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I SOGNI NELL’ISLAM

10 Ottobre 2014

 

PATRICK  BERTOLIATTI

  

I SOGNI NELL’ISLAM 

Traduzione di Maurizio Redegoso Kharitian

 

Nella tradizione islamica, ciò che il credente vede in sogno ha il valore della quarantaseiesima parte della profezia. Anche se certi commentatori hanno potuto restringere la validità di questa affermazione ai vicini del profeta Maometto (più avanti il Profeta) o ancora non estenderlo che ai suoi vicini, ne rimane però che il sogno è visto come una possibile fonte di sapere divino.

Il sogno è di conseguenza avvicinato con serietà, d’altra parte sempre secondo la tradizione, può essere un luogo dell’apparizione veritiera del Profeta, e che Dio stesso può rendersi visibile sotto certe forme.

Ma il sogno è anche trattato con prudenza. In quanto la tradizione scambiata dalle differenti sintesi dogmatiche (cf. per esempio quelle d’Ibn Sirin, Ibn Arabi, Ibn Khaldoun ed Ibn Hajar dal 7° al 15° secolo) indica che se esistono dei sogni veritieri portatori di un messaggio divino, dei sogni portatori di rivelazioni dirette della Realtà e dei sogni profetici, esistono anche dei sogni che non riflettono che i pensieri ed i sentimenti del sognatore e dei sogni suscitati da forze demoniache.

I sogni nel Corano

   Diverse sure del Corano fanno esplicitamente riferimento ai sogni. Per esempio la sura 8 mostra Dio che interviene in un sogno inducendo attraverso il suo intermediario un effetto emozionale rassicurante di fronte all’avversità (versetto 43-44). Nella sura 12 che è una versione abbreviata della storia di Giuseppe, ritroviamo colui che interpretando i suoi sogni per grazia divina (versetto 4-6), così come quelli dei suoi compagni (versetti 42 a 49 ecc.). La sura 37 è una versione della storia di Abramo e del sacrificio di suo figlio Isacco. Abramo vi racconta ad Isacco un sogno in cui gli viene detto che deve giustiziare suo figlio. Con il consenso di questo, Abramo si appresta ad eseguire letteralmente il messaggio del sogno quando Dio lo ferma dicendogli che la sua obbedienza assoluta vale la realizzazione della sua visione.

Questi esempi mostrano il sogno come un luogo d’intervento di Dio rettificante le attitudini coscienti, che può essere profetico e liberatorio, e che la sua comprensione è di ordine del dono. E’ anche mostrato come una versione sia simbolica, sia diretta del messaggio che trasmette. Infine che il sogno può corrispondere ad un comandamento divino.

E’ importante notare l’importanza della dimensione onirica di questi diversi episodi. Per esempio il sogno riportato da Abramo a suo figlio nella sura 37 non si ritrova nel racconto biblico corrispondente. Ma, ed è forse la cosa più importante, questa stessa sura mostra che l’interpretazione di un sogno può permettere di raggiungere il cuore stesso della fede musulmana: sottomettersi alla volontà divina.

I sogni nelle Hadith

  Un’ hadith è un detto del Profeta. Per esteso, l’hadith si estende all’insieme delle tradizioni relative ai suoi atti e parole ed a quelli dei suoi Compagni. Secondo la letteratura del hadith, i sogni hanno tenuto un grande posto nella vita del Profeta. Interpretava lui stesso i suoi sogni e si dice che riuniva i suoi Compagni il mattino ed interpretava i loro. Questa pratica dell’interpretazione collettiva dei sogni intratteneva un’ispirazione onirica di cui era il garante, e che poteva avere delle ripercussioni religiose.

L’hadith dà anche delle indicazioni pratiche. Come per esempio che ogni sogno che viene da Dio si riconosce a ciò che è accompagnato da sollievo e da gioia, mentre ogni sogno che viene dal demonio mette a disagio. Consiglia di raccontare solo i sogni che provengono da Dio, e di tacere quelli che provengono dal diavolo. Indica anche che lo stato di purezza del cuore del dormiente si ritrova nello stato di chiarezza di un sogno.

D’altra parte, l’abbiamo visto, il sonno può divenire il momento della visita di Dio o quello d’una presenza demoniaca. Come la purezza rinvia alla relazione al mondo divino e l’impurità attira il demonio, l’hadith prescrive un certo numero di gesti di purificazione che si devono compiere prima di addormentarsi o successivi al risveglio. In breve, conviene sia di prepararsi al sogno che di saperlo accogliere.

L’onirocritica o l’interpretazione dei sogni

   L’Islam si è anche dotato di tutta una tradizione onirocritica. In quanto se Dio può inviare ad un sognatore un messaggio in chiaro, non codificato, il più spesso il sogno è fatto di simboli, e deve dunque essere interpretato. Ma come interpretare i simboli incontrati nei sogni?

Per operare la traslazione dei sensi dei simboli onirici, abbiamo prima cercato nella Tradizione scritturale e nell’uso dei primi Compagni del Profeta. Ma ci si è presto resi conto che da una parte ogni simbolo prendeva il suo senso solo in relazione agli altri del sogno, e che d’altra parte poteva rivestire un senso originale proprio al sognatore. Le interpretazioni possibili si sono dunque moltiplicate tenendo tuttavia conto di un principio di base: l’immagine onirica è sensata di rimandare ad un “al di-là” del sognatore. Vale a dire che è transpersonale dal punto di vista teleologico anche se il suo significato immediato è personale.

Per concludere

 L’interpretazione dei sogni necessita secondo il Corano una scelta ed una ispirazione di Dio. E’ di conseguenza una scienza divina. E presso i mistici musulmani, come Ibn Arabi per esempio, il sogno è una fonte di luce spirituale. Ma è anche possibile di fare una lettura psicologica di ciò che precede e prendere in considerazione che ci è detto che:

il sogno può avere un effetto compensatore di un’attitudine cosciente troppo unilaterale,

  • necessita più spesso di un’interpretazione, ma il suo senso può anche essere trasparente,
  • la sua interpretazione deve rinviare al registro simbolico proprio del sognatore,
  • deve anche rinviare il sognatore a più che a se stesso…

Se si aggiunge a questo che per esempio Ibn Sirin (fine del 7°-inizio dell’8° secolo) raccomandava di leggere un sogno collegando fra loro le immagini apparentemente senza senso utilizzando gli occhi delle parole in cui l’etimologia, o ancora che conveniva di tenere in conto dei desideri e dei timori nascosti del sognatore, abbiamo praticamente tutti gli elementi utili per cominciare un lavoro terapeutico d’interpretazione dei sogni…Viviamo tutti di prestiti…

Considereremo anche tuttavia che, come nel Cristianesimo, l’Islam non raccomanda d’interrogare il senso di non importa quale sogno. La questione continua dunque a porsi: il lavoro di qualunque linguaggio che attraversa il mio spirito mi conduce obbligatoriamente alla salute psichica.