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Tao Te Karl di Karl Renz

14 Novembre 2010

3emillénaire n°96.

La virtù suprema è come l’acqua

serve a tutti senza fare differenza,

va dove nessuno può andare

E’ molto vicina al Tao.

Tao Te King

Tutto è esattamente come è, perché l’Essere si manifesta così e non altrimenti.

Essere ciò che non puoi non essere, o meglio, ciò che sei assolutamente anteriore a tutto e a niente, distrugge ogni concetto. Con i concetti, si possono guardare le cose sotto angoli infiniti e sviluppare nuovi concetti divergenti.

C’è l’illusione  che il cammino della sofferenza ti ci conduca, che sei inchiodato all’Essere con la pesantezza, la depressione, etc. Ma io dico:”Tu non puoi mai soffrire abbastanza né mai essere abbastanza gioioso da diventare quello che sei”. Ciò che l’Essere, ciò che sei, non diventerà di più o di meno. Né attraverso la sofferenza, né attraverso la gioia. Né attraverso di te , né attraverso un altro.

Il Sé non è mai risvegliato  né non risvegliato: tutto ciò che dici è concettuale.

La sola cosa che non è un concetto è il Sé. C’è mai un momento in cui il Sé non è realizzato? La realizzazione significa che la coscienza temporaneamente identificata ad un oggetto limitato diventa di nuovo l’Essere conoscente in quanto coscienza pura.

Nella fugacità del mondo fantasma, la coscienza si comporta in modo attivo e reattivo. Tu non fai parte dei fenomeni. Tu sei ciò che è prima, durante e dopo. In realtà niente si muove, non c’è che il silenzio assoluto.

Lo si guarda, ma non lo si vede.

Tu sei quel che sei

Lo si guarda ma non lo si vede

Lo si si ascolta ma non lo si ode.

Lo si tocca ma non lo si sente.

Forma senza forma,

immagine senza immagine.

Tao TE King

Il desiderio di non conoscere se stessi è la più forte tendenza spirituale che si possa avere: soprattutto si spera di poter raggiungere un giorno quella felicità eterna: si spera che con quel risveglio paradisiaco, l’essere infelice scompaia.

Perciò all’inizio, c’è quella tendenza fondamentale ad andare verso l’esterno: la tendenza è diretta verso la felicità materiale. Poi forse l’idea “io sono”:la tendenza allora è diretta  verso l’interno, è la tendenza verso la beatitudine dell’unità, o beatitudine della coscienza pura. Se in tutto questo non si trova la felicità che si cerca, si finirà forse per ritornare verso se stessi, verso ciò che è lo Spirito o ciò che è il Sé per ritornare a riposare in Quello.

Tutto ciò che puoi trovare non può essere ciò che è la tua dimora. Così l’assenza di riposo diventa la tua natura, anche se hai trovato il Niente. Perché il Niente è ancora troppo, è una possessione; c’è ancora qualcuno che ha qualcosa.

La tendenza a cercare, a chiedere e a pregare può essere presente. Ma non conduce a nulla. Non ne esce nulla, grazie a Dio!

Il curioso scava e fruga e se non può sopportare  Ken Wilber vada a vedere altrove. Ci sarà di sicuro qualcuno  che ti dice” fai questo o quello per purificarti”; la purificazione del tuo cosiddetto  egocentrismo, ti sentirai meglio, ed anche il mondo.

Ma come vuoi sbarazzarti di te stesso? Tu sei quel che sei!

Ed è questa la bellezza: la percezione che tu non sei e non hai mai cambiato, né prima né durante la nascita, né qui e ora e che non puoi mai cambiare; nemmeno con la tua volontà di vedere o la tua ricerca, nemmeno attraverso chiunque pretenda davanti a te di aver compreso qualcosa o no.

Progredire  senza avanzare.

Tu non puoi mai raggiungere la libertà

Progredire senza avanzare,

respingere senza l’aiuto delle braccia,

ribattere senza affrontare

opporsi senza armi.

Tao Te King

A dire il vero, la tua tendenza è semplice: tu vuoi la libertà. L’idea di libertà ti spinge a cercarla, ed è la prigione. Lì la libertà diventa una prigione. E così continui ad attaccarti alla tua idea. E a restare in detenzione. Io dico sempre: da che sei nato, sei condannato al carcere a vita, e in più alla pena di morte. Automaticamente. Perciò puoi fare ciò che vuoi, perfino bere e fumare. Un poco più di dipendenza, chi se ne importa? in ogni caso, non puoi fuggire!

Allora tanto vale morire subito: riconosci che non esisti!Perché tu sei la libertà che cerchi. Tu non puoi essere in carcere. Non puoi essere trovato, non puoi essere perduto. Né nascere né morire. Non puoi essere in prigione,e non puoi non essere in prigione. Tu sei incondizionatamente incondizionato.

Tu non puoi mai raggiungere la libertà. Se la libertà fosse raggiungibile, sarebbe una libertà condizionata. Se la libertà dipendesse dalle circostanze, la libertà stessa sarebbe una circostanza. Condizionata e controllabile. Ci si potrebbe battere per la libertà. Ed ottenere un risultato. Si potrebbe vincere o perdere qualcosa. Sarebbe l’orrore!

Estratto dal libro Tao Te Karl uscito in Germania per le edizioni Kamphausen (marzo 2010)  traduzione:Anasuya.

(a cura di

L. Scalabrini)

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