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La mutazione – seconda parte

3 Gennaio 2013

La mutazione:

(2^ parte)

 

Il Processo

 

Traduzione di Maurizio Redegoso Kharitian

 

Scoperta dello stato naturale

 

Il paradosso della mutazione, è che il cambiamento creatore si opera fuori dal tempo, senza movimento, senza impulso. La mutazione è allora come un ritorno allo stato primordiale, un rivoltamento così originale che si rivela essere il nostro “stato naturale”. E’ ciò che afferma U. G. quando dichiara che “la non conoscenza è il vostro stato naturale” [1]. Rivolgendosi ai suoi allievi, Mère precisa, paradossalmente, che:

“E’ lo stato sublime che è lo stato naturale, e siete voi ad essere costantemente in uno stato che non è naturale, che non è normale, che è una falsificazione, una deformazione.” [2]

Alla maniera della Genesi biblica, la caduta originale è ben inerente alla coscienza ordinaria, condizionata, reattiva, meccanica, dualista; lo stato naturale, adamitico, implica allora una mutazione silenziosa nell’immobilità del pensiero cerebrale. La coscienza cerebrale – o lo stato ordinario della coscienza – è una “falsificazione” nella misura dove non percepisce realmente, “oggettivamente” direbbe G. I. Gurdjieff o Rudolph Steiner, il mondo come è.

“Con la coscienza oggettiva, è possibile vedere e sentire l’”unità di tutte le cose”. Ma per la coscienza soggettiva, il mondo è frammentato in milioni di fenomeni separati e senza legame.” [3] ci dice Gurdjieff.

Steiner testimonia che all’età di 36 anni, si risvegliò in lui “un’attenzione, fino ad allora sconosciuta, per i fattori sensibili […] vidi un mondo nuovo aprirsi a me. Coltivare un’attitudine oggettiva, liberata da ogni soggettività, nel faccia a faccia con il mondo sensibile, questo mi permise di scoprire un campo che sfugge alla contemplazione in spirito […] Scoprii presto che una tale osservazione del mondo conduce effettivamente nel mondo spirituale.” [4]

Lo stato naturale partecipa alla percezione del mondo senza “deformazione” o “falsificazione”. E’ una visione diretta e aperta. Per Krishnamurti:

“Lo sguardo proveniente non solo dagli occhi ma da tutta la testa, la cui fonte nasce apparentemente dal retro del cranio e partecipe interamente dell’essere. Esperienza sorprendente. L’osservazione emanata da alcun centro. I colori, la bellezza e le linee delle montagne erano intense.” [5]

Mère descrive così la percezione non-duale:

“E questo da soprattutto l’impressione d’intimità, vale a dire che non ci sono distanze, non ci sono differenze, non c’è qualcosa che vede e che è visto[…] E’ al di sotto della vista. E’ una sorta di percezione dove non c’è più differenziazione degli organi. Ed è una percezione…si, che è totale.” [6]

Queste descrizioni sublimi dello stato naturale non hanno modo di essere senza suscitare l’illusione di acquisire un nuovo genere d’esperienza. Nisargadatta Maharaj ne mostra così l’inanità:

“Se cercate l’Immutabile, andate al di là dell’esperienza […] Nessun pensiero singolo può essere lo stato naturale del mentale, soltanto il silenzio. Non l’idea del silenzio, ma il silenzio stesso. Quando il mentale è nel suo stato naturale, ritorna spontaneamente al silenzio dopo ogni esperienza, o, più esattamente, ogni esperienza si produce su uno sfondo di silenzio.” [7]

 

 

 

Il “processo” a partire dalla testimonianza di J. Krishnamurti

 

  1. Krishnamurti descrive nei suoi Quaderni, un processo di purificazione che, in lui, causa dei mal di testa particolarmente acuti:

“Mal di testa sulla strada dell’aereoporto. La purificazione del cervello è necessaria. E’ il centro che comanda in tutti i sensi […] Quando il cervello si è purificato del suo condizionamento di avidità, di invidia, di ambizione, solamente allora può soddisfare il tutto. L’amore è questa compiutezza.” [8]

“Svegliati verso le due con una curiosa sensazione di pressione; il dolore era più acuto, situato maggiormente nel centro della testa. Questo è durato più di un ora con dei risvegli ripetuti dovuti all’intensità della pressione, ad ogni volta con una grande estasi che andava amplificandosi; questa gioia continuava. Nuovamente, aspettando, seduto nella poltrona del dentista, la pressione riprese improvvisamente. Il cervello divenne molto silenzioso, fremente, totalmente presente; ogni senso era guardingo […] Il fremito del cervello si percepiva come qualcosa di sorprendentemente vivo, vibrante che non si accontentava di registrare. Pressione e dolore erano molto forti, sembra che il corpo si sia assopito.” [9]

  1. G. parla anch’esso di questo genere di mali:

“Nell’epoca che chiamo il periodo dell’”incubazione”, ogni sorta di fenomeni si producevano nel mio organismo – dei mal di testa permanenti, dei dolori terribili, qui nel cervello. Ingoiavo non so quante decine di migliaia di pastiglie di aspirine. Non facevano nulla. Non si trattava di una ordinaria emicrania, nè di alcun mal di testa conosciuto, ma di dolori orribili.” [10]

Se questi particolari dolori non sono rilevati in altri “risvegliati”, una mutazione del processo di percezione – o mutazione cognitiva – e dunque una “trasformazione” cerebrale è ritenuta necessaria.

“Il funzionamento del potere sovra mentale come lo intendo, scriveva Sri Aurobindo, non consiste ad influenzare la fisica anormale ma ad entrare nel fisico ed a impregnarlo cambiandolo completamente in un fisico sovramentalizzato […] in quanto in ogni particella, in ogni atomo, ogni molecola, ogni cellula della Materia, vivono ed agiscono, nascosti ed ignoti, l’onniscienza dell’Eterno e la potenza dell’Infinito.” [11]

 

 

LA MUTAZIONE COGNITIVA

 

Percepire il mondo come partecipe alla ricezione del “nutrimento d’impressioni” indispensabile all’evoluzione verticale, o alla crescita interiore, della nostra essenza. Gurdjieff e R. Steiner, in modi differenti, dimostrano l’esistenza di tre generi di nutrimenti: il primo è quello dell’alimentazione, il secondo quello dell’aria, ed il terzo proviene dalla percezione. Questo “nutrimento d’impressioni” apporta delle “sostanze fini” (Gurdjieff [12]) o delle “forze eteriche” (Steiner [13]). Sono queste sostanze o queste forze che assicurano la trasformazione. Occorre dunque percepire oggettivamente, liberi del movimento meccanico soggettivo del pensiero, per ricevere questo nutrimento senza ridurlo al servizio delle attività mentali dualiste (proiezioni, giudizi, ecc.), senza dissiparla sotto forme di emozioni negative, d’irritazioni diverse o di contratture muscolari parassite.

Conviene dunque di imparare a percepire “senza giudizio”, oggettivamente. Ma la scoperta maggiore di questo approccio risiede nell’”Impossibilità” di operare intenzionalmente un tale modo di percezione. Questa “impossibilità” per l’ego conduce spontaneamente al silenzio della coscienza. E’ in questo silenzio che può svilupparsi una nuova respirazione attraverso una coscienza più sottile degli organi come delle stagioni che ritmano la nostra esistenza terrestre [14]. Resta che questa “impossibilità” è il punto chiave di una vera trasformazione che non può essere se non quella della nostra globalità. Vedere e rivedere l’”impossibilità” di sviluppare noi stessi, a partire da una “buona volontà”, produce ciò che Gurdjieff chiama degli “shock coscienti” [15] inducenti una “trasmutazione delle emozioni” attraverso  “la pratica della non-espressione delle emozioni sgradevoli, della non-identificazione, della non-considerazione interiore”.

Finalmente, questa “pratica” ci riporta alla domanda impossibile posta da Krishnamurti:

“Lo spirito può mai svuotarsi dal conosciuto?” Lo spirito stesso, non siete voi a svuotarlo. E’ questa una domanda impossibile. Se la ponete con il più intenso ardore, la più grande gravità, con passione, scoprirete. Ma se voi dite: “Oh! E’ possibile”, resterete in panne.” [16]

 

 

 

 

 

 

Note

 

[1] – U. G., Il Mentale è un Mito

[2] – Satprem, idem

[3] – Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto

[4] – Rudoplh Steiner, Autobiografia, vol. III

[5] – Krishnamurti, Quaderni

[6] – Satprem, Mère – La Specie Nuova

[7] – Sri Nisargadatta Maharaj, Io Sono

[8] – Krishnamurti, Quaderni

[9] –          “                   “

[10] – U. G., L’etat naturel, scaricabile sul sito di 3e Millenaire; vedere “La question de l’Eveil, 3e Millenaire n.103

[11] – Satprem, Mère, Il materialismo divino

[12] – Ouspensky, idem

[13] – Rudoplh Steiner, Terapeutica e scienza spirituale

[14] –      “          “      , Dello sviluppo occulto

[15] – Ouspensky, idem

[16] – Krishnamurti, La domanda impossibile

 

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