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In mezzo alle parole, al riso e al pianto, sento la divina sinfonia

19 Settembre 2010

 

3ème Millénaire n.92 –

La via dell’ascolto spirituale: il silenzio.

La via dell’ascolto che vi propongo non vi chiede di reprimere i vostri sogni o di rinchiudervi nel mutismo. Essa non sostiene un me reattivo che coglie tutte le opportunità per manifestare la sofferenza o rifiutare la realtà del momento. No, essa incrementa la delicatezza e la parte immacolata della vostra coscienza e permette alla vostra umanità  di diventare sempre più cosciente.

E’ un ascolto che emana dal silenzio, senza pregiudizio mentale e senza rumore, senza pensiero inconscio, senza divieto automatico e senza emozione o sentimento istintivo di abbandono. Questa sublime intuizione è da incarnare perché divenga udibile nell’universo relazionale e materiale attraverso la parola e la comunicazione, essa anima anche il silenzio gioioso dimenticando l’invadente me. E’ molto strano, ma, quando si è questo ascolto silenzioso, si diventa il suo movimento creatore, ben prima di un me reattivo, prima di tutto ciò che già conosciamo, come un fiume che non è solo un volume di acqua, ma un movimento.

In quel movimento del silenzio, succede qualcosa di paradossale: scoprite che quel silenzio d’origine spirituale è un suono, una lunghezza d’onda, un puro potenziale creatore. Non è un vuoto, un niente senza potere di contatto; è il movimento universale che dà nascita a tutti i suoni, a tutti i rumori, a tutta la materia. Nessuna parola umana è pronunciata se non a partire da quello. Ecco perché trovare quello spazio in voi è primordiale e quando accedete a quel movimento , ogni parola diventa secondaria, perché da allora non ci sarà identificazione, attaccamento a idee e pensieri, ad atti ed emozioni che vi attraversano, perché siete “non –localizzabili “ e al tempo stesso presenti.

Fate ingrandire le vostre  “orecchie – cosmo”

Ma per scoprire la qualità d’ascolto che viene dal silenzio, non si deve essere preda di “radio sofferenza”, da quel mondo virtuale artificiale che ci astrae dal presente vivo, che crea un modello astratto del reale. L’intenzione di sintonizzarsi su “radio ascolto” è fondamentale per trovare l’unità e congiungersi alla sorgente del pensiero che è Amore.

Essere all’ascolto, è aprire le nostre orecchie – cosmo, è contattare l’intimità del nostro essere profondo per sentire pienamente ciò che siamo davvero in mezzo a tutta l’esistenza., è fare il gesto della pace in noi. L’apprendimento dell’ascolto cosciente in noi è un’intenzione pura di accordarsi alla sinfonia divina che si esprime in ogni tonalità verbale, onda particolare dove danza il ritmo del cosmo in mezzo ad una intimità non localizzata con la velocità della luce…

L’ascolto nella relazione con gli altri.

L’arte dell’ascolto si coltiva in un’energia non localizzata e simultanea dove orecchie interne e esterne ascoltano l’immaginazione creativa della divinità giocando a essere due umani…

Il processo misterioso della relazione è una sfida offerta agli esseri umani : come vivere insieme e dunque come fare consciamente la pace. La ragione per cui considero la relazione misteriosa è che la comunicazione non è in sé innata, ma un apprendimento simulato, a reinventare, con il piacere della scoperta.

Quando due persone si incontrano, che lo vogliano o no, scambiano una quantità d’informazioni consce e inconsce che determinano il loro comportamento o il loro giudizio. La risposta immediata a quella interazione è una abitudine comportamentale istintiva: vi sentite semplice e giusto, o vi svalutate o vi supervalutate per compensazione. Allora che fare: fuggire su un’isola meditativa o fare della relazione un’opportunità di conoscenza reciproca, questa è la sfida del nostro secolo!

Nonostante Internet, siamo all’età della pietra della comunicazione, però la vita ci obbliga a incontrarci e a vivere insieme. Allora l’altro sarebbe la soluzione di un nuovo apprendimento o è l’occasione di una nuova manipolazione? Si possono cambiare gli altri mantenendo i nostri meccanismi di resistenza al cambiamento, imponendo le nostre posizioni ,o apriremo una comunicazione cosciente? Poiché la relazione non può essere evitata, il rapporto con l’altro può adattarsi, come cambiare le velocità della propria auto in funzione della pendenza? Si, regolare il proprio rapporto con l’altro è comunicare verificando che l’altro abbia compreso e che anche voi siate stati compresi.

L’ascolto giusto  passa dalla delicatezza del cuore, è un’intenzione volontaria di capirsi a vicenda.

Quando l’uomo è capace di contattare semplicemente la corrente creatrice disponibile in ogni momento, tutto diventa semplice e continuamente nuovo: si fonde naturalmente  nel suo ambiente; il cuore e la mente non si oppongono più, non c’è più entropia nella relazione tra sé e gli altri. Comprendendo il movimento del proprio pensiero, si diventa lucidi, calmi, semplici e realisti. Si osserva e si sa ascoltare come un bambino aperto e recettivo.

Comunicare con l’altro dà molta soddisfazione e pienezza.

Le mie esperienze e gli incontri coi malati nelle associazioni di cure palliative mi hanno consentito di affinare e incorporare  il potenziale d’amore infinito; stabilito in un silenzio interiore in unità con un’altra persona, ci si sente più vicini a lei che al proprio respiro; è un sentimento sottile di riconoscimento, come entrare in comunione con la bellezza di una nascita. Quella qualità di percezione dell’unicità dà un senso di appartenenza e di fiducia che arricchisce la vita e le nostre due presenze. Al di là del messaggio immediato della persona, chiunque essa sia, l’Universale misterioso e nascosto si svela. Si crea un’intima comunione nello scambio di parole; le nostre due diversità si fondono nello stesso cuore. Non c’è più l’altro; c’è un benessere essenziale, prezioso e sacro, di sentirsi in contatto con ciò che è universalmente vero.

Come nell’incontro dei raggi del sole con i vetri cattedrali, c’è del sole, della bellezza, del sacro. Ogni incontro è vissuto al fiorire dell’emozione pura, essa rivela le leggi dell’anima umana, nascoste e ordinate dall’impensabile mistero che riunisce l’uomo, la terra e l’universo in un tutto.

Allora, in un mistero inaudito l’armonia dell’incontro si accorda, imprevisto e sempre nuovo. E’ come se la libertà si liberasse, diventando udibile, trasmissibile e feconda. E’ come se quell’essere ascoltato si dicesse: “Qualcuno mi ascolta finalmente, qualcuno mi rispetta e mi ama come sono”. Allora quell’umano rivelato diventa più aperto al processo di scambio. E’ stupefacente osservare il lasciar andare mediante l’amore…i sorrisi di chi è ascoltato e le parole di saggezza che esalano e proliferano nell’incontro del giardino della bellezza originale.

E’ la nascita dell’uomo liberato;

libero di essere silenzioso e di ascoltare l’altro

senza giudizio.

Libero di parlare vero senza trasformare

il puro silenzio.

Libero di dialogare in una dinamica

relazionale nuova in cui

l’altro diventa anche la soluzione.

Libero dalle reazioni meccaniche e istintive.

Libero di realizzare il potenziale infinito della vita.

Felice di ascoltare il suono primordiale

del silenzio creativo.

Felice di ascoltare la sinfonia delle parole

che dà al divino il piacere di ascoltarsi.

E’ con questa semplice comprensione gioiosa che sono uscito dalla mia solitudine azione – reazione per diventare un Nuovo essere umano senza frontiere.

traduzione di Luciana Scalabrini.