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Io non esisto di Rajit Mahraj

2 Agosto 2010

3ème Millenarie n. 52 – Traduzione di Luciana Scalabrini

Ranjit Maharaj è nato il 4 gennaio 1913 a Bombay. A 12 anni incontrò il suo maestro Siddharameshar Maharaj che fu più tardi il maestro di Nisargadatta Maharaj.Ranjit Maharaj non cominciò a insegnare che a 70 anni, nel 1983 per il numero crescente di cercatori cha andavano davanti alla sua porta.

“Io non esisto, ci dice Ranjit Maharaj, solo la Realtà è” “Il modo e la mente scompaiono, è questa la Realtà e ciò che voi siete”.

D: Sono perfettamente d’accordo con ciò che voi dite, Maharaj, ma talvolta nell’abbandono del sonno, provo una sensazione profonda, mi trovo alla soglia della morte. So che è un’apertura meravigliosa, ma in realtà ho una reazione di panico e, a dispetto di tutte le mie pratiche di meditazione, questa sensazione di paura perdura. Come vincere questa paura di scomparire, di perdermi?

M: E’ perché voi non volete essere questo. A causa dell’ignoranza, vi domandate:” se abbandono questo, cosa succede?”, ma poiché tutto questo non è vero, perché agitarsi? Perché avere paura di ciò che non è, paura di lasciare questo niente? Ciò che non è, mai sarà. Accettate questa paura nella vostra mente perché pensate che  il mondo sia vero. Questa paura è dovuta ad una mancanza di comprensione, è creata dalla mente che non vuole morire. Vi domandate ciò che resta se la mente muore, ma nel sonno profondo cosa resta? Ditemi. Niente. Lo stesso qui; se dormite al mondo, come potrebbe mantenersi la paura? Quando siete nello stato di veglia, ditevi che tutto questo non è vero. D’altra parte, se anche nello stato di veglia, affermate che il sogno è vero, questo non lo renderà sicuramente reale! Può, per esempio, ritornare una volta che è scomparso? Finché c’è la paura, significa che la mente non accetta che non c’è niente, che è tutto falso. E’ la debolezza della mente, ma bisogna accettarlo.

Finché questo si mantiene, anche l’ego si mantiene. L’ego falsa la nostra visione, ma, come scompare, ecco la Realtà. Esso dissimula la realtà perché dice: “io sono qualcosa”. Insegnate a voi stessi che l’ “io” non esiste, che “io”non sono. Se voi non siete, neanche gli altri esistono. Ma se dite: “sono questo, questo corpo” ecc., allora gli altri appaiono veri. Dimenticate la paura. “Io non esisto”. Solo la Realtà è. Se c’è la paura, è per una mancata comprensione. Rafforzate la vostra mente finché la paura non scompaia; essa non esiste, perché pensate che il mondo sia reale. Se uccidete il serpente, la paura scomparirà; può ancora spaventarvi quando è morto? Non c’è né bene né male, perché non c’è niente e, se voi sentite questo profondamente, non avrete più paura. Infatti il serpente non è mai esistito, ma, fintanto che avete paura, vuol dire che lo considerate reale. La mente è terribile, perché crea la paura! Dimenticate la paura e siete fuori dalle grinfie della mente, sarete non-mente. Non-mente vuol dire nessun concetto. Insegnate alla vostra mente che non c’è niente di vero, allora la paura scomparirà.

D: Voi parlate sempre di dimenticare; vorrei sapere come dimenticare.

M: Quando dormite, dimenticate, vero? Lo stesso, dormite al mondo quando siete risvegliati, capite semplicemente che non è vero. Tutto è zero! In filosofia dovete capire la vostra morte “io non esisto”. E’ questa la filosofia. Finché pensate “io ci sono” non potete dimenticare. In un sogno fate tante cose; ma esistono? Quando vi sbagliate, vi chiedete: “Ho fatto qualcosa di buono o di cattivo?” Allo stesso modo, quando siete risvegliati, comprendere che ciò che fate, ciò che siete, non è niente, è brutto falso. Dove siete? Potete mostrarmelo? Siete il corpo, la mente? Cosa potete mostrarmi, quando tutto questo è niente. Finché c’è il corpo, dovete agire e sentire; fatelo, ma sapendo che non è vero. Finché ci sono gli occhi, devono vedere, ma sappiate che ciò che vedono non è vero. Tutto ciò che posso vedere e percepire non è la realtà. Il dolore arriva al corpo, deve venire, ma comprendete che è al corpo che arriva, non a me. Provate a disidentificarvi dal corpo: “questo non è il mio dolore, il corpo non sono io”. La vostra convinzione profonda deve essere “non è il mio corpo, non fa nulla, io non sono niente, io non esisto. “Io non sono né il corpo né la mente”. Agite con questi strumenti ma comprendete che non siete loro. E’ quello che si chiama il non-condizionato, il non-attaccato. Voi prendete queste condizioni come se fossero voi stessi, e dite: “questo è mio” ecc. Per esempio, un uomo e una donna che hanno avuto un bambino ciascuno dalla propria parte prima di sposarsi, dicono “questo è il mio, quello è il tuo”. Non capisco che essi sono Uno; l’ego fa tutte queste separazioni mentre tutto non è che Uno. Tutti sono voi stessi; se capite questo, a chi indirizzare buone o cattive parole?

D: Come dimenticare ciò che non esiste?

M: E’ molto facile dimenticare ciò che non esiste. Che nome dareste al figlio di una donna sterile? Non esiste, perciò nessun problema. Supponete di fare un sogno; al risveglio lo dimenticate completamente, vero?Quando capite che niente è vero, come possono continuare le cose. Come dimenticare ciò che non è? Con la comprensione dimenticate tutto. Il mondo non esiste. Anche gli scienziati dicono che il mondo che voi vedete non è da nessuna parte. Per un semplice cambiamento di stato, nel sonno per esempio, il mondo diventa zero. Al risveglio se ne va come in televisione; schiacciate il pulsante e il film appare, spegnete e scompare. La mente è responsabile di tutto questo. Se dite “ c’è” allora c’è; se dite “non c’è” allora non c’è niente. Siatene certi, dipende tutto dalla mente. Dal momento in cui dite che il mondo non è vero, è molto facile dimenticare. Quanto tempo ci vuole? Voi non dimenticate per la semplice ragione che lo considerate vero. Voi vedete il sogno, ma quando vi svegliate, voi stessi dite che non è reale.

Nello stesso modo, quando capite ciò che è il mondo, dove è cominciato e dove finirà, lo dimenticate. L’origine del mondo è lo Zero, lo spazio; di là è sorto un concetto ed è creato il mondo intero. E’ esattamente come quando siete nel sonno profondo: improvvisamente emerge un pensiero e si svolge il sogno. Il mondo è un lungo sogno e, se capite che è un sogno, una illusone, che ogni cosa che succede non è vera, lo dimenticate facilmente. Se non capite, allora per voi  il mondo è vero. La mente è straordinaria,  può passare da un pensiero positivo a uno negativo in un istante, è instabile.

Se dimenticate la mente, sarete felici: è l’unico fattore che crea tute le sofferenze ed anche tutti i piaceri. Comprendete che la mente stessa non è vera; mente vuol dire pensiero e i pensieri vanno e vengono. La mente non crea che confusione,nient’altro. Colui che è non-mentale non è più nella confusione. Provate a dimenticare ciò che non è vero, è l’unico rimedio. E’ così che l’illusone sparirà, se non persisterà in una forma o l’altra.

La mente vive nella paura permanente: “cosa succede o non succede? Che fare o non fare?” Essere o non essere è sempre la domanda per ognuno di voi. Se la persona che vi è cara muore, potete piangere e piangere ancora, questo non ve la renderà. Un corpo mortale è morto, perché prendersela? Dovete dimenticarla, o non potete vivere in questo mondo. Dimenticare è la cosa migliore, è a questa condizione che potete essere felici. Se vi ricordaste delle vostre vite passate, sareste infelice per sempre. Nella vita succedono tante cose, certe che desiderate, e delle altre che non desiderate. Che fare! Se non dimenticate nella vita, diventate pazzi! Ecco perché l’oblio è necessario. Quanto tempo ci vuole per dimenticare ciò che è illusione? Dimenticate ad ogni istante. Quando dite una parola, un’altra arriva subito e dovete dimenticare la prima per poter comunicare la seguente. La parla non ha entità, nasce nello spazio che è zero. Sentite ciò che dico, ma, per continuare a sentire, dovete dimenticare ciò che ho detto prima. La sua origine è lo zero e la sua destinazione è lo zero. Tutto succede in una frazione di secondo. Se qualcuno vi insulta, le parole spariscono appena pronunciate, ma l’effetto s’imprime nella vostra mente. I vostri antenati sono tutti morti, dove sono scomparsi? Dove esistono ora? Non sono mai esistiti, dunque non potete dire dove sono scomparsi. Oggi è il 18 maggio, dove è scomparso il 17? E da dove apparirà il 19? Voi contate i giorni e le notti, ma non è che il vostro concetto, perché, se domandate al sole quanti anni ha, vi risponderà: “non conosco gli anni!”. Questa base sulla quale contate tutti questi anni, questo va e vieni, queste apparizioni e scomparse, è immutabile. Il sole non ha conoscenza di nulla.

Nello stesso modo è a partire dall’ignoranza che è apparsa la conoscenza e vedete svolgersi tutta l’illusione. L’ignoranza si è sovrapposta alla realtà e da questa ignoranza è sorto un concetto (la coscienza/conoscenza) ed è creato il mondo. Concetto vuol dire conoscenza. Tutto funziona attraverso la coscienza/conoscenza, è attraverso di lei che create e agite. Nascere è un concetto, dovete poi sopportare tante cose durante la vostra vita! Il concetto è la vita, nient’altro e quando la vita finisce e tutto ha termine, niente continua. Se non c’è spazio, non c’è parola.

A causa dello spazio, sono apparse le parole e il mondo. Voi avete creato il mondo intero, ma, ditemi, c’è qualche altra cosa oltre le parole nel mondo? Voi dite che c’è l’India, la Francia o gli Stati Uniti, ma non so che parole, concetti. Con le parole ne avete talmente fatto e siete andati così lontano che ora vi è impossibile di comprendere voi stessi. Comprendete l’origine delle parole dove cominciano, poi dimenticatele ed ecco la Realtà.

Le parole, cioè la conoscenza, hanno un grande potere; a partire da una sola parola, qualcuno può diventare vostro amico o vostro nemico.  Da dove vengono le parole? Dalla vostra mente. Così la mente è il fattore essenziale. Se la orientate verso la cosa vera, diventa la vostra migliore amica. Se la dirigete verso il falso, vi trascinate all’inferno! Così gli esseri realizzati prendono la mente dalla loro parte, ne fanno un’amica e alla fine la mente da sola scompare e solo la realtà è. Il mondo e la mente scompaiono, è questa la realtà e ciò che voi siete! Allora non c’è più niente da fare perché siete la realtà; come potrebbe mantenersi l’illusione? Non esiste più affatto. Quando dimenticate la realtà, cioè voi stessi, il mondo allora appare nella sua molteplicità.

Le scritture indiane dicono: “avete ottenuto un’incarnazione umana; se voi riflettete e comprendete con il discernimento, non siete perduti; dimenticate tutto e giungete alla Realtà, ma se al contrario vi perdete nell’illusione del mondo, dovrete sopportare numerose rinascite (84 milioni di rinascite)”. Finché siete identificati con la mente, ai cinque elementi (il corpo) e ai tre attributi (gunas), passate da una nascita all’altra.

Ma dal momento in cui comprenderete “io non sono né il corpo né la mente” uscite dal cerchio delle rinascite. Ecco perché gli esseri realizzati vi dicono di dimenticare tutte le cose del mondo, ma ricordatevi che, poiché siete nati, dovete conoscere voi stessi in  questa vita. Quelli che non lo fanno vanno all’inferno; inferno vuol dire ritornare a nascita dopo nascita. Infatti non c’è inferno né paradiso. Essere confinato nel ventre della madre per nove mesi, è già l’inferno, nient’altro; eppure il vostro più grande desiderio è avere un corpo. Per la paura, siete diventati così piccoli, ma credetemi, non potrete ottenere un’altra incarnazione tanto facilmente! Cosa fate di buono in questa vita? Dite che ciò che è falso è vero! Mentite di continuo. Avete tanto mentito che non potete essere perdonato! Ingannate senza posa perché dite “io sono” a ciò che non è. Quante volte avete detto: “sono questo corpo”? Per una sola menzogna , rischiate, si dice, sette anni di prigione, così vi toccherà sopportare 84 milioni di rinascite.

Dimenticate “io sono il corpo”; comprendete che non siete questa piccola cosa! Quando dimenticate questo, la realtà è là, non c’è nessun bisogno di cercarla. Voi dite: “non c’è nessuno qui”, ma voi ci siete! No? Così la realtà è voi stessi senza il “voi”. Voi credete di essere l”io” e la confusione appare. Dimenticate questo “io” perché non esiste. Cosa resta allora? La Realtà. E in questo modo che potete dimenticare: quando ciò non esiste, non dovete ricordarvi di niente, no? Ciò che non esiste ha per origine lo zero e per fine lo zero, allora come ricordarsi di ciò che non c’è? Quanto tempo vi occorre per dimenticare ciò che non c’è? Ditemelo! Accettate a parole che il mondo è illusione, ma in fondo, lo rifiutate. Se l’accettate realmente, siete fuori dall’illusione. Per ignoranza pensate che ciò è vero; dimenticate e siete la Realtà. Siete malato e consultate un dottore che vi dia il rimedio, ma voi lo rifiutate; se non lo prendete, di chi è la colpa? La malattia dell’illusione è tale che non scomparirà mai, a meno che il maestro non vi dia la comprensione. Allora sarà soppressa per la semplice ragione che non esiste. Il problema è che la mente non vuole comprendere, da cui tutte queste domande che si agitano in voi. Certe persone non hanno nessun desiderio di comprendere, ma vogliono solo polemizzare. Voi dite “si”, diranno”no”, se dite “ho la febbre, diranno: “no, non avete la febbre”. Cosa si può dire allora? Cosa si può dire a proposito di ciò che non c’è? E cosa si può dimenticare quando non c’è? Quello che non è, non è e non sarà mai, è evidente! Infatti è facile dimenticare: avete dimenticato oggi ciò che è accaduto ieri e dimenticherete domani ciò che è successo oggi.

Per un semplice cambiamento mentale scompare tutto; se accade questo cambiamento, diventate la realtà, se no restate una piccola creatura nel mondo. Che valore ha questo piccolo corpo in questo mondo immenso? Può scomparire in una frazione di secondo se si produce la deconnessione; ma voi siete così fieri di questa cosa che può scomparire ogni momento! Vi credete importanti, credete di fare grandi cose con questo corpo. L’ego non esiste che su del vento, cioè nella respirazione.

Quando essa cessa, dov’è l’ego? Finché respirate, dite che l’illusione è vera, ma quando cessa, tutto diventa zero. Capite allora che non è vera anche quando respirate, quando siete in vita. Ma l’ego non vi autorizza ad accettarlo. Dimenticare il mondo vuol dire comprendere che non c’è.

Se lo comprendete così, siete sicuri di arrivare alla Realtà, perché voi siete Lei. Da dove viene il sogno e dove scompare? Un concetto è sorto e vedete il sogno che si svolge. Quando dite “io sono” è il concetto che sorge e voi vedete il mondo intero. Considerate il corpo, la mente come vere e non comprendete che tutto ciò non esiste.

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