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Dal bisogno d’amore all’Amore di Laurence Zekri

18 Settembre 2010

(autore di opere ed. A.L.T.E.S.S. – France)

3ème Millénaire n. 32 – Traduzione della Dr.ssa Luciana Scaalbrini

Prima di arrivare al “chi sono?”, prima che il “chi sono”  sia assorbito dal Sé, la Grazia, la nostra vera natura, c’è per molti la tappa di quest’altra domanda: qual è la mia vera ricerca, la mia ricerca profonda?

Quando un tale interrogativo non sorvola più la mente e sta per sciogliersi nel cuore, allora è possibile vivere la comprensione che è libera dalla risposta..

Essere liberi da una risposta, è non aspettare da lei una soluzione. E’ restare tranquillo, libero da ogni pensiero. E’ lasciare che la domanda venga assorbita dal cuore e sperimentare la Sorgente di ogni risposta.

Quando una domanda, un avvenimento, un essere è per voi importante, osserviamo cosa capita. La vostra attenzione si posa  su ciò che il pensiero ha reso importante, limitando la vostra coscienza a un’infima parte del tutto. La mente allora ritrova le sue contraddizioni, il suo voler controllare tutto senza coscienza del Tutto. Ed è lo stesso per l’amore. Finchè il bisogno di essere amato, d’essere riconosciuto domina la vostra coscienza, siete rivolti all’esterno, in attesa e nello sforzo che questo amore sia soddisfatto e vi riempia.  Allora dipendete da ciò che viene, passando dalla sofferenza al piacere, dalla tristezza alla gioia.

In quella dipendenza dagli avvenimenti,  dalle persone, in quella separazione dal soggetto che subisce e vive al ritmo dell’oggetto esterno, realmente ci si domanda: “Ciò che vivo è in accordo con la mia aspirazione profonda? Qual è la mia vera ricerca?”

La ricerca di ogni essere è la felicità che di certo è vivere la pace, che non conosce sofferenza, per altri vivere l’amore, che non conosce la paura di perdere. La felicità conosce la permanenza. Quando vivete l’amore, il vostro desiderio è che rimanga presente. Non è la Grazia che risveglia in voi quell’aspirazione! La coscienza della permanenza non può essere separata da voi, perché voi siete Quella. Ma la vostra identificazione con la mente, coi  suoi riferimenti, coi suoi giudizi non permette alla vostra visione d’essere libera e non vedete ciò che è già lì, e che si svela.

Osservate come il campo di coscienza è limitato nell’attaccamento. Guardate come i pensieri si dirigono e vi rinchiudono dalla parte del vostro attaccamento. In quella chiusura  su una parte del tutto, dite che aspirate alla libertà. Non è ancora una incoerenza della mente? E, quando si tratta dell’amore, il desiderio così profondo di viverlo ciecamente fa focalizzare la coscienza sull’oggetto d’amore. I veli della mente in quel turbamento nascondono il discernimento e la persona arriva a credere che può costruire qualcosa di duraturo, di permanente, sull’effimero. E’ per questo che tanti esseri vivono quella confusione dell’Amore, diventato bisogno d’amore: bisogno d’essere riempito, di piacere.

L’uomo aspira all’Amore, ma l’Amore non può avere bisogno, perché è libero da ogni aspettativa. Dall’amore fiorisce l’Amore. Tutto ciò che è visto è pieno della Presenza e non c’è più coscienza di separazione. Ciò che è vissuto è una continuità d’Amore e non è più la cosa vissuta che è essenziale. Non sono più gli atti o l’atto d’amore che sono  importanti. E’ semplicemente l’Amore che è vissuto in tutto. La manifestazione può prendere diverse forme, ma ciò che è vissuto resta l’Amore, il cuore allora non è più dipendente dall’esterno. Sentite che la vostra ricerca è sempre stata lì, in voi.

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