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Chi svolge un ruolo?

19 Novembre 2014

 

David  Ciussi

“Chi svolge un ruolo?”

 

(traduzione di Maurizio Redegoso Kharitian)

 

Essere la metamorfosi o un ruolo mascherato.

E’ per nascondersi che portiamo una maschera, è per conoscersi ed amarsi che ci incamminiamo verso la metamorfosi… trasformazione effettiva ed intima del bruco in farfalla.

La metamorfosi è il principio visibile che passa di forma in forma, di vita in vita e di ruolo in ruolo… la vita ininterrotta.

Le differenti maschere dell’immagine-io

Certamente, per colui che ad una rappresentazione  “forma” o “materiale”, di se-stesso, la sua forma umana ed il suo ruolo “umano” saranno un mezzo di sopravvivenza ed adattamento. Vivrà in una trilogia della contraddizione interiore: il passato mi fa scappare, il presente è spesso penoso ed il futuro è fattore d’insicurezza. Questa trilogia – pensiero del passato, pensiero del presente e pensiero del futuro – sintetizza l’immagine che ha di se-stesso. E’ un’immagine educata, sociale, mascherata, stretta dai dubbi, la paura e la svalorizzazione o sopravalutazione permanente. In questo ruolo, l’umano s’identifica allo spazio/tempo/memoria… La sua priorità è di sfuggire al dolore, alle sofferenze, alla vecchiaia, alla morte ed ai pensieri ruminanti. Resiste ad ogni cambiamento in quanto per lui “Lo spirito della metamorfosi” non è qui, non adesso e soprattutto non in LUI. Vive senza l’esperienza diretta dello spirito della metamorfosi.

Questo umano, identificato al suo ruolo, rifiuta di vedere un andamento pedagogico nel reale, le circostanze, gli ostacoli, le paure ed i dubbi. Non vuole o non può istruirvisi. Chi vive nell’istante pensante non può sentirsi collegato a tutto ciò che lo circonda e lo costituisce.

La visione ordinaria riunisce in una durata temporale e spaziale gli intervalli della metamorfosi in una falsa continuità, detta mentale. Prendiamo un’analogia, avete già visto una telecamera riprendere la crescita di un fiore in accelerazione, vedete così in continuazione ciò che normalmente non si vede. E’ la stessa cosa nella visione spirituale: vedete il mondo fabbricarsi sotto i vostri occhi e tutti i sensi in una visione-fusione continuano a vedere l’istante presente risuscitante nella vostra coscienza meravigliata. “Il creatore” è sempre nella sua creazione e nella sua creatura…

Se non è il caso, è perché vedete “l’istante pensante” strutturato da un cervello che non è illuminato dalla vostra coscienza ma dal processo istintivo di sopravvivenza, le autostrade neuronali. Ciò che invalida il vostro cervello, è la vostra immagine-io tardiva e passiva, non è lo spirito vivente dell’istante presente, il campo profondo della vostra presenza, lo spirito della metamorfosi…

D: E’ l’immagine-io che ci fa deragliare dalla continuità divina?

David: Si, un’immagine-io artificiale… concepibile e concepita.. .ma non reale… La fotografia non può essere la persona vivente, è una rappresentazione temporale di ciò che non è più… e la sua influenza diretta nel campo divino è illusoria. I pensieri detti mentali sono anche un’introduzione tardiva del vissuto dell’istante presente intimo. I pensieri sono una funzione ludica, delle intenzioni d’azione, ma non sono né l’azione stessa né una persona. Quando pensate “ho fame” ciò non vi dà del cibo, questo pensiero non vi rifocilla… I pensieri non sono cose, sono l’espressione del campo di tutte le possibilità. Certamente, se voi non pensate niente di nuovo su voi stessi, non avete avvenire. I vostri pensieri non sono veri, vi ingannano sulla durata mentale-memoria, sulla durata tempo-orologio e sul contenimento spaziale vi lasciano credere alla vostra solitudine.

La presa di coscienza

D: Voi parlate spesso della via progressiva e della via diretta: che ne è di questi giochi di ruolo divino/umano?

David: Nella via progressiva questo gioco umano/divino si trasforma di scoperte in scoperte, è un tuffo all’interno dei ruoli umani per riconoscerli tutti come piacevoli, faccia a faccia senza menzogne, senza trucco, né botox spirituale. Ogni presa di coscienza porta un po’ più di luce nel gioco delle ombre. Proietta le forme e rivela la loro natura di marionette.

Nella via diretta, “l’immagine-io” è un’illusione piacevole, un prodigio uscito dall’intelligenza divina come un gioco di indovinelli… Sono tutto questo, tutto questo lo sono infinitamente, prima della nascita del tempo e dello spazio conosciuto…, energia pura, movimento puro, coscienza pura; sono tuffato “nel santo dei santi”, la trasfigurazione divina, appuntamento con l’intimo ultimo…”VOI”

Il vostro corpo è il mondo, la vostra intelligenza emozionale crea l’azione e sincronizza i vostri incontri e la vostra fortuna di esistere divinamente si rappresenta ogni tre secondi… siete vissuti, svolgete in diretta il ruolo dell’infanzia divina, voi siete prima d’essere “un oggetto o una cosa.”

In questo spazio, “IO” ritrova la sua identità primaria, il senso profondo della sua esistenza. Io e me sono la stessa cosa, lo stesso soggetto puro, trasparente, fatato e gioioso. Allora “IO” comprende che sono collegato a tutta la creazione che si fa nuova. Riscopro la porta dell’autenticità relazionale delle leggi dell’anima umana, vivo, vivendo l’esperienza, intima con tutte le cose che esistono in metamorfosi. Mi sento nutrito, toccato dalla parte più leggera della mia anima: “me” l’infanzia divina nel paradiso in cantiere.

La metamorfosi

D: Voi dite che l’immagine-io è una rappresentazione temporale di sopravvivenza, identificata al tempo/spazio/memoria. Capisco, ma l’istante presente ha una durata?

David:  Tre secondi per accedere all’eternità umana:

“Io vedo, io leggo, io mi emoziono, io capisco, io mi ricordo, io incorporo, io mi ci avvolgo, mi ci prolungo e… sono il vedente… Io sono tutto il processo”.

Automaticamente l’immagine-io si cancella… senza… la logica del T.S.M. (Tempo spazio-memoria) ed il suo corollario, le cause e gli effetti. Più d’informazioni libresche o di credenze di seconda mano, le spiegazioni si dissolvono in un grande sorriso, gli occhi sprizzanti di gioia serena. Così una nuova visione centrata, globale e gloriosa si offre agli occhi dell’infanzia… essa è altrettanto naturale come vedere, respirare…

Per coincidere con il vostro vissuto metamorfosi, è necessario rassicurare il vostro “cervello-immagine-io”, di rischiararlo dal punto di vista della vostra coscienza e di riconciliarvi con le vostre paure, i vostri pensieri, i vostri sogni ed i vostri incubi ecc, perché lo spiegamento del vero appaia, si avvolga e si prolunghi attraverso la vostra umanità…

Tre secondi, ecco “vostra”, “la” durata incarnata nella quale l’eternità scola atemporalmente nella vostra vita individuale per implosione/esplosione/creazione, inglobando il passato, il momento presente e l’avvenire… in una sola magia intima, privata, che crea il mondo visibile, voi… e l’istante presente.

In un occhiolino, voi siete rassicurati, morendo e rinascendo.

D: Cosa! Voi pretendete che la mia forma, la mia durata di vita non duri che tre secondi…

David: Si, tre secondi per “essere” i 14 miliardi di anni di evoluzione e lo spirito della metamorfosi, per realizzare il “conosci te-stesso e conoscerai l’universo e gli dei…”.

Inaudita e sublime visione della prima persona “IO” scoprente il suo viaggio immobile avvolto nel tempo che passa, giardino dell’Eden in cui gli oggetti sono qualità pura, note di gioia pura, spazio senza misura, unente “il mio spirito” all’oggetto divenuto immateriale. Intuizione globale, unitiva, prodigiosa e divina contenente dei semplici ma straordinari gesti pedagogici… Esperienza risvegliante la vacuità spaziale, dell’energia dell’intelligenza creatrice, e dell’espansione illimitata del corpo ai confini dell’universo, eliminazione della durata mentale e presenza intima nel mezzo di tutte le cose di cui non ci si può assentare. Fioritura e impollinazione d’essere quasi nulla, quasi tutto…

D: Questo mi pare strano…eppure familiare…come se esistessi prima di pensare!

David: Si, è un intervallo senza misura né distanza radiosamente pacifica, dolce, tranquilla, luminosa e generosamente nuova… Voi assaggiate il profumo della globalità intima, voi lo vivete per esperienza diretta… voi percepite, assaggiate e vedete che il mondo mentale ed i pensieri sono passati in secondo piano… Voi siete senza memoria, senza sapere conosciuto e senza forma concettuale, non esistete come un oggetto ma come una continuazione della coscienza… come un quasi niente, come un quasi tutto, nettare delizioso d’essere l’ignoranza feconda… che s’interroga interrogandosi… senza domande né risposte conosciute, vegliando dell’auto movimento la sua veglia… Così il mondo si dispiega, si scolpisce, si fabbrica dentro noi, davanti noi… e… in tutte le cose simultaneamente…

D: E questo processo dura tre secondi?

DAVID: Si…”Io” si coniuga infinitamente se-stesso, in un tempo puro, in un soggetto puro ed in un pensiero puro… giusto tre secondi per emozionarsi gloriosamente e decodificare questo processo inaudito, leggerlo e trasmetterlo alla propria parte umana: vivere lo spirito della metamorfosi e dell’istante presente nello stesso tempo. E’ una idiosincrasia universale, non è dovuto ad una caratteristica particolare di David. Questa attività divina è all’opera in ognuno di noi.

D: Ritorniamo al ruolo… pedagogico, svolgete un ruolo pedagogico

David: Profondamente sono un contemplativo perché vivo fortunatamente la mia morte ed ogni scomparsa tutti i “tre secondi”… Mi sento profondamente e gioiosamente un allievo della metamorfosi e rinasco straordinariamente vivo…

Solo l’applicazione al quotidiano di questi principi pedagogici mi lancia e mi aziona d’interrogativi in interrogativi, d’ignoranza feconda in ignoranza feconda… Sono un accidente/morente/rinascente/felice.

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