato spazio, su che cosa costruisce la sua personalit\u00e0?<\/p>\n<p>M.S.\u00a0\u00a0 Su chi \u00e8 lui, sulle sue decisioni, non su quelle della mamma o del pap\u00e0 o su quelle della societ\u00e0. Si costruir\u00e0 su quello di cui lui stesso ha fatto esperienza, su ci\u00f2 che apprende, su ci\u00f2 che vive.<\/p>\n<p>3m.\u00a0 \u00a0Allora per le persone che sono state totalmente programmate, che \u00e8 per quasi tutti noi, se siamo come dei robot, dove \u00e8 l\u2019essere umano in tutto questo?<\/p>\n<p>M.S.\u00a0\u00a0 Nascosto dentro, molto ben nascosto. Nascosti dietro tutti i programmi, tutti i giochi del mentale che mantengono la persona nei programmi, dietro tutte le manipolazioni del mentale per mantenerla nella \u201czona di confort\u201d (la nostra zona di confort si riferisce a tutto quello con cui siamo stati allevati, per quanto possa essere non confortevole).<\/p>\n<p>L\u2019essere umano \u00e8 nascosto dietro diversi strati, come il cuore di una cipolla. L\u2019essere umano \u00e8 l\u00ec, all\u2019interno, ma \u00e8 ricoperto, e questo lo fa assomigliare ad un robot pi\u00f9 che ad un essere umano.<\/p>\n<p>E perch\u00e9 abbiamo questo essere umano all\u2019interno e perch\u00e9 vogliamo qualche cosa, sappiamo che quel qualcosa \u00e8 l\u00ec. Ma esteriormente ci manifestiamo molto diversamente, ci manifestiamo attraverso programmi. Questa dicotomia crea conflitti dentro di noi, molte frustrazioni, ansia\u2026<\/p>\n<p>Certi diventano alcolisti, bulimici, eterni fuggitivi, gli esempi attorno a noi non mancano. L\u2019interno sa che la vita dovrebbe essere diversa, e tuttavia intellettualmente la persona non sa che c\u2019\u00e8 altro e questo pu\u00f2 creare molti problemi fisici e mentali.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 In cosa si pu\u00f2 considerare l\u2019aspetto positivo delle nostre programmazioni?<\/p>\n<p>M. S.\u00a0\u00a0 C\u2019\u00e8 un aspetto positivo nel fatto che l\u2019essere umano sia cos\u00ec programmabile: mostra come siamo ricettivi, assimiliamo tutto ci\u00f2 che succede. E\u2019 negativo quando non sapete che \u00e8 il robot in voi che agisce, quando non ne avete coscienza. Ma una volta che ne avete coscienza e siete presenti nel momento, potete agire sull\u2019informazione che arriva senza che questa diventi un programma; quella informazione pu\u00f2 essere utilizzata dall\u2019essere umano, e questo \u00e8 positivo, mostra che l\u2019essere umano pu\u00f2 utilizzare ci\u00f2 che riceve.<\/p>\n<p>Diventa un problema quando \u00e8 l\u2019informazione che ci utilizza. Se riceviamo un\u2019informazione e non realizziamo che abbiamo ricevuto un\u2019informazione, che questa \u00e8 entrata nella nostra programmazione, allora questa informazione ci trascina. La qual cosa si rapporta cos\u00ec col mentale: \u00e8 il nostro mentale che ci utilizza o siamo noi a utilizzare il mentale? E\u2019 tutta questione di coscienza, di capacit\u00e0 ad essere presenti nel momento.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Allora come possiamo fermare quella catena di reazioni automatiche, sulle quali costruiamo un falso senso di identit\u00e0 e che ci impedisce di vedere chi siamo veramente?<\/p>\n<p>M.S.\u00a0\u00a0 Cominciando a cambiare le nostre abitudini, le cattive abitudini, le abitudini automatiche. Per esempio, se avete l\u2019abitudine di cominciare le cose senza terminarle, cercate di terminare le cose cominciate.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Si tratta dunque di deprogrammare, per trasformarci in ci\u00f2 che si \u00e8 veramente?<\/p>\n<p>M.S.\u00a0\u00a0 Si. Abbiamo bisogno di fermare le antiche abitudini, quelle che sono connesse ai nostri programmi e incominciare delle nuove abitudini, le abitudini di un adulto. Dopo aver fatto quel cammino, ci daremo lo spazio per vederci davvero, per vedere ci\u00f2 che emerge. Per esempio, se non amiamo qualcuno che \u00e8 forte con noi energeticamente, e la nostra abitudine era di tacere e di retrocedere rispetto alla relazione, una nuova abitudine potrebbe essere davanti a quella persona, ascoltarla, non prendere personalmente quello che dice e rispondere da adulto. Questa nuova abitudine dar\u00e0 a voi e all\u2019altro lo spazio per essere diversi. Potete provare a fare questo da solo, ma l\u2019esperienza mi dice che si ha bisogno d\u2019aiuto. Non \u00e8 facile cambiare una cattiva abitudine.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 E l\u2019osservazione di s\u00e9?<\/p>\n<p>M.S.\u00a0\u00a0 Si, vi osservate. Ma avete la forza per andare contro, per combattere con tutti quei demoni che tentano di mantenervi esattamente come siete? Quei demoni, sotto forma di cattive abitudini, di cose apprese fin dall\u2019infanzia, avete la forza di combatterle? Lo farete per un po\u2019 di tempo forse, ma la durata? L\u2019osservazione di s\u00e9 \u00e8 valida se \u00e8 utilizzata in un contesto di cambiamento.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Allora l\u2019osservazione di s\u00e9 da sola non basta e deve essere accompagnata da un desiderio di cambiamento?<\/p>\n<p>M.S.\u00a0\u00a0 Esattamente. Senza il desiderio di cambiare, la maggior parte delle persone non vanno da nessuna parte. Bisogna sviluppare la forza di andare pi\u00f9 lontano. Il desiderio di vedersi ci\u00f2 che si \u00e8 ad ogni momento. E\u2019 doloroso vedersi fare tutte le cose che non sono noi. E\u2019 avere il coraggio di vederle, attraversarle e di andare dall\u2019altra parte.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Spesso cambieremo le situazioni esterne per mantenere l\u2019equilibrio dei nostri programmi, per esempio cambiando partner, datore di lavoro ecc.,\u00a0 lasceremo una situazione, se spesso quella fuga ci consente di rimanere nei nostri meccanismi.<\/p>\n<p>M.S.\u00a0\u00a0 Si, \u00e8 un mezzo che ci permette di rimanere dei robot. Molti si separano, lasciano il lavoro e partono, partono, partono. Mentre se restassero, se invece di fuggire lavorassero\u00a0 sulla situazione, forse scoprirebbero qualcosa di molto diverso su se stessi e sulla vita. Una persona che sente il bisogno di cambiare qualcosa nella sua vita, se dapprima attraversa la situazione, se dapprima accetta di vedere quello che \u00e8 l\u00ec, in seguito o il cambiamento in questione non ha pi\u00f9 bisogno di esserci, o ci sar\u00e0 in modo molto diverso, in coscienza.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la fuga non \u00e8 che il meccanismo stesso in azione, che si mantiene nel cambiamento. Restate un robot, il vostro mentale vi guida. Non siete voi ad utilizzare il mentale, ma lui vi usa. Fate ogni cosa per abitudine, anno dopo anno.<\/p>\n<p>Se osserviamo attentamente, vediamo che, qualsiasi sia la persona o la situazione, i nostri schemi o le nostre credenze sono inevitabilmente rinnovate. E con questo le sofferenze. Allora spesso, per mettere fine alle sofferenze, cerchiamo di cambiare la situazione o il partner, fino a che prima o poi la meccanicit\u00e0 non ricomincia nella nuova situazione. Rimaniamo ciechi alla realt\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8 e cerchiamo di cambiare l\u2019esterno invece di usare questo per guardare all\u2019interno e renderlo cosciente.<\/p>\n<p>3m.\u00a0 E pensiamo che quegli automatismi siamo noi.<\/p>\n<p>M.S.\u00a0 Esattamente. E l\u00ec non possiamo essere pi\u00f9 lontani dalla verit\u00e0.<\/p>\n<p>3m.\u00a0 Allora chi siamo noi se non siamo tutto quello?<\/p>\n<p>M.S.\u00a0\u00a0 Un essere umano che pensa liberamente, che utilizza il suo mentale per fare le sue cose. Gli amerindi dicono \u201cdiventiamo un essere umano\u201d (quello che diciamo il processo di diventare cosciente).<\/p>\n<p>Come si chiama l\u2019essere umano se il mentale vi comanda? Se non volete essere un robot, imparate a utilizzare il vostro mentale invece di lasciarvi usare. Imparate a farlo tacere e a metterlo a riposo.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Se si \u00e8 pi\u00f9 presenti, meno usati dal mentale, si pu\u00f2 dire che si \u00e8 prima un essere umano nel cuore?<\/p>\n<p>M.S.\u00a0\u00a0 Si, se siete presenti, siete nel corpo nel cuore, se non siete presenti siete nella testa, a riflettere costantemente senza essere presenti a ci\u00f2 che \u00e8.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Allora cos\u2019\u00e8 essere presenti?<\/p>\n<p>M.S.\u00a0\u00a0 Fermare la mente, essere l\u00ec per ogni cosa che emerge. Quando siete presenti potete sentire, siete veramente disponibili a ci\u00f2 che \u00e8. Quando siete nella testa, \u00e8 la stessa cosa che riprodursi ancora e ancora. Siete nel robot, non c\u2019\u00e8 spontaneit\u00e0, non c\u2019\u00e8 creazione, siete nel mondo dei freni e della limitazione. Quando siete presenti siete nella vita, nella creazione, nel mondo del possibile, senza limiti, nella vostra essenza di esseri umani.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Proponete di fermare il mentale. Ma chi in me riceve quella ingiunzione? Mi sembra che non possa riceversi che sul piano orizzontale: \u201cSi, \u00e8 vero, provo ad arrestare il mentale, perch\u00e9 \u00e8 la cosa migliore\u201d. Il mentale pu\u00f2 fermare il mentale? O si rischia che si provochi la cacciata o l\u2019allontanamento dei pensieri, danneggiandone la funzione?<\/p>\n<p>M.S.\u00a0\u00a0 Quando una persona desidera almeno di riflettere su come fermare la mente, ha gi\u00e0 qualche base di una educazione sul piano spirituale che \u00e8 proprio di una persona abbastanza matura. In generale ognuno pu\u00f2 dire \u201cvoglio fermare la mia mente\u201d. Anche chi legge questo articolo ha un\u2019apertura nell\u2019umano, nello spirituale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ogni persona \u00e8 disponibile a lavorare su di s\u00e9, per provare ad arrestare il mentale. Non si tratta di reprimere la mente al punto da ridurla a un vegetale, tanto da non essere pi\u00f9 capace di fare il suo lavoro.<\/p>\n<p>Prima di tutto, \u00e8 molto difficile, la mente non si fermer\u00e0 facilmente nemmeno dopo prove di anni, ma potete impiegare quegli anni per lavorare e praticare per iniziare a fermare la mente.<\/p>\n<p>Una pratica in quel senso ha un primo stadio, non di fermare la mente, ma di arrestare il corso del pensiero.<\/p>\n<p>Se non seguite il pensiero, aprite uno spazio bianco, prima del pensiero seguente.<\/p>\n<p>Praticare cos\u00ec \u00e8 un metodo. A poco a poco la mente allenter\u00e0 la presa su di voi, incomincer\u00e0 a fermare il flusso incessante di pensieri completamente inutili. E\u2019 molto semplice.<\/p>\n<p>Sono molto rare le persone che riescono a fermare la mente, a fermare i pensieri inutili che si allontanano dal presente, da ci\u00f2 che \u00e8. Tanto pi\u00f9 che, pi\u00f9 si invecchia, pi\u00f9 si \u00e8 presi dal programma dei pensieri incessanti.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 assolutamente da inquietarsi per l\u2019eventuale perdita del mentale, della facolt\u00e0 di pensare. In tutti i miei anni sul cammino della coscienza, non ho mai sentito una tal cosa attinente le persone che lavorano per fermare la mente.<\/p>\n<p>Direi che \u00e8 il contrario. Ridando alla mente il giusto spazio, questo permette di essere disponibili a ci\u00f2 che \u00e8.\u00a0 Da l\u00ec in poi, facciamo ricorso alla mente per affrontare e risolvere situazioni, invece di lasciarci costantemente trascinare da lei. Il mentale non \u00e8 da bandire perch\u00e9 \u00e8 uno strumento utile e necessario.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, per rispondere alla domanda su chi ferma il mentale, \u00e8 in parte la coscienza, in parte un reale desiderio di fermare la mente, in parte la mente che impartisce l\u2019ordine. In ogni persona che tenta questa cosa, \u00e8 una questione di disciplina, di volont\u00e0 e di desiderio di avere meno pensieri per la testa, di avere spazio e di non essere pi\u00f9 sommersi dal flusso incessante dei pensieri. E questo richiede disciplina, per fare spazio a ci\u00f2 che \u00e8.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Direi che la prima grande ragione che ci conduce la maggior parte del tempo a essere nella ripetizione e nella reazione automatica, \u00e8 che siamo non coscienti.<br \/>\nNon abbiamo veramente nessuna idea che le nostre reazioni, ci\u00f2 che facciamo, diciamo , il modo in cui lo diciamo, \u00e8 meccanico. Sono dei processi appresi. Quei meccanismi derivano dai nostri programmi.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[94],"tags":[117],"class_list":["post-984","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-siciliano-michael","tag-educazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/984","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=984"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/984\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=984"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=984"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=984"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}