{"id":990,"date":"2010-10-06T14:09:56","date_gmt":"2010-10-06T14:09:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=990"},"modified":"2016-04-03T23:05:00","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:00","slug":"gli-automi-intelligenti-la-coscienza-lessere-umano-di-jan-paul-basquiast","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/gli-automi-intelligenti-la-coscienza-lessere-umano-di-jan-paul-basquiast\/","title":{"rendered":"Gli automi intelligenti, la coscienza, l&#8217;essere umano di Jan Paul &#8211; Basquiast"},"content":{"rendered":"<p>3\u00e8me Mill\u00e9naire n.86\u00a0\u00a0 \u2013 Traduzione della Dr.ssa Luciana Scalabrini\u00a0 [200]<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Se oggi si segue lo sviluppo della scienza, e in particolare\u00a0 delle neuroscienze e dell\u2019intelligenza artificiale, ci si dice che le nuove scienze si collocano al crocevia di tutte le altre (chimica, fisica, biologia, genetica) ed hanno il ruolo di unificarle nella creazione di un automa intelligente. Perch\u00e9 creare un automa dotato di intelligenza necessita un grande sforzo\u00a0 di condivisione di sapere. Il modello \u00e8 sicuramente l\u2019essere umano, lo scopo essendo quello, confessato o meno, di riprodurre un essere umano con le sue funzioni, con migliori capacit\u00e0 (velocit\u00e0\u00a0 di elaborare informazioni, memoria intellettuale, resistenza e potenza corporea). E\u2019 la questione della coscienza che \u00e8 la pi\u00f9 conturbante. Dove sono le neuroscienze riguardo a questo? Certi scienziati arrivano a predire la sostituzione dell\u2019essere umano\u00a0 con gli automi intelligenti. Cos\u00ec, quale posto per l\u2019essere umano? Come potr\u00e0 secondo voi\u00a0 porsi di fronte alle macchine intelligenti?<\/p>\n<p>J.P.B.\u00a0\u00a0 Non credo purtroppo o per fortuna che le scienze moderne mirino a creare un automa intelligente unendo i loro sforzi. Ognuna di loro si sviluppa entro vie culturali ed economiche forti, che rendono molto difficile il lavoro interdisciplinare e gli investimenti importanti che sarebbero necessari per ottenere un tale automa. Le ricerche accreditate mirano a due obbiettivi differenti, generalmente coperti dal segreto della difesa o industriale: dei robot militari (Stati Uniti), dei robot di compagnie (Giappone principalmente). Ci sono alcune ricerche pi\u00f9 disinteressate, associate a laboratori universitari; in Europa hanno il loro principale appoggio. Noterete che questi progetti di ricerca usano generalmente il termine di cognizione artificiale e non\u00a0 quello di coscienza artificiale considerato politicamente scorretto, perch\u00e9 suscettibile di provocare stati d\u2019animo in chi gestisce dei crediti.<\/p>\n<p>E\u2019 vero, per rispondere alla vostra domanda, che nel quadro dei programmi che mirano ad ottenere risultati operazionali, \u00e8 sempre pi\u00f9 necessario usare tecnologie che si trovano in quelle che si chiamano piattaforme comuni. Ma \u00e8 sempre difficile, e i risultati sono lontani da quello che potrebbe ottenere un progetto universitario collegato in rete, alla maniera aperta dei logicali liberi, essendo le tante competenze disperse suscettibili di contribuire all\u2019emergere di sistemi veramente coscienti. Certi se ne compiaceranno. Io penso che sia negativo.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le relazioni tra le ricerche sulla cognizione artificiale e le altre scienze, in particolare le neuroscienze, credo che, quando la comunicazione si fa bene (cosa che non avviene, lavorando anche molti neuroscienziati per la difesa o per l&#8217;industria e non comunicando), direi che si tratta di uno sviluppo tipo \u201cpappagallo\u201d. Ogni progresso fatto in un settore beneficia immediatamente l\u2019altro e viceversa. E\u2019 cos\u00ec che la simulazione dei comportamenti cognitivi su delle piattaforme artificiali permette ai neuroscienziati e, pi\u00f9 generalmente ai biologi, di vedere meglio ci\u00f2 che accade in natura. Ma, ancora una volta, reciprocamente.<\/p>\n<p>Per tornare sul precedente argomento, non credo che lo scopo ultimo della scienza moderna sia dare la coscienza a degli automi. La scienza si sviluppa come un sistema biologico darwiniano, senza che i suoi scopi\u00a0 traducano veramente\u00a0 i suoi orientamenti di fatto. E\u2019 vero tuttavia che nel corso dello sviluppo potranno emergere\u00a0 entit\u00e0, le cui capacit\u00e0 corporee e intellettuali saranno a volte superiori a quelle degli animali e degli umani,\u00a0 cos\u00ec come esistevano nei secoli passati. Oggi niente vieta di affermare\u00a0 che tali entit\u00e0\u00a0 siano capaci di affrontare animali e umani, poi sostituirsi a loro, nel quadro di una competizione darwiniana, se cos\u00ec posso dire, a fil di spada.\u00a0 Gli umani sono sempre evoluti in simbiosi con le tecnologie che avevano scoperto e messo in opera. Si parla anche di co\u2013evoluzione. Non vedo perch\u00e9 lo stesso processo non si rinnoverebbe con le tecnologie della vita e della coscienza artificiale. Questo per il meglio e il peggio\u00a0 riguardante la vita sulla terra. Voglio dire che la vita sulla terra\u00a0 \u00e8 ora minacciata dallo sviluppo proliferante della specie umana \u201cclassica\u201d. Niente vieta di affermare che una specie umana \u201cprogredita\u201d sarebbe capace di risolvere i problemi attuali. E nemmeno ci vieta di dire che quella specie progredita aggraverebbe i problemi invece di risolverli.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Se le neuroscienze e le scienze in generale possono seguire e controllare il funzionamento neuronale e corporeo, cosa ne \u00e8 oggi\u00a0 del meccanismo delle emozioni?\u00a0 Va da s\u00e9 che le emozioni seguono cammini neuronali stabiliti, ma le emozioni sono meglio comprese oggi e descritte scientificamente? Secondo voi, questo meccanismo che \u00e8 proprio dell\u2019umano, potrebbe essere duplicato negli automi? Quale ne sarebbe l\u2019utilit\u00e0?<\/p>\n<p>J.P.B.\u00a0\u00a0 Il cervello delle emozioni e il modo in cui si traduce, soprattutto per via delle secrezioni endocrine, in operazioni logiche, \u00e8 effettivamente oggetto di studio molto\u00a0 importante per le neuroscienze. Non \u00e8 specifico nell\u2019uomo, poich\u00e9 si \u00e8 sviluppato fin dalle origini negli organismi multicellulari. Ora, da molto tempo gli studiosi di robotica hanno capito che non farebbero nessun progresso se non fossero capaci di concepire dei sistemi capaci di emozioni, a partire da un \u201ccorpo\u201d. Queste\u00a0 sorgeranno in tali sistemi in un modo che non sar\u00e0 necessariamente quello seguito dall\u2019evoluzione biologica, ma tutto avverr\u00e0 secondo l\u2019espressione utilizzata \u201ccome se\u201d. Cos\u00ec un robot, che esplora un pianeta lontano fuori dal controllo delle stazioni terrestri, dovr\u00e0 avere abbastanza paura dell\u2019ignoto da non mettere in pericolo se stesso, ma essere abbastanza curioso per tentare di esplorarlo.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Al di l\u00e0 dell\u2019aspetto di sviluppo della robotica e dell\u2019intelligenza artificiale, resta la questione dell\u2019aiuto agli umani, dal supporto che potrebbe essere loro dato\u00a0 con degli impianti informatici, su un modello di architettura parallela equivalente a quello del cervello umano, riconoscibile da questo, che per esempio potrebbe essere connesso alla loro funzione mnemonica. Oggi in fisica si vede che le prossime generazioni di memorie saranno a base di carbonio pi\u00f9 che del silicio, su cui si basa tutta la tecnologia attuale. Qual \u00e8 qui lo stato della scienza? Che tipo di soluzione si prospetta e quali potrebbero essere le conseguenze? Per esempio un indebolimento della funzioni naturali potrebbe esserne la conseguenza? Quell\u2019indebolimento sarebbe compensato dall\u2019informatica neuronale o \u00e8 semplicistico?<\/p>\n<p>J.P.B.\u00a0\u00a0 Penso che se le ricerche che voi dite fossero condotte secondo i protocolli scientifici stretti e in dialogo serrato con i cittadini coscienti del loro valore, non si dovrebbe impedire che si facciano. E\u2019 probabile che il seguito dell\u2019evoluzione sulla terra, se tutto va bene, si svilupper\u00e0 con numerose soluzioni, alle quali oggi non pensiamo e che miglioreranno le capacit\u00e0 degli organismi e del cervello e dei cervelli biologici per sopravvivere in un universo, dove impedire ogni mutazione o selezione\u00a0 sarebbe condannarsi a morte.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 legittimo domandarsi se quelle protesi favoriranno qualcuno, che si definir\u00e0 da solo post \u2013umano, relegando\u00a0 i miliardi di uomini che non ne beneficiano\u00a0 in una categoria che potr\u00e0 essere definita di subumani. Il rischio esiste, bisogner\u00e0 fare di tutto per evitarlo.<\/p>\n<p>Penso che non si verificher\u00e0, perch\u00e9 le tecnologie si diffondono molto rapidamente e nessun potere pu\u00f2 pretendere di conservarne il privilegio. Guerre di sopravvivenza regolerebbero molto in fretta la questione, se certuni pretendessero di erigersi a post \u2013umani attrezzandosi di tecnologie futuriste.<\/p>\n<p>3m.\u00a0\u00a0 Lo sviluppo della scienza ha portato a modellare la societ\u00e0 occidentale secondo un versante tecnologico la cui impronta non smette di crescere. La rivoluzione internet, i telefoni portatili, non sono probabilmente che le primizie di un mondo in cui l\u2019essere umano vivr\u00e0, cio\u00e8 un mondo che si allontana dalla natura per diventare sempre pi\u00f9 artificiale.<\/p>\n<p>Per\u00f2 dimenticare la natura \u00e8 dimenticare che l&#8217;intero edificio della civilt\u00e0\u00a0 occidentale si basa su quello.<\/p>\n<p>Lo si vede oggi in particolare\u00a0 con il cambiamento climatico, che viene dall\u2019incomprensione umana dei fenomeni globali in gioco e l\u2019incapacit\u00e0 attuale\u00a0 di prendere in carico la responsabilit\u00e0 nel modello di societ\u00e0. Qual \u00e8 oggi l\u2019impatto dei pericoli che minacciano il nostro modo di vita sugli scienziati? Ne sono sensibili? Prevedono una tecnologia che possa preservare l\u2019ecosistema? Sarebbe necessaria la loro azione sulla politica per preservare l\u2019ecosistema?<\/p>\n<p>J.P.B.\u00a0\u00a0 Avete senz\u2019altro ragione. Il vero limite allo sviluppo della tecnologia, se non della scienza, attiene alle capacit\u00e0\u00a0 della terra ad adattarsi a delle crescite ininterrotte\u00a0 di consumi\u00a0 spinti dai desideri tecnologici \u2013 commerciali, senza tener conto e farsi carico della rarefazione delle risorse. I teorici della decrescita, oggi radiati, saranno sempre pi\u00f9 presi sul serio. Tra loro si trovano scienziati e tecnici desiderosi di rimettere i loro lavori nel quadro pi\u00f9 generale della comprensione dei grandi fenomeni evolutivi e delle grandi barriere da non oltrepassare. I politici non li capiscono. Lo si vede dall\u2019ostilit\u00e0 generale che accoglie ancora gli studiosi del GIEC (gruppo di esperti sull\u2019evoluzione del clima), specialmente James Hansen della Nasa, che dovrebbe essere considerato un vero eroe dei tempi moderni . Il compito degli editorialisti dovrebbe essere quello di farli conoscere meglio.<\/p>\n<p>Per concludere e tornare al nostro argomento, penso che sistemi cognitivi, capaci di esplorare pi\u00f9 intelligentemente degli uomini attuali le differenti variabili che determinano l\u2019evoluzione della biosfera, cio\u00e8 del cosmo, sarebbero apprezzati dai James Hansen di domani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non credo purtroppo o per fortuna che le scienze moderne mirino a creare un automa intelligente unendo i loro sforzi. Ognuna di loro si sviluppa entro vie culturali ed economiche forti, che rendono molto difficile il lavoro interdisciplinare e gli investimenti importanti che sarebbero necessari per ottenere un tale automa. Le ricerche accreditate mirano a due obbiettivi differenti, generalmente coperti dal segreto della difesa o industriale: dei robot militari (Stati Uniti), dei robot di compagnie (Giappone principalmente). Ci sono alcune ricerche pi\u00f9 disinteressate, associate a laboratori universitari; in Europa hanno il loro principale appoggio. Noterete che questi progetti di ricerca usano generalmente il termine di cognizione artificiale e non  quello di coscienza artificiale considerato politicamente scorretto, perch\u00e9 suscettibile di provocare stati d\u2019animo in chi gestisce dei crediti.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[102],"tags":[132],"class_list":["post-990","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-jan-paul-basquiast","tag-neuroscienze"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/990","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=990"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/990\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=990"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=990"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=990"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}