Per un necessario cambiamento della logica dell’intelletto di Stèphane Lupasco.

22/09/2010

(Revue 3e Millénaire. Antica serie . No 2. maggio giugno 1982)

Creatore? Non c’è bisogno di un lungo preambolo a questo articolo. Subito Lupasco ci fa entrare nel suo universo e ci fa scoprire un approccio alla realtà del tutto originale, chiaro e convincente. Filosofo? Fisico? Ricercatore? Inventore? Si, Stèphane Lupasco è tutto questo. Una visione del mondo  micro e macrofisica di una prodigiosa originalità. Lasciatevi trascinare  dal ragionamento di uno dei più eccezionali cervelli del nostro tempo.

La mutazione più importante e difficile è quella delle nostre funzioni mentali, molte volte millenarie, prigioniere come sono della logica usuale, la classica logica d’identità, del terzo escluso(1) e della non contraddizione.

Da sempre il pensiero umano si è trovato alle prese con delle posizioni antagoniste: il bene e il male, il buono e il cattivo,Dio e Satana, etc…. Non c’è religione, o storia,o morale senza guerre per questi antagonismi.

Con l’apparizione del pensiero scientifico e dei suoi sviluppi, soprattutto matematici, tutto è stato elaborato ed immaginato per sbarazzarci della constatazione sperimentale di quella opposizione. Ed è così che è stata fondata la fisica teorica, il cui scopo fu ne 19° e 20° secolo di matematizzare i fenomeni fisici, stabilendo un rigoroso determinismo come fondamento di tutto l’universo.

La cosa non fu facile, ma si riuscì a includere i  fatti in una algebrizzazione particolarmente feconda nell’ambito della macrofisica e specialmente efficace della tecnologia. Vedremo perché.

Pertanto, dall’inizio del 20° secolo appaiono esperienze, sperimentazioni e postulati sconvolgenti.

A tutta prima è curioso constatare a qual punto il pensiero umano non abbia potuto vederlo. In effetto Planck, dal 1900 mostra il suo quantum, il grano ultimo d’energia costituito dalla famosa costante h  associata alla frequenza(nu) numero d’oscillazione per unità di tempo, coesistenza di un valore continuo e di un valore discontinuo, perciò di una contraddizione.La frequenza è compatibile col pensiero matematico del calcolo infinitesimale, mentre non è lo stesso per la costante h.

Ebbene, quella contraddizione fondamentale dentro l’energia non è stata notata. Nessun vantaggio nella costituzione della luce, come di ogni radiazione elettromagnetica, che metteva in evidenza i fotoni scoperti da Einstein nel1904. La luce  è così fatta dai quanta, particelle, come vedremo, contraddittorie, coesistenti col fenomeno ondulatorio della luce, che segue le leggi dell’ottica; qui ancora nuova contraddizione, verificata sperimentalmente,perché, nel fenomeno fotoelettrico, le foto bombardano gli elettroni, fenomeno oggi conosciuto da tutti , da qualsiasi fotografo.

Nel1912 Einstein con la famosa formula E=mc al quadrato riduce ogni cosa a energia. Nel1924-25 Louis de Broglie crea la sua meccanica ondulatoria dove mostra che ogni corpuscolo è ondulatorio ed ogni onda corpuscolare. Teoria verificata qualche anno più tardi da Davisson e Germer: proiettando degli elettroni su un prisma, si notano, dietro, dei fenomeni di diffrazione, fenomeni puramente ondulatori dell’ottica classica.

L’avvenimento è considerevole, perché si tratta di una contraddizione inerente ad ogni fenomeno energetico.

In presenza di questa crisi della microfisica, che si perpetua fino ai nostri giorni,  cosa può fare un intelletto la cui logica dei matematici esclude ogni contraddizione? Come tutti sanno, in matematica due proposizioni contraddittorie si annullano.

Non c’è dunque da scegliere tra l’onda e il corpuscolo, e tentare di ricondurre o all’uno o all’altro.Senza entrare in dettagli, due meccaniche si elaborano, a seconda, una meccanica  ondulatoria, una meccanica quantica. Ancora oggi tentano di provare che il reale profondo è ondulatorio e che  è solo  in apparenza che gli oggetti dell’universo sono visti come separabili, nascondendo la loro inseparabilità. E’ evidente che ,se tutto è onda o campo, nessun oggetto è più separabile.

Ma i fatti sono testardi. Si si esplora la costituzione di tutti i sistemi che generano energia, dal nucleo atomico all’atomo, alla molecola, a tutti gli oggetti che ci circondano fino ai pianeti,alle  stelle e alle galassie, si vedono certe leggi fondamentali che essa implica e che, ahimè, non  sono state esplicitate, benché queste leggi siano alla base di ogni esperienza fisica di una evidenza indiscutibile.

Ci troviamo sempre in presenza di sistemi; il quanto ne è il primo. Ora, perché un sistema esista, bisogna, ed è una delle prime leggi, che gli elementi energetici che lo costituiscono si attirino e si respingano nello stesso tempo, senza cui, se si attirano solamente, gli elementi si accumulano in uno stesso magma e non c’è più sistema.

Inversamente, se si respingono solamente, gli elementi si disperdono e di nuovo non c’è sistema. Bisogna perciò che gli elementi energetici contengano in sé, nella natura e nella logica della loro energia, delle forze d’attrazione e di repulsione, delle forze di associazione  di dissociazione simultanee.

A questa legge se ne aggiunge una seconda: se gli elementi costitutivi di un sistema sono rigorosamente eterogenei, ne risulta una diversificazione illimitata ed ancora niente sistema.  Bisogna dunque che i costituenti energetici di ogni sistema siano, a seconda, e contraddittoriamente omogenei ed eterogenei.Una terza legge appare fondamentale dunque: ogni energia, qualsiasi essa sia e in qualunque ambito, passa da un certo grado di potenzialità ad un certo grado di attuazione, perché un’energia non suscettibile di potenziarsi si attualizzerebbe definitivamente. L’universo stesso, in tutti gli aspetti microfisici, macrofisici, biologici, psichici, cesserebbe di esistere. Ma perché un’energia passi da uno stato di potenzialità  ad uno stato di attualizzazione, bisogna  che un’energia antagonista e contraddittoria la mantenga in uno stato di potenzialità con la sua attualizzazione e possa potenziarsi, a sua volta, per permettere a quella di attuarsi. E’ il principio d’antagonismo.

Qualche esempio per vedere meglio quell’importante processo: se sollevo un oggetto, una pietra, la mia pipa, attuo una certa quantità d’energia potenziale neuro-motrice, potenziando anche una certa quantità di energia gravitazionale. Se lascio l’oggetto, potenzio invece una certa energia neuromuscolare, lasciando attuare di nuovo la quantità d’energia gravitazionale che avevo potenziato. Se si forma dell’acqua, è che  gli atomi H2O hanno la potenzialità di attuare quella reazione molecolare. Se i segni + e _ si respingono, è che hanno la potenzialità e la possibilità di attuare l’attrazione e la repulsione. E’ così per tutti i processi psichici, chimici, biologici etc.

Le tre leggi fondamentali sono evidenti per un intelletto che può sottomettersi all’intelligenza dei fatti, qualunque sia l’enunciazione fatta a priori. Mi è stato necessario un lungo studio scientifico, per arrivare a definirle ed a formalizzarle in una nuova algebra dell’energia.

Infatti, in qualsiasi nostra esperienza tutto è sistema, generato dalle leggi energetiche. Un atomo è un sistema d’attrazione e di repulsione del nucleo e degli elettroni, il nucleo è lui stesso formato da un sistema di protoni e di neuroni che si attirano e di un centro repulsivo. Una molecola è fatta da un sistema di atomi, loro stessi sistemi di particelle ed ogni oggetto è una sequenza di sistemi, di sistemi, di sistemi… sempre più ampi e complessi. Da qui, non solo l’energia genera con le sue leggi dei sistemi di sistemi, ma ne appaiono tre tipi possibili e reali, che ho mostrato per la prima volta nella storia della fisica (2), tre tipi che costituiscono tre materie. La materia definendosi come un seguito di sistemi di sistemi dotati di una certa resistenza e di un certo orientamento.

Ma, prima di definirle, devo ancora una volta insistere su due principi più generali e più pieni di conseguenze di tutto l’universo energetico. Il primo è il secondo principio della termodinamica e il secondo è lo straordinario principio di esclusione di Pauli: nessuna sostanza chimica della tavola degli elementi di Mendeleleiev sarà possibile senza di lui.

Si sa dalla fine del 19° secolo che l’energia è sottoposta a quello che si chiama il secondo principio della termodinamica, o principio dell’aumento dell’entropia positiva. In un sistema chiuso che non riceve più energia, quella che vi si trova è sottoposta, attraverso le sue trasformazioni,  a una certa quantità crescente e irreversibile d’agitazione molecolare o calore, cioè a energia cosiddetta degradata che si orienta verso una omogeneità ultima.

I fisici del19° secolo avevano concluso che l’universo a quantità finita d’energia sarebbe morto alla fine in quella omogeneità e l’universo con lei. Boltzmann, applicando la teoria dei gas aveva mostrato che la probabilità statistica vi conduceva necessariamente. Solamente, non  se ne erano poste certe considerazioni essenziali. Da dove poteva provenire il disequilibrio eterogeneo che evolveva verso l’equilibrio finale della omogeneizzazione?

Non si era visto il processo di potenzialità e di attualizzazione dell’energia, poiché attualizza l’omogeneizzazione, che doveva trovarsi da qualche parte a titolo potenziale, poiché essa s’attualizza lungo il divenire energetico.

Ma non si era visto nemmeno, e qualcuno non lo vede ancora, anche se può sembrare strano,  che se c’è probabilità, deve esserci qualcosa, qualche energia antagonista contraddittoria( poiché tutto è energia) che mantiene allo stato potenziale quella energia omogeneizzante che si sta attuando.

Ora, questo è grave soprattutto per il pensiero contemporaneo stesso, che riduce, come si sa, ogni legge, a partire dalle rivelazioni della microfisica, come dalle  Relazioni d”Incertezza di Heisenberg, a  una costituzione unicamente  probabilistica nella sua stessa essenza. Ci ritornerò tra poco.

Riguardo e per quella seconda legge della termodinamica, l’esperienza microfisica ha condotto Pauli a esplicitare ciò che ha chiamato il principio di esclusione quantica. In virtù di questo principio, Pauli stesso non si spiegava logicamente, poiché la sua logica è quella logica classica di cui ho parlato; per quel principio dunque tutte le particelle, tranne i fotoni, cioè tutti gli elettroni, i protoni, etc.che sono identici tra loro, hanno la proprietà di escludersi , quando sono in un atomo, in un gas etc. nello stato quantificato da quattro numeri quantici. Esclusione che vuol dire che nessuno degli elettroni che sono miliardi in quel pezzo, possono avere  ciascuno individualmente gli stessi numeri quantici che li definiscono energeticamente; in altre parole questo principio eterogenizza e individualizza la loro energia.

E’ evidentemente un principio opposto al secondo principio della termodinamica, al quale non soggiacciono i fotoni, che possono accumularsi in così gran numero che si vuole nello stesso stato quantico.

Pertanto ogni onda essendo nello stesso tempo un corpuscolo e ogni corpuscolo un’onda, diventa difficile per un pensiero scientifico classico, vedere sperimentalmente un corpuscolo, cioè la sua localizzazione, le sue coordinate spazio-temporali e la sua velocità e  la quantità di movimento.

Un irraggiamento di fotoni, proiettato su un corpuscolo, lo perturba, e più si avrà precisione  sulla localizzazione, più si avrà indeterminazione  della sua velocità. E inversamente per questa. Sebbene, non si potrà più definire un oggetto fisico con i due valori canonicamente coniugati, cioè la determinazione spazio temporale e la sua quantità di movimenti, che limita la costante h di Planck.

Ogni legge non può essere che probabilistica. Si è tentato e si tenta ancora oggi di attribuire quelle incertezze all’osservatore, al soggetto umano che sperimenta. Ma giustamente quel soggetto che perturba la cosa osservata, non fa che utilizzare lui stesso fenomeni microfisici con i suoi apparecchi;  quei fenomeni che si perturbano per le loro contraddizioni che non si vogliono accettare verso e contro tutto!

Possiamo ora ritornare alle tre materie possibili e reali, con le loro tre logiche specifiche; secondo la loro sistematizzazione o sistemogenesi statistica e probabilistica attualizza maggiormente l’omogeneità, che genera la macrofisica, dove l’eterogeneità, dando nascita alla materia biologica o ancora a una terza materia dove le forze omogeneizzanti e le forze eterogeneizzanti non si attuano e non si potenziano simultaneamente che nello stato logico T del terzo incluso, cioè di semi-attualizzazione e di semi-potenzialità.

Quella terza materia è la più densa del nucleo atomico e al tempo stesso, cosa stupefacente, della materia psichica, come lo mostro in molti miei lavori(3) In questo stato di coesistenza antagonista e contraddittoria, di semi potenzialità e di semi attuazione, le energie dell’omogeneo e dell’eterogeneo prendono, nel sistema neuropsichico, coscienza di se stesse, inaugurando quella importante proprietà del sistema nervoso centrale dell’uomo, della coscienza della coscienza e della conoscenza della conoscenza.Ma poiché le sistemogenesi sono statisticamentee  solamente probabilistiche, costituendo quello che chiamo le tre ortogenesi potentemente orientate, nei tre sensi costituenti le tre materie, non solo sono possibili, ma reali,  rare intrusioni di sistematizzazione non definibili o inaspettate. Sono fenomeni  cosiddetti paranormali che si considerano illogici, irrazionali o inesistenti. E’ solo nella mia logica generalizzata con quei tre orientamenti che per la prima volta questi fenomeni trovano alla loro base una logica energetica. Ci saranno dunque necessariamente, ma eccezionalmente fenomeni paranormali biologici in una sistemogenesi macrofisica ,o fenomeni neuropsichici nella orto-sistemogenesi biologica o fenomeni parapsichici nella orto-sistemogenesi macrofisica.

Considerevoli conseguenze risultano dai dati della logica energetica dell’antagonismo contraddittorio.  Con la conoscenza delle tre materie si può avere una visione più lucida, più libera ed efficace sugli esseri e le cose, sebbene, come ho scritto in un mio libro (4), chi regge la contraddizione regge il mondo.

D’altra parte,così come niente può scomparire, ma solo potenziarsi, tutto il terribile problema della morte  prende nuovi significati scientifici. Così ho scritto  nelle”tre materie” che la contraddizione è la salvaguardia dell’eternità.

traduzione: Luciana Scalabrini


1 Terzo escluso: la dissociazione classica implica   A o non A. Tra A e non A non c’è intermediazione possibile, dunque ogni terzo è escluso

2 « Les Trois Matières » (1960) edizioneJulliard.

3« Les Trois Matières » (Julliard), « La Tragédie de l’énergie » (Casterman) et « L’Energie et la matière psychique » (Julliard).

4 « La Tragédie de l’énergie » (Casterman).

© 2000 – 2010 : Revue 3

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