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Peter Fenner – La comunicazione non-duale: l’ascolto puro.

22 Settembre 2010

Peter Fenner: La comunicazione non-duale: l’ascolto puro.

3ème Millénaire n.92 – Traduzione: Luciana Scalabrini  .

Dopo aver conosciuto un’esperienza della coscienza incondizionata, possiamo imparare a condurre questa apertura, senza giudizio, in ogni istante della nostra vita e in ogni interazione con gli altri.

In particolare nelle relazioni con gli altri abbiamo una grande opportunità di notare il modo in cui la nostra risposta emozionale e i nostri schemi abituali interferiscono con lo spazio non-duale e lo alterano filtrando ciò che vediamo, diciamo e ascoltiamo.

Coscienti di quegli schemi nel nostro modo di comunicare, possiamo tornare al nostro stato naturale, non solo quando siamo soli, ma anche negli incontri, intimi o in situazioni professionali difficili.  Se lavoriamo come consiglieri, psicoterapeuti, coach o se siamo impegnati in altre relazioni d’aiuto, la capacità di comunicare in modo puro, senza distorsioni, può essere molto prezioso.

L’ascolto puro.

Nell’approccio non-duale distinguiamo tre modi diversi di essere ricettivi a ciò che ci si dice: l’ascolto positivo, l’ascolto negativo e l’ascolto puro.

L’ascolto negativo si ha quando ascoltiamo attraverso il filtro della noia, del disinteresse, della disapprovazione, dell’arroganza, della collera, della frustrazione e così via.

L’ascolto positivo è caratterizzato dall’interesse, dall’entusiasmo, dall’approvazione.

Normalmente ascoltiamo attraverso un filtro fatto di reazione, apprezzamento, sia che lo esprimiamo apertamente o no; stiamo sempre approvando o disapprovando ciò che gli altri dicono o fanno. Questo in genere diventa più evidente quando le nostre reazioni sono intense. Per esempio, quando pensiamo: “assolutamente d’accordo”, rimarchiamo apertamente le opinioni o le interpretazioni di qualcun’ altro. O quando pensiamo: “Che assurdità!” è facile riconoscere che non siamo affatto d’accordo.

Ma l’approvazione e la disapprovazione si esprimono anche in modo più sottile. Per esempio, per dire di si o che capisco, semplicemente approvare annuendo con la testa è un modo per esprimere il nostro accordo. Invece la disapprovazione si esprime con moti di impazienza o intolleranza.

Quando ascoltiamo una persona attraverso uno schermo di giudizio e di valutazione, deformiamo il flusso naturale della sua esperienza. L’ascolto positivo stimola le costruzioni mentali, quello negativo le inibisce. Ogni volta che esprimiamo il nostro accordo a qualcuno, l’incoraggiamo a continuare ciò che sta facendo. Portiamo il nostro contributo a una costruzione emotiva o intellettuale dandogli attenzione ed energia positiva. Invece, quando esprimiamo il nostro disaccordo a qualcuno, impediamo il flusso della sua esperienza e delle sue costruzioni.

L’ascolto puro richiede una qualità d’essere che portiamo in tutte le relazioni. Nell’ascolto puro, ascoltiamo senza interferenze. Non ritiriamo niente da ciò che viene espresso, ascoltiamo a partire da niente, siamo come uno specchio pulito che riceve esattamente ciò che viene espresso, né di più, né di meno.

L’ascolto puro non incoraggia né si oppone a ciò che viene detto da un’altra persona. Non abbiamo bisogno che la conversazione continui o cessi, non abbiamo bisogno di comprenderla in modo concettuale. Ascoltiamo senza proiettare né interpretare, senza anticipare né ricostruire l’esperienza. Dal nostro punto di vista, che il nostro amico parli o no, non fa alcuna differenza. Se s’interrompe nel mezzo del discorso, non siamo turbati, non abbiamo bisogno che termini la sua frase o quello che stava dicendo. Siamo soddisfatti della conversazione così come si svolge. Un tale ascolto mostra la coscienza incondizionata.

La nostra attenzione per la persona che si esprime  non comporta né attesa né incoraggiamento a continuare. Non dissuadiamo nemmeno a non continuare mostrandoci disattenti o distratti. Non siamo né presi dai nostri pensieri, né assorbiti dalla storia che ascoltiamo; stiamo semplicemente ascoltando, completamente presenti a quello che succede.

Contrariamente all’ascolto puro, l’ascolto positivo e quello negativo falsano la natura di una relazione autentica, distaccandoci sia da noi stessi che dalle persone con cui comunichiamo. Quando abbiamo un ascolto positivo, siamo presi dalle esperienze di un altro, sedotti dalle sue storie e perdiamo il contatto con i nostri pensieri, sentimenti e valori. “Appassionante, mi piace quello che dice”. Quando abbiamo un ascolto negativo, siamo preoccupati per i nostri pensieri e disprezziamo ciò che sentiamo: “Come posso mettere fine a ciò che sento? Voglio cambiare argomento. Ho altro da fare”. Quando ascoltiamo a partire da niente, sentiamo tutto! La nostra attenzione è distesa, globale e senza intenzione, anche se siamo in contatto con noi e con la persona che ascoltiamo. Lo spazio d’ascolto puro ingloba tutto ciò che è detto senza accordare una particolare attenzione  né a sé né agli altri. Infatti la separazione tra sé e gli altri si scioglie e la comunicazione si sviluppa in un discorso spontaneo e armonioso di parole e l’ascolto è libero da qualsiasi manipolazione. E’ la sola forma di comunicazione capace di condurci all’esperienza della coscienza incondizionata.

Quando le persone cominciano a coltivare l’esperienza non–duale, possono confondere l’ascolto puro con un ascolto che si disinteressa di ciò che è detto o che considera l’argomento una costruzione senza una base reale. Ma l’ascolto puro non si disinteressa affatto dell’altro. Quando perdiamo l’interesse, non siamo all’ascolto, non siamo pienamente presenti alla persona che ci sta di fronte. Invece, quando ascoltiamo con la coscienza incondizionata, non siamo né attenti né distratti, né interessati né indifferenti, non cerchiamo qualcosa e non facciamo niente secondo la nostra intenzione. Il risultato è che la persona con cui comunichiamo può trovarsi a non aver più bisogno di esprimere qualcosa che prima le sembrava importante. In presenza di un ascolto puro, può essere che non abbia più niente da dire.

Come ascoltiamo senza proiezioni né interpretazioni, non anticipiamo il nostro interlocutore, né cerchiamo un riferimento comune cercando di riferire la sua esperienza alla nostra. Non ci risentiamo se non dice nulla. Non ha importanza se parla o no,  non cerchiamo di influenzarlo in nessun senso.

Nell’ascolto puro non siamo né nella dissuasione né nella sollecitazione, siamo semplicemente senza distrazione.

L’ascolto puro cambia la struttura di ciò che dice l’interlocutore, perché questo s’indirizza a una coscienza che non è condizionata e non riceve una risposta condizionata. Infatti sta parlando nel  “niente”. Quando le costruzioni non sono né frenate né incoraggiate, tendono a dissolversi da sole…

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