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Dall’energetica alla Coscienza di Erik Sablé

25 Settembre 2010

3ème Millénaire –  n. 82 – Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini

3M.  L’energia sotto tutte le sue forme si trova al centro dell’interesse generale. Sia perché è diventata, sotto i suoi spetti fisici, oggetto di consumo, e di conseguenza di ricerca di punta, sia perché, sotto i suoi aspetti “non scientifici” è rigeneratrice o apportatrice di guarigione. In ogni caso, per molti ricercatori spirituali, partecipa al superamento della materia. Cosa ne pensate?

E.S.   La nostra epoca concepisce facilmente che al di là della materia si trova l’energia; e si concepisce altrettanto facilmente che Dio sia energia, cioè qualcosa di impersonale. Pertanto, quel termine energia resta vago, è spesso preso come sinonimo di forza o di potere, una nozione che si associa a quella di vibrazione. L’energia è qualcosa che si trova al di là della materia; la materia che può trasformarsi in energia e l’energia cristallizzarsi in materia. E’ evidentemente un modo di non affrontare il problema, perché l’energia non può essere il fondamento ultimo della vita e del mondo. Quando penso alla nozione di energia, mi viene in mente quella frase che si attribuisce al tantrismo: “Un albero è dapprima la sua apparenza sensibile, a un livello più sottile, un albero è energia, ma a un livello ancora più sottile, l’albero è un deva, una divinità”. Cioè è Coscienza.

Questo rende chiaro il fatto  che l’energia non è che un aspetto della realtà, ma non costituisce il suo fondamento ultimo.

Quando pensiamo il mondo come energia, manca la Coscienza perché all’ultimo il mondo è pura Coscienza. Ritroviamo così la visione di un universo costituito da una molteplicità di dei. Questi dei non sono solo energie naturali come pensano certi occultisti, ma anche individualità coscienti.

Per capire il mondo nella sua realtà, bisogna dunque affrontarlo simultaneamente come energia e come Coscienza. In questa prospettiva non siamo semplicemente un soggetto di fronte a un mondo di oggetti, ma un soggetto in un mondo di soggetti e possiamo dialogare con l’universo.

3M.   Con i nostri modi di vita “energetivori”, grandi consumatori di energia sotto tutte le sue forme, siamo lontano da una tale concezione del mondo. Come comprendete questo tragico allontanamento?

E.S.   Bisogna risalire a Cartesio, che considerò il mondo costituito da oggetti, e non più  in quanto Coscienza. E quel dimenticare la Coscienza del mondo è sicuramente all’origine di tutti i disastri ecologici che si manifestano attualmente.

Bisognerebbe ricordare qui l’incontro storico, nel diciassettesimo secolo tra Cartesio, che cercava di incontrare i Rosacroce, e Comenius che era legato alla corrente rosicruciana. Come Comenius era portatore di una visione magica, così Cartesio era il portatore di una visione meccanicistica del mondo. Si situavano entrambi, pur incarnando due prospettive radicalmente diverse, al limite della scienza. Quell’incontro è emblematico di due visioni del mondo opposte. Comenius aveva rifiutato la scolastica, opponendosi alla concezione di universo–oggetto. Chiamò la sua visione del mondo la Pansofia. Vedeva la vita e la coscienza in ogni cosa. Per Cartesio, che ammetteva evidentemente la ricerca scientifica, ma in una prospettiva diversa da quella meccanicistica di Cartesio, la rivoluzione scientifica e culturale condotta nel diciassettesimo secolo avrebbe presentato un aspetto assai diverso… Perché contrariamente a ciò che si pensa, sono Cartesio e i Lumière che sono all’origine della nostra visione inumana del mondo. Quando consideriamo il mondo come oggetto, l’uomo diventa rapidamente, anche lui, un essere intercambiabile, un numero. E infatti la deviazione moderna che ha portato il gulag, i campi di concentramento e l’insieme dei disastri ecologici che viviamo attualmente è la conseguenza lontana del mondo meccanicista cartesiano.

Un esempio sintomatico dello stesso ordine si trova nell’opposizione che ebbe luogo tra gli indiani dell’ America del Nord e i primi pionieri: gli uni erano in un universo profondamente vivente e gli altri in un mondo cartesiano privo di vita e di coscienza.

3M. Da dove la domanda che si pose all’epoca. “Gli esseri di questa popolazione sono coscienti?”…

E.S.   …o “hanno un’anima”!

3M.    Ponendo quella domanda, si era già manifestamente vuotato il mondo della sua anima.

E.S.   Esattamente. E, al contrario di come si pensa oggi, l’origine dei disastri ecologici non è un epifenomeno legato al progresso, ma si radica in una visione meccanicista nata a quell’epoca.

3M.   La visione cartesiana ci porta a negare l’Anima o la Coscienza del mondo, a beneficio di un approccio meccanico del mondo che diventerà energetico.

E.S.   In effetti molto spesso, la visione energetica si rifà ad una visione materialista. La New Age, con il successo che conosciamo, mostra bene il suo interesse per una estensione della materia al livello dell’energia.

L’energetica si presenta molto spesso come uno sviare dalla spiritualità; è un materialismo spirituale, cioè una incomprensione della spiritualità.

La medicina antica non partecipava semplicemente dell’aspetto energetico del corpo, ma della sua dimensione vivente e cosciente. In quel senso, gli antichi taoisti descrivevano il corpo come costituito da una moltitudine di dei: ogni organo aveva la sua divinità e una terapia era sempre orientata in quella prospettiva.

Potremmo parlare egualmente di sciamanesimo, di cui si è perduta l’essenza, riportandolo a un livello energetico e vibratorio. Quando lo sciamano guarisce un individuo, non è agendo sul suo corpo energetico, ma andando a cercare la malattia, che possiede una forma di coscienza e dialogando con essa. Là c’è una visione del mondo estremamente lontana dalla nostra. Ogni corrente sciamanica attuale e molte persone che “sciamanizzano” un po’ dappertutto, non hanno capito granché fin che restano al livello energetico.

3M.  Qui troviamo il paradigma allopatico che è di agire dall’esterno all’interno. Nello stesso modo, il terapeuta trasmette il suo magnetismo, come per trasfusione energetica…

E.S.  Sicuramente. E’ il principio dei vasi comunicanti applicato alla guarigione. Come dei guaritori come il Maestro Philippe di Lyon o Sai Baba di Shirdi, che in modo sorprendente impiegavano tutt’e due gli stessi metodi, agendo in modo completamente diverso, non in maniera magnetica, ma nel senso della malattia percepita come un’entità. In quella diversa prospettiva terapeutica, non c’è più l’esercizio del potere, ma un vero dialogo. Il Maestro Philippe di Lyon denunciava la volontà di potere dei magnetizzatori. Mentre si tratta di essere all’ascolto e di dialogare seguendo un nuovo rapporto col mondo. Nelle religioni sciamaniche  il processo è lo stesso: il viaggio sciamanico serve a incontrare gli spiriti, non a imporsi a loro, a contrastarli.

L’errore dell’occidente è stato quello di considerare l’esterno, il non–me, il mondo, come qualcosa di morto sul quale si può agire.

Quella attitudine si inverte quando adottiamo la prospettiva della Coscienza; l’approccio energetico della vita perpetua il materialismo sotto altre forme. Mentre, se passiamo alla prospettiva della Coscienza, è necessario operare una rivoluzione, una conversione ed avere un tutt’altro rapporto con la vita.

3M.   Nell’ignoranza di quella prospettiva nuova e tradizionale perché vivente, vediamo bene che la nozione di corpo energetico, di cui si parla molto, porta a una certa oggettivazione di ciò che potrebbe essere chiamato il corpo di coscienza. Così si ha l’impressione, da qualche decennio, d’aver salvato dalle acque del mondo meccanico il corpo energetico, volendo dimostrare la sua esistenza con dei fenomeni sperimentali. Non è ricadere in una “cosificazione” della coscienza come parlare di fluido sottile o di stato altro dagli stati conosciuti della materia?

E.S.   Sicuramente, ed è una reinterpretazione dei dati tradizionali da un punto di vista meccanico che sfocia in una incomprensione, per una materializzazione di quelle nozioni. Quando si parla della Kundalini, si dimentica che è anzitutto una dea, e non semplicemente un’energia situata alla base della colonna vertebrale.

Si dimentica che per gli antichi indù la Kundalini non era un fluido o una cosa sottile, ma una coscienza divina. E’ un approccio molto diverso, perché la relazione con qualcosa di energetico non è la stessa che con una divinità cosciente.

Dalle dottrine orientali si è tratto unicamente ciò che poteva convenire al modo occidentale di pensare.

Allora si resta sotto l’influenza del pensiero dominante senza procedere alla rivoluzione di coscienza necessaria che ci permetterebbe di accedere all’essenza delle filosofie e delle religioni orientali. Per questo bisognerebbe considerare la Kundalini e i diversi chakra come abitati da divinità o da gradi di coscienza…

3M.   …e non come ruote che girano, dei vortici di energia…

E.S. Esattamente. Ed è la visione dei chakra secondo Leadbeater, che ha largamente contribuito a  quella materializzazione caricaturale del pensiero orientale.

3M.  Vorrei ora affrontare un’altra idea che mi pare interessante: quella dei pensatori della Sistemica, che hanno distinto l’informazione dall’energia, giungendo a dimostrare che l’informazione non è energetica nel senso materiale del termine.

E.S.  E’ l’opposizione tra l’entropia e l’informazione. La materia e l’energia sono soggette all’entropia, cioè alla degradazione, mentre l’informazione è un fenomeno che Costa de Beauregard chiamava la neghentropia. Ed è questo principio che permette l’ordine del caos. Qui mi sembra di ritrovare la prospettiva della Coscienza.

3M.   Tuttavia, il concetto di informazione fu elaborato in opposizione al concetto d’energia costruito sulla visione meccanicistica della scienza. Non è uscito dalla intuizione che la Coscienza è energia come nel caso delle religioni orientali.

E.S.   Affrontiamo lì un soggetto più vasto… Quella divisione materia–energia–coscienza è quella del corpo, dell’anima e della mente che si trova in una visione tripartita. Di più, la Coscienza sola non può esistere, è legata all’energia e reciprocamente. Nella visione ultima, i tre aspetti costituiscono le diverse facce di una stessa totalità.

3M.   Alla fine, se siamo arrivati a una riscoperta dell’energia, nella scienza come in tutta la corrente dell’energetica misconosciuta o rifiutata dalla scienza, oggi siamo alle soglie della Coscienza. Quella Coscienza che manca in tutti quegli ambiti.

E.S. Al di là dell’aspetto semplicemente energetico, bisogna ben riuscire a ritrovare la Coscienza–Energia. E’ legando giustamente la Coscienza all’energia che potremo reincantare il mondo. A reincantarlo nel pieno senso del termine, imparando a vivere in un mondo cosciente con degli esseri spirituali, coi quali possiamo dialogare, reintroducendo gli dei, cioè la Coscienza nella natura…

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