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Il tempo non è una realtà di David Bohm

5 Aprile 2011

Da 3millenaire, a cura di Luciana Scalabrini

Col titolo generale “ La totalità dell’universo  e l’ordine del mondo” France Culture ha diffuso, nel quadro delle “ ricerche e pensieri contemporanei” due trasmissioni: “I paradossi della fisica. Apertura sulla totalità” e “ La coscienza e la materia  o l’unità globale”, trasmissioni interamente dedicate a interviste a David Bohm .Abbiamo scelto un estratto su di un tema che ha da sempre interessato l’uomo:  il tempo.

Michel Cazenave : Si può dire che per voi la teoria della meccanica quantistica è totalmente valida, ma che volete andare più lontano del punto di vista di Bohr, – che diceva  che non si poteva descrivere la realtà che entro certi limiti -, e che in fin dei conti la vostra ambizione è quella di provare a descrivere la totalità della realtà e dunque di superare la meccanica quantistica classica?

David Bohm : Si. Non sono ancora arrivato al termine dell’evoluzione delle mie idee, vedete, ma voglio raggiungere un accordo, una unità. Bohr anche lo voleva, ma ha raggiunto questo accordo affermando che un carattere non analizzabile e non descrivibile era inerente  a quei livelli molto fini della materia, in modo che era solo a dei livelli più apparenti che si poteva astrarre quello che poteva essere descritto, e che non ne esisteva una connessione chiara e diretta. Così, penso che il punto di vista di Bohr abbia impedito uno sviluppo e una comprensione più profonda, e che si possa andare più lontano. Però concordo su molti aspetti delle sue tesi sulla Totalità, quando dice per esempio che le condizioni sperimentali di una parte e i risultati sperimentali dall’altra formano un Tutto. Ma dicendo che non lo si può analizzare, dice anche che non lo si può pensare. È il suo modo.

Poi ho cominciato a scrutare l’interpretazione causale formulando che l’elettrone era di volta in volta un’onda e una particella, e ho lavorato con Vegier per un certo tempo; abbiamo raggiunto  allora sviluppi più avanzati. Ora, penso che se per un sistema riguardante una sola particella era possibile dare un’interpretazione semplice, dal momento che  avevamo a che fare con  più d’una particella ( specialmente nel caso di un grande numero ) , non arrivavamo a niente. In effetti ci trovavamo davanti quelle forze tra un gran numero di particelle, che sono di lunga portata e che in più, dipendono dall’insieme completo del sistema e non semplicemente dalle stesse particelle; si trattò quindi della manifestazione di una totalità che non si presenta nella fisica classica. È come si dicesse che le relazioni tra due persone non possono essere definite da quelle due sole persone, ma dall’insieme della società. In altri termini in una società differente queste due persone avrebbero relazioni differenti..

Qualcosa di simile succede con le particelle. Ma non siamo riusciti a trovare una vista pienamente soddisfacente di questo lavoro.  Broglie e Vigier sono andati più lontano, ma non sono mai stato veramente soddisfatto di ciò che hanno fatto. D’altra parte sono sicuro che hanno condotto uno studio quasi sistematico. Poi, le mie idee hanno cominciato a evolvere gradualmente. Uno dei miei libri, era … nel 1957, “Qualità e possibilità nella fisica moderna” uscito da Routledge, in Inghilterra, vi sviluppavo considerazioni sull’infinito nella natura. Ogni cosa che studiamo, scrivevo in quel libro, è un’astrazione relativamente indipendente, e le leggi hanno delle possibilità, delle combinazioni infinite. In quel senso… una volta ho letto da qualche parte una citazione di Lénine, che parla delle inesauribili qualità della materia, non mi ricordo la frase esatta, ma era qualcosa di questo genere in quel senso, mi piaceva l’idea… alla fine era un modo di pensare, qualunque fosse. Provai a fare una specie di teoria in fisica sul modo con cui le cose potevano funzionare a molti livelli. A partire da quel momento ho cominciato ad andare ancora più lontano, a provare a comprendere la stessa natura del tempo e dello spazio, in questo modo, cioè come inseparabili dalla materia, e a studiare spazio e tempo nell’ottica dello studio della materia con le relazioni geometriche del tempo e dello spazio, con le loro relazioni topologiche * e altre. Esattamente come Einstein aveva messo in relazione geometria e gravità, ho detto che “la particolarità topologica doveva essere messa in relazione con la teoria dei quanti”. Come la meccanica quantica dà dei fili conduttori al tempo e allo spazio, così la natura del tempo e dello spazio non sarebbe necessariamente continua – queste erano le vecchie coordinate  cartesiane. Si tratterebbe di qualcosa di molto più sottile. Si potrebbe illustrarlo dicendo che ogni sistema a movimento oscillatorio periodico ha il suo proprio tempo; non dovremmo prendere il tempo e lo spazio in quanto “ ora” e “non importa dove”. Dovrebbero essere presi in forma verbale, come il temporaneo e lo spaziale. Non potremmo per esempio usare la parola greca cronos inventando il verbo cronare?

Ogni sistema dotato del suo proprio ritmo è una topocronazione. E l’equazione di Lorentz significa che gli elementi che vanno a velocità differenti hanno dei ritmi interni differenti. Topocronano in modo differente! Altrimenti ritornate ai vecchi schemi, presupponendo che tempo e spazio siano assoluti – e però per qualche strana ragione ogni sistema ha un tempo e uno spazio differente.  Infatti non c’è né tempo né spazio, è ciò che proponiamo almeno non ce n’è in quanto tale. Diciamo piuttosto che  c’è una topocronazione, e poi tutti i suoi differenti modi di manifestazione, come i differenti orologi biologici, gli orologi  psicologici, gli orologi al quarzo, gli orologi planetari, ecc…che sono tutti in interrelazione.

M.C. : Volete dire che tempo e spazio come lo concepiamo sono completamente implicati o mescolati insieme?

D.B. :  E’ questo… e non solo questo… in più li estraiamo o piuttosto li abstraiamo dal movimento, dal divenire. Il tempo presuppone anzitutto un processo periodico, come le stagioni e un processo non- periodico. La relazione tra periodicità e non- periodicità è l’essenza del tempo.

Detto questo, dei sistemi differenti possono sviluppare dei tempi differenti ma sono in realtà dei movimenti, non ci sono tempi in quanto tali. Il tempo non è una qualità. Non si può dire che il tempo esiste come esiste questa tavola.

* Topologia: branca della matematica fondata sullo studio delle deformazioni conosciute in geometria e sui rapporti tra la teoria delle superfici e l’analisi matematica.

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